Considerato da molti uno dei massimi poeti britannici, Byron è stato un uomo di spicco nella cultura del Regno Unito durante il secondo Romanticismo, del quale è stato l'esponente più rappresentativo insieme con John Keats e Percy Bysshe Shelley.
Biografia Origini familiari
George Gordon Byron proveniva, dal lato paterno, da un'illustre famiglia normanna, i Burun, insediatasi in Inghilterra nell'XI secolo; il titolo fu acquisito nel 1643 da Sir John Byron, che stabilì la propria dimora a Newstead, nella contea del Nottinghamshire.
Il discendente di John, William, quinto lord Byron, era un folle macchiatosi dell'omicidio di un vicino di casa, tanto violento da guadagnarsi il nomignolo di «Wicked Lord» (signore malvagio). Altrettanto eccentrico era il fratello di William (ovvero il nonno di George Gordon): si trattava di John Byron, un navigatore e ammiraglio soprannominato «Foulweather Jack» (Jack Maltempo) per via della sua sfortuna con le condizioni meteorologiche. John naufragò nel 1741 sulla costa occidentale della Patagonia, per poi divulgare un libro, The Narrative of the Honourable John Byron, dove narrò le sue disavventure: il nipote poeta avrebbe poi preso in prestito l'episodio del naufragio per inserirlo in uno dei passi più significativi del suo capolavoro, il Don Juan..
Il padre del poeta, il capitano John Byron, nato nel 1756, venne soprannominato «Mad Jack» (Jack il Matto) per la sua vita licenziosa: costui, dopo la delusione avuta con la prima moglie, Amelia Conyers, si sposò in seconde nozze nel 1785 con la ventunenne Catherine Gordon of Gight, con la quale avrebbe poi generato George Gordon..
Più modesta, ma non priva di valore, era invece la famiglia materna: Catherine Gordon, donna passionale e stravagante, era lontanamente imparentata con Giacomo I di Scozia, e sua madre si era sposata con un membro della benestante famiglia dei Duff.
Una giovinezza burrascosa George Gordon Byron nacque a Londra, al n. 16 di Holles Street, il 22 gennaio 1788, da John Byron e Catherine Gordon of Gight. Afflitto da una contrazione del tendine di Achille che lo rese zoppo sin dalla nascita, il giovane George Gordon trascorse i primi anni di vita in Scozia, nella dimora della madre, ad Aberdeen, a causa degli enormi debiti accumulati dal padre che, ormai in miseria, fu costretto a fuggire in Francia, dove morì, forse nel 1791. Ad Aberdeen, il poeta dovette risentire sia delle ristrettezze economiche sia dei continui strapazzi materni: ciò malgrado, fu proprio in questo periodo che nacque in lui l'ammirazione per l'aspro paesaggio montano scozzese, un'appassionata devozione per l'Antico Testamento e la credenza, legata al calvinista John Knox, nella predestinazione della colpa.
Alla morte del prozio nel 1798, George Gordon ne ereditò il titolo nobiliare, divenendo sesto barone Byron di Rochdale e quindi Lord, e i relativi beni, potendo quindi ricevere un'educazione adeguata. Abbandonò dunque la Scozia per andare ad abitare nell'abbazia di Newstead, purtroppo fatiscente, che ereditò assieme ad altre vaste tenute nonché a tantissimi debiti. Nel 1801 entrò nella Harrow School, dove si distinse per la fame insaziabile di letture e per la sua condotta intemperante e bellicosa; fu anche l'epoca del primo amore, quello per Mary Ann Chaworth, una lontana cugