Le elezioni politiche in Italia del 2006 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si tennero domenica 9 e lunedì 10 aprile 2006.

L'Unione, la coalizione di centro-sinistra, prese circa 25 000 voti in più della coalizione di centro-destra alla Camera e circa 400 000 voti in meno al Senato, a cui corrispose comunque una maggioranza - seppur di pochi seggi - per via del fatto che il numero di seggi del Senato viene distribuito su base regionale e non nazionale.

L'esito della tornata elettorale è stato incerto fino alla fine dello scrutinio delle schede, attirando l'attenzione della stampa internazionale.

Sistema di voto

Le elezioni si tennero con un nuovo sistema di voto introdotto con la legge n. 270 del 21 dicembre 2005, nota come legge Calderoli, detta Porcellum, che sostituì il precedente sistema detto Mattarellum ovvero le leggi 4 agosto 1993 n. 276 e n. 277. Il sistema di distribuzione dei seggi è proporzionale, a coalizione, con premio di maggioranza ed elezione di più parlamentari contemporaneamente in collegi estesi, senza possibilità di indicare preferenze; erano previsti ambiti territoriali diversi per l'attribuzione del premio di maggioranza: l'intero territorio nazionale (esclusa la Valle d'Aosta) per la Camera dei deputati e la singola circoscrizione, coincidente con il territorio di una Regione, per il SenatoObbligo imposto dall'art. 57, comma 1 della Costituzione italiana., escluse Valle d'Aosta, Molise e Trentino-Alto Adige. Per la Camera la legge prevedeva che la lista o la coalizione di liste che avesse ottenuto la maggioranza relativa dei voti ma che non avesse conseguito 340 seggi, sarebbe stata assegnataria di ulteriori seggi in modo da raggiungere tale numero. I 12 seggi assegnati dalla Circoscrizione Estero e il seggio assegnato dalla Valle d'Aosta erano attribuiti secondo regole diverse: i relativi voti non sono calcolati per la determinazione della lista o coalizione di liste di maggioranza relativa.

Per il Senato la legge prevedeva che la lista o la coalizione di liste che avesse ottenuto la maggioranza dei voti in una Regione ma che non avesse conseguito il 55% dei seggi da questa assegnati, sarebbe stata assegnataria di una quota ulteriore di seggi, in modo da raggiungere tale numero. I sei seggi assegnati dalla Circoscrizione Estero, il seggio assegnato dalla Valle d'Aosta, i due seggi assegnati dal Molise e i sette assegnati dal Trentino Alto-Adige sarebbero stati attribuiti secondo regole diverse.

La legge prevedeva l'obbligo, contestualmente alla presentazione dei simboli elettorali, per ciascuna forza politica di depositare il proprio programma e di indicare il proprio capo; prevedeva inoltre la possibilità di apparentamento reciproco fra più liste, raggruppate in coalizioni e in questo caso il programma e il capo dovevano essere unici e veniva assunta la denominazione di "Capo della coalizione" il quale non era necessariamente candidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri in quanto la sua nomina è di competenza del presidente della Repubblica.

Le elezioni parlamentari del 2006 furono le prime in cui il voto degli italiani residenti all'estero poté essere esercitato per corrispondenza, a seguito dell'approvazione della cosiddetta Legge Tremaglia del 2001. Peraltro, il voto per corrispondenza aveva già debuttato in occasione dei referendum del 2003.

Circoscrizioni Il territorio nazionale italiano venne suddiviso alla Camera dei deputati in 28 circoscrizioni plurinominali ed al Senato della Repubblica in 21 circoscrizioni plurinominali, corrispondenti alle regioni italiane e alla nuova circoscrizione Estero.

