Biografia Christoph Freiherr von Wangenheim nasce nel 1942 a Brieg, in Slesia (adesso Polonia), figlio di Konrad Freiherr von Wangenheim, un ufficiale di cavalleria, vincitore di una medaglia d'oro alle Olimpiadi del 1936.

Chris cresce sulle montagne della Baviera solo con la madre, il padre, prigioniero di guerra in Unione sovietica, morirà impiccato in un campo di concentramento russo nel 1953. Si avvicina alla fotografia a 12 anni, imparando da un vicino di casa che fa il fotografo. Gira per il suo paese con due Agfa Clacks (l'equivalente tedesco della Kodak Brownie) a tracolla. Scatta la sua prima foto di moda alla madre che indossa una pelliccia di leopardo.

Von Wangenheim inizia gli studi di architettura ma non va avanti. Nel 1965 si trasferisce a New York dove lavora come assistente per David Thorpe e James Moore. Nel 1968 inizia a lavorare per Harper's Bazaar scattando piccole foto di accessori per i servizi minori, quello che lui stesso chiama, nel libro Fashion Theory, "il ghetto".

Nell'estate del 1968, approfittando dell'assenza dei fotografi titolari, ottiene il suo primo incarico da Bazaar, otto pagine di moda, da quel momento inizia la sua ascesa.

Nel 1969 Anna Piaggi inizia a lavorare per Vogue Italia, la sua visione provocatoria ed aggressiva si adatta benissimo allo lo stile di von Wangenheim che vola in Italia ed inizia la sua collaborazione con la rivista.

Grazie al sodalizio con la Piaggi, Von Wangenheim affina il suo modo di scattare, fino a renderlo unico ed assolutamente in sintonia con la cultura sexy ed incendiaria di quegli anni. Con Helmut Newton e Guy Bourdin, von Wangenheim costituisce quella che dai critici viene chiamata la Glamour Gang degli anni 70.

Nel 1972 inizia a lavorare per Vogue America, nel corso del decennio scatta anche per Esquire, Oui, Playboy, Interview e le edizioni italiana, francese e tedesca di Vogue. Scatta campagne pubblicitarie per marchi come Revlon, Christian Dior, Helena Rubinstein e Calvin Klein. A partire dal 1978 e fino alla sua morte von Wangenheim fotografa diverse volte Gia Carangi, memorabili sono le foto di Gia nuda contro una recinzione metallica e quelle uscite nel febbraio 1979 su Vogue America scattate dall'elicottero nel deserto californiano. Insieme a quelle di Stan Malinowski e Francesco Scavullo sono le foto di von Wangenheim a fare di Gia Carangi una delle prime star models.

All'apice del suo successo, von Wangenheim muore in un incidente stradale a Saint Martin, nei Caraibi, nel marzo del 1981.

La fotografia di Chris von Wangenheim è diretta, sensuale ed aggressiva, il fotografo preferisce una luce diretta, dura ed utilizza spesso l'illuminazione mista, ambiente più flash. Von Wangenheim usa spesso, come Guy Bourdin, il flash anulare per esempio nella celebre foto del bracciale di Dior indossato da Lisa Taylor, morsa da un Dobermann.

Opere

Pubblicazioni

Vogue Italia 1970: ottobre 1971: gennaio, marzo Vogue America 1973: marzo, maggio 1974: aprile, luglio, novembre, novembre, dicembre 1975: aprile, settembre 1976: febbraio, ottobre, luglio, agosto 1978: maggio 1977: gennaio, marzo, settembre, dicembre 1979: aprile, settembre 1980: agosto, settembre 1981: gennaio, aprile, maggio 1994: giugno 2000: gennaio 2001: marzo 2004: agosto Harper's Bazaar 1969: settembre 1972: giugno, luglio 1968: primavera-estate Vogue Paris 1973: dicembre Interview 1976: settembre Photo Italia 1976: numero 21 Playboy Francia 1982: maggio Cosmopolitan Arianna 1973: giugno American Photo 2006: novembre

Mostre Fashion meets Fantasy, Rizzoli Gallery, New York, 1975 20 anni di Vogue Italia, Galleria del Sagrato, Milano, 1984 Chris von Wangenheim, Staley Wise Gallery, New York, 1994 Chris von Wangenheim, Fotogalerie Karin Schneider-Henn, Monaco, 2010 The body exposed, Galleria Mutual Art, Torino, 2015 Icons of style: a century of fashion photography, J-Paul Getty museum, Los Angeles, 2018 Femme Touch, The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, 2020 Works of Chris Von Wangenheim, The Select Gallery, New York, 2020

Note

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Categoria:Fotografi di moda Categoria:Morti per incidente stradale