Il Governo Rumor IV è stato il ventinovesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il secondo della VI legislatura.

Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dall'8 luglio 1973 al 15 marzo 1974 (sebbene già dimissionario dal precedente 2 marzo), per un totale di 250 giorni, ovvero 8 mesi e 7 giorni.

La nascita dell’esecutivo fu facilitata dal Patto di Palazzo Giustiniani con cui, andando contro la linea del Centrismo andreottiano, si volle istituzionalizzare e stabilizzare il c.d. Centro-sinistra "organico" e contenere contemporaneamente le nuove istanze generazionali portate avanti dal precedente Patto di San Ginesio.

Storia Accanto ai soliti temi dell'unità antifascista, del referendum sul divorzio, delle riforme e dell'economia, nella crisi del 1973 si inserisce l'ulteriore questione della libertà di stampa. Le preoccupazioni nascono dal passaggio del 50% delle azioni de Il Messaggero e Il Secolo XIX a Edilio Rusconi, editore chiacchierato come fascista per aver pubblicato libri invisi alla cultura di sinistra come Il Signore degli Anelli di Tolkien, Il mito del mondo nuovo di Eric Voegelin e Filosofia della reazione di Armando Plebe.

Parlando della lotta al neofascismo Francesco De Martino pone infatti il problema di colpire non solo gli ispiratori politici della destra eversiva ma anche i suoi finanziatori. Libertà di stampa, economia e antifascismo sono le condizioni che il PSI pone per la sua partecipazione ad un governo che nasce sotto i buoni auspici della ritrovata unità di centro-sinistra e numerosi problemi da affrontare, tra i quali il completamento della riforma tributaria e la svalutazione della lira con la conseguente speculazione sui prezzi al consumo.

Orientato a un deciso riformismo il governo viene travolto e cade sulla spinta dello scandalo dei petroli.

Compagine di governo

Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere:

Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 16 32 49 - 6 15 21 - 4 9 13 - 2 2 4Totale 1 28 58 87

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere:

RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1236 -5510 -369 -189 -437 -156 -156 -325 -145 -224 -134 - -44 -123 - -33 -123 -1 -1 -1 -1 - -11

Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Centro-sinistra "organico" (371): DC (266), PSI (61), PSDI (29), PRI (15) Astensione Misto (4) Opposizione PCI (179), MSI-DN (56), PLI (20)Senato della Repubblica Maggioranza Centro-sinistra "organico" (187): DC (135), PSI (33), PSDI (11), PRI (8) Astensione Misto (8) Opposizione PCI-PSIUP (85), MSI-DN (26), IND-SIN (9), PLI (6)

Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Mariano Rumor (DC) Adolfo Sarti (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Giuseppe Azzaro (DC) Francesco Compagna (PRI) Salvatore De Matteis (PSI) Guglielmo Nucci (DC) Sebastiano Vincelli (DC)Ministri senza portafoglio Ambiente Achille Corona (PSI) Beni culturali Camillo Ripamonti (PSDI) Compiti politici particolari e Coordinamento della Presidenza della Delegazione italiana all'Organizzazione delle Nazioni Unite Giuseppe Lupis (PSDI) Compiti politici particolari ed Enti vigilati dalla Presidenza del Consiglio Dionigi Coppo (DC) Interventi straordinari nel Mezzogiorno Carlo Donat-Cattin (DC) Problemi relativi all'attuazione delle Regioni Mario Toros (DC) Rapporti con il Parlamento Giovanni Gioia (DC) Ricerca scientifica Pietro Bucalossi (PRI) Riforma della Pubblica amministrazione Silvio Gava (DC) MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Aldo Moro (DC) Cesare Bensi (PSI) Luigi Granelli (DC) Mario Pedini (DC) Interno Paolo Emilio Taviani (DC) Bruno Lepre (PSI) Ernesto Pucci (DC) Umberto Righetti (PSDI) Vincenzo Russo (DC) Grazia e Giustizia Mario Zagari (PSI) Erminio Pennacchini (DC) Bilancio e Programmazione economica Antonio Giolitti (PSI) Tommaso Morlino (DC) Finanze Emilio Colombo (DC) Giuseppe Amadei (PSDI) Gianuario Carta (DC) Salvatore Lima (DC) Giuseppe Macchiavelli (PSI) Tesoro Ugo La Malfa (PRI) Renato Colombo (PSI) Francesco Fabbri (DC) Bonaventura Picardi (DC) Attilio Ruffini (DC) Dante Schietroma (PSDI) Difesa Mario Tanassi (PSDI) Pietro Buffone (DC) Vito Lattanzio (DC) Michele Pellicani (PSI) Pubblica Istruzione Franco Maria Malfatti (DC) Alberto Bemporad (PSDI) Renato Dell'Andro (DC) Vito Vittorio Lenoci (PSI) Francesco Smurra (DC) Lavori Pubblici Salvatore Lauricella (PSI) Gian Aldo Arnaud (DC) Salvatore Cottoni (PSDI) Vincenzo Scarlato (DC) Agricoltura e Foreste Mario Ferrari Aggradi (DC) Luigi Angrisani (PSDI) Michele Cifarelli (PRI) Elvio Alfonso Attilio Salvatore (DC) Trasporti ed Aviazione Civile Luigi Preti (PSDI) Onorio Cengarle (DC) Cornelio Masciadri (PSI) Poste e Telecomunicazioni Giuseppe Togni (DC) Luigi Giglia (DC) Renato Massari (PSDI) Mario Vignola (PSI) Industria, Commercio ed Artigianato Ciriaco De Mita (DC) Giuseppe Averardi (PSDI) Manfredi Bosco (DC) Stefano Servadei (PSI) Sanità Luigi Gui (DC) Giorgio Guerrini (PSI) Enrico Spadola (DC) Mario Valiante (DC) Commercio con l'Estero Gianmatteo Matteotti (PSDI) Attilio Ferrari (PSI) Giulio Orlando (DC) Marina mercantile Giovanni Pieraccini (PSI) Giovanni Maria Venturi (DC) Partecipazioni statali Antonino Pietro Gullotti (DC) Francesco Principe (PSI) Lavoro e Previdenza sociale Luigi Bertoldi (PSI) Bruno Corti (PSDI) Danilo De' Cocci (DC) Alberto Del Nero (DC) Franco Foschi (DC) Turismo e Spettacolo Nicola Signorello (DC) Paolo Cavezzali (PSI) Edoardo Speranza (DC)

Cronologia 1973 Giugno 14-18 giugno: all'indomani delle dimissioni di Andreotti, Giovanni Leone avvia un primo giro di consultazioni tutt'altro che facile. Nelle stesse ore le quotazioni dei mercati valutari registrano una svalutazione media della lira del 22%, con una punta del 30,45% nei confronti del marco tedesco. Si parla delle dimissioni di Guido Carli ma il governatore della Banca d'Italia smentisce, attribuendo il problema della moneta alla politica del Governo dimissionario. Il ministro uscente Giovanni Malagodi è accusato a sua volta di non aver opposto provvedimenti di difesa della lira per i suoi interessi politici verso il pentapartito, una grande maggioranza a cinque DC, PSI, PSDI, PRI, PLI, ipotesi al momento ritenuta fantascientifica. La direzione della DC dà comunque il via libera a Rumor per la ricostituzione di un centro-sinistra organico cui si dichiarano subito disponibili PSI, PSDI e PRI.Il Messaggero, 15-19 giugno 1973 17 giugno: Amintore Fanfani torna dopo 14 anni alla guida della DC. Il nuovo segretario è eletto dal Consiglio nazionale per acclamazione. Convocata per il pomeriggio la direzione del partito per l'esame della situazione politica e la soluzione alla crisi di Governo.Il Messaggero, 18 giugno 1973 20-21 giugno: Mariano Rumor riceve l'incarico di formare il nuovo governo. Il presidente incaricato incontra le delegazioni di tutti i partiti di opposizione e si vede con esponenti del mondo industriale ed economico. Nei programmi del governo punti qualificanti sono il completamento della riforma tributaria, un vasto condono fiscale (2.000 miliardi di entrate a fronte dell'azzeramento di migliaia di pratiche pendenti), e un potenziamento dell'anagrafe tributaria e del catasto urbano per la puntuale esazione delle imposte sulla casa.Il Messaggero, 21-22 giugno 1973

27-29 giugno: esplode il caso de Il Messaggero e Il Secolo XIX, la cui proprietà è passata al 50% all'editore Edilio Rusconi. Ferdinando Perrone, ex proprietario rimasto alla presidenza della società editoriale dei due quotidiani, annuncia la nomina a direttore degli stessi di Luigi Barzini, ex deputato liberale, al posto del cugino, Alessandro Perrone. Giornalisti e maestranze dei due giornali entrano in agitazione contro la nomina, che viene contestata in quanto il presidente non ha l'autorità di effettuarla senza il mandato del consiglio di amministrazione. La vicenda si inserisce nel dibattito sulla crisi di Governo. La nomina di un liberale alla direzione di due giornali particolarmente vicini al centro-sinistra è giudicato da socialisti e democristiani di sinistra come una sfida all'opinione pubblica democratica.Il Messaggero, 28-30 giugno 1973 28 giugno: su istanza del tribunale di Genova la Corte costituzionale dichiara illegittimo l'articolo 781 del codice civile che vieta le donazioni tra i coniugi. Secondo la corte l'inferiorità della moglie rispetto all'autorità del marito è un relitto storico.Il Messaggero, 29 giugno 1973

Luglio 2 luglio: a seguito di un provvedimento di urgenza emesso dal tribunale civile, Luigi Barzini si ripresenta nella sede de Il Messaggero, accompagnato dai suoi legali, per prendere possesso dell'ufficio del direttore, ma viene respinto per la seconda volta dal direttore in carica, che ha presentato ricorso. Il settimanale Aut pubblica alcuni retroscena sulla vicenda de Il Messaggero citando fonti d'oltreoceano sul periodico socialista. 3 luglio: al termine di una laboriosa trattativa che ai problemi citati ha compreso la riforma della RAI e la revisione del fermo di polizia nel complesso di una riforma più estesa delle norme di polizia, il comitato centrale del PSI decide di entrare nell'esecutivo: si astengono i manciniani mentre Riccardo Lombardi vota contro ritenendo più opportuno un appoggio esterno. 7 luglio: Rumor scioglie la riserva e presenta la lista dei ministri di un centro-sinistra organico DC, PSI, PSDI, PRI. La triade economica è composta da Ugo La Malfa al tesoro, Emilio Colombo alle finanze e Antonio Giolitti al bilancio. Aldo Moro torna al Ministero degli Esteri, Paolo Emilio Taviani confermato agli Interni.Il Messaggero, 4 luglio 1973 11 luglio: pubblicata dal Secolo d'Italia desta scalpore una lettera ufficiale inviata dal MSI alle ambasciate dei paesi membri del Patto atlantico e al segretario generale della NATO per sensibilizzare l'alleanza "sui gravi pericoli che l'intensificazione della campagna contro la destra comporta". Inviata nei giorni in cui si discuteva l'autorizzazione a procedere contro Giorgio Almirante, la lettera fa presente che la maggioranza (al momento in cui viene scritta quella del Governo di centro-destra) cesserebbe di esistere se il partito venisse colpito dai reiterati tentativi di scioglimento.Il Messaggero, 12 luglio 1973 16-20 luglio: il Governo si presenta in Parlamento. La fiducia viene accordata 190 voti contro 120 al Senato, 371 voti contro 242 alla Camera.Il Messaggero, 17-21 luglio 1973 24 luglio: Consiglio dei ministri: il Governo vara cinque decreti legge che "congelano" per un anno i listini industriali, vincolano i prezzi degli alimentari ai livelli di luglio fino al 31 ottobre e blocca gli affitti fino al 31 gennaio per gli inquilini con reddito inferiore ai 4 milioni annui. Immediatamente esecutivi, i decreti sono presentati parte alla Camera, parte al Senato, dove la larga maggioranza consente di fidare nella loro sicura conversione in legge entro il termine dei due mesi di validità. Su istanza della Federazione della stampa, dei sindacati e del comitato di redazione, il Pretore del lavoro di Roma dichiara illegittima la nomina di Luigi Barzini alla direzione de Il Messaggero per comportamento anti-sindacale da parte del presidente della società editoriale e dell'editore Rusconi.Il Messaggero, 25 luglio 1973