È stata una delle più note interpreti del cinema italiano, apprezzata e riconosciuta a livello internazionale. Ha recitato in più lingue in ambito cinematografico, teatrale e televisivo ottenendo diversi riconoscimenti, tra cui il Leone d'oro alla carriera, due David di Donatello, il Nastro d'argento e una candidatura al Golden Globe.
Biografia Alìda Valli nacque a Pola (città del Friuli-Venezia Giulia ceduta alla Jugoslavia a seguito del secondo conflitto mondiale) da madre istriana, la pianista Silvia Obrekar, e da padre trentino, professore di filosofia e critico musicale con ascendenze aristocratiche, barone Gino Altenburger von Marckenstein und Frauenberg, appartenente a nobile famiglia di origini tirolesi. All'età di 8 anni si trasferì sul lago di Como con la famiglia e, nonostante vari viaggi e spostamenti, non tornò più nella sua città natale. Ma nel suo diario esprime un grande rimpianto per Pola. «A Pola ho sempre scelto di non tornare».
Nel 1936 adottò il cognome d'arte "Valli" scegliendolo, pare, dopo aver consultato a caso un elenco telefonicoÈ morta Alida Valli icona del cinema italiano, La Repubblica, 22 aprile 2006.. Il cognome originale infatti risultava troppo difficile e serviva un nome con maggiore fascino sul pubblico.
Carriera
Frequentò i corsi del Centro sperimentale di cinematografia ed esordì giovanissima sul grande schermo, interpretando fin dall'inizio ruoli da protagonista. Erano film leggeri e spensierati ma di grande successo tra il pubblico, grazie ai quali divenne ben presto l'attrice simbolo del cinema italiano del periodo fascista. Tra i titoli di maggiore successo Mille lire al mese e Ore 9: lezione di chimica.
Tra il 1941 e il 1943 per il regista Mario Mattoli interpretò tre film realizzati uno di seguito all'altro e definiti "i film che parlano al vostro cuore": Luce nelle tenebre, Catene invisibili e Stasera niente di nuovo dove cantò la celebre canzone Ma l'amore no (di Galdieri - D'Anzi), che divenne la canzone italiana di maggior successo e più trasmessa dall'EIAR nel corso dei due ultimi e più bui anni di guerra.
Furono anni d'intenso lavoro, in cui arrivarono anche copioni drammatici. Dopo il ruolo di Manon in Manon Lescaut (1940) di Carmine Gallone in cui recitò accanto a Vittorio De Sica (e dove venne doppiata, per le scene di canto lirico, dal soprano Maria Caniglia) fu la volta del ruolo di Luisa in Piccolo mondo antico (1941) di Mario Soldati accanto all'allora esordiente Massimo Serato, che al Festival di Venezia le valse un premio speciale concesso dal conte Giuseppe Volpi come miglior attrice italiana dell'anno. Fu proprio grazie a questo film che l'attrice cambiò registro, in un'intervista dichiarò infatti che aveva smesso di "giocare" e iniziato a "interpretare". Nello stesso anno perse il proprio fidanzato Carlo CugnascaAlida Valli in Enciclopedia delle Donne., caduto in guerra.
Nel 1942, i suoi film Noi vivi e Addio Kira! di Goffredo Alessandrini, originariamente realizzati e presentati a Venezia come opera unica ma poi distribuiti divisi in due parti perché la lunghezza superava le 4 ore, subirono, su pressione di Mussolini, la censura fascista.
A differenza di altri colleghi, nell'autunno del 1943 l'attrice, per non recitare in film di propaganda fascista, rifiutò di trasferirsi negli studi cinematografici del Cinevillaggio di Venezia, città situata all'epoca nella Repubblica di Salò, quindi rimase a Roma, dove si nascose con l'aiuto delle amiche Leonor Fini e Luciana d'Avack.
Dopo il matrimonio e la nascita del primo figlio nel 1947, la sua interpretazione di Eugenia Grandet nell'omonimo film di Mario Soldati le fruttò un Nastro d'argento come miglior attrice. Il premio le venne consegnato a Los Angeles dove era stata chiamata dal produttore Selznick, che intendeva fare di lei la "Ingrid Bergman italiana" e le aveva offerto un contratto settennale. Il pubblico statunitense la conobbe semplicemente come "Valli", scritto in caratteri corsivi.
Appartengono a questo periodo, tra gli altri, Il caso Paradine (1947), accanto a Gregory Peck, per la regia di Alfred Hitchcock, che ebbe sempre parole di grande ammirazione per l'attrice italiana; Il miracolo delle campane (1948) di Irving Pichel, in cui si trovò in coppia con Frank Sinatra; e Il terzo uomo (1949) di Carol Reed, interpretato assieme a Joseph Cotten e Orson Welles.
Alida Valli non sopportava le regole che le venivano imposte dal produttore che, com'è noto, voleva sempre il controllo totale dei suoi attori, e ottenne la rescissione del contratto pur a prezzo di un'ingente penaleAdele Cambria, . Nel 1951 tornò in Italia e pochi anni dopo diede una delle sue migliori interpretazioni nel capolavoro di Luchino Visconti, Senso (1954).
Dopo lo scoppio dello scandalo Montesi, decise di appartarsi e tornò al cinema solo nel 1957, diretta da Michelangelo Antonioni nel film Il grido.
La sua fama si consolidò sotto la direzione di registi quali Gillo Pontecorvo in La grande strada azzurra (1957), Franco Brusati in Il disordine (1962), Pier Paolo Pasolini in Edipo re (1967). Venne richiesta anche da registi stranieri, molti dei quali francesi. Appartengono a questo periodo Occhi senza volto, dove interpretò il ruolo di un'infermiera assassina, e L'inverno ti farà tornare, premiato a Cannes, in cui diede il volto a una barista che crede di riconoscere in un vagabondo il marito imprigionato anni prima dai nazisti e mai tornato.
Negli anni settanta si dimostrò un'attrice molto versatile, lavorando con Valerio Zurlini in La prima notte di quiete (1972), accanto ad Alain Delon, Mario Bava in Lisa e il diavolo (1972), Bernardo Bertolucci in Strategia del ragno (1970) e nel kolossal Novecento (1976). Sempre nel 1976 fece parte del cast corale del film catastrofico Cassandra Crossing di George Pan Cosmatos, co-produzione italo-britannica-tedesca, assieme a grandi nomi del cinema mondiale come Richard Harris, Sophia Loren, Burt Lancaster, Ava Gardner, Martin Sheen, Lionel Stander, Lee Strasberg, Ingrid Thulin ed O.J. Simpson.
Con Giuseppe Bertolucci nel 1977 partecipò al primo film interpretato da Roberto Benigni, Berlinguer ti voglio bene, in cui fu la madre del protagonista e usava spesso parole volgari e scurrili; Dario Argento le affidò invece due ruoli inquietanti in Suspiria (1977) e Inferno (1980). Sempre nel 1980 fu protagonista nello sceneggiato televisivo L'eredità della priora di Anton Giulio Majano. Nel 1983 interpretò lo sceneggiato Piccolo mondo antico, diretto da Salvatore Nocita, questa volta nel ruolo della Marchesa Maironi.
Nel 1990 ricevette il Gamajun International Award, nel 1991 il David di Donatello alla carriera (ne aveva già vinto uno nel 1982 come miglior attrice non protagonista per La caduta degli angeli ribelli di Marco Tullio Giordana), e nel 1997 il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia.
Ultimi anni A causa di problemi economici negli ultimi anni di vita, nel 2003 le venne concesso il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli. L'anno dopo il Comune di Pola le offrì la cittadinanza onoraria, ma l'attrice rifiutò sostenendo che «troppe volte, come la mia città, avevo cambiato pelle, ma ero nata e sarei morta italiana».
La morte Morì nella sua abitazione a Roma il 22 aprile 2006, all'età di 84 anni; il 24 aprile fu allestita la camera ardente al Campidoglio nella sala della Protomoteca del Palazzo Senatorio; dopo la commemorazione laica, il pomeriggio dello stesso giorno vennero celebrati i funerali religiosi nella basilica di Santa Maria in Aracoeli, alla presenza di tanta gente comune e molti volti del cinema e della politica. Dopo sei mesi d'attesa in cerca di sepoltura, l'attrice venne tumulata in un loculo, accanto a quello di Oreste Lionello, nel cimitero monumentale del Verano di Roma.
Vita privata
Durante i primi anni a Roma ritrovò l'aviatore Carlo Cugnasca (nato in Svizzera il 22 agosto 1913), che aveva conosciuto qualche anno prima. I due si fidanzarono ma l'uomo morì sui cieli di Tobruk in Libia il 14 aprile 1941.
