Onniscienza è un'espressione usata in alcune religioni, in particolare quelle monoteistiche, per indicare un attributo di Dio. Si tratta della facoltà di essere a conoscenza di tutto ciò che è accaduto in passato, che sta accadendo nel momento presente e che accadrà nel futuro.
Descrizione Il termine deriva dal latino omnia, aggiunto a sciens, ed è generalmente utilizzato per indicare una prerogativa strettamente divina, in quanto le religioni ebraica, cristiana e musulmana ritengono che solo Dio possa essere a conoscenza di tutto ciò che esiste e avviene nel Creato.
L'onniscienza è usata anche come strumento nella narrativa: chi narra un romanzo o un racconto infatti, il cosiddetto «narratore onnisciente», analizza ed espone i fatti in maniera generalmente oggettiva. Un narratore viene definito onnisciente quando ha "focalizzazione zero".
Definizioni
Esiste una distinzione tra: onniscienza inerente - l'abilità di conoscere qualunque cosa uno scelga di conoscere e che possa essere conosciuta. onniscienza totale - sapere veramente tutto ciò che può essere conosciuto. Alcuni teologi cristiani moderni sostengono che l'onniscienza di Dio è inerente anziché totale e che Dio sceglie di limitare la Sua onniscienza, al fine di preservare il libero arbitrio e la dignità delle Sue creature.John Polkinghorne, Science and Theology, SPCK/Fortress Press, 1998. ISBN 0-8006-3153-6 Giovanni Calvino, tra gli altri teologi del XVI secolo, associandosi alla definizione di Dio come essere onnisciente nel senso totale, abbracciò la dottrina della predestinazione.
Controversie
Onnipotenza (potere illimitato) è talvolta intesa implicare anche la capacità di conoscere tutto ciò che sarà.
Il nonteismo spesso sostiene che il concetto stesso di onniscienza è intrinsecamente contraddittorio.
Se l'onniscienza, in particolare per quanto riguarda le scelte che un essere umano farà, sia compatibile con il libero arbitrio, è stato dibattuto da teisti e filosofi. L'argomento che la prescienza divina non sia compatibile con il libero arbitrio è conosciuto come fatalismo teologico. In generale, se gli esseri umani sono veramente liberi di scegliere tra diverse alternative, è molto difficile capire come Dio possa sapere quale sarà tale scelta.
Onniscienza contro libero arbitrio
Sorge una domanda: un'entità onnisciente conosce tutto anche in merito alle sue proprie decisioni nel futuro - proibisce quindi a quell'entità il libero arbitrio?
Onniscienza anterograda L'onniscienza anterograda è quel tipo di onniscienza che incorpora in Dio la completa conoscenza del futuro.
Un'obiezione comune al libero arbitrio è il fatto che Dio conosce il futuro e ciò che è già noto non è considerato parte del libero arbitrio, ma è considerato predestinazione.
Se al futuro fosse data la definizione della fisica, si potrebbe definirlo così: il passato è qualcosa che è noto, il futuro è qualcosa che non si conosce, ma potrebbe avere una serie infinita di possibili linee temporali ramificate, e il presente è l'eliminatore delle possibilità. Dio conoscendo il futuro non lo determina, poiché la sua conoscenza non è un processo deterministico proveniente dal passato, ma piuttosto una conoscenza che esiste nel presente e futuro attualizzata dalla libera azione umana. Il futuro esiste come una rete di possibilità il cui esito è noto all'Ente Onnisciente ma non predittivamente dal passato, piuttosto postdittivamente da presente e futuro. L'errore che spesso si fa qui è quello di confondere la comprensione umana delle Sue azioni e dei fenomeni fisici con la conoscenza posseduta dall'Essere Divino. Le due cose non sono uguali, e una volta che si è capito questo, tutti i presunti paradossi vengono risolti.
Un'altra possibile risposta è quella di affermare che Dio conosce il futuro, ma non lo influenza. Si può ipotizzare che Dio conosca tutti i possibili eventi futuri, il che significa che vedrebbe un numero infinito di linee temporali disposte su un piano e queste linee di tempo rimarrebbero in esistenza anche se non scelte. Un tale Dio conoscerebbe ogni modo possibile di come qualcosa possa essere. Conoscerebbe tutte le probabilità matematiche per esempio di ottenere un evento A e saprebbe anche se un libero agente (come un essere umano) potrebbe causare ad A di accadere. In virtù del suo autocontrollo, Dio permette agli esseri umani di modellare e adattare la loro vita secondo le loro decisioni. In questo modo tutti i paradossi apparenti sono risolti, poiché si può avere un mondo con un Dio Onnipotente, Onnisciente e Libero, mentre simultaneamente si attualizza la possibilità di libero arbitrio nell'Ordine del Creato, come si attua negli esseri umani.
La spiegazione precedente in realtà contraddice l'onniscienza. Gli eventi previsti devono accadere per la natura stessa di Dio che è onnisciente. Se la Sua conoscenza non è deterministica, sarebbe possibile per gli esseri umani di comportarsi in un modo che Dio non avrebbe previsto, ma così facendo si andrebbe fuori del reame della Sua conoscenza che è presupposta essere infinita. E se uno vuole fare appello alla natura misteriosa di Dio e dei Suoi modi di essere al di là della nostra comprensione, allora si pone la questione del perché si debba dire una qualunque cosa su di Lui che è inconoscibile.
Usi non teologici La Teoria dei giochi studia l'onniscienza: nel contesto di un gioco, i giocatori possono essere onniscienti.
Il campo letterario dell'analisi e della critica può presentare l'onniscienza dal punto di vista del narratore. Un narratore onnisciente, quasi sempre un narratore in terza persona, è in grado di rivelare intuizioni in personaggi e ambientazioni che non sarebbero altrimenti chiari dagli eventi della storia e di cui che nessun singolo personaggio potrebbe esserne a conoscenza. Il narratore è quindi onnisciente, conosce alla perfezione situazioni del presente, passato e futuro, conosce la psicologia dei personaggi, ciò che pensano, come agiscono, perché agiscono (Manzoni ne è un esempio).
Un insieme di tecniche di sorveglianza che contribuiscano a molte conoscenze disparate circa i movimenti, le azioni, le conversazioni, l'aspetto, ecc. di un individuo (o organizzazione) è talvolta chiamata "tecnologia onnisciente".
La parola in "omniscient" (onnisciente) caratterizza un personaggio fittizio nell'album musicale di Devin Townsend intitolato "Ziltoid the Omniscient".
Rappresentazioni teologiche
I concetti di onniscienza possono essere definiti come segue (usando la notazione della Logica modale):
x è onnisciente =def In parole, per onniscienza totale: x è onnisciente =def Per tutte le proposizioni p: se p (è vero), allora x sa che p (è vero) Per l'onniscienza inerente si interpreta Kxp in questo e il seguente come x può sapere che p è vero, così per l'onniscienza inerente questa proposizione si scrive: x è onnisciente =def Per tutte le proposizioni p: se p (è vero), allora x può sapere che p (è vero)
Ma un'analisi logica critica dimostra che questa definizione è troppo ingenua per essere corretta e quindi deve essere qualificata come segue:
x è onnisciente =def In parole: x è onnisciente =def Per tutte le proposizioni p: se p (è vero) e p è (logicamente) conoscibile, allora x conosce [/può conoscere] che p (è vero)
La successiva definizione è necessaria perché ci sono proposizioni logicamente vere ma logicamente inconoscibili come "Nessuno sa che questa frase è vera":
N = "Nessuno sa che N è vero"
Se N è vero, allora nessuno sa che N è vero; e se N è falso, allora non è il caso che nessuno sa che N è vero, che significa che qualcuno sa che N è vero. E se qualcuno sa che N è vero, allora N è vero; quindi, N è vero in ogni caso. Ma se N è vero in ogni caso, allora è logicamente vero e nessuno lo sa. Inoltre, lN logicamente vero non solo non è conosciuto di essere vero ma anche impossibilmente noto di essere vero, poiché ciò che è logicamente vero è impossibilmente falso. La frase N è un logico contro-esempio della definizione non qualificata di "onniscienza", ma non mette in discussione quella qualificata.
Ci sono altri esempi logici che sembrano minare anche questa definizione ristretta, come il seguente (chiamato "Il Bugiardo Divino Rafforzato"):B = "Dio non crede che B sia vero"
Se B è vero, allora Dio (o qualsiasi altra persona) non crede che B sia vero e quindi non sa che B è vero. Di conseguenza se B è vero, allora c'è una verità (cioè "B è vero") che Dio non conosce. E se B non è vero (= falso), allora Dio falsamente crede che B sia vero. Ma credere la falsità che B sia vero è credere la verità che Bnon è vero. Quindi, se B non è vero, allora c'è una verità (cioè "B non è vero") che Dio non sa. In questo modo ed in ogni caso c'è una verità che Dio non conosce e non può conoscere, perché la conoscenza implica una vera credenza.
Mentre la frase N è un'inconoscibilità relativa al non-conoscitore, B è un'inconoscibilità relativa al conoscitore, il che significa che il nostro concetto di onniscienza evidentemente ha bisogno di essere ridefinito ancora una volta:
x è onnisciente =def In parole:x è onnisciente =def Per tutte le proposizioni p: se p (è vero) e p è (logicamente) conoscibile a x', allora x conosce [/può conoscere] che p (è vero)
Onniscienza nella teologia giudeo-cristiana
Il Dio onnisciente unicamente semplice ed eterno
Nella tradizione giudeo-cristiana Dio conosce tutto, è onnipresente (presente ovunque, in tutta la creazione divina e al suo di fuori) e nulla può essere nascosto a Dio. Dio onnisciente unicamente semplice ed eterno vede il passato, presente e futuro simultaneamente. afferma che la Sapienza, identificata dai cristiani con lo Spirito Santo, "tutto conosce e tutto comprende".
Questo Dio è come un osservatore su una strada di montagna che guarda giù a valle, vedendo il resto della strada e tutti i suoi punti in un'unica volta. Il tempo non passa per Dio, poiché tutto il tempo è per Lui presente. Ne consegue che qualsiasi evento che sia mai accaduto è presente simultaneamente davanti a Dio. L'età dei dinosauri, l'impero di Alessandro Magno, la Guerra civile americana, l'arrivo dei primi coloni in Australia, l'uomo sulla Luna, oggi e la fine del mondo sono tutti, indistintamente, presenti al Dio eterno.
I sostenitori del Dio eterno quindi affermano con forza la versione dell'onniscienza divina totale. Il Dio eterno, atemporale, conosce tutto - passato, presente e futuro. Per Dio naturalmente non c'è passato, né presente e né futuro, poiché tutti gli eventi temporali sono simultaneamente presenti a Dio. Tuttavia, Dio conosce a quale punto della "strada del tempo" si collochino le nostre vite. Un tale Dio conosce il nostro futuro assolutamente, in ogni particolare.Peter Vardy, The Puzzle of God, Fount, 1999, pp. 158-168; vedi anche Peter Vardy & Julie Arliss, The Thinker's Guide to God, MediaCom Education, 2003, pp. 109-116, e passim. Tale concetto è certamente attraente per le teologia judeo-cristiana, ma presenta un problema serio: se Dio conosce gli eventi che per noi sono futuri – anche se non futuri per Dio, perché per Lui sono eternamente presenti – come facciamo ad essere liberi? Se Dio sa da sempre che il giovane Tizio sposerà una donna chiamata Caia nel giorno del suo 27º compleanno, ha Tizio (o Caia) una qualche altra possibilità di scelta?