Il Museo veneto del giocattolo ha sede a Padova, zona Mandria, presso il centro polifunzionale Civitas Vitae.
Storia
Il museo è nato del 2006 per conservare e valorizzare una collezione di giocattoli, da fine Ottocento agli anni Cinquanta, formata grazie alla generosità di alcuni collezionisti. I giocattoli conservati ed esposti nelle sale del Museo rappresentano un'importante testimonianza artistica e artigianale, ma soprattutto ricoprono un ruolo fondamentale nella valorizzazione della dimensione della memoria e della relazionalità. Il Museo veneto del giocattolo è aperto tutti i giorni ed è ad ingresso gratuito.
La collezione
I giocattoli esposti al Museo veneto del giocattolo appartengono a diverse tipologie, dalle automobili ai treni, dalle navi agli aerei, dalle bambole ai peluches, dai soldatini ai giochi di fantasia. A ogni tipologia di giocattolo è dedicata una sezione del percorso espositivo, che comprende inoltre una sezione dedicata esclusivamente ai giocattoli in latta prodotti dalla ditta padovana Ingap. Negli anni la collezione si è accresciuta, aprendo uno sguardo anche ai giocattoli che maggiormente hanno caratterizzato gli ultimi vent'anni: i videogiochi. Il museo offre infatti un'esperienza di visita interattiva, dando la possibilità ai suoi visitatori di giocare con la console Nintendo DS, una delle console più famose prodotte nell'ultimo trentennio. Sezioni espositive Il museo ospita varie collezioni di giocattoli suddivisi in varie sezioni e bacheche.
Sezione A In questa sezione si trovano auto giocattolo dagli inizi del secolo. Dagli anni '30 con le limousine per arrivare agli anni '50 con le riproduzioni delle automobili americane e italiane più famose. I modellini sono in scala 1/43. Le principali aziende produttrici sono le inglesi Dinky e Corgi e le italiane Mercury e Politoys.
Sezione B Vi sono esposti modelli di navi e aeroplani: navi da guerra Marklin 1910, sottomarino Marklin anni '30, altre navi da guerra anni '30, motoscafi da diporto Schuco, nave passeggeri anno 1910. Gli aerei tedeschi anni '30 Gunthermann - Zeppelin TCO, aerei italiani anni '30 e '50 INGAP, idrovolanti anni '30, elicotteri e jet anni '50.
Sezione C Sezione dedicata al modellismo ferroviario. Il famosissimo "Coccodrillo", sia in scala grande "0" (produzione Biaggi - Elettren), sia in scala "H0" (la tedesca Marklin e l'italiana Rivarossi). Inoltre sono presenti diverse bacheche contenenti locomotive, carrozze passeggeri, carri merce, stazioni ferroviarie e altri complementi di arredo per i plastici nelle diverse scale N, H0, 0 ed 1 di varie marche (Märklin, Fleischmann, Bing, Bub, Rivarossi, Lima, Biaggi ed altre ancora) che spaziano dagli ultimi anni dell'Ottocento ai giorni nostri.
Sezione D Esposizione di famose marche europee di soldatini di piombo (Britains, Heyde, CBG ed altre), tra cui i soldatini del periodo nazista e fascista (i Lineol ed Elastolin e gli italiani Confalonieri). Dal 1910 al 1961.
Sezione E Dedicata a giocattoli di fine secolo e di fantasia: clown del 1910, giostre tedesche anni '20, giostre Italiane anni '30 Cardini, Lehmann anni '30, personaggi dei fumetti, Fortunello, Pinocchio, Bonzo, Bonaventura.
Sezione F Vi si trovano bambole e pelouches: esemplari tedesche di inizio secolo, alcuni bambole francesi di inizio secolo, altre di panno Lenci Italiane anni '30, alcune bambole italiane anni '30 Furga. Ancora, ci sono case di bambole, cucine, bagni ecc., Barbie coi loro accessori, pelouches e orsetti Steiff.
Bambole Lenci (1930)
Nella sezione ci sono due bambole della ditta Lenci (circa 1920) di Enrico Scavini, produttore di giocattoli, bambole, pupazzi, confezioni, articoli di vestiario, decorazioni per vestiti e arredamenti per la casa. Le due bambole in foto chiamate "Il Balilla" e "la Giovane Italiana", hanno vestiti tipici di questo periodo che rappresentano il Sabato fascista. Era la dizione con cui si indicava la giornata del sabato durante il Ventennio, dedicata ad attività culturali, sportive, paramilitari, politiche e professionali.
Sezione Speciale INGAP Esposizione di giocattoli in latta prodotti dalla ditta Ingap di Padova, che in passato fu grande produttrice di giochi in Italia.
Plastici ferroviari Presso il Museo veneto del giocattolo sono presenti diversi plastici ferroviari: un plastico in scala H0 con funzionamento digitale della lunghezza di circa 7 metri; un plastico in scala H0 che può funzionare, alternativamente, in analogico o in digitale della lunghezza complessiva di oltre 10 m; un piccolo plastico in scala H0 costruito tutto con materiale Fleischmann; un plastico in scala H0 a terza rotaia sistema Märklin che copre una superficie di circa 4,5 metri per 4 (nel 2026 in ristrutturazione) ed un più semplice doppio giro di binari sistema Märklin in scala 0. Questi plastici sono gestiti in collaborazione con l'associazione Società Veneta Ferrovie APS.
Altre attività che si svolgono al Museo All'interno del museo c'è una sala dove le scolaresche svolgono laboratori didattici seguiti da un gruppo di volontari dell'Associazione Agorà Laboratorio Terza Età Protagonista, chiamati "Nonni del cuore". Sono persone longeve appositamente formate che collaborano con il museo al fine di accompagnare le ragazze e i ragazzi nella scoperta dei giochi antichi e non conosciuti dalle nuove generazioni.
Questa collaborazione da parte delle persone longeve ha lo scopo di trasmettere e conservare la memoria dell’esperienza passata trasmettendola alle generazioni future.
Gli stessi volontari del Museo veneto del giocattolo ricevono i ragazzi delle scuole primarie di Padova e Provincia per insegnare il comportamento sull'uso della bicicletta in strada, utilizzando una vasta zona verde adiacente al museo.
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Note
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