Il suo nome ha dato origine al termine sadismo, ovvero il piacere nel causare dolore e sofferenza. Tale argomento ricorre nei suoi romanzi, incentrati sulla descrizione di condotte sessuali trasgressive e perverse, che saranno appunto chiamate "sadiche", e di scene di esplicita violenza e tortura; ma anche sul tema filosofico della ricerca del piacere attraverso la gratificazione degli istinti naturali (in Sade spesso derivanti dall'esercitare la crudeltà). Centrale nel suo pensiero è inoltre la difesa dell'ateismo e il rifiuto verso ogni forma di autorità costituita. Il nome di Sade insieme a quello di Leopold von Sacher-Masoch (da cui deriva invece il termine masochismo) hanno dato origine alla parola sadomasochismo, associata spesso ai suoi romanzi.Marta Sambugar, Gabriella Salà - Letteratura italiana ed europea modulare, vol I, pag. 65, "Il romanzo del Settecento" Per via delle sue idee filosofiche, Sade viene incluso nell'ala estremista del libertinismo, nonché dell'Illuminismo più radicale, ateo, materialista e anticlericale.

Appartenente a una famiglia di antica nobiltà, a partire dal 1800 e fino alla morte avvenuta quattordici anni dopo, rinunciò a ogni titolo nobiliare, siglandosi semplicemente «D.-A.-F. Sade». Durante il periodo rivoluzionario utilizzò anche lo pseudonimo Louis Sade. Fu autore di tutta una serie di classici della letteratura erotica, drammi teatrali, testi vari e saggi filosofici, molti dei quali composti durante la prigionia. Più volte incarcerato e nuovamente evaso, fu condannato a morte in contumacia durante la sua fuga in Italia. Verso la fine della vita venne trasferito in un manicomio, forse affetto da una forma di quello che poi verrà denominato disturbo borderline di personalità e da comportamenti occasionalmente antisociali.Marquis de SadeThe Psychopath's Brain

Durante la sua vita venne accusato di diversi reati (accuse alle quali aderì la sua famiglia, e soprattutto la suocera), quali sodomia, tortura, tentativi di avvelenamento e condotta immorale (legati alle vicende dette "affare di Arcueil" o caso di Rose Keller, e "affare di Marsiglia"), ma dopo la condanna a morte in contumacia in primo grado fu assolto in appello (verdetto annullato), colpevole soltanto di "libertinaggio" (cioè condotta sessuale illegale e sconveniente). Fu vittima prima delle persecuzioni del regime monarchico, successivamente, in quanto nobile, della Rivoluzione francese (alla quale aveva aderito) e infine del governo napoleonico, in quanto inviso come autore a Bonaparte in persona.

Trascorse così molti anni della sua vita, a causa di una lettre de cachet ottenuta dalla suocera da parte del re Luigi XVI e di varie disposizioni successive, ma senza sentenza penale, prima in carcere (in quello della Bastiglia per qualche anno), poi all'"albergo dei pazzi" di Charenton, su ordine del prefetto, dove scrisse molte delle sue opere più celebri. Per molto tempo ritenuto solo un autore immorale o di scarso valore, è stato riscoperto e rivalutato all'inizio del XX secolo per opera del surrealismo, della psicoanalisi e dell'esistenzialismo.Introduzione a La filosofia del boudoir, edizione Garzanti, 2004: «Confinata nell'oblio per più di un secolo, per l'argomento scabroso e il linguaggio ardito, la controversa opera di Sade è stata riscoperta nel Novecento e indagata con nuovi strumenti filosofici-letterari e soprattutto psicologici».

Biografia

La nascita e la giovinezza

Sade nasce nel palazzo dei Condé a Parigi, residenza dei principi Borbone-Condé. La casata è una delle più antiche della Provenza e suo padre è Jean-Baptiste François Joseph de Sade. Suo zio Jacques-François-Paul-Aldonce de Sade, abate e letterato francese, fece risalire l'albero genealogico fino alla Laura cantata da Francesco Petrarca nel suo Canzoniere, identificandola nella moglie di Hugues III de Sade, morta di peste e sepolta ad Avignone nel 1348.Cronologia dettagliata della vita di Sade Il blasone dei Sade con l'aquila imperiale a due teste fu ottenuto da Elzéar de Sade su concessione dell'imperatore Sigismondo nel 1416.

Sua madre, Marie Elénore de Maillé de Carman, di sangue Borbone e nipote del cardinale Richelieu, è gentildonna di camera, damigella d'onore e dama di compagnia di Carolina d'Assia-Rotenburg, principessa di Condé. Una prima figlia, Caroline, era nata nel 1737 e sopravvissuta solo due anni; nel 1746 nascerà una sorella, Marie-Françoise, che però morirà poche settimane dopo la nascitaGilbert Lely op. cit, pag.17.

Essendo assenti sia il padre, ambasciatore a Colonia, sia i padrini designati (nonno materno e nonna paterna), viene tenuto a battesimo da due domestici nella chiesa di Saint-Sulpice,Copia del certificado de bautismo (Museo Calvet. Avignon). con nomi non conformi ai desideri di famiglia; la madre aveva difatti ordinato di chiamarlo Louis-Aldonse-Donatien, ma il primo fu dimenticato e sostituito con uno dei nomi del padre, François, mentre il provenzale Aldonse si tramutò in AlphonseGilbert Lely op cit, pag.21.

Il bambino trascorre la sua primissima infanzia fino al 1744 a casa Condé, dove viene allevato insieme con il principino Luigi-Giuseppe di Borbone-Condé, di quattro anni maggiore. Quando ha quattro anni, Marie Eléonore deve lasciare l'impiego presso la principessa per accompagnare il marito in un viaggio a cui lo costringe il suo status diplomatico al servizio del principe elettore di ColoniaRonald Hayman, Marqués de Sade: El genio de la pasión, Tauris Paperbacks Parke, 2003, pp.3 y 5. Il bambino è pertanto inviato dapprima nel palazzo avignonese di famiglia, il castello di Saumane-de-Vaucluse, ove risiede presso la nonna paterna, per poi trasferirsi presso lo zio paterno Jacques-François-Paul-Alphonse de Sade.

Il "bambino biondo", unico erede maschio della famiglia, viene conteso anche dalle cinque zie paterne, tra cui due badesse di convento e due monache semplici, ma lo zio, un signore curioso di storia e antichità, riesce infine a imporsi sulle sorelle. Amico di Voltaire, oltre che storico e letterato (scrittore e commentatore delle opere petrarchesche) è anche un noto libertino nonché abate di Ébreuil; egli subentra dunque nell'educazione del nipote, incaricandosi di assicurargli i primi rudimenti dell'istruzione nel monastero benedettino di Saint-Léger d'ÉbreuilRonald Hayman, id, p. 4.

Nel romanzo Aline e Valcour, scritto da Sade durante la prigionia nella Bastiglia, troviamo gli unici passaggi considerati autobiografici, che fanno con dovizia di particolari riferimento alla sua infanzia e prima adolescenza:

Nel 1750 si trasferisce a Parigi per proseguire gli studi presso il prestigioso Lycée Louis-le-Grand gestito dai gesuiti (frequentato precedentemente da Voltaire e in seguito da Robespierre) e, con l'ausilio del precettore Jacques François Amblet, appartenente al clero regolare ginevrino,Gilbert Lely op cit, pag.23 in qualità di tutore, che indirizza le sue letture. Fin dalla più tenera età Sade dà prova di amare la lettura, con una preferenza verso le opere di filosofia, storia e racconti di viaggio, che gli forniscono informazioni sui costumi dei popoli più lontani, utilizzate in seguito nella sua letteratura, soprattutto nei primi scritti fino al 1780.

All'epoca la popolazione scolastica del Louis-le-Grand raggiunge i tremila alunni, di cui la maggior parte esterni: il programma giornaliero ha inizio con la sveglia alle 5:30, poi preghiera, studio, colazione, ricreazione, scuola, messa, pranzo fino alle 12; studio, merenda, scuola, cena, preghiera e silenzio fino alle 21. Durante i quattro anni che passa nella scuola, il nome del giovane Sade non risulta neppure una volta nell'elenco dei premiati come migliore studente.Gilbert Lely op cit, pag.23-24 Al Louis-le-Grand impara musica, danza, scherma e scultura; mostra molto interesse anche per la pittura, trascorrendo molte ore nelle "gallerie di quadri" allora aperte al pubblico nel Louvre. Impara anche abbastanza bene l'italiano, il provenzale e il tedesco.

L'ingresso nella vita pubblica

Senza alcuna certezza sulla data esatta, verso il 1760 la madre entra nel convento delle carmelitane a Parigi.. Il 24 maggio 1754, quando non ha ancora compiuto quattordici anni, de Sade riceve un certificato di nobiltà che gli consente di accedere alla scuola preparatoria di cavalleria, annessa al reggimento della guardia reale di Versailles, che fa concorrenza alla scuola dei moschettieri, in un ambiente di ferrea disciplina e rigida preparazione militare:Gilbert Lely op cit, pag.26 entra in tal modo nell'élite dell'esercito francese.

Tenente onorario nel 1755, sottotenente nel Reale reggimento di fanteria nel 1756, alfiere (ufficiale della bandiera) nel 1757 del reggimento dei Carabinieri del Conte di Provenza,. partecipa alla guerra dei sette anni contro la Prussia; distintosi per il suo valore, viene infine promosso nel 1759 al grado di capitano del reggimento di Borgogna cavalleria per rimpiazzare gli effettivi caduti prigionieri. La carriera militare non gli impedisce di condurre una vita dissoluta, della quale sembra pentirsi in una lettera allo zio:

Il 16 marzo 1763, al termine della guerra, viene congedato. (tornerà in servizio altre due volte tra il 1767 e il 1770) e si ritira nel castello di famiglia a Lacoste, in Provenza. Nei mesi successivi, il padre, preoccupato per la difficile situazione economica e per la dispendiosa e già relativamente dissoluta vita mondana del figlio, che non perde né un ballo né uno spettacolo, negozia un matrimonio combinato con una famiglia appartenente alla nuova nobiltà, con un'ottima posizione economica e notevole influenza a corte. La prescelta è Renée-Pelagie Cordier de Launay de Montreuil, figlia di un ricco magistrato.

Il giovanotto ha intanto acquistato velocemente una pessima reputazione: gioca, sperpera denaro, frequenta con assiduità e sommo scandalo i camerini delle attrici e le case delle prostitute, se ne infischia del futuro e trascura i primi doveri pubblici.. De Sade è in realtà innamorato di mademoiselle Laure-Victoire-Adeline de Lauris, d'illustre casato provenzale,il alla quale invia poesie in stile trobadorico scritte di suo pugno, e vorrebbe scegliere la strada che gli indica il cuore; il padre però non vede di buon occhio la rinunzia alla ricchezza dei Montreuil.Lettera del conte de Sade al fratello abate datata 17 marzo 1763 (Papiers de famille, a cura di Maurice Lever, Fayard, 1995, libro II) Il giovane, dando probabilmente prova di terribile gelosia, spaventa Laure, che si decide a troncare il rapporto.Gilbert Lely op cit, pag.33-38

Il 1º maggio 1763, a Versailles, de Sade padre ottiene l'approvazione del re, alla presenza delle due famiglie, ma con l'assenza evidente del figlio. Il contratto di matrimonio viene firmato il 15 e il 17 maggio e la cerimonia si svolge nella chiesa di St.-Roch a Parigi, malgrado fino a due settimane prima D.A.F. de Sade fosse ancora intenzionato a sposare Laure de Lauris..

Problemi con la giustizia Per contratto matrimoniale, i novelli sposi devono abitare per cinque anni tra Parigi e il castello Échauffour, in Normandia, di proprietà della famiglia di lei; ma, dopo soli cinque mesi, il 29 ottobre 1763 de Sade viene arrestato nella sua garçonnière di rue Mouffetard su ordine del re e condotto nella prigione di Vincennes per le accuse di una prostituta occasionale, Jeanne Testard, vittima dei giochi blasfemi del marchese.Estratto dalla deposizione di una “fille galante”, Jeanne Testard, operaia, a un commissario dello Châtelet il 19 ottobre 1763. Le ragioni sarebbero state legate a uno o più giorni di dissolutezze sfrenate, ma anche a un manoscritto ritrovato in suo possesso (forse un primissimo tentativo letterario). De Sade trascorre 15 giorni in prigionia, sino a quando la famiglia della moglie si interessa, riuscendo a farlo tornare a Échauffour, con l'ordine di non lasciare la provincia senza permesso reale.