Il 23º Reggimento fanteria "Como" è stata un'unità militare del Regio Esercito Italiano e con la denominazione di 23º Battaglione fanteria "Como" dell'Esercito Italiano. Costituito il 31 ottobre 1848 si scioglie il 15 ottobre 1996 a Como.
Storia Le origini Venne costituito dalle truppe dei ducati di Parma e di Modena che si sono battute nella prima guerra d’indipendenza e che con il personale piemontese hanno dato vita il 31 ottobre 1848 al reggimento, che venne sciolto per effetto del decreto in data 14 dicembre 1849. Venne ricostituito il 1º novembre 1859 con elementi della Brigata Casale e formò con il 24º Reggimento fanteria "Como" la Brigata Como.Al comando del generale Nestore Malacria, . Sciolte le brigate permanenti, nel 1871 assunse la denominazione di 23° Reggimento Fanteria “Como” che cambiò nuovamente il 2 gennaio 1881 quando venne ricostituita la Brigata "Como". Durante la guerra d'Eritrea concorse alla formazione di 4 battaglioni con 13 ufficiali e 276 soldati. Tra il 1911 ed 1912 prese parte alla guerra Italo-Turca, nella Battaglia di Ain Zara e nella Battaglia di Zanzur.
Prima guerra mondiale All'entrata in guerra della prima guerra mondiale il reggimento venne inserito nella Brigata Como, della 2ª Divisione, che venne schierata il 23 maggio nella Valle del Boite nel Cadore, per sbarrare il nemico. Cercando di approfittare di una presunta inferiorità numerica dell'avversario, l'intera divisione riceve l'ordine di occupare le posizioni oltre confine. Gli uomini della "Como" entrarono a Cortina d'Ampezzo il 29 maggio ed il 9 giugno a Podestagno, verso l'altura di Son Pauses. Successivamente la Brigata continuò ad agire con ricognizioni offensive verso il Monte Cristallo. Alla metà di ottobre, grazie a condizioni metereologiche favorevoli, l'intera divisione riprese l'attacco verso Monte Forame, lo Schonleitenschneit e lo Rauchkofel al fine di completare la conquista del massiccio del Cristallo, già iniziata nel luglio con la presa di Cristallino e di Cresta Bianca. La Brigata "Como" aveva il compito di occupare Monte Forame, ma non riuscì a sovrastare il nemico e le condizioni climatiche avverse costrinsero la sospensione delle azioni offensive.
Verso la metà di febbraio 1916 vennero spostati in Val d'Ansiei ed alla fine di marzo, in Val Padola, dove assunsero delle posizioni difensive. Nel giugno il reggimento venne provvisoriamente assegnato alla 1° divisione, con il compito di impegnare gli austriaci in Trentino, ma nessuno degli attacchi del reggimento raggiunse il risultato sperato. Dal 10 giugno il reggimento passò a far parte del «Nucleo Ferrari» che aveva l'ordine di avanzare dalla Valle di Primiero e del Vanoi, verso la Valle dell'Avisio. Il reggimento rimase fino alla fine dell'anno presso Malga Fossernica, vicino Canal San Bovo, nella Valle del Vanoi.
Nella prima metà del febbraio del 1917 il reggimento abbandonò il «Nucleo Ferrari» riunendosi col 24º Reggimento fanteria "Como", nel Cadore e venne schierato da Cima Lavaredo e Croda Rossa, dove fino ad ottobre non accade nulla di notevole. In seguito alla rotta della 2ª Armata, nella seconda metà di ottobre, la Brigata Como fu costretta a lasciare le posizioni dell'Alto Cadore. Giunti l'11 novembre a Quero, sulla riva destra del Piave, alla brigata venne affidata il tratto di fronte tra l'abitato e Monte Fontana Secca e fra la linea del fiume al Monte Grappa. Gli austriaci riuscirono a superare il Piave a Vas ed il Monte Cornella nei giorni successivi. Il 24º Reggimento fanteria "Como" fu costretto a ripiegare e la Brigata si riunì. Solamente il 17 novembre ripiegherà verso le posizioni comprese tra Monte Tomba ed il Monfenera.
Inviata per il riposo a Bassano all'inizio di dicembre, la Brigata venne qui ricostituita, per poi tornare in linea nella seconda metà del mese, nel tratto compreso fra il Monte Solarolo e la Val Cancino, dove nei primi sei mesi del 1918 non accadde nulla di importante. Nelle prime ore del 15 giugno, in vista della Battaglia del solstizio, gli austriaci cominciarono un lungo bombardamento di proiettili caricati a gas lacrimogeno ed asfissiante. Dopo 4 ore il nemico riuscì ad occupare le trincee del Solarolo, ma i contrattacchi della Brigata fermarono l'avanzata nemica ed il 17 giugno riconquistarono le posizioni perse.
Dopo un periodo di riposo, la brigata tornò operativa dalla metà di luglio e venne inviata a Castelfranco Veneto per riorganizzarsi. Tornata operativa nello stesso settore a metà agosto, passò alle dipendenze della 10ª Armata in riserva, per poi tornare sotto la 56ª divisione. Tre giorni dopo l'inizio della Seconda battaglia del monte Grappa, attraversò il Piave il 27 ottobre, stabilendosi sull'isola di Grave di Papadopoli. Oltrepassato il fiume avanzò sul Monticano il 29 e verso la zona tra San Fior, Godega e Villa di Villa. Il 30 ottobre giunse alla Brigata, come riconoscimento della condotta tenuta durante la battaglia, un elogio del Re Vittorio Emanuele III: «Al comando della Brigata Como. Con soddisfazione di antico Comandante esprimo alle valorose truppe della brigata il mio grande compiacimento per la loro brillante condotta nell'attuale battaglia. VITTORIO EMANUELE». Raggiunto il 2 novembre il settore a sud-est di Polcenigo, il 4 un battaglione del reggimento passò il Tagliamento costituendo una testa di ponte presso San Pietro, una frazione di Ragogna, dove si fermò per via della firma dell'armistizio.
Periodo interbellico Durante la prima guerra mondiale il reggimento era articolato su tre battaglioni, ognuno con quattro compagnie di fucilieri ed una sezione mitragliatrici. Con l'applicazione della legge del 1926 sull'ordinamento dell'esercito, il 23º Reggimento Fanteria "Como" rimase su due battaglioni ed a seguito della formazione delle Brigate su tre reggimenti venne assegnato alla XIV Brigata di Fanteria con il 24º Reggimento fanteria "Como" ed il 17º Reggimento addestramento volontari "Acqui". Con circolare del Gabinetto del 10 agosto 1938, venne adottata la cravatta azzurra per i due reggimenti della “Como”. Durante la guerra d'Etiopia fornì ai reparti mobilitati 6 ufficiali e 315 soldati.
Seconda guerra mondiale Nel 1939 il reggimento venne inquadrato nella 14ª Divisione fanteria "Isonzo" della quale facevano parte il 24º Reggimento fanteria "Como" ed il 6º Reggimento artiglieria "Isonzo". Venne sciolto sul fronte Jugoslavo l’8 settembre 1943 a seguito degli eventi determinati dall’armistizio.
23º Battaglione fanteria "Como" (1975 - 1996) Per trasformazione del II battaglione del disciolto 68º Reggimento fanteria, il 1º settembre 1975 venne costituito a Como il 23º Battaglione Fanteria “Como” che è reso depositario delle tradizioni del reggimento e con decreto 12 novembre 1976 ne riceve anche la Bandiera. L‘unità svolse compiti addestrativi e dal 5 novembre 1990 il battaglione passa alle dipendenze della Brigata meccanizzata “Legnano” e nel 1992 venne rinominato in 23º Battaglione “Como”. Il 5 ottobre 1995 venne sciolto. La Bandiera di guerra è custodita presso il sacrario delle bandiere del Vittoriano a Roma.
Ordine di battaglia
Comando Compagnia comando 3 battaglioni fucilieri Compagnia mortai da 81 Batteria armi di accompagnamento da 65/17
Comandanti Comandanti (1926-1943)
Tenente Colonnello Giulio Scovazzi (ad interim) Colonnello Francesco Zingales Tenente Colonnello Egisto Conti Colonnello Giovan Battista Cirillo Colonnello Mario Girotto Colonnello Antonio Cavallo Colonnello Michele Vaccaro Colonnello Michele Rolla Tenente Colonnello Luigi Daddi Colonnello Giuseppe Carpitella Maggiore Antonio Gutierrez Tenente Colonnello Adraste Mezzi Colonnello Fulvio Ciancabilla Tenente Colonnello Giorgio Lodi
Onorificenze Decorazioni alla Bandiera di Guerra
Stemma Scudo Partito: il primo di rosso alla croce d'argento centrata ed al motto "Libertas" di nero in banda nel quarto cantone (Como); il secondo, d'azzurro troncato: a) a tre monti all'italiana d'argento; b) al silfio d'oro reciso (Cirenaica).
Corona turrita.
Ornamenti esteriori: lista bifida: d'oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l'alto, riportante il motto: "FORTE NELLA PROSPERA, MIRABILE NELL'AVVERSA FORTUNA"
onorificenza: accollata alla punta dello scudo con l'insegna dell'Ordine Militare d'Italia pendente al centro del nastro con i colori della stessa.
nastri rappresentativi delle ricompense al Valore:
Insegne e Simboli Il Reggimento indossa il fregio della Fanteria (composto da due fucili incrociati sormontati da una bomba con una fiamma dritta). Al centro nel tondino è riportato il numero "23". Le mostrine del reggimento sono rettangolari di colore azzurro. Alla base della mostrina si trova la stella argentata a 5 punte bordata di nero, simbolo delle forze armate italiane. cravatta di colore azzurro: per tradizione il reggimento porta la cravatta di colore azzurro anziché quella standard di colore kaki.
Motto del Reggimento "FORTE NELLA PROSPERA, MIRABILE NELL'AVVERSA FORTUNA"
Festa del reggimento 28-10-1918 Il reggimento ricorda la battaglia di Santa Lucia del Piave dove si guadagna una Medaglia d'Argento al Valor Militare. Decorato di Ordine Militare d'Italia, due Medaglie d'Argento ed una di Bronzo al Valor Militare.
Persone legate al Reggimento Piero Vanasco, primo comandante del ricostituito 23º "Como", erede del 23º regt. prebellico Fabrizio Quattrocchi Carlo Gallina Giovanni Tamiotti, più anziano volontario dell'esercito italiano
Note
Bibliografia
Voci correlate Esercito Italiano Arma di Fanteria Fanteria Elenco dei reggimenti di fanteria dell'Esercito Italiano Armoriale della Fanteria dell'Esercito Italiano Medaglie, decorazioni e ordini cavallereschi italiani
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