Poco prima della fine della guerra conobbe il musicista e compositore Oscar De Mejo che sposò e con il quale ebbe due figli: Carlo, anch'egli attore, e Larry, che seguirà le orme paterne diventando musicista jazz; dopo 8 anni i due si separarono.
All'inizio degli anni cinquanta si fidanzò con Piero Piccioni, grande amico e collega del primo marito, ma il legame non resse, anche a causa della pressione mediatica creatasi con il caso Wilma Montesi che vedeva coinvolto proprio il musicista, figlio di Attilio Piccioni, un noto ministro e politico democristiano dell'epoca.
Sul set di Senso conobbe Giancarlo Zagni, assistente alla regia grazie al quale fece il suo esordio teatrale e che fu suo compagno per una quindicina di anni.
Omaggi Le è stata intitolata una via a Roma Nel 2021 le è stato intitolato un parco al Lido di Venezia nei pressi del Palazzo del Cinema Il 18 luglio 2008 a Pola, dopo un'ampia ristrutturazione, viene riaperto al pubblico il cinema Zagabria (già Alhambra) che per l'occasione viene dedicato ad Alida Valli. Il cinema Valli di Pola è oggi anche una delle sedi principali del Pola Film Festival che si tiene ogni anno a luglio. Nel 2008 il nipote Pierpaolo De Mejo le dedica un breve omaggio Come diventai Alida Valli Dal 2010 il Bif&st di Bari assegna un premio intitolato ad Alida Valli per la giovane attrice rivelazione (2009) e per la miglior attrice non protagonista tra i film del festival. Nel 2022 Rai Storia trasmette una trasmissione intitolata Il segno delle donne e realizzata da Anele, dedicata a sette donne italiane che hanno lasciato un segno nel Novecento; la prima puntata è dedicata ad Alida Valli Nel film Finalmente l'alba di Saverio Costanzo, Alida Valli è interpretata da Alba Rohrwacher Nel 2026 la trasmissione Inimitabili su Rai 3, condotta da Edoardo Sylos Labini le dedica una puntata monografica, in onda il 19 aprile
Il documentario Alida Nel 2020 il regista Mimmo Verdesca ha realizzato il film documentario sulla sua vita, intitolato Alida, il primo e il più completo mai realizzato su di lei, prodotto da Kublai Film e Venicefilm, in associazione con Istituto Luce Cinecittà e in collaborazione con Rai Cinema. Alida vede la partecipazione di Giovanna Mezzogiorno, Roberto Benigni, Charlotte Rampling, Vanessa Redgrave, Dario Argento, Bernardo Bertolucci e molti altri. Il film è stato selezionato ufficialmente al Festival di Cannes nella sezione Cannes Classics 2020 e presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2020. Uscito in sala in Italia dal 17 maggio 2021 e trasmesso su Rai Uno il 29 maggio 2021 (11,7% di share in seconda serata), è stato poi distribuito in home video (dvd+libro) da Istituto Luce Cinecittà ed è entrato nella cinquina finalista dei Nastri d'argento 2021 come "miglior documentario sul cinema". Oggi è disponibile in chiaro su Raiplay.
Filmografia
Cinema I due sergenti, regia di Enrico Guazzoni (1936) Il feroce Saladino, regia di Mario Bonnard (1937) Sono stato io!, regia di Raffaello Matarazzo (1937) Mille lire al mese, regia di Max Neufeld (1938) L'ultima nemica, regia di Umberto Barbaro (1938) L'amor mio non muore!, regia di Giuseppe Amato (1938) L'ha fatto una signora, regia di Mario Mattoli (1938) La casa del peccato, regia di Max Neufeld (1938) Ballo al castello, regia di Max Neufeld (1939) Assenza ingiustificata, regia di Max Neufeld (1939) Manon Lescaut, regia di Carmine Gallone (1939) Taverna rossa, regia di Max Neufeld (1940) La prima donna che passa, regia di Max Neufeld (1940) Oltre l'amore, regia di Carmine Gallone (1940) Piccolo mondo antico, regia di Mario Soldati (1941) Luce nelle tenebre, regia di Mario Mattoli (1941) Ore 9: lezione di chimica, regia di Mario Mattoli (1941) L'amante segreta, regia di Carmine Gallone (1941) Catene invisibili, regia di Mario Mattoli (1942) Le due orfanelle, regia di Carmine Gallone (1942) Noi vivi, regia di Goffredo Alessandrini (1942)