Gli ittiodectiformi (Ichthyodectiformes) sono un ordine di pesci estinti, appartenenti agli osteoglossomorfi (Osteoglossomorpha). Vissero tra il Giurassico superiore e il Cretaceo superiore (160 - 65 milioni di anni fa), o forse fino all'Eocene inferiore (55 milioni di anni fa), e i loro resti sono stati ritrovati in tutti i continenti. Fra gli ittiodectiformi vi furono tra i più grandi pesci ossei predatori del Cretaceo. Descrizione Gli ittiodectiformi erano pesci dal corpo generalmente allungato, di media o grossa taglia. Sono spesso noti come "pesci bulldog" a causa della forma del cranio, corto e alto e dotato di una mandibola leggermente prognata, particolarmente robusta e simile a quella di un bulldog.
Alcuni di questi pesci raggiunsero taglie enormi (ad es. Xiphactinus, lungo oltre sei metri) e furono i più grandi pesci ossei del Cretaceo. Gli ittiodectiformi sono caratterizzati da una pinna dorsale spostata molto posteriormente, opposta alla pinna anale. Le pinne pelviche, inoltre, erano più vicine alla pinna anale che a quelle pettorali, mentre la pinna caudale era omocerca e fortemente biforcuta. I denti, generalmente aguzzi o leggermente smussati, erano disposti in una sola fila lungo le mascelle.
Classificazione ed evoluzione
Gli ittiodectiformi sono considerati un gruppo di pesci ossei relativamente primitivi, probabilmente forme basali di teleostei (il gruppo più grande ed evoluto di pesci ossei). In passato sono stati accostati (o addirittura inclusi) in un altro grande gruppo di pesci ossei primitivi, i pachicormiformi, ma nuove ricerche hanno portato alla conclusione che gli ittiodectiformi fossero un gruppo ben distinto, probabilmente all'interno del gruppo più ampio degli osteoglossomorfi (Osteoglossomorpha), attualmente rappresentati da poche forme (tra cui il grande arapaima sudamericano).
I primi rappresentanti del gruppo erano forme di dimensioni relativemte modeste (lunghezza circa 45 centimetri), apparse all'inizio del Giurassico superiore (Oxfordiano/Kimmeridgiano, circa 155 milioni di anni fa), come Thrissops e Allothrissops. Gli ittiodectiformi si diffusero in tutti i continenti, compresi Australia (Cooyoo) e Antartide (Antarctithrissops), e nel corso del Cretaceo aumentarono le loro dimensioni e si specializzarono secondo diversi adattamenti. Una famiglia in particolare (i saurodontidi) sviluppò una bizzarra conformazione della mandibola. Alla fine del Cretaceo si estinsero senza lasciare discendenti, come numerosi altri gruppi marini, ma vi sono alcuni fossili di dubbia identità (ad esempio Xiphactinus dunedinensis della Nuova Zelanda) che risalirebbero all'Eocene inferiore (circa 55 milioni di anni fa).
Tassonomia La filogenesi degli ittiodectiformi non è ben chiara, e vi sono alcune forme non facilmente attribuibili alle varie famiglie, oppure considerate basali.
Ichthyodectiformes Africathrissops Taverne, 2010 Altamuraichthys Taverne, 2016 Ascalabothrissops? Arratia, 2000 Carsothrissops d'Erasmo, 1946 Dugaldia Lees, 1990 Faugichthys Taverne & Chanet, 2000 Furloichthys Taverne & Capasso, 2018 Garganoichthys Taverne, 2009 Ogunichthys Alvarado-Ortega & Brito, 2009 Pachythrissops? Woodward, 1919 Prymnetes Cope, 1871 Sultanuvaisia Nesov, 1981 Unamichthys Alvarado-Ortega, 2004 Verraesichthys Taverne, 2010 Allothrissopsidae Allothrissops Nybelin, 1964 Antarctithrissops Arratia et al., 2004 Occithrissops Schaeffer & Patterson, 1984 Thrissops Agassiz, 1843 Chuhsiungichthyidae Yabumoto, 1994 Chuhsiungichthys Lew, 1974 Jinjuichthys Kim et al., 2014 Mesoclupea Ping & Yen, 1933 Bardackichthyidae Hacker & Shimada, 2021 Amakusaichthys? Yabumoto et al., 2020 Bardackichthys Hacker & Shimada, 2021 Heckelichthys? Taverne, 2008 Cladocyclidae Maisey, 1991 Aidachar Nesov, 1981 Chirocentrites Heckel, 1849 Chiromystus Cope, 1885 Cladocyclus Agassiz, 1841 Cladocynodon de Mayrinck et al., 2023 Eubiodectes Hay, 1903 Ichthyodectidae Crook, 1892 Capassoichthys Taverne, 2015 Cooyoo Bartholomai & Less, 1987 Ghrisichthys Cavin et al., 2013 Ichthyodectes Cope, 1870 Postredectes Kaddumi, 2009 Vallecillichthys Blanco & Cavin, 2003 Xiphactinus Leidy, 1870 Saurodontidae Cope, 1870 Amakusaichthys? Yabumoto et al., 2020 Gillicus Cope, 1875 Gwawinapterus Arbour & Currie, 2011 Prosaurodon Stewart, 1999 Saurocephalus Harlan, 1824 Saurodon Hay, 1830
Paleoecologia Gli ittiodectiformi, data la forma del corpo e della testa (e dei denti generalmente aguzzi e cilindrici), erano generalmente pesci predatori. I loro resti sono stati ritrovati in sedimenti marini e di estuario. Generalmente si nutrivano di pesci più piccoli, e sono stati ritrovati alcuni fossili in cui si sono conservati i resti interi delle prede: un fossile di Xiphactinus lungo 5 metri contiene al suo interno un fossile completo di Gillicus, lungo circa 2 metri. Proprio Gillicus, insieme ad altre forme simili, sembrerebbe essere stato non un predatore attivo di pesci ma piuttosto un animale planctivoro, a causa dei denti piccolissimi. Un altro ittiodectiforme bizzarro, Dugaldia, possedeva una bocca eccezionalmente estensibile in senso laterale; un raffronto con un piccolo pesce attuale dotato di una struttura simile (Neoclinus blanchardi) ha portato a ipotizzare che la strana struttura delle mascelle potesse anche avere una funzione nella comunicazione intraspecifica: gli attuali N. blanchardi combattono tra loro spalancando le bocche per cercare di terrorizzare l'avversario.
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