Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) è un servizio di pubblica utilità. È sezione nazionale del Club Alpino ItalianoEnte pubblico non economico Legge 26 gennaio 1963, n.91, operando in piena autonomia, e individuata dall'art.13, comma 1 del decreto legislativo 1/2018 come struttura operativa del Servizio nazionale di Protezione Civile.
Le finalità del CNSAS, definite con chiarezza dalla legge, sono: il soccorso degli infortunati, dei pericolanti, dei soggetti in imminente pericolo di vita e a rischio di evoluzione sanitaria, alla ricerca e al soccorso dei dispersi e al recupero dei caduti nel territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale, ferme restando le competenze e le attività svolte da altre amministrazioni o organizzazioni operanti per lo stesso fine. contribuire alla prevenzione e alla vigilanza degli infortuni nell’esercizio delle attività connesse in queste zone. concorrere al soccorso in caso di calamità, in cooperazione con le strutture della Protezione Civile, nell’ambito delle proprie competenze tecniche e istituzionali. Al CNSAS è inoltre affidata la funzione di coordinamento nel caso di intervento di diverse organizzazioni di soccorso in ambito alpino o in ambiente impervio. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano individuano nelle strutture operative regionali e provinciali del CNSAS i soggetti di riferimento esclusivo per l'attuazione del soccorso sanitario nel territorio montano ed in ambiente ipogeo.
Al 2021 conta un organico sul territorio italiano di oltre 7500 tecnici, distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Storia Il Soccorso alpino trae origine dallo spirito di solidarietà delle genti di montagna, ma si sviluppa in modo organizzato soltanto in tempi moderni con la crescita della frequentazione della montagna a scopo turistico, sportivo o ricreativo. L’attuale struttura del CNSAS nasce ufficialmente il 12 dicembre 1954, quando il Club alpino italiano (CAI), la più antica associazione di alpinisti d'Italia, istituisce il Corpo di soccorso alpino (CSA). Tra i promotori dell'iniziativa ci furono il trentino Scipio Stenico e l'allora presidente generale del CAI, Bartolomeo Figari.
La prima stazione del Soccorso Alpino veniva creata nel settembre del 1952 a Pinzolo (TN), all'interno della SAT. Diventava così ufficialmente operativo il piano di organizzazione territoriale di soccorso in montagna concepito dal dottor Scipio Stenico.
Nel 1968 il "Soccorso speleologico" entra a far parte del CSA; nel 1990 l'istituzione assume l'attuale denominazione, e nel 2001 la legge 74/2001 riconosce al CNSAS la funzione di "servizio di pubblica utilità".
Finalità ed attività Le finalità del CNSAS sono definite dalla legge 74/2001 e riportate anche all'articolo 2 dello statuto.:
soccorso degli infortunati, dei pericolanti, dei soggetti in imminente pericolo di vita e a rischio di evoluzione sanitaria, alla ricerca e al soccorso dei dispersi e al recupero dei caduti nel territorio montano, nell'ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale; contribuire alla prevenzione e alla vigilanza degli infortuni nell'esercizio delle attività connesse in queste zone; concorrere al soccorso in caso di calamità, in cooperazione con le strutture della Protezione Civile, nell'ambito delle proprie competenze tecniche e istituzionali.
Il CNSAS opera inoltre in collaborazione col Servizio sanitario nazionale. e con le squadre del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF). Ad esso è inoltre affidata la funzione di coordinamento nel caso di intervento di diverse organizzazioni di soccorso alpino,.Direttiva del presidente del Consiglio dei ministri 9 novembre 2012 Indirizzi operativi volti ad assicurare l'unitaria partecipazione delle organizzazioni di volontariato all'attività di protezione civile. e le sue strutture sono indicate alle regioni come «soggetti di riferimento esclusivo per l'attuazione del soccorso sanitario nel territorio montano ed in ambiente ipogeo.»
Maxi emergenze ed eventi a carattere straordinario Il CNSAS, in quanto struttura operativa del Servizio nazionale di Protezione Civile, viene attivato durante le maxi emergenze e gli eventi a carattere straordinario. Il CNSAS è prevalentemente impiegato nelle prime fasi delle emergenze per la ricerca di dispersi. Tra gli ultimi interventi svolti:
terremoto dell'Aquila del 2009; naufragio della Costa Concordia nel 2012 con l'intervento dei tecnici speleosub specializzati nelle ricerche in ambienti allagati; terremoto del centro Italia del 2016 e del 2017; valanga di Rigopiano nel gennaio 2017; inondazione nelle Gole del Raganello nel 2018 dove due gruppi di escursionisti furono travolti dalle acque. Tra i 44 escursionisti coinvolti si sono registrate 10 vittime, compresa una delle guide che accompagnava i gruppi, 11 feriti e 23 persone tratte in salvo dai soccorritori; valanga sul Monte Velino nel 2021 dove persero la vita quattro escursionisti; valanga della Marmolada nel 2022 che ha provocato 11 vittime e 8 feriti; alluvione dell'Emilia-Romagna nel 2023; recupero della speleologa Ottavia Piana presso la grotta di Bueno Fonteno in Lombardia nel dicembre 2024.
Organizzazione Il CNSAS è struttura operativaRegolamento generale del Club alpino italiano , Titolo IV, Capo III, Art. 33 (IV.III.3), par. 2 e sezione nazionaleModifiche allo Statuto approvate dall'Assemblea dei delegati il 19 dicembre 2010 del Club Alpino Italiano che ha il mandato di garantire la vigilanza e la prevenzione degli infortuni nelle attività escursionistiche, alpinistiche e speleologiche e di effettuare il soccorso degli infortunati o dei pericolanti e il recupero dei caduti..
Il servizio del CNSAS è diviso su base regionale e provinciale, attraverso delle strutture chiamate servizi regionali, delegazioni e stazioni alpine, delegazioni e stazioni speleologiche. Al 2010 erano presenti:
19 servizi regionali e 2 servizi provinciali (per le Province autonome di Trento e Bolzano) 31 delegazioni alpine 242 stazioni alpine 15 delegazioni speleologiche 27 stazioni speleologiche
Il lavoro del CNSAS è svolto da tecnici altamente preparati e organizzati su base regionale. Tramite il superamento di esami ed una formazione continua si può acquisire la qualifica di:
Operatore di soccorso base (OSB) Operatore di soccorso alpino (OSA) Tecnico di soccorso alpino (TeSA) Tecnico di elisoccorso (TE) Operatore di soccorso speleologico (OSS) Tecnico di soccorso speleologico (TSS) Operatore di soccorso in forra (OSF) Tecnico di soccorso in forra (TSF) Medico specializzato in emergenza ad alto rischio in ambiente alpino Medico specializzato in emergenza ad alto rischio in ambiente ipogeo Tecnico di centrale operativa (nelle delegazioni dove questo sia previsto) Tecnico di ricerca (TeR) Coordinatore delle operazioni di ricerca (COR) Pilota SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) Direttore delle operazioni di soccorso (DOS) Tecnico di soccorso in pista Tecnico disostruttore Tecnico speleosubacqueo.
Il CNSAS dispone inoltre di Unità cinofile di ricerca in valanga (UCV), unità cinofile di ricerca in superficie (UCRS) ed Unità cinofile Molecolari (UCRM) a cui si aggiungono le Unità cinofile specializzate in catastrofi (UCRC).
Richiesta di intervento La richiesta di intervento viene effettuata tramite il numero d'emergenza 118 (o tramite il numero unico di emergenza 112, ove attivo), specificando che ci si trova in montagna o in grotta e fornendo la propria posizione e altre informazioni necessarie per valutare il tipo di intervento necessario. È inoltre necessario fornire tutte le informazioni utili per un eventuale elisoccorso, quali meteo, visibilità e presenza di ostacoliCome chiamare soccorso, cnsas.it.
In caso di interruzione delle comunicazioni con l'operatore, è richiesto che il telefono utilizzato per la chiamata di soccorso non sia abbandonato e che la linea sia lasciata libera, così da consentire a chi ha effettuato la chiamata di essere ricontattato dagli operatori o dagli stessi soccorritori.
Da qualche anno è attiva un'app per smartphone denominata GeoResQ, sviluppata dallo stesso CNSAS, che permette di inoltrare alla Centrale Operativa un SOS geolocalizzato con l'annessa traccia (o porzione di essa) registrata durante l'escursione; per il funzionamento ha bisogno di rete dati/internet.
Statistiche sugli interventi Al 2025 il CNSAS risulta aver effettuato oltre 245000 interventi e soccorso oltre 255000 persone.
Anno Interventi Persone soccorse Soccorritori impiegati Morti Feriti Illesi Dispersi Note 1955 106 153 925 57 47 48 1 1960 128 206 862 65 37 104 0 1965 202 309 1381 63 135 110 1 1970 362 597 2590 106 212 271 8 1975 631 1072 4934 158 316 577 21 1980 899 1161 6946 253 474 393 41 1985 1176 1504 9100 206 688 517 93 1990 1873 2347 11659 249 1182 866 50 1995 1867 3316 14699 280 1814 1171 51 2000 4342 5025 19019 305 3061 1601 58 2005 5563 6020 25437 429 3892 1656 43 2009 5013 5502 25241 360 3759 1273 110 2015 7005 nd 31383 429 3927 2320 49 2017 9059 8867 35156 485 5081 3231 70 2018 9554 10073 40270 458 nd nd nd 2019 10234 10073 41666 446 6190 3376 61 2020 10279 9824 43247 465 5634 3635 90 2021107301061564098455630937401112022 1036710125418575045823371484(esclusa la Valle d'Aosta)20231234912365449944917622415110120241206311789425894667018299 feriti con compromissione delle funzioni vitali, 1431 gravi e 5288 lievi.4187118202513037145234692752896244231140
Onorificenze
Galleria d'immagini
Note
Bibliografia Leggi
Direttive Direttiva del presidente del Consiglio dei ministri 9 novembre 2012 Indirizzi operativi volti ad assicurare l'unitaria partecipazione delle organizzazioni di volontariato all'attività di protezione civile.
Interpellanze parlamentari
Statuti e regolamenti
Voci correlate Ricerca e salvataggio Soccorso alpino Primo soccorso Club alpino italiano Alpinismo Speleologia Valanga Soccorso piste Meteomont Chiamata di emergenza
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