Il Movimento per l'Autonomia (MpA) è un partito politico italiano, fondato dall'allora europarlamentare catanese Raffaele Lombardohttps://ilsicilia.it/agrumicoltura-raffaele-lombardo-riproporre-formula-di-solidarieta-per-arginare-crisi-settore/ il 30 aprile 2005, di ispirazione autonomista e orientamento moderatohttps://livesicilia.it/pid-ecco-il-cantiere-dei-moderati-lagalla-mette-tutti-daccordo/https://ilsicilia.it/di-mauro-mpa-bene-apertura-di-schifani-e-forza-italia-a-gruppi-che-si-riconoscono-nel-ppe/. Suo centro propulsore e di maggior radicamento elettorale è la Sicilia, anche se fin dagli esordi s'è posto un'ampia dimensione meridionale (il congresso fondativo si è tenuto a Bari). Dopo le vicende giudiziarie di Lombardo è guidato dall'agrigentino Roberto Di Mauro.

L'attuale denominazione, dopo essere stata oggetto di lievi modifiche, ha infine ripreso quella originaria, in particolare prima delle elezioni regionali in Sicilia del 2022.

Storia

La nascita Il partito nasce da un dissenso interno all'UDC siciliana: Raffaele Lombardo, segretario regionale, aveva intrapreso un cammino autonomista finalizzato a rendere il partito di Casini parte di una federazione di soggetti regionali. Tale linea, rigettata dai vertici nazionali, porta quindi alla scissione.

La motivazione principale è riconducibile alla presa di posizione secondo la quale «ai partiti nazionali è stato pagato un tributo troppo alto e non sempre sono stati tutelati gli interessi della nostra terra». Intorno alla sua leadership il Movimento si organizza accogliendo esponenti politici provenienti dalla nuova Democrazia Cristiana, dal Partito Socialista Italiano, dal Partito Liberale Italiano e da altre formazioni federalistehttps://qds.it/mpa-la-sfida-di-lombardo-puntiamo-ad-una-repubblica-federale-italiana/. Successivamente amplia le proprie file, dichiarando la propria indipendenza da entrambi i poli della politica italiana.

Il primo banco di prova ufficiale è dato dalle elezioni comunali di Catania, tenute nel mese di maggio, dove il movimento (che promuove 4 liste) appoggia la coalizione della Casa delle Libertà e col 20% contribuisce in modo determinante alla sua vittoria. Successivamente amplia le proprie file, dichiarando la propria indipendenza da entrambi i poli della politica italiana.

Il successivo appuntamento elettorale riguarda le elezioni amministrative di Messina, tenute in due turni fra novembre e dicembre 2005: l'MpA si presenta con un proprio candidato a sindaco (che riscuote il 7%) e, al ballottaggio, non si schiera a sostegno di nessuno fra i due candidati delle coalizioni.

Il primo congresso e il nodo delle alleanze Il congresso costitutivo si svolge dal 16 al 18 dicembre 2005 a Bari: a dispetto delle voci non viene immediatamente annunciata la scelta di campo fra le due coalizioni nazionali di centro-destra e centro-sinistra, bensì il dialogo con i candidati di punta di esse (e non coi singoli leader di partito) su una piattaforma programmatica. Il Movimento ribadisce la sua collocazione al centro, insistendo ulteriormente su quelli che ritiene obiettivi irrinunciabili.

Raffaele Lombardo viene eletto per acclamazione Segretario dal Congresso.

Politiche 2006: accordo con la Lega e con la CdL

Nel 2006 il Movimento decide di sciogliere ogni riserva e di formalizzare la sua intesa con la Casa delle Libertà, raggiunta tramite un accordo con la Lega Nord di Umberto Bossi per porre fine alla conflittualità tra autonomia e federalismo e trasformare i conflitti in sinergia e collaborazione tra nord e sud del paese; è il caso storico di un allargamento di vedute del Carroccio, che si apre alle energie del Meridione d'Italia. L'accordo viene formalizzato il 4 febbraio 2006 da Lombardo e dal il Ministro Roberto Calderoli, Coordinatore delle Segreterie nazionali della Lega. I due partiti collaborano anche col Partito Sardo d'Azione, che presenta suoi candidati nella lista per l'elezione della Camera dei deputati.

Lombardo sostiene di aver scartato l'ipotesi di un accordo con l'Unione in quanto tale lo schieramento non avrebbe intenzione di inserire il ponte sullo Stretto di Messina nel programma di legislatura e per la contrarietà verso altri argomenti programmatici .

Alle elezioni politiche del 2006, la lista Lega Nord-MPA raccoglie 182 000 voti (Camera) e 146 000 voti (Senato) nelle regioni meridionali. In Sicilia, la lista ottiene il 4,5% alla Camera (3 seggi) ed il 4,1% al Senato (1 seggio).

In sede parlamentare l'MpA conta 5 deputati che costituiscono una propria componente nel Gruppo misto alla Camera): Giovanni Roberto Di Mauro, Nicola Leanza, Carmelo Lo Monte, Giuseppe Maria Reina e Vincenzo Oliva (questi ultimi due eletti nelle liste di Forza Italia in Puglia e in Toscana, in forza dell'accordo sottoscritto); a fine legislatura diventeranno 7, con l'adesione di Riccardo Minardo e Ferdinando Latteri. Due sono, invece, i Senatori che aderiscono al Gruppo DC-PRI-IND-MPA: il siciliano Giovanni Pistorio ed il friulano eletto in Liguria Giuseppe Saro.

Il 4 maggio 2006, in seguito all'incendio scoppiato nella raffineria ERG di Priolo Gargallo (SR), i deputati dell'MpA indicono una conferenza stampa con maschere antigas per manifestare la loro ferma opposizione alle politiche industriali di quello stabilimento petrolchimico e delle raffinerie in quel sito e in altri luoghi della Sicilia e dell'Italia meridionale, richiedendo l'istituzione di una Commissione di inchiesta sull'inquinamento prodotto dalle fabbriche della zona. Reina, Lo Monte, Di Mauro e Oliva chiedono lo smantellamento degli impianti e la loro riconversione, nell'ottica di un insediamento industriale di qualità che rispetti il territorio e le popolazioni, che dia produzioni di alto livello ed occupazione qualificata, senza inibire lo sviluppo turistico dei luoghi e danneggiare la salute dei cittadini. L'impegno per l'ambiente è rimasto una delle priorità del movimento, che si batterà per contro l'impiego del Pet Coke a Gela e, in generale, per uno sviluppo sostenibile.

A maggio 2006 si tengono inoltre le elezioni regionali siciliane, dove l'MpA, schierato nel centrodestra a sostegno di Totò Cuffaro, si piazza come il terzo partito con il 12,5%, eleggendo 10 deputati all'Assemblea Regionale Siciliana. Leanza e Di Mauro vengono eletti deputati regionali e lasciano il posto alla Camera a Sebastiano Neri e Pietro Rao.

L'11 giugno l'MpA alle elezioni provinciali di Trapani arriva a contare 21.530 preferenze con il 9,56 % dei voti totali, contribuendo all'elezione del senatore di Forza Italia Antonio D'Alì come candidato unico della CDL (contrapposto a Massimo Grillo candidato dell'Unione).

Il 30 luglio 2006 l'MpA sigla un patto federativo con il neonato movimento Nazionalisti Siciliani, il 21 novembre dello stesso anno raggiunge un'intesa politico-programmatica con Alleanza Siciliana di Nello Musumeci

Il Movimento gioca una parte significativa nella crisi del Governo Prodi II, visto che per rafforzare la propria debole maggioranza al Senato, la coalizione de l'Unione ha tentato di coinvolgere i due senatori dell'MpA. In tale occasione il Movimento ha subordinato l'eventuale appoggio al governo ad un radicale cambiamento delle politiche per la Sicilia ed il Meridione, in particolare da un ripensamento sul Ponte sullo Stretto di Messina, opera che da sempre ritenuta fondamentale.

Nel marzo 2007 viene sottoscritta un'intesa politico-programmatica per le elezioni comunali di Palermo, legando il proprio sostegno (che si rivelerà di nuovo decisivo) a Diego Cammarata ad un programma innovativo di decentramento, trasparenza e riforme. Nello stesso mese viene raggiunta un'intesa col Movimento Autonomista Toscano, nell'ottica della comune battaglia per il federalismo.

Nel gennaio 2008 aderiscono al Movimento gran parte degli esponenti dell'Italia di Mezzo, rappresentati, fra gli altri, dall'ex Ministro Vincenzo Scotti.

Politiche 2008: l'alleanza con il PdL e Lombardo Presidente della Regione Siciliana

Il 20 febbraio 2008, in vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile, anticipate per la prematura fine del Governo Prodi II, il Movimento per l'Autonomia sottoscrive un accordo per un'alleanza programmatica con il neonato Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini ; il contrassegno troverà spazio in tutte le regioni centro-meridionali, specularmente a quanto accadrà con la Lega Nord nel Settentrione.

Alle elezioni politiche del 13-14 aprile, la coalizione tra Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia ha ottenuto la vittoria con il 46,81% alla Camera ed il 47,32% al Senato, conquistando la maggioranza assoluta in entrambe le camere.

Il Movimento per l'Autonomia ottiene su scala nazionale l'1,13% alla Camera e l'1,08% al Senato ed elegge quindi otto deputati: Elio Belcastro, Roberto Commercio, Arturo Iannaccone, Nicola Leanza, Carmelo Lo Monte, Angelo Lombardo, Antonio Milo e Luciano Sardelli. E due senatori: Giovanni Pistorio e Vincenzo Oliva. Il Movimento ottiene eletti, oltre che in Sicilia, anche in Campania, in Puglia ed in Calabria.

Dopo un ampio ed aspro confronto l'MpA riesce a raggiungere un obiettivo fondamentale, ottenendo la designazione del proprio leader Raffaele Lombardo a candidato unitario del centro-destra alla Presidenza della Regione Siciliana. Alle elezioni del 14 aprile 2008, Lombardo riceve un consenso plebiscitario (64% dei voti), che lo manda alla guida della Regione.

Il IV Governo Berlusconi Il Movimento è entrato, coerentemente al risultato elettorale, nella maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi IV. Sono membri dell'esecutivo Giuseppe Maria Reina, al Sottosegretario alle Infrastrutture ed ai Trasporti e Vincenzo Scotti al Sottosegretario agli Affari Esteri.

Motivi di attrito all'interno della maggioranza formata da PdL, Lega e MpA intervengono circa il decreto fiscale varato dal ministro dell'Economia Tremonti, che a detta dell'MpA toglie troppi fondi al Mezzogiorno per la copertura. Il 24 giugno 2008 il Movimento decide di non votare la fiducia posta dal Governo sul provvedimento se l'esecutivo non si impegnerà a ripristinare i trasferimenti Repubblica.it URL consultato il 25-06-2008. L'impegno viene sottoscritto e l'MpA accorda la fiducia.

La situazione tuttavia si ripete in occasione della posizione della questione di fiducia sul decreto legge anticrisi il 13 gennaio 2009Repubblica.it - Dl anticrisi, dietro le critiche di Fini i tagli ai fondi per il Mezzogiorno 13-01-2009. Il gruppo alla Camera vota la fiducia al governo, tuttavia si astiene dal voto finale sul provvedimento, lamentando uno squilibrio fra Nord e Sud nelle politiche governative, contrario a quanto stabilito nel programma elettorale, e chiedendo un cambio di passo.

Il secondo congresso e le Europee 2009 Il secondo congresso del Movimento per l'Autonomia si è svolto a Roma il 27, 28 febbraio e 1º marzo 2009. In questa occasione il partito assume la sua nuova denominazione: Movimento per le Autonomie.

Alle elezioni europee del 2009 l'MpA presenta una lista comune con La Destra di Francesco Storace, il Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo e l'Alleanza di Centro di Francesco Pionati: L'Autonomia. La lista nasce con l'intento di combattere le tecnocrazie di Bruxelles attraverso l'esercizio della legittimazione democratica e di assottigliare il divario tra Nord e Sud.

L'Autonomia ottiene però un esito modesto: 682.046 voti e il 2,2 %, distante dalla clausola di sbarramento fissata al 4 %.

Il 7 ottobre 2009 il numero dei senatori del Movimento per le Autonomie sale a tre con l'adesione del senatore Sebastiano Burgaretta Aparo proveniente dal gruppo dell'UDC (subentrato a Salvatore Cintola).

I finanziamenti della Lega Nord al MpA La trasmissione Report di Rai3 rese noti i finanziamenti della Lega Nord all'MpA: 387.000 euro nel 2007 e 292.000 nel 2008, come riportato nei bilanci nel movimento.

L'espulsione di Scotti e la nascita di Noi Sud