Circoscrizioni della Camera dei deputati Piemonte 1 (Torino); Piemonte 2 (Cuneo, Alessandria, Asti, Novara, Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola); Lombardia 1 (Milano); Lombardia 2 (Bergamo, Brescia, Como, Sondrio, Varese e Lecco); Lombardia 3 (Pavia, Lodi, Cremona e Mantova); Trentino-Alto Adige; Veneto 1 (Padova, Verona, Vicenza e Rovigo); Veneto 2 (Venezia, Treviso e Belluno); Friuli-Venezia Giulia; Liguria; Emilia-Romagna; Toscana; Umbria; Marche; Lazio 1 (Roma); Lazio 2 (Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti); Abruzzo; Molise; Campania 1 (Napoli); Campania 2 (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno); Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia 1 (Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani); Sicilia 2 (Catania, Messina, Enna, Ragusa e Siracusa); Sardegna; Valle d'Aosta; Estero (a sua volta suddivisa nelle ripartizioni: Europa; America Meridionale; America Settentrionale e Centrale; Africa, Asia, Oceania ed Antartide).

Circoscrizioni del Senato della Repubblica Piemonte; Valle d'Aosta; Lombardia; Trentino-Alto Adige; Veneto; Friuli-Venezia Giulia; Liguria; Emilia-Romagna; Toscana; Umbria; Marche; Lazio; Abruzzo; Molise; Campania; Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia; Sardegna; Estero (a sua volta suddivisa nelle ripartizioni: Europa; America Meridionale; America Settentrionale e Centrale; Africa, Asia, Oceania ed Antartide).

Quadro politico

La tornata elettorale del 2006 si svolse dopo una legislatura durata cinque anni, segnata da una forte maggioranza parlamentare del centro-destra, che formò i governi Berlusconi II e Berlusconi III. Nel corso di questi anni, le forze politiche si consolidarono fra loro, formando un quadro più marcatamente bipolare, dando vita a due grossi schieramenti in cui erano inglobate la maggior parte delle forze politiche. Nel centro-destra, si conferma l'alleanza fra i principali partiti della coalizione (Forza Italia, Lega Nord, Alleanza Nazionale e Unione dei Democratici Cristiani e di Centro). Nel centro-sinistra, Rifondazione Comunista e Italia dei Valori si ricollocano in posizioni più vicine ai Democratici di Sinistra e a La Margherita.

Principali coalizioni e forze politiche La quasi totalità dei partiti scelsero di schierarsi all'interno delle due coalizioni principali. Coalizione LeaderLa legge elettorale vigente (Legge Calderoli) richiede l'indicazione di un leader della forza politica che si presenta alle elezioni. Foto L'UnioneCoalizione di centro-sinistra composta da L'Ulivo, Democratici di Sinistra, Democrazia è Libertà - La Margherita, Popolari UDEUR, Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Federazione dei Verdi, Consumatori Uniti, Insieme Con L'Unione (Partito dei Comunisti Italiani,Federazione dei Verdi e Consumatori Uniti), La Rosa nel Pugno-Laici Socialisti Liberali Radicali, Italia dei Valori, Partito Pensionati, Südtiroler Volkspartei, Autonomie Liberté Démocratie, Movimento Repubblicani Europei, Lega per l'Autonomia - Alleanza Lombarda, Lista Consumatori (Democrazia Cristiana e Doveri Civici), I Socialisti, Liga Fronte Veneto, Democratici Cristiani Uniti, Partito Socialista Democratico Italiano, L'Unione (solo circoscrizione estero) e L'Unione- Südtiroler Volkspartei (solo in Trentino-Alto Adige) Romano Prodi La Casa delle LibertàCoalizione di centro-destra composta da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, Lega Nord-Movimento per l'Autonomia, Nuovo PSI-Democrazia Cristiana per le Autonomie, Partito Repubblicano Italiano, Riformatori Liberali-Radicali Per Le Libertà, Alternativa Sociale (Azione Sociale, Fronte Sociale Nazionale e Forza Nuova), Fiamma Tricolore, L'Ambienta-Lista - Ecologisti Democratici, Partito Liberale Italiano, Nuova Sicilia, No Euro-Iniquo, Pensionati Uniti, Patto Cristiano Esteso, Patto per la Sicilia, S.O.S. Italia-Consumatori Difesa Occidente, Forza Italia-Alleanza Nazionale (solo in Valle d'Aosta), Lega Nord-Vallée d'Aoste (solo in Valle d'Aosta), Per l'Italia nel Mondo (solo circoscrizione estero) e La Casa delle Libertà (solo in Trentino-Alto Adige) Silvio Berlusconi

La Casa delle Libertà La La Casa delle Libertà era una coalizione guidata da Silvio Berlusconi e costituita principalmente da quattro partiti: Forza Italia, con a capo Berlusconi, Alleanza Nazionale, guidata da Gianfranco Fini, l'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, guidata da Pier Ferdinando Casini e la Lega Nord, guidata da Umberto Bossi.

