Fu il primo barbaro a raggiungere la porpora imperiale, grazie al solo consenso delle legioni,Aurelio Vittore, De Caesaribus, 25.1-2. essendo nato senza la cittadinanza romana, e senza essere neppure senatore.Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, IX, 1. Fu anche il primo imperatore a non aver mai messo piede a Roma, in quanto trascorse i suoi tre anni di regnoAurelio Vittore, Epitome de Caesaribus, 25.1. impegnato in vittoriose campagne militari. Egli fu anche il primo imperatore-soldato del III secolo.
Il suo governo viene ritenuto dagli storici un fondamentale momento di svolta della storia imperiale (anarchia militare). Massimino ottenne successi militari sia lungo il fronte renano sia danubiano, dove sconfisse prima gli Alemanni e poi i Sarmati della piana del Tibisco.
Massimino impose un durissimo prelievo fiscale per finanziare l'esercito e s'inimicò sia il Senato sia le élite delle città. La rivolta contro di lui partì dall'Africa, dove proprietari e coloni si ribellarono e venne acclamato Augusto il proconsole d'Africa Gordiano I, che associò al potere il figlio (Gordiano II), venendo quindi riconosciuto dal senato. La rivolta fu domata dalle truppe di Massimino e i due Gordiani furono eliminati. Nel 238, però, Massimino venne infine ucciso dai suoi stessi soldati mentre assediava Aquileia nel tentativo di raggiungere Roma.Aurelio Vittore, Epitome de Caesaribus, 25.2.
Secondo la Historia Augusta Massimino fu un uomo di altissima statura, misurando tra i 239 e i 248 cm circa.
Biografia Origini e carriera militare Massimino nacque intorno al 173 in un villaggio della Tracia., in prossimità del confine con la Mesia inferiore. Secondo la Historia Augusta, il padre era un goto, mentre la madre un'alana. Erodiano descrive Massimino come un pastore trace di origini semi-barbare,.. che intraprese la carriera militare al tempo di Settimio Severo,. arruolandosi in un'unità ausiliaria (un reparto di cavalleria.) in virtù della propria forza fisica. Che sia stato un pastore durante gli anni della fanciullezza è confermato anche nella Historia Augusta, secondo cui Massimino (mettendosi a capo dei propri compagni), affrontò in più di un'occasione i briganti, difendendo i genitori e le greggi..
Dalle fonti storiche si ricava che l'aspetto dell'imperatore fosse spaventoso, dotato di una forza sovrumana,. e di un'altezza fuori del comune: un dito sopra gli otto piedi romani (due metri e quaranta):; .
e ancora,
Sembra che abbia nascosto le proprie umili origini semi-barbare (contrapposte a quelle nobili della maggior parte degli imperatori precedenti) perché "non apparisse che l'imperatore fosse nato da genitori, entrambi di stirpe barbarica".. La sua scalata sociale sarebbe incominciata grazie alla carriera militare che gli consentì, infine, l'accesso nei ranghi dell'ordine equestre.. L'occasione per l'arruolamento gli si presentò al tempo dell'imperatore Settimio Severo, quando:
Sempre secondo la Historia Augusta due giorni dopo l'aneddoto appena narrato, avendo Severo udito degli schiamazzi nel campo, e accortosi che si trattava di Massimino, ordinò al tribuno di punirlo e insegnargli la disciplina romana. Ma Massimino, accortosi che l'imperatore aveva parlato di lui, si accostò a Severo, che era a cavallo. Allora Severo che intendeva provarne la resistenza e la forza, dapprima lo sfidò a seguirlo a piedi, lanciando il cavallo al galoppo, e poi a combattere con numerosi soldati, tra i più forti e valorosi..
Entrato così a far parte dell'esercito romano, inizialmente come cavaliere per la sua altezza, ebbe nel corso degli anni successivi l'appoggio di Severo nel ricoprire i vari gradi della carriera militare (prima come praefectus alae,Zosimo, Storia nuova, I, 13.1. poi praefectus civitatium Moesiae et TreballiaeILS 1349; Aurelio Vittore, De Caesaribus, 25.1.), distinguendosi tra tutti sia per l'altezza e l'imponenza, sia per la grandezza degli occhi e il candore della pelle.. Ricoprì, quindi, sotto Caracalla il ruolo di centurione. All'avvento di Macrino abbandonò l'esercito romano momentaneamente (evidentemente dopo aver raggiunto il numero necessario di anni di servizio militare), a causa dell'odio che nutriva nei confronti di chi aveva ucciso il suo imperatore. Per un certo periodo, dopo aver acquistato dei possedimenti nel villaggio della Tracia dove era nato, esercitò il commercio con i vicini Goti, essendo da loro benvoluto e apprezzato,. e con gli Alani che si erano stabiliti lungo le sponde del Danubio..
Nel 218, non appena apprese che Macrino era stato ucciso, si recò dal nuovo imperatore Eliogabalo (che si diceva fosse figlio di Caracalla), allo scopo di vedersi riconfermata la considerazione già manifestata nei suoi confronti da Settimio Severo, nonno dell'imperatore. Ma Eliogabalo, ne deluse le aspettative rendendolo oggetto di scherno, tanto da scoraggiarne il ritorno alla vita militare: «Dicono, o Massimino, che tu abbia lottato vittoriosamente con 16, 20 e 30 soldati. Potresti farcela per trenta volte con una donna?».. Gli amici dell'imperatore, al contrario, fecero di tutto per trattenerlo (evidentemente come evocatus) proprio perché la sua fama era così grande, da suscitare discredito la rinuncia a un uomo che era considerato al pari degli eroi greci come Ercole, Achille, Ettore o Aiace.. Pertanto, negli anni successivi Massimino ricoprì il ruolo di tribuno angusticlavio, evitando tuttavia di incontrare o ossequiare Eliogabalo, che detestava..
