Il governo Rumor II è stato il ventiquattresimo esecutivo della Repubblica Italiana, il terzo della V legislatura.
Esso, nato come governo balneare in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 6 agosto 1969 al 28 marzo 1970 (sebbene già dimissionario dal precedente 7 febbraio), per un totale di 234 giorni, ovvero 7 mesi e 22 giorni.
Il governo ottenne la fiducia dalla Camera il 10 agosto 1969, con 346 voti a favore, 245 contrari e 6 astenuti del PRI.
Il governo ottenne la fiducia dal Senato il 12 agosto 1969 con 179 voti a favore e 75 contrari.
Il governo si dimise in seguito a la richiesta di socialisti e socialdemocratici di entrare nella compagine di governo e anche per contrasti sulla legge del divorzio.
Storia Se il primo governo Rumor nasce tra le recriminazioni per il fallimento elettorale dell'unità socialista il secondo rischia di non vedere la luce per lo scontro tra i due partiti socialisti, che si sono nuovamente separati. Una collaborazione è al momento improponibile, ma mentre il PSI si dichiara disponibile ad appoggiare un secondo esecutivo presieduto da Rumor, il PSU dichiara di voler rimanere all'opposizione. Analoga posizione assume il PRI. Nella DC la nuova segreteria di Piccoli e la recente separazione di Moro dai dorotei porta a una divergenza di vedute tra l'ipotesi di un monocolore DC (Piccoli) e un accordo tra DC e PSI (Moro).
Dopo una rinuncia di Rumor e un mandato esplorativo di Fanfani la soluzione del Governo monocolore prevale per evitare la peggiore ipotesi delle elezioni anticipate e per portare avanti l'avvio delle regioni e la legge sul divorzio.
Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 24 54 79Totale 1 24 54 79
Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere:
RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1449 -459 -257 -167 -156 -145 - -55 -4 -4 - -44 -123 -123 - -33 -2 -2 -112 -112 - -22 - -22 -1 -1
Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Governo DC (266) Astensione PSI (62), PLI (31), PSU (29), PRI (9), Misto (3) Opposizione PCI (177), MSI (24), PSIUP (23), PDIUM (6)Senato della Repubblica Governo DC (135) Astensione PSI (36), PLI (16), PSU (10), Misto (4) Opposizione PCI-PSIUP (101), MSI (11), Misto (2)
Composizione Presidenza del Consiglio dei ministri CaricaTitolare Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Mariano Rumor (DC) Antonio Bisaglia (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Mario Baldini (DC)Sottosegretario con delega alla riforma della pubblica amministrazione Antonio Bonadies (DC)Sottosegretario con delega alla ricerca scientifica Renzo Forma (DC)Sottosegretario con delega ai rapporti con il parlamento Attilio Iozzelli (DC)Sottosegretario con delega agli interventi straordinari nel Mezzogiorno e nelle zone depresse del Centro-Nord Vicepresidente del Consiglio dei ministri Paolo Emilio Taviani (DC)Ministri senza portafoglio Rapporti fra Governo e Parlamento Carlo Russo (DC) Ricerca scientifica Giorgio Bo (DC) Riforma della pubblica amministrazione Eugenio Gatto (DC) Presidenza della Delegazione italiana presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite(soppresso) Arnaldo Forlani (DC)Fino al 17/01/1970Ministeri Ministri Sottosegretari di Stato Affari esteri Aldo Moro (DC) Dionigi Coppo (DC) Mario Pedini (DC) Interno Franco Restivo (DC) Ciriaco De Mita (DC)Fino al 17/01/1970 Ernesto Pucci (DC) Angelo Salizzoni (DC) Adolfo Sarti (DC) Grazia e giustizia Silvio Gava (DC) Renato Dell'Andro (DC) Erminio Pennacchini (DC) Bilancio e programmazione economica Giuseppe Caron (DC) Paolo Barbi (DC) Finanze Giacinto Bosco (DC) Luigi Borghi (DC) Michele Tantalo (DC) Filippo Micheli (DC)Dal 07/09/1969 Tesoro Emilio Colombo (DC) Fortunato Bianchi (DC) Annibale Fada (DC) Bonaventura Picardi (DC) Giuseppe Sinesio (DC) Difesa Luigi Gui (DC) Francesco Cossiga (DC) Guglielmo Donati (DC) Giovanni Elkan (DC) Pubblica istruzione Mario Ferrari Aggradi (DC) Vincenzo Bellisario (DC)Fino al 21/12/1969 Carlo Buzzi (DC) Dino Limoni (DC) Elio Rosati (DC) Lavori pubblici Lorenzo Natali (DC) Pio Alessandrini (DC) Barbaro Lo Giudice (DC) Vincenzo Russo (DC) Agricoltura e foreste Giacomo Sedati (DC) Dario Antoniozzi (DC) Arnaldo Colleselli (DC) Luciano Radi (DC) Trasporti e aviazione civile Remo Gaspari (DC) Onorio Cengarle (DC) Heros Cuzari (DC) Sebastiano Vincelli (DC) Poste e telecomunicazioni Athos Valsecchi (DC) Bernardo D'Arezzo (DC) Francesco Ferrari (DC) Calogero Volpe (DC) Industria, commercio e artigianato Domenico Magrì (DC) Loris Biagioni (DC) Vito Lattanzio (DC) Emanuela Savio (DC) Sanità Camillo Ripamonti (DC) Maria Pia Dal Canton (DC) Beniamino De Maria (DC) Commercio con l'estero Riccardo Misasi (DC) Paolo Berlanda (DC) Luigi Caiazza (DC) Marina mercantile Vittorino Colombo (DC) Vittorio Cervone (DC) Salvatore Mannironi (DC) Partecipazioni statali Franco Maria Malfatti (DC) Vincenzo Scarlato (DC) Lavoro e previdenza sociale Carlo Donat-Cattin (DC) Leandro Rampa (DC) Mario Toros (DC) Mario Vetrone (DC) Turismo e spettacolo Giovanni Battista Scaglia (DC) Franco Evangelisti (DC) Gino Zannini (DC)
Cronologia Salvo diversa indicazione le notizie sono tratte dal sito dellarepubblica.it, richiamato in bibliografia
1969 Luglio 6 luglio: all'indomani delle dimissioni del governo i partiti chiariscono le proprie posizioni. Il PSI (Nenni-Mancini) si dichiara disponibile a tornare alla collaborazione tra i due partiti socialisti. Luigi Preti, a nome del PSU, lo esclude e propone un monocolore DC che traghetti il parlamento ad elezioni anticipate. PCI e PSIUP ritengono che la situazione politica consente al PSI di aderire ad una rinnovata collaborazione per un'alternativa a sinistra. La DC è divisa: le sinistre interne vogliono tornare al centro-sinistra, la destra condivide il pensiero del PLI su una rinnovata lotta al comunismo e al socialismo di stato attraverso un esecutivo di centro-destra. In posizione di attesa rimangono i dorotei della DC e i repubblicani.Il Messaggero, 7 luglio 1969 11 luglio-3 agosto: consiglio nazionale della DC: Piccoli è riconfermato segretario. Benigno Zaccagnini (moroteo) è il nuovo presidente del consiglio nazionale.Il Capo dello Stato apre le consultazioni. Immutate le posizioni dei partiti salvo il PRI, che ritiene impossibile tornare al centro-sinistra. Dopo due giorni di colloqui l'incarico viene conferito a Mariano Rumor, che si mette al lavoro per costituire una maggioranza con PSI, PSU, PRI. Mentre Giovanni Malagodi chiede chiarimenti sui rapporti tra PCI e governo Ugo La Malfa dichiara che i repubblicani non intendono partecipare a nessuna maggioranza. Dopo una settimana di colloqui ufficiosi, complice l'attenzione generale alla missione Luna, Rumor sale al Quirinale e fa presente a Saragat che le trattative sono bloccate. Viene formulata la proposta di un bicolore DC-PSI. I morotei e la sinistra DC si dichiarano favorevoli ma l'idea è bocciata dalla maggioranza dorotea e delle destra, che si schierano per un monocolore di attesa (accettato dal PSU e rifiutato dal PSI) o le elezioni anticipate. Dopo tre settimane di colloqui Rumor rimette l'incarico al Capo dello Stato.Il Messaggero, 12 luglio-3 agosto 1969
Agosto 3-7 agosto: Saragat affida un veloce mandato esplorativo a Fanfani. Il Presidente del Senato riferisce nello stesso giorno che non c'è possibilità di mutamento nelle posizioni dei partiti. Per evitare le elezioni anticipate Mariano Rumor forma un governo monocolore DC. Aldo Moro assume la guida del Ministero degli Esteri, Carlo Donat-Cattin del Ministero del Lavoro. Nell’esecutivo rappresentate tutte le correnti democristiane ad eccezione di «Nuova Sinistra» di Sullo. Un governo d’attesa in vista di un eventuale riproposizione del centro-sinistra che intanto può contare sul voto favorevole del PSI e del PSU mentre il PRI si astiene.Il Messaggero, 4-8 agosto 1969 8-12 agosto: alla Camera la fiducia a Rumor è approvata con 346 voti a favore, 245 contrari e 6 astenuti. Al Senato con 179 voti a favore e 175 contrari. Votano a favore DC, PSI e PSU, si astiene il PRI. Il governo, dice Rumor, intende proseguire sulla strada del centro-sinistra. Analoghe quindi le priorità. 9 agosto: otto bombe esplodono su 7 treni. Restano ferite 12 persone. Come per le bombe alla Fiera Campionaria di Milano del 25 aprile, la destra tenta di accusare gruppi anarchici. Per entrambi gli attentati saranno condannati Franco Freda e Angelo Ventura, esponenti della cellula veneta di «Ordine nuovo». 19 agosto: a Milano la polizia sgombera l'ex albergo Commercio, occupato dalla sinistra extraparlamentare, ribattezzato Casa dello studente e del lavoratore ma soprannominato dai giornali Forte Mao. Gli occupanti (56 giovani, un anziano professore e 2 bambini) non hanno opposto resistenza. Definito dalla polizia e dalla magistratura il quartier generale dei disordini l'edificio viene sbrigativamente demolito dal comune di Milano. Proteste del PCI e del PSIUP, che parlano di repressione antidemocratica.A Roma non esplode per caso un ordigno esplosivo, simile a quelli degli attentati ai treni, ritrovato da un carabiniere in uno stanzino del Palazzo di Giustizia.Alla Pirelli 11.000 lavoratori in sciopero per il premio di produzione. Le richieste dei lavoratori: aumento del premio di produzione di quindicimila lire, contrattazione del meccanismo che ne garantisca l’aumento legato alla produttività, diritto di assemblea, riconoscimento dei comitati di reparto, distacco per i membri della Commissione interna. Previsto un nuovo sciopero per il 22 agosto e per la prossima settimana l’astensione dal lavoro degli impiegati del grattacielo Pirelli. Il “Sole 24 ore” scrive: «È iniziato l’autunno caldo». 21 agosto: in un articolo su «l’Unità», scritto in occasione del quinto anniversario della morte di Palmiro Togliatti, Giorgio Amendola pone la questione dell’ingresso del PCI «nell’area governativa» come necessità di fronte alla crisi del Paese. 25 agosto: a Roma un comizio autorizzato del MSI, in solidarietà con la Cecoslovacchia, degenera in gravi disordini quando gli studenti missini, contro il divieto opposto della questura, vogliono muoversi in corteo. Sette giovani arrestati, ventidue denunciati e una ventina di feriti tra manifestanti, forze dell'ordine e passanti. Gravi danni a negozi, cartelli stradali e un autobus.Il Messaggero, 26 agosto 1969
Settembre 2 settembre: tensione alla Fiat dopo la sospensione di 6.700 operai a causa di problemi nelle forniture. I sindacati proclamano uno sciopero a oltranza. I sospesi salgono di li a poco a oltre 27.000. Contestazioni dei comunisti "cinesi" all'atteggiamento ufficiale del PCI. Nei giorni successivi numerose categorie di lavoratori scendono in agitazione.Il Messaggero, 3 settembre 1969 8 settembre: a Caserta scoppiano violenti tumulti. La motivazione ufficiale è la retrocessione della squadra locale decisa da un tribunale sportivo ma da subito sembra emergere una regia che sta sfruttando la rabbia dei tifosi a scopi politici. Per due giorni la città è trasformata in un campo di battaglia: devastata la stazione ferroviaria e le sedi del comune e del provveditorato, auto date alle fiamme, blocco della circolazione ferroviaria. Il sindaco quantifica in duecento milioni di lire i danni e dichiara di aver ricevuto minacce di nuovi tumulti se gli arrestati non saranno rilasciati.