A questi si aggiunsero una serie di partiti e movimenti, come il Nuovo PSI di Gianni De Michelis, la Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi, il Partito Repubblicano Italiano di Giorgio La Malfail Movimento Repubblicani Europei, nato a causa del cambio di alleanza operato da La Malfa nel 2001, ora è parte integrante della coalizione avversaria di Romano Prodi. Vi erano inoltre il Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo e i Riformatori Liberalinati a seguito della scissione dei Radicali Italiani schierati con il centrosinistra, guidati da Benedetto Della Vedova. Alternativa Sociale era il partito di Alessandra Mussolini che era alla guida di una sua coalizione che raccoglieva anche l'appoggio di Forza Nuova di Roberto Fiore e del Fronte Sociale Nazionale di Adriano Tilgher; questa coalizione si collegava alla Casa delle Libertà così come Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli che si presentava con una lista autonoma ma sempre all'interno della coalizione di centrodestra. Altre formazioni apparentate furono L'Ambienta-Lista (Verdi Verdi), No Euro, S.O.S. Italia, Pensionati Uniti, Patto Cristiano Esteso, Nuova Sicilia e Patto per la Sicilia.

L'Unione L'Unione è il nome assunto dalla coalizione di centrosinistra, guidata da Romano Prodi designato tale in seguito alle elezioni primarie tenute il 16 ottobre 2005 nelle quali si erano candidati Clemente Mastella, Fausto Bertinotti, Alfonso Pecoraro Scanio e Antonio Di Pietro; Prodi assunse la leadership riscuotendo il 74% dei voti espressi.

I partiti della coalizione furono: i Democratici di Sinistra, guidati da Piero Fassino; La Margherita, di Francesco Rutelli(che nelle precedenti politiche era soltanto una lista elettorale unente quattro formazioni politiche distinte, ed ora invece rappresenta un soggetto politico unitario nato dall'unione tra Partito Popolare Italiano, Democratici e Rinnovamento Italiano); l'UDEUR, di Clemente Mastella, i Verdi, di Alfonso Pecoraro Scanio; i Socialisti Democratici Italiani, di Enrico Boselli; i Comunisti Italiani, con segretario Oliviero Diliberto, i Radicali Italiani, Südtiroler Volkspartei, Rifondazione Comunista e Italia dei Valori oltre al Movimento Repubblicani Europei di Luciana Sbarbati e Lista Consumatori (che si presentano in quattro regioni).

I Socialisti Democratici Italiani hanno costituito la Rosa Nel Pugno sulla base di un progetto siglato tra loro e Radicali Italiani, Associazione Luca Coscioni e Federazione dei giovani socialisti. Alla coalizione si sono aggiunti anche I Socialisti di Bobo Craxi, il PSDI di Giorgio Carta, il Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo e altre formazioni minori.

I Democratici di Sinistra, La Margherita e i Repubblicani Europei alla Camera dei Deputati si sono presentati in una lista unica utilizzando il simbolo dell'Ulivo.

Campagna elettorale

La Commissione parlamentare di vigilanza approvò, con i voti della sola maggioranza di centrodestra, un regolamento di esecuzione della legge sulla par condicio che prevedeva due dibattiti tra Berlusconi e Prodi, leader dei principali schieramenti, tre tra i componenti dei maggiori partiti delle rispettive coalizioni, una conferenza stampa per ogni partito nei giorni precedenti le elezioni e una conferenza stampa finale del Presidente del Consiglio.

Prodi inizialmente rifiutò di partecipare perché riteneva un'illegittima alterazione della parità di trattamento tra le forze politiche la conferenza stampa finale del premier e, solo dopo che Berlusconi vi rinunciò accettò di prendere parte ai dibattiti.

Sondaggi pre-voto