Quando apprese dell'assassinio di Eliogabalo e della salita al potere di Alessandro Severo, si recò a Roma per conoscere il nuovo imperatore. Quest'ultimo lo accolse con grande gioia e manifestazioni di affetto, nominandolo tribuno laticlavio della legio IV Flavia Felix (di stanza a Singidunum) con queste parole:.
A conferma della nomina da parte di Alessandro Severo vi sarebbe, un'iscrizione rinvenuta nel castrum di Brigetio, secondo la quale un certo Gaio Giulio Massimino, forse il futuro imperatore, era a quel tempo custos armorum della legio I Adiutrix.. Massimino assolse al proprio incarico con grande coscienziosità e zelo,. addestrando i legionari affidatigli in manovre sul campo, ispezionando le loro armi, il loro abbigliamento militare, dando esempio di coraggio, assumendo l'aspetto più di un padre che di un comandante.. A dei tribuni poi, che gli chiedevano come mai si affaticasse tanto, rispose:.
Dal fatto che avesse lo stesso nome di Gaio Giulio Massimino, governatore della Dacia nel 208, si suppone che abbia prestato servizio sotto di lui ricevendone come ricompensa la cittadinanza romana. A ogni modo, a partire dal IV secolo le fonti incominciano a soprannominarlo "il Trace".La prima citazione conservatasi dell'appellativo "Trace" è nella Epitome de Caesaribus 25.1;
All'epoca di Caracalla, risalirebbe il matrimonio con una certa Cecilia Paolina,; RIC Maximinus Trax, IVb, 1; BMCRE 118; RSC 1 . da cui ebbe almeno un figlio, Gaio Giulio Vero Massimo, nato nel 217..
Ascesa al potere: morte di Alessandro Severo (febbraio/marzo 235)
A Massimino fu affidato il comando delle legioni renane, quando Alessandro Severo stabilì di accamparsi in Gallia (a Mogontiacum). La scelta del giovane princeps risultò fatale e determinante per gli eventi successivi:.
Secondo la versione di Erodiano, la rivolta dei soldati che portò alla morte di Alessandro Severo fu dovuta principalmente al fatto che molti dei soldati di origine pannonica e mesica, assai devoti a Massimino,. ritenevano che Alessandro dipendesse troppo dal potere della madre e si stesse comportando con codardia nel condurre la guerra contro gli Alemanni.. A rinfocolare gli animi contribuiva il ricordo dei recenti disastri in Oriente, causati a loro giudizio dalle esitazioni dell'imperatore. Pertanto, stabilirono di uccidere Alessandro e di elevare alla porpora imperiale Massimino,. al quale sembra gettarono sulle spalle il mantello di porpora (prima ancora di assassinare Alessandro), mentre passava in rassegna un reparto per un'ispezione.. Inizialmente Massimino rifiutò ma poi decise di accettare a patto che l'acclamazione fosse seguita dall'immediata uccisione di Alessandro, prima che questi avesse il tempo di organizzare le legioni poste sotto il suo diretto comando.. E così dopo aver promesso di raddoppiare il loro stipendium di soldato, nuovi donativa e di cancellare tutte le punizioni, marciò con decisione contro l'accampamento di Alessandro (che si trovava a Mogontiacum).. Quest'ultimo venuto a conoscenza della situazione, preso dal panico, promise a sua volta ai soldati qualunque cosa desiderassero.. Poco dopo, però, Alessandro, abbandonato dai suoi, fu assassinato nella propria tenda, assieme alla madre Giulia Mamea, da un tribuno e da alcuni centurioni mandati a ucciderlo da Massimino (fine di febbraio/inizi di marzo 235).. Secondo invece la versione di Zosimo, la morte di Alessandro avvenne a Roma:
Massimino fu acclamato Imperator (secondo invece la versione della Historia Augusta), solo dopo l'uccisione di Alessandro. Era un caso senza precedenti visto che si verificava per un militare, non ancora senatore, oltretutto senza alcun decreto del senato. Gli fu anche dato come collega nell'Impero, il figlio Gaio Giulio Vero Massimo.. La scelta dei legionari venne successivamente condivisa anche dalla guardia pretoriana e ratificata dal Senato romano, che però mal tollerava un imperatore di origine barbara.
Fu il primo soldato a divenire imperatore romano, pochi decenni dopo che Settimio Severo avesse stabilito la possibilità di avanzamento tra i ranghi degli ufficiali per i sottufficiali e soldati di rilievo, e che suo figlio Caracalla avesse concesso la cittadinanza romana a quasi tutti i nati liberi nel territorio dell'Impero..
Regno (235-238) Il periodo di governo di Massimino fu reso difficile dai problemi principali che concorsero a causare l'anarchia militare o crisi del III secolo: pressione delle popolazioni barbare dall'esterno, guerre civili all'interno, collasso economico.
Consolidamento del potere Massimino si rendeva conto dell'opposizione che incontrava presso l'aristocrazia senatoriale. Per tale motivo rimosse i consiglieri più vicini ad Alessandro Severo facenti parte del seguito di quest'ultimo,.. inviandoli a Roma, o mettendoli a morte, ove ritenesse stessero organizzando un complotto ai suoi danni,. mantenendo comunque nei posti di potere, molti degli uomini designati dal precedente imperatore. Tra gli "esiliati" rientra Timesiteo che fu allontanato con l'incarico di un comando provinciale. Secondo Erodiano, essendo cosciente delle proprie umili origini, Massimino non voleva che vi fossero intorno a lui persone di nobile nascita,. preferendo circondarsi dei soli militari a lui fedeli. La Historia Augusta aggiunge: