Assidua copista dei manoscritti di Tolstoj, oltre che sua fida amministratrice, gli visse accanto per quarantotto anni, rivelando una personalità altrettanto inquieta e attraversando con lui il dramma di una lunga e insanabile crisi coniugale che a più riprese spinse il marito ad abbandonare la famiglia.

Osteggiata dai cosiddetti tolstoiani perché restia ad assecondare il coniuge nelle sue più ardite scelte morali, fu considerata – specie dopo la tragica morte dello scrittore – alla stregua di una moderna Santippe. Non mancò tuttavia chi la difese, apprezzando in lei non solo la donna dal carattere sensibile e deciso, ma anche la diarista e la memorialista, nonché l'autrice di narrativa.

Biografia

La biografia di Sof'ja Tolstaja, correntemente chiamata Sonja, è legata in maniera inestricabile alla storia sentimentale da lei vissuta con Lev Tolstoj, tanto che il suo diario è stato definito da Vittorio Saltini come un «romanzo d'amore»V. Saltini, l'Espresso, citato in ..

La loro relazione suscitò grande scalpore agli inizi del secolo XX e tornò a destare interesse in ogni ricorrenza che li riguardasse.. Nel 2010, in occasione del centenario della morte dello scrittore, si è verificata una riscoperta della figura di Sonja, con nuove edizioni delle sue opere e di quelle dei figli. Il dramma familiare che li coinvolse non ha smesso di appassionare anche per il numero di osservatori diretti che ne lasciarono testimonianza, offrendo così una molteplicità di prospettive. Come scritto da Cynthia Asquith,

Famiglia d'origine

Nata in una dacia del villaggio di Pokrovskoe, a nord-ovest di Mosca, nella tenuta di Glebovo-Strešnevo, Sonja vi trascorse ogni estate fino al matrimonio. In inverno la famiglia si trasferiva in un palazzo statale del Cremlino, poiché il padre Andrei Bers (o Behrs), di origini tedesche, era medico della corte imperiale, oltre che «consulente sanitario capo» del Senato e del Comando militare, ed esercitava la professione a tempo pieno, anche al di là degli incarichi governativi.Breve autobiografia in .

La madre, Ljubòv' Aleksandrovna Islàvina, di nobile famiglia russa, era amica d'infanzia di Tolstoj, di due anni più anziana dello scrittore,Breve autobiografia in .Il nonno materno di Ljubov' Islavina era il conte Pëtr Vasil'evič Zavadovskij, favorito di Caterina II e primo Ministro dell'Educazione sotto Alessandro I. (ivi, p. 150) che ad undici anni se n'era innamorato, tanto da spingerla, per gelosia, giù da un balcone, rendendola claudicante per diverso tempo..

Sonja aveva quattro fratelli e due sorelle. La minore, Tanja, diventerà una frequentatrice abituale di Jàsnaja Poljana e un'amica fedele di Tolstoj, al quale servirà da modello per il personaggio di Nataša Rostova.. Tat'jana Andrèevna Bers (1846 – 1925) sposerà Aleksandr Kozminskij e pubblicherà le memorie La mia vita in casa e a Jasnaja Poljana. ()

Formazione

Assieme alle sorelle, Sonja ricevette la propria istruzione in casa, da parte della madre, delle governanti, di un lettore di francese e di alcuni studenti. Uno di questi, in particolare, le portò da leggere Büchner e Feuerbach, affascinandola alle concezioni materialistiche; ma la giovane, che si sentiva pur attratta dal nichilismo, tornò presto alla fede ortodossa.Breve autobiografia in . Ella ricorderà la propria vita da ragazza come «libera, meravigliosa, limpida, per nulla turbata». e perfino tesa all'ascetismo..

Studiò per conseguire il diploma di maestra,. preparando un saggio intitolato Musica. A sedici anni si recò all'Università di Mosca per sostenere gli esami da privatista, superandoli con successo (scriverà settant'anni dopo di «andare ancora fiera» di quel diploma). Era il periodo dell'abolizione della servitù della gleba, e Sonja, come altri giovani, si sentiva entusiasta dell'evento. Conclusi gli studi, compose la novella Nataša, che vedeva come protagoniste lei e la sorella Tanja.

La letteratura l'appassionava, perciò Tolstoj, che aveva circa il doppio della sua età, rappresentava per lei, prima ancora che un amico di famiglia, un modello culturale: il racconto Infanzia (1852) era stato il libro che, assieme al David Copperfield di Dickens, più l'aveva interessata, tanto che ne aveva trascritti alcuni passi per impararli a memoria, ad esempio: «Torneranno mai la freschezza, la spensieratezza, il bisogno d'amore e la forza della fede che si possiedono nell'infanzia?».

Fidanzamento

Fin da giovanissimo, Tolstoj aveva pensato al matrimonio come ad un rimedio pratico di tutte le sue contraddizioni, sognando nella «felicità coniugale» un riparo dai tumultuosi desideri che lo divoravano.. Negli ultimi anni l'ideale matrimoniale non lo aveva più abbandonato, spingendolo a cercare in ogni volto femminile la possibilità di una completa felicità terrena..

Nell'agosto del 1862 il trentaquattrenne autore di Polikuška (la prima opera che la moglie copierà)Breve autobiografia in . prese a frequentare quasi quotidianamente casa Bers, sia a Pokrovskoe sia a Mosca.Breve autobiografia in . Scrisse alla zia Aleksandra: «Io, vecchio imbecille sdentato, mi sono innamorato»Lev Tolstoj, citato in . (già a quell'età Tolstoj non aveva più denti).. Diede l'impressione d'essere invaghito di Liza,. la maggiore delle tre figlie, che aveva diciannove anni, mentre invece covava per la diciottenne Sonja un'irrefrenabile passione, confidata nelle pagine del proprio diario:

Ma il 14 settembre passò, così pure il 15. Tolstoj trascorse la giornata del 16 dai Bers, fermandosi anche la sera, quando giunse Saša, fratello di lei. Poi riuscì a chiamare Sonja in disparte e le consegnò la lettera con la proposta, che lei accettò ancor prima di averla finita di leggere.

Nella lettera, Tolstoj dichiarava inoltre di essere rimasto impressionato dalla novella scritta da Sonja l'estate precedente (si era identificato con vergogna nel personaggio di Dublickij, l'uomo non più giovane di cui la protagonista Nataša s'innamorava; e il 26 agosto aveva annotato nel diario «Mi ha dato da leggere un racconto. Quale forza di verità e di semplicità!»Lev Tolstoj, citato in ; .); ma ella bruciò prima delle nozze i propri scritti giovanili.

Il fidanzamento durò appena una settimana, durante la quale il promesso sposo le diede da leggere i propri diari, ricchi di particolari scabrosi, che la inquietarono e rattristarono molto. Nel contempo, i familiari di Sonja soffrirono a doversi improvvisamente separare da lei, che ricorderà:

Matrimonio

Le nozze si celebrarono il 23 settembre a Mosca, presso il Cremlino, nella Chiesa della Natività della Vergine.Breve autobiografia in . Tolstoj avrebbe poi descritto la cerimonia in Anna Karenina, nel capitolo del matrimonio fra Kitty e Levin, rendendo con cura sia il lato esteriore della funzione sia il processo psicologico nell'animo dello sposo..

Quella stessa mattina, lo scrittore si mostrò più agitato di Sonja, che rammenterà:

Prima di partire col marito, abbracciò fra le lacrime i familiari e la madre, che lanciò un grido disperato mentre la figlia si allontanava in carrozza. Vedendo che Sonja, anziché apparire felice, non smetteva di piangere, Tolstoj rimase perplesso e seccato, ma poi ebbe verso di lei molte attenzioni nel corso del viaggio..

Giunsero la sera successiva a Jàsnaja Poljana, per stabilirsi nell'unica dépendance rimasta dell'antica villa padronale che anni addietro lo scrittore aveva ereditato e poi perso al gioco d'azzardo (il resto della casa era stata smontata pezzo per pezzo e ricostruita sulle terre di un vicino).. Decisero di risiedervi stabilmente insieme a Tat'jana Aleksandrovna Ergol'skaja, zia di Tolstoj, che là viveva con altre persone, alla cui presenza Sonja dovette adattarsi,. nonostante avrebbe preferito una compagnia più giovane ed esuberante.. Scriverà il critico letterario Pietro Citati:

Proseguendo la lettura dei diari del marito, venne a sapere dell'appassionata relazione da lui intrattenuta, fra il 1858 e il 1860,. con Aksin'ja Anikanova Bazýkina, una vigorosa contadina di Jasnaja Poljana, dalla quale Tolstoj aveva avuto un figlio, nonostante lei fosse sposata.; . Allo scrittore era sempre piaciuto fermarsi nelle isbe a far l'amore con le popolane. e in tarda età avrebbe confessato: «Io ero insaziabile»Lev Tolstoj, citato in .Confiderà anche: «Qui, nel villaggio, conoscevo una donna [...]. Costei organizzava per me degli incontri con donne simili a lei, ed ecco che una volta, in una notte profonda e tenebrosa, traversai il villaggio e gettai un'occhiata nel suo vicolo [...]. Tutto era deserto intorno, non il minimo rumore, non una luce nel villaggio. Solo in basso, dalla sua finestra, traspariva un fascio di luce. Mi avvicinai allora a quella finestra, tutto era calmo e non c'era nessuno nella piccola isba. La lampada ardeva dinanzi alle immagini sacre e lei, completamente sola, in piedi, si faceva il segno della croce e pregava, pregava inginocchiandosi poi, prosternandosi fino a terra, si rialzava e pregava ancora e si prosternava di nuovo. Restai a lungo nell'oscurità a osservarla. Aveva molti peccati sulla coscienza... Lo sapevo, ma come pregava! Quella sera non ho voluto disturbarla». (citato in ).

In gennaio, durante un soggiorno a Mosca, Sonja prese nota di un proprio incubo notturno:

Il figlio illegittimo, Timofej, non verrà mai riconosciuto, e molti anni dopo lavorerà come cocchiere e conducente di slitta per i Tolstoj, chiamando il padre «signore».

Subito dopo le nozze, Tolstoj completò il racconto I cosacchi, che Sonja lesse malvolentieri, fantasticando intorno alle avventure passionali che egli doveva aver vissuto nel Caucaso.. Le risultava insopportabile ogni passaggio in cui si parlava di donne e avrebbe voluto bruciare quelle pagine che testimoniavano il passato amoroso del marito,. così come, dopo il fidanzamento, aveva bruciato ogni proprio scritto, compreso il diario tenuto dall'età di undici anni. Ad appena quindici giorni dal matrimonio, riprese in mano la penna con amarezza, per constatare già le prime traversìe coniugali:

Vita a Jasnaja

Sonja ebbe sedici gravidanze, di cui tredici giunte a termine.. Allattò undici figli, anche per il volere del marito di non ricorrere, almeno per i primi tempi, ad una balia.. Scrisse lei stessa in una lettera:

In parte si dedicò personalmente all'educazione dei bambini, insegnando loro francese, tedesco e letteratura russa, ma anche disegno, musica e danza.Breve autobiografia in . Con i rudimenti appresi dal padre, amava occuparsi, per quanto poteva, dei contadini ammalati che venivano da lei per farsi curare.Breve autobiografia in . Si affaccendò con regolarità a cucire e tagliare abiti per tutta la famiglia; ogni blusa in flanella grigia di Tolstoj era confezionata dalle sue mani..

Sonja avvertiva la necessità di porre un freno all'esclusivo interesse del marito per il popolo, che le pareva in contrasto con la dedizione verso la famiglia..«Mi indispone proprio con il suo popolo! Io sento che bisogna che scelga tra la famiglia che io personifico e il popolo, che egli ama di un amore così ardente. È egoismo. Tanto peggio. Io vivo per lui, vivo di lui e voglio lo stesso da parte sua [...]». (ibidem) Assumendosi il carico della gestione domestica, eliminò tutto ciò che potesse distrarlo dalla sua attività di scrittore di successo; fu perciò chiusa la scuola per contadini (fulcro degli studi pedagogici di Tolstoj) e gli istitutori licenziati.

Nei primi anni di matrimonio, collaborò col marito alla riuscita del suo romanzo più voluminoso, ricopiandone per ben sette volte le successive stesure. Gli comunicò con una punta d'ironia: