Ucciderò Willie Kid (Tell Them Willie Boy Is Here) è un film western del 1969 diretto da Abraham Polonsky. Il film è tratto dal libro Willie Boy: A Desert Manhunt, pubblicato nel 1960 dal giornalista Harry Lawton.

Trama 1909: durante una festa indiana, il pellerossa Willie BoyWillie Kid nell'edizione italiana. incontra Lola Boniface. I due si appartano nel bosco durante la notte, ma Old Mike, padre di Lola, contrario alla relazione, li scopre e, nella colluttazione che ne segue, viene colpito a morte da Willie. Dopo l'omicidio, la coppia fugge sulle montagne e lo sceriffo Cooper, preoccupato per la possibilità di una rivolta dei nativi, si lancia all'inseguimento guidando un drappello di cacciatori di taglie.

Lo sceriffo in realtà non è nemico dei nativi e procede con cautela, intenzionato a consegnare il ragazzo alla giustizia; per questo cerca di tenere a freno il gruppo di volontari che lo segue e che rischia di trasformarsi in una banda inferocita disposta al linciaggio. Cooper, per di più, ha una controversa relazione con l'isterica dottoressa Arnold, sovrintendente della riserva indiana. Chiamato a Riverside a scortare il presidente Taft in un viaggio alla frontiera, Cooper deve sospendere la caccia; intanto affida a Calvert, uno dei cacciatori, il compito di proseguire la ricerca.

Costretto a riprendere l'inseguimento quando scopre che Willie ha ucciso Calvert, anche lo sceriffo gli giura vendetta. Willie è sempre più solo. Morta Lola (probabilmente si è lasciata morire per non essere di peso al fuggiasco), si prepara all'ultimo duello con Cooper. Sorpreso alle spalle, non si arrende: lo sceriffo lo affronta da solo e lo uccide. Il suo corpo, per ordine pietoso di Cooper, verrà bruciato secondo l'antica tradizione della sua tribù e Willie diventa una leggenda per il popolo ormai sconfitto.Giovanni Grazzini in Corriere della Sera, 16 gennaio 1970, p. 13.

Produzione Anche se il personaggio dello sceriffo e della dottoressa sono fittizi, Willie Boy è un personaggio realmente esistito: se ne occuparono estesamente le cronache del tempo, per la fortuita presenza di una folla di giornalisti nella zona in cui si svolsero i fatti, dovuta alla concomitante visita del presidente Taft, eletto solo pochi mesi prima. In tempi successivi se ne occupò Harry Lawton, giornalista che aveva pubblicato diversi libri sui nativi americani, e che nel 1960 pubblicò il libro al quale Abraham Polonsky si ispirò per realizzare il film.Giuliana Muscio, Robert Redford, Gremese, Roma, 1997, pp. 39-40. ISBN 9788877420510

Polonsky, ebreo russo nato nel 1910, noto per le sue convinzioni radicali, aveva sceneggiato nel 1947 Anima e corpo e anche diretto il successivo Le forze del male (in entrambi i film era protagonista John Garfield), fu costretto a interrompere la propria carriera nel cinema per essere stato inserito nella "lista nera" dalla Commissione per le attività antiamericane. A causa del suo credo politico, gli fu ritirato il passaporto e gli fu impedito per vent'anni di lavorare, anche se riuscì a scrivere alcune sceneggiature senza tuttavia poterle firmare. Entrato in contatto con Lawton, cominciò a progettare questo film, ma non sarebbe riuscito a realizzarlo senza il sostegno di Robert Redford, la star del momento, che con questo lavoro avrebbe potuto sostenere la difesa delle minoranze e denunciare il razzismo contro i nativi americani.

Il film, girato nella California meridionale, è una produzione indipendente e, come tale, ebbe una gestazione difficile, una realizzazione indebolita e una distribuzione svogliata da parte della Universal, ma ottenne un grande successo di critica, soprattutto in Europa.

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