Studiò all'università di Salamanca, poco dopo la laurea vi rimase ad insegnare letteratura. Intraprese la carriera di magistrato nella città di Saragozza e poi a Valladolid.

Durante l'occupazione francese, nel periodo napoleonico, inizialmente con libelli patriottici incitava contro gli invasori; in seguito finì per accettare una carica pubblica offertagli da Giuseppe Bonaparte. Anche per questo motivo, dopo la Restaurazione, dovette emigrare in Francia.

Le sue opere, fondamentali nello studio del Settecento spagnolo, mostrano il passaggio dallo stile neoclassico a quello romantico: in un primo momento espresse una poesia bucolica e anacreontica, per poi dare un'impronta illuministica affrontando temi più strettamente filantropici e filosofici.

La vena narrativa che gli diede più successo fra i suoi contemporanei fu quella idillica e popolare, espressa attraverso un nuovo tipo di romance-leggenda che, in ambito romantico, ebbe molto successo.

Opere Batilo, 1780 Las enamoradas anacreónticas, 1782 Los besos de amor, 1783 Las bodas de Camacho el rico, 1784 Poesías, 1785 A Llaguno, 1794 Sobre el fanatismo, 1795 Discursos forenses, 1797 Alarma española, 1808 Oda a José Bonaparte, 1810-1811 Prólogo de Nimes, 1815 Discursos Forenses, 1821

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