Rescaldina è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Milano in Lombardia.

Geografia fisica Territorio

Il territorio rescaldinese presenta un profilo geometrico alquanto regolare, con basse variazioni altimetriche. Il territorio ha una superficie di 8,03 km² ed è distribuito su un suolo che ha un'altitudine compresa tra i 220 m e i 230 m s.l.m.. Secondo la classificazione sismica la cittadina è in zona 4 (sismicità irrilevante), come stabilito dall'ordinanza PCM n. 3274 del 20 marzo 2003.

Idrografia Rescaldina è attraversata a est al confine con i comuni di Gerenzano e Cislago dal torrente Bozzente, che scorre per la quasi totalità nell'area boschiva del Parco del Rugareto. Il corso d'acqua è incanalato in argini artificiali, ed è l'unico del parco ad avere una portata propria costante anche in periodi di scarse precipitazioni.

Clima

Secondo la classificazione climatica il centro abitato è quindi situato in "zona E", .

Situata nell'alta Pianura Padana, Rescaldina ha un clima di tipo continentale con inverni freddi e con molte giornate di gelo. Il fenomeno della nebbia sta diventando via via sempre meno frequente. Le estati sono calde, umide e moderatamente piovose. Le temperature, in tale periodo, possono superare i , con l'umidità che può raggiungere l'80%, causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato "afa". L'umidità è sempre molto elevata per tutto l'anno. Le perturbazioni di stampo atlantico-mediterraneo o artico-russo sono le principali cause delle precipitazioni atmosferiche. Rescaldina, come del resto gran parte della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione.

I dati provenienti dalla stazione meteorologica di Milano Malpensa indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione meteorologica mondiale, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a ; quella del mese più caldo, luglio, è appena sopra i . Le precipitazioni medie annue sono superiori ai e presentano un picco primaverile ed autunnale, con un minimo relativo invernale.

Origini del nome I toponimi Rescalda e Rescaldina, hanno origini incerte. Il toponimo Rescaldina è diminutivo di Rescalda, che popolarmente viene rintracciato nella voce verbale riscalda, come a significare che la cittadina sia più calda delle altre. Tuttavia l'etimologia degli studiosi indica un nome composto, come prima parte un derivato del latino robur, che significa "Quercia" o "rovere" e dal vocabolo longobardo Scalta, che significa "Macchia d'alberi, Area boschiva". Dunque il nome, formatosi intorno alla prima età medievale, significherebbe "Bosco di querce e roveri".

Storia Epoca romana Il territorio di Rescaldina reca la sua prima traccia della presenza umana all'epoca romana, grazie ad un'ara in pietra che riportava probabilmente una simbologia religiosa. Probabilmente l'ara fu collocata lungo la strada romana che percorreva la parte superiore del bordo della Valle Olona. Questa ara, rimasta per decenni all'ingresso del cimitero ora è collocata nel cortile della casa parrocchiale. Pare furono i monaci cistercensi a stabilire il primo insediamento agricolo permanente (la "grangia") nell'area dell'attuale comune, che col tempo crebbe in due distinti borghi rurali: Rescalda e Rescaldina.

Il Medioevo

Nel periodo medievale a causa delle scorrerie barbariche e delle dominazioni, le coltivazioni romane sul territorio vennero abbandonate e sui terreni spogli si svilupparono boschi di querce, noccioli e roveri ricchi di selvaggina, divenendo luoghi frequentati da cacciatori e taglialegna. Con l'avvento dei Comuni, inizia per le terre rescaldinesi un nuovo periodo, orientato sul commercio e sul settore agricolo che torna fiorente. Con l'avvento dei monaci di San Bernardo di Chiaravalle, il terreno venne dissodato e reso adatto alle culture di cereali e uva. Vennero inoltre tracciati all'interno dei boschi sentieri e vie, che funsero da mezzo di comunicazione con i comuni limitrofi.

Presenze di stemmi viscontei su due edifici rimandano alla leggenda sulla presenza di una residenza estiva del nobile casato, peraltro mai accertata, e comunque all'appartenenza di Rescaldina alla Signoria di Milano e al Ducato di Milano a partire dal XIII secolo. È in questo secolo che nascono le prime testimonianze scritte: sono atti notarili che stabiliscono i confini delle varie proprietà ed i rispettivi proprietari. Si possono trovare indicazioni come cassina de Reschaldina e riferimenti ai borghi di Ravello e Rescalda.

Il Cinquecento ed il Seicento Nel 1570 Rescaldina venne elevata a parrocchia da Carlo Borromeo e inserita nella Pieve di Legnano. Gli abitanti di Rescalda, non trovando accolte le loro richieste per ottenere una parrocchia autonoma, costituirono una rendita per il mantenimento del sacerdote, fu stabilita quindi la parrocchia nel 1608 e inserita nella Pieve di Busto Arsizio. La costituzione di questa rendita autonoma consentì agli abitanti di Rescalda di acquisire il diritto di eleggere il parroco, privilegio mantenuto fino al Concilio Vaticano II, l'ultimo parroco infatti venne eletto nel 1959 (una delle ultime due parrocchie nella diocesi di Milano).

Durante il Rinascimento, una delle più importanti famiglie che si assediò sul territorio fu quella dei Lampugnani (o Lampugnano), che dominò ed influenzò gli eventi sul territorio per circa tre secoli a partire dal XIV secolo. Da ricordare il casato dei Melzi, che dalla Casa Patrizia di Legnano estendevano a Rescaldina numerosi possedimenti (la Casa della Curti Granda, loro residenza e i fabbricati a cortile in via Bossi e Legnano, attualmente di proprietà della fondazione Barbara Melzi). Tra le altre famiglie nobili aventi terre a Rescaldina troviamo i Bossi, i Prandoni, i Mozzoni, i Dossena, i Crivelli, i Balbi ed i Bonomi.

Il Settecento e l'Ottocento Il catasto teresiano definiva nel 1730 l'assetto del territorio, per la maggior parte ancora suddiviso e posseduto da nobili, con i Melzi che nei primi dell'Ottocento divennero proprietari di tutti i terreni agricoli di Ravello, compreso il Santuario della Madonna della Neve.

Nel 1798 con l'arrivo dei francesi in Italia e la nascita nella Repubblica Cisalpina, Rescaldina fu parte del Distretto di Legnano e del Dipartimento di Verbano. Nel censimento del 1807, Rescaldina contava 630 abitanti e Rescalda 272, dati statici rispetto a quelli che conosciamo del Cinquecento e del Settecento; allo stesso modo perdurava l'economia agricola di sussistenza che era già caratteristica dei secoli precedenti.Caludio del Balzo, Comune di Rescaldina Cenni Storici Attività Produttive

Nel 1811, due anni dopo la prima unificazione con Rescalda, con una riforma amministrativa del Regno d'Italia napoleonico che prevedeva la razionalizzazione dei comuni minori, il comune fu annesso come frazione al comune limitrofo di Cerro Maggiore, perdendo la propria autonomia amministrativa. Annullato tutto durante il Regno Lombardo-Veneto, con l'istituzione del Regno d'Italia nel 1861, Rescaldina fu confermato parte della Provincia di Milano le cui funzioni dipendevano dal circondario di Gallarate e dal mandamento di Saronno. Nel censimento del 1861, Rescaldina e Rescalda contavano rispettivamente 1109 e 473 abitanti.

Nel 1869, con l'Unità d'Italia, Rescalda venne aggregata in qualità di frazione. Il territorio comunale di 541 ettari, divenne di 779 con l'aggregazione della nuova frazione.

L'industrializzazione

Nel 1830 i Fratelli Baroncini, imparentati con i Fratelli Bassetti, decisero di aprire un'azienda tessile avente come secondo stabilimento dopo Milano, quello di Rescaldina. La nuova attività si sviluppò tanto che i Barocini decisero di cederla a Giovanni Bassetti, unico erede della famiglia. Venuto a mancare Giovanni nel 1893, passò in mano a Rosa Pintanida assistita dai figli Ermete, Felice e Giovanni, per poi assumere la denominazione di Società Giovanni Bassetti. Nel 1908 venne messa in atto, con l'introduzione di 25 telai meccanici francesi, la prima meccanizzazione dello stabilimento di Rescaldina. L'apertura di nuovi stabilimenti sul territorio avvenne nel 1918 e successivamente nel 1964, con la costruzione di un grande polo industriale. In quegli anni la Bassetti, poté vantare un incremento della produzione grazie ai nuovi telai meccanici, che permisero di fabbricare più di 40 milioni di metri quadri annui di tessuti, ospitando 1100 telai e dando lavoro a più di 700 operari nello stabilimento rescaldinese.

Il XX secolo Terminata la prima guerra mondiale, l'industria dovette subire gli effetti della riconversione della produzione, che in precedenza era incentrata sul rifornimento dei fronti di guerra. Si sviluppò il settore siderurgico che insieme al tessile, diede lavoro alla maggioranza dei cittadini residenti sul territorio rescaldinese. L'avvento del fascismo nell'Italia settentrionale e della seconda guerra mondiale, portarono una nuova riconversione dell'industria verso la produzione di materiale bellico.Enrico Vingnati, LA GUERRA ARRIVA IN PAESE

Di quegli anni, viene ricordato un particolare avvenimento contro la repressione fascista: il 14 dicembre 1944 un gruppo di giovani partigiani di Tradate decise di mettere in atto un'azione di sabotaggio nello stabilimento Bassetti di Rescaldina, vanificata a causa di una spia che fece arrestare e fucilare i giovani. Il coraggio dimostrato dai giovani partigiani venne premiato con l'affisione di una targa commemorativa lungo via Matteotti. Un'altra targa è presente invece a Rescalda, in ricordo delle cinque operaie della Bassetti deportate il 20 marzo 1944.

Oltre al settore tessile, nel 1946 l'imprenditore Carlo Casati fondò la Ditta CARLO CASATI, incentrata sulla produzione di macchine per la lavorazione del legno e dagli anni '50 nella produzione di trasmissioni. Tra le altre industrie meccaniche sul territorio nate in quegli anni ricordiamo la Carlo Cerini, la Vincenzo Borghi e la Carlo Banfi.

Dal secondo dopoguerra al nuovo millennio

Nel secondo dopoguerra, il rapido sviluppo culturale, portò alla nascita di altre attività economiche nel settore dell'artigianato e del commercio. Il tessuto sociale mutò radicalemente, con le vecchie cascine e corti che vennero affiancate da ville e successivamente da veri e propri palazzi.

Il ritorno dell'industria nel settore tessile, portò nel paese un alto tasso d'immigrazione, che raggiunse il suo apice nel 1963, con 460 nuovi cittadini immigrati registrati. Nel 1988 è stato stretto il gemellaggio con il comune di Atella, come segno di rispetto verso i molti atellani traferitasi a Rescaldina in quegli anni.

Con lo sviluppo delle attività terziarie, l'età d'oro dell'industria rescaldinese insieme a quella legnanese, terminarono negli anni ottanta del XX secolo. La crisi del dopoguerra peggiorò progressivamente danneggiando l'economia, l'occupazione e il tessuto industriale. Molte aziende chiusero, soprattutto nel tessile, nell'abbigliamento e nella calzatura, e altre furono coinvolte in un processo di ridimensionamento.

Il significativo afflusso economico, ha portato alla costruzione nel 1999 del centro commerciale Rescaldina, ipermecato esteso per un'area di settantacinquemila metri quadri e che comprende un'ottantina di negozi. Per 25 anni, il centro è stato un importante bacino commerciale, attirando visitatori dalle grandi città della zona, come Milano, Varese e Como.

Simboli Stemma

Lo stemma è utilizzato dal comune anche se privo di formale decreto di concessione; porta una corona a tre cime, che non corrisponde né a quella regolamentare di Città né di Comune. Può essere blasonato: di rosso, di marrone, al castello torricellato di un pezzo, d'oro, chiuso murato e finestrato di nero, al lupo uscente dalla cima della torre. Ornamenti esteriori di Comune.