Collaborò con Umberto Nobile alla progettazione dei dirigibili di tutta la serie NCon la denominazione N, si intendeva tutta la serie dei dirigibili, ideati, progettati e costruiti dal Generale Umberto Nobile, così chiamata prendendo la prima lettera del suo cognome.Giuseppe Pesce, I dirigibili italiani, Mucchi, Modena, 1982, pagina 99, 100, 101 e 143., e partecipò alla preparazione ed alla spedizione del dirigibile N-4, denominato Italia volta alla seconda conquista del Polo nord avendo il ruolo di Timoniere di quota e quello di supervisore tecnico in quanto progettista. Il Dirigibile Italia andò perduto in quella seconda spedizione scientifica del 1928 sulla banchisa polare. Trojani fu uno dei sopravvissuti all'impattoIn seguito all'impatto del Dirigibile sul Pack artico, l'involucro perse la navicella ed alleggeritosi salì rapidamente di quota portando con sé parte dell'equipaggio, di cui: Aldo Pontremoli – Fisico italiano; Ugo Lago – Giornalista inviato dal “Il Popolo d’Italia“; Calisto Ciocca – Motorista; Attilio Caratti – Motorista; Ettore Arduino – Capo motorista; Renato Alessandrini – Attrezzatore.Nel violento impatto sul pack artico, Vincenzo Pomella – Motorista, perse la vita e fu sepolto sul pack. e, insieme ai suoi 8 compagniUno dei suoi compagni fu Finn Malmgren, il meteorologo di bordo e celebre fisico svedese, che purtroppo durante la marcia sui ghiacci, intrapresa per cercare soccorsi, cadde inavvertitamente in acqua e morì congelato.I compagni della Tenda Rossa di F. Trojani che vennero recuperati furono: Umberto Nobile – Capitano della spedizione/ingegnere progettista; Frantisek Behounek – Fisico ceco; Adalberto Mariano – Navigatore; Filippo Zappi – Navigatore; Alfredo Viglieri – Navigatore/idrografo; Natale Cecioni – Capo tecnico; Giuseppe Biagi – Operatore radio., venne tratto in salvo sul pack artico dopo 48 giorni trascorsi al riparo nel celebre accampamento della Tenda Rossa, da lui stesso progettata.Durante la permanenza sul pack emerse la necessità di dividere il gruppo per aumentare le possibilità di salvezza. Un gruppo di tre uomini: Adalberto Mariano, Filippo Zappi, che verranno in seguito trovati e posti in salvo. Purtroppo il terzo uomo, Finn Malmgren, meteorologo e fisico svedese, durante la marcia cadde in acqua e morì congelato.

Biografia Felice Trojani nacque a Roma, il 18 Aprile 1897, da Pietro Trojani un Ufficiale dell'Esercito, ed impiegato statale, e da Maria Antonietta Terinelli di professione insegnante. Trojani trascorse tutta la sua giovinezza a Roma, e frequentò il Liceo ginnasio Torquato Tasso (Roma). Per meriti fu ammesso alla prestigiosa Regia Scuola di Applicazione degli Ingegneri di San Pietro in Vincoli, a Roma.Trojani raccontò la propria vita nel suo libro La coda di Minosse dedicato alla sua passione per il volo. Per Trojani tutto iniziò il 24 Maggio 1908 quando all'età di 11 anni assistette, dalla sponda opposta del Tevere, al primo tentativo di volo di Léon Delagrange a Roma nell'allora Campo di Marte (oggi, all'incirca, l'area del Flaminio).Cfr.: Peritare. Peritare, pallido e assorto. Assorto, soprattutto.: 101 anni di Volo a Roma

La chiamata alle armi per lo scoppio della prima guerra mondiale lo vide giovane ufficiale con il grado di Aspirante nella Brigata Arno, assegnato al Battaglione Aviatori del Regio Esercito.L'Aspirante era il grado degli ufficiali di complemento, intermedio fra l'aiutante di battaglia e il sottotenente, istituito durante la Grande Guerra e successivamente abolito. Gli Aspiranti fatti prigionieri vennero tenuti a lungo in campi separati dalla truppa e dagli ufficiali, per il ritardo delle autorità italiane a comunicare a quelle germaniche a quale categoria appartenessero. Oggi il grado è assorbito da quello di AU: Allievo Ufficiale dell'Accademia Militare, e da quello di AUC: Allievo Ufficiale di Complemento delle Scuole Ufficiali. Durante la Battaglia di Caporetto, non si ritirò dalle linee con il suo reparto e fu fatto prigioniero sul Monte Cucco di Luico (Kuk).Trojani Felice di Pietro. Aspirante della Brigata Arno. Assegnato al Battaglione Aviatori del Regio Esercito. Catturato sul monte Cucco. Passa a Rastatt, Rosenheim, Darmstadt, Crossen, Celle e Halle. Prigionia a Cellelager. Alla fine del Primo Conflitto Mondiale, tornato in patria dalla prigionia a Cellelager in Germania, quale ex-combattente fu decorato e promosso, e divenne Sottotenente del Genio Aeronautico, ed in seguito Ufficiale superiore con il grado di Maggiore.Trojani raccontò la sua esperienza al Corso Aspiranti (chiamati sarcasticamente i "corsi di corsa"), e la sua cattura sul Monte Cucco nel suo libro La Coda di Minosse; Felice Trojani, MURSIA 1964.La battaglia di Caporetto da lui raccontata, e la sua prigionia in Germania rappresentano una importante testimonianza sulla prima guerra mondiale, come riportato da Piero Melograni, Storia Politica della prima guerra mondiale, Laterza, Bari 1965

Nel 1919, Trojani riprese gli studi accademici laureandosi in ingegneria nel 1922. Il suo primo impiego presso la CNA (Compagnia Nazionale Aeronautica) lo rese una figura interessante e poliedrica al punto che fu poi subito chiamato a lavorare quale ingegnere progettista presso lo Stabilimento di Costruzioni Aeronautiche (SCA), di pertinenza militare e posto sotto il comando del Generale Umberto Nobile.Sino alla riforma della Facoltà d'Ingegneria, un Ingegnere laureato con il preesistente ordinamento, e con il titolo ammissivo dell'Esame di Stato e la successiva iscrizione formale all'Ordine degli Ingegneri, poteva progettare in tutti gli ambiti civili, industriali, e dell'informazione: rispettivamente nelle Sezioni a), b) e c).

Tra il 1923 ed il 1924 l'Ingegner Trojani lavorò alacremente presso lo SCA per la progettazione e la costruzione del dirigibile N-1, denominato Norge, che vide il suo volo inaugurale il 29 Marzo 1926 nei cieli di Roma, e con il quale il Generale Umberto Nobile conquisterà il Polo nord il 12 Maggio 1926 alle ore 1:30 (GMT).

Felice Trojani progetterà per quella missione l'originale hangar di Kingsbay alle Isole Svalbard, privo di tetto per prevenire il sovraccarico da neve ma capace di ridurre i carichi laterali dovuti ai forti venti della zona, e progetterà anche la torre d'attracco che ancora oggi è presente nella cittadina Norvegese di Ny-Ålesund.

A seguito dei successi derivanti dalla notorietà per la conquista del Polo nord, fu inviato in Giappone nel 1926 per lavoro, e vi ritornò nel Gennaio 1927 insieme al Generale Umberto Nobile per il montaggio del dirigibile N-3, costruito sempre nelle officine di Roma per conto della Marina Imperiale Giapponese che lo aveva acquistato.

Il Generale Umberto Nobile, concluse le attività in Giappone, gli chiese in quell'occasione di collaborare attivamente al progetto, alla costruzione, all'allestimento e a partecipare alla spedizione del dirigibile N-4, già denominato orgogliosamente Italia per il ritorno al Polo nord.Il primo sorvolo del Polo nord fu effettuato con il Norge così denominato perché acquistato dall'Aeroclub della Norvegia per permettere ad Amundsen la conquista del vertice del mondo. La spedizione nonostante impiegasse un'aeronave italiana, comandata dal Gen. Nobile, assunse per i Norvegesi un mero carattere prettamente tecnico e non meritevole di giudizio di merito. Per tali motivazioni, il Gen. Nobile decise di ritornare al Polo nord con una spedizione praticamente tutta italiana, mediante un'aeronave chiamata giustamente ed orgogliosamente Italia.

Dopo aver partecipato alla progettazione ed alla costruzione dell'Aeroporto del Littorio a Roma (oggi noto con il nome Aeroporto dell'Urbe), si dedicò completamente e con entusiasmo alla seconda missione artica del Generale Umberto Nobile.

Il dirigibile N-4 fu costruito a tempo di record e modificato rispetto alle versioni precedenti, per le necessità scientifiche dell'ardita missione esplorativa artica. Durante l'attenta progettazione dell'N-4, criticò alcune modifiche volte all'alleggerimento della struttura dell'aeronave, poiché le riteneva pericolose per un possibile cedimento strutturale che tuttavia non si verificò.Felice Trojani, La coda di Minosse, Milano, Mursia, 1964, pp. 246-247.

Per la sua perfetta conoscenza tecnica dell'aeronave, Trojani fu membro dell'equipaggio con il ruolo di Ufficiale Timoniere di quota, nonché sovrintendente tecnico, e conquisterà insieme a tutto l'equipaggio il Polo nord il 24 Maggio 1928 alle ore 00:24 GMT.

Felice Trojani è il progettista della celebre Tenda di soccorso appositamente concepita con tecnologie avanzateLa Tenda di soccorso gommata era stata alluminizzata al fine di permettere la riflessione del calore radiante verso l'interno e consentire quindi di ridurre la dispersione esterna a giusto vantaggio della temperatura interna., e che in seguito allo schianto sul pack artico verrà denominata la Tenda RossaLa Tenda Rossa venne così denominata perché i sopravvissuti all'impatto decisero di usare l'anilina rossa contenuta nelle sfere di vetro ad uso altimetrico, per verniciare la sua superficie e migliorare le possibilità di essere visti da un aereo in transito., nella quale i sopravvissuti alla caduta del dirigibile troveranno rifugio per tutta la loro permanenza sui ghiacci artici.

Nel 1932, a seguito delle asperrime polemiche seguite alla tragedia per la perdita di uomini e dell'aeronave, decise di seguire ancora una volta il Generale Umberto Nobile in Unione Sovietica, alla Dirižablestroj (Дирижаблестрой) di Dolgoprudnyj.

Nel 1934 l'ingegner Felice Trojani, decise di sviluppare un progetto personale per un caccia biposto innovativo interamente metallico, con carrello d'atterraggio retrattile ed armamento offensivo integrato nelle ali che fece il suo primo volo nella primavera del 1939. Il caccia denominato AUSA AUT 18L'acronimo AUSA identifica l'Aeronautica Umbra S.A., mentre AUT è acronimo di Aeronautica Umbra Trojani; 18 identifica la superficie alare in metri quadri. fu sviluppato dall'Aeronautica Umbra S.A. (AUSA) di Foligno, ove Trojani era divenuto Direttore tecnico.. Nel 1939 sviluppò anche l'aereo bimotore AUSA AUT 45 Cfr.: Felice Trojani - AUSA AUT 45 [nel 1939], rimasto allo stadio dei modelli per il tunnel aerodinamico e della cella di carico.

Durante la seconda guerra mondiale, lavorò a Roma, anche come ingegnere civile per conto dell'Impresa Castelli accreditata presso la Città del Vaticano,

Al termine della seconda guerra mondiale, alla ricerca di occasioni di lavoro migliori di quelle scarse disponibili in Italia nell'immediato dopoguerra, emigrò in Brasile, a San Paolo, ove aprì un'industria di meccanica di precisione.

Unico dei superstiti della spedizione del dirigibile Italia a non aver mai raccontato pubblicamente la propria versione, anche per il divieto (disatteso da tutti gli altri) posto ai partecipanti dalla Società geografica italiana, finanziatrice della spedizione, venne contattato nel 1960 dallo psichiatra statunitense George Simmons, all'epoca alla ricerca di informazioni per il suo volume Target: ArcticGeorge Simmons - Target: Arctic - Chilton Books, Philadelphia 1965, in cui analizzò la psicologia dei partecipanti alla corsa al Polo nord. Simmons convinse l'ingegner Felice Trojani a raccontare la sua verità, ed anche tutti i prodromi e le conseguenze sulla propria vita della partecipazione alla spedizione. La coda di Minosse divenne così il racconto di mezzo secolo di aeronautica in Italia, dai suoi albori sino alla seconda guerra mondiale.

La coda di Minosse meritò alla sua uscita le positive recensioni di Dino Buzzati sul Corriere della Sera e di Carlo CasalegnoCarlo Casalegno - La spedizione polare dell'Italia nel diario coraggioso di un superstite, La Stampa, 4 marzo 1964, pagina 7 su La Stampa, e guadagnò nel 1966 il Premio Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.