Avvocato Bellunese, di idee mazziniane, contribuì alla difesa della Repubblica Veneziana di Manin e Calvi del 1849 inviando a Venezia volontari bellunesi. Scoperta la sua attività clandestina, gli austriaci lo fucilarono il 10 aprile 1849 sotto il Bastione di Santa Sofia a Treviso.
Biografia Nasce a Longarone il 23 ottobre 1808 da Torquato e Francesca Arsiè, in una famiglia che coltivava sentimenti patriottici.
Alla fine degli anni venti la famiglia si trasferisce a Padova, dove lui si iscrive a giurisprudenza entrando in contatto con la Carboneria e potendo approfondire le idee del Mazzini. Si associa alla Giovine Italia. Nel 1832 si laurea e intraprende la professione di avvocato a Belluno. In quel periodo è attivista nei gruppi di dissenso dall'Austria, radunando patrioti e rivoluzionari sino ad organizzare la sommossa del marzo del 1848. Rientrati gli Imperiali a Belluno, il Tasso va esule a Venezia.
Ha il battesimo del fuoco nello sfortunato scontro di Cornuda e, dopo Custoza, torna a Belluno. Riaperto lo studio, diviene il principale referente della lotta all'Austria nel Bellunese e segretamente invia uomini e mezzi a Venezia per favorire così la resistenza della Repubblica.
Ad uno di questi uomini la polizia austriaca sequestra una lettera autografa del Tasso, che viene così arrestato il 9 gennaio 1849 e condannato all'impiccagione dal tribunale militare di Treviso, con pena successivamente trasformata in fucilazione.
Raffaello Barbiera nel 1918 descrive il giorno dell'esecuzione nelle pagine delle notizie biografiche del Tasso in "Ricordo delle terre dolorose":
Riconoscimenti A Treviso, sotto il bastione di Santa Sofia, dove il Tasso è stato fucilato, è posto un cippo che recita: Sul retro del cippo si legge:
A Belluno, in via del Cansiglio, è posta una targa che recita:
Longarone gli aveva innalzato un monumento, opera di Urbano Nono, inaugurato il 10 settembre 1911; travolto dal disastro del Vajont, di questo monumento furono recuperati il basamento e la testa, oggi restaurato ad opera di Gianni Pezzei e collocato nell'omonima piazza il 20 maggio 2000.
Note
Bibliografia
Paolo Conte e Marco Perale, 90 profili di personaggi poco noti di una provincia da scoprire, Editrice L'Amico del Popolo, Belluno 1999, pp. 214-6. Giovanni Larese; Ferruccio Vendramini; M. Lieta Zavarise, "Jacopo Tasso e i moti del 1848 a Belluno", Cierre Edizioni (collana Nord est), 2000.
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Categoria:Persone giustiziate per fucilazione Categoria:Studenti dell'Università degli Studi di Padova