Ninive (AFI: ; ;URUNI.NU.A ; ) è una delle più famose città antiche, sulla riva sinistra del Tigri nel Nord della Mesopotamia. Si sono trovate tracce di insediamenti preistorici risalenti probabilmente al VI millennio a. C. e altri reperti, più consistenti, di epoca Uruk e successive. Divenne capitale del regno assiro sotto il re Sennacherib (704 - 681 a.C.); ampliata e abbellita da questi e da Assurbanipal (668 - 626 a.C.) raggiunse l'apice del suo splendore nel VII secolo avanti Cristo: le mura si estendevano per 12 chilometri su un'area di 750 ettari. La sua distruzione, nel 612 a.C., ad opera di Medi e Caldei, segnò anche la fine del grande regno assiro. Nell'area di Ninive si distinguono due zone rispettivamente a nord e a sud del fiume Khosr, Kuyunjiq e Nabī Yūnus, dominate dalla massa di due tell omonimi, terrapieni artificiali generati dalle rovine di antiche costruzioni. In lingua araba, il toponimo significa "Il profeta Giona". Yūnus (Giona) è infatti ricordato nel Corano come profeta precursore di Maometto. Nel libro di Giona della Bibbia, la missione del profeta è ambientata a Ninive.
Etimologia Per quanto l'origine del nome "Ninive" non sia certa, significa probabilmente "sede di Ishtar": personificazione divina del pianeta Venere; il culto principale era la prostituzione sacra. La dea corrispondeva ad altre dee in diverse nazioni: Era Astarte in Fenicia, Atargatis in Siria, Afrodite in Grecia, Venere a Roma e anche l'Astoret della Bibbia menzionata in 1 Re 11:5, 33, dea assiro-babilonese dell'amore e della guerra. Nina era uno dei nomi babilonesi della dea, l'ideogramma significa 'casa o palazzo del pesce' il cui significato probabilmente è da mettersi in relazione col termine aramaico nuna che significa "pesce".
Geografia Ninive (accadico Ninuwa o Ninua) era situata vicino alla confluenza dei fiumi Tigri e Khosr, nei pressi dell'odierna città di Mosul (Iraq settentrionale). Attualmente la sua ubicazione è contrassegnata da due ampi terrapieni, Quyungiq e Nebi Yunus, e dai resti delle mura cittadine (circa 12 km di perimetro). Fu un importante snodo per le rotte commerciali del tempo essendo situata in una posizione intermedia tra il Mar Mediterraneo e il Golfo Persico, ponte fra l'Oriente e l'Occidente. Commercialmente ricca ed architettonicamente imponente, fu una delle più grandi e popolose città antiche della regione mesopotamica.
Storia
Il sito su cui fu costruita la città di Ninive fu abitato fin da epoca antichissima. Con un sondaggio condotto nel 1931-32 fino a una profondità di 27,5 m, Mallowan distinse cinque livelli preistorici. A Ninive sono state recuperate ceramiche risalenti alle culture di Hassuna e Halaf, tra il 6500 e il 5500 a.C.
Costruita lungo una linea di faglia, fu colpita da diversi terremoti, come quello che distrusse il tempio di Ishtar, ricostruito dal re accadico Manishtushu nel 2260 a.C. L'evento viene ricordato in un testo scritto dell'epoca di Shamshi-Adad I, a cavallo della fine del XIX secolo avanti Cristo. La possibile esistenza di un tempio ancora più antico venne sostenuta da Reginald Campbell Thompson, che scavò i resti del livello 5.
Da centro religioso, Ninive iniziò a svilupparsi in città vera e propria durante il dominio dell'impero accadico, nel XXII secolo a.C. Sembra che in tale epoca venisse edificata una prima cerchia di mura attorno all tell di Kuyunjiq, di più antico insediamento, costituendo la cittadella attorno alla quale si ebbe lo sviluppo successivo. Dopo un periodo di cui non si hanno molte notizie, viene citata per la prima volta come città reale durante il periodo Medioassiro. Salmanassar I eresse o allargò palazzi su Kuyunjiq. Si costruì anche sulla seconda collinetta, Nebi Yunus, che fungeva da arsenale cittadino. In questo terrapieno però non sono stati eseguiti scavi poiché vi si trova un santuario islamico.
Fu Sennacherib che fece di Ninive nel 700 circa a.C. una città magnifica. Costruì nuove vie e piazze e imponenti palazzi fra cui il "Palazzo senza Eguali" scoperto nel 1847 da Layard. Il piano, in gran parte recuperato, ha una dimensione di circa 503 per 242 metri e comprende almeno 80 vani. Nel palazzo è stata trovata una vera e propria biblioteca di tavolette cuneiformi. La base era costituita da blocchi di calcare e mattoni di fango e misurava 22 metri di altezza. In totale la fondazione include circa 2.680.000 metri cubi di mattoni (circa 160 milioni di mattoni). Le pareti di mattoni erano alte 20 metri. Alcune delle porte principali sono state affiancate da figure colossali di pietra del peso di circa 30 tonnellate che rappresentano leoni alati o tori con la testa d'uomo. Il materiale impiegato per la costruzione proveniva dalle cave di Balatai distante 50 km. Ci sono anche 3.000 metri di pannelli in pietra scolpita a bassorilievo che documentano tutte le fasi della costruzione, comprese la scultura delle statue e il loro trasporto su chiatta. Un'immagine raffigura 44 uomini che trainano una statua colossale. La maggior parte delle statue pesavano tra 9 e 27 tonnellate.
Secondo teorie recenti, adiacenti al palazzo vi erano forse i meravigliosi giardini conosciuti come Giardini pensili di Babilonia. Questo perché mentre a Babilonia non sono stati mai trovati resti ad essi riconducibili, i giardini creati da Sennacherib appaiono molto vicini alle descrizioni successive. Vi sono inoltre altri argomenti a sostegno, tra i quali il fatto che dopo la distruzione di Babilonia operata da Sennacherib, che asportò anche le statue degli dei principali, fonti esterne appaiono confondere Ninive con Babilonia.
I bassorilievi dei palazzi riflettono il sistema statale degli Assiri, con una classe dirigente fortemente militarizzata che utilizzava sistematicamente l'esibizione di forza ed il terrore come strumento per soggiogare gli altri popoli. La guerra è rappresentata in ogni dettaglio, con battaglie cruente, distruzioni di città e accampamenti, cadaveri, uccisioni di prigionieri, saccheggi, omaggi dei principi vinti. In un'iscrizione Sennacherib dichiara: «I suoi abitanti giovani e vecchi […] con i loro cadaveri ho riempito le strade della città». Nel palazzo è stata rinvenuta anche la stele a forma di prisma con gli annali del regno di Sennacherib in cui si narra, fra l'altro, a proposito del re ebraico Ezechia: «Lui stesso imprigionai a Gerusalemme, la sua residenza reale, come un uccello in gabbia.».Time Life Lost Civilizations series: Mesopotamia: The Mighty Kings, 1995.Ancient Near Eastern Texts, p. 288.
La caduta di Ninive
Il periodo di splendore della città, che si presume contasse tra i e i abitanti, ebbe breve durata. Alla morte di Assurbanipal intorno al 630 a.C. scoppiarono delle guerre civili.
Verso il 616 i regni sottomessi con la forza si ribellarono e saccheggiarono diverse città assire.
La cronaca babilonese B.M.British Museum 21901 narra la caduta di Ninive, assediata dagli eserciti di Nabopolassar, re di Babilonia, e di Ciassare di Media nel 612 a.C.: «La città [ridussero] in cumuli di rovine e mucchi [(di detriti)]». Secondo la stessa cronaca, Assur-uballit II tentò di prolungare la dominazione assira da Harran, sua nuova capitale. La resistenza assira non ebbe successo ed anche Harran fu persa. Un successivo tentativo di recuperare Harran, con l'aiuto egizio è menzionato nella stessa cronaca B.M. 21901, a proposito del 609 a.C.: «Nel mese di duʼuzu, Assur-uballit, re d’Assiria, (e) un grande esercito dell’Egitto [che era venuto in suo aiuto] passò il fiume (Eufrate) e [marciò] alla conquista di Harran.». Il tentativo, comunque, non ebbe esito.
Anche dopo la caduta, Ninive e il suo territorio continuarono ad essere abitati fino all'epoca islamica. Il 12 dicembre 627 d.C. vi si svolse la battaglia decisiva tra i Persiani di Cosroe e l'esercito bizantino di Eraclio, che vide prevalere quest'ultimo.
La città, chiamata dagli arabi Mawṣil, fu annessa al califfato islamico nel 641, l'insediamento si spostò però dalla riva orientale a quella occidentale del Tigri, diventando de facto la nuova città di Mosul.
Nel 2014 Mosul cadde in mano ai militanti dello Stato Islamico (noto anche come ISIS), che ne distrussero i monumenti principali fra cui le millenarie mura della città assira.
Religione
Anche prima dell'impero assiro, Ninive fu il più importante centro religioso, oltre a Babilonia, per il culto della dea Ishtar, dea dell'amore e della guerra il cui simbolo era una stella. Fra gli edifici sacri si annovera inoltre il tempio di Nabu. Il culto e la devozione includeva fra gli altri riti, anche la prostituzione sacra. Alla corrispondente divinità babilonese, Ishtar, i testi accadici attribuiscono i titoli di regina dei cieli e regina dei cieli e delle stelle.Non esistono prove che presso il tempio di Ishtar le sacerdotesse praticassero la prostituzione sacra, anche se tale pratica è documentata per Astarte, identificata sincreticamente con Ishtar, in terra di Canaan e in Fenicia; di quest'ultima la Halley’s Bible Handbook infatti scrive: «Le sacerdotesse erano prostitute del tempio. I sodomiti erano prostituti del tempio. L'adorazione di Baal, di Astoret e di altri dèi cananei consisteva nelle orge più sfrenate; i loro templi erano centri del vizio.» Halley’s Bible Handbook, p. 166.
Gli Assiri riconoscevano come divinità suprema il dio Assur Il re stesso d'Assiria era sommo sacerdote di Assur. Gli attributi del dio Assur, nell'età più antica, sono un alto copricapo, un cerchio nella sinistra e un'arma a forma di roncola nella destra; più tardi egli assume l'aspetto di un disco alato terminante in busto umano talora in atto di tirare l'arco. Un sigillo, scoperto da Austen Henry Layard fra le rovine di un palazzo assiro e ora conservato al British Museum rappresenta il dio Assur con tre teste sopra le ali.
La triade principale era formata da Aner, il cielo; Bel, la regione abitata da uomini, animali e uccelli; ed Ea, che rappresentava le acque sopra e sotto la superficie della terra. Una seconda triade era composta da Sin, dio-luna, Shamash, dio-sole, e Ramman, dio della tempesta, anche se il suo posto era spesso preso da Ishtar. Seguivano poi i cinque dèi che rappresentavano cinque pianeti. A proposito degli dèi che formavano gruppi trinitari, un dizionario biblico afferma: «Questi dèi sono invocati a volte insieme in frasi che sembrano elevare ciascuno a turno a una posizione di supremazia sugli altri». Il pantheon dei niniviti però includeva innumerevoli altre divinità minori il cui culto era animistico. Grande importanza era attribuita ai presagi, tratti esaminando il fegato di animali sacrificati, il volo degli uccelli o la posizione dei pianeti.
Il carattere bellicoso dei assiri era attribuito anche agli dei in cui credevano. Nei suoi annali Assurbanipal afferma: «Per comando di Assur, Sin e Shamas, i grandi dèi miei signori che mi proteggevano, entrai nel [paese di] Minni e marciai vittorioso» Sargon stesso invocava regolarmente l'aiuto di Ishtar prima di andare a combattere. Gli eserciti in marcia seguivano gli stendardi degli dèi. W.B. Wright scrive: «Era dovere della nazione combattere, e i sacerdoti fomentavano incessantemente la guerra. Essi vivevano in gran parte del bottino della vittoria, di cui una percentuale fissa era sempre attribuita loro prima che gli altri se lo dividessero, perché quella razza di predoni era estremamente religiosa.».Ancient Cities di W.B. Wright, 1886, p. 25.
Ninive nella Bibbia
La città è ampiamente citata nella Bibbia in otto libri, da Genesi a Sofonia, 2º Re, Daniele, Giona e Naum oltre ai due vangeli di Matteo e Luca che riportano la sentenza dello stesso Gesù sulla sorte che sarebbe spettata ai niniviti nel giudizio.
Nell'Antico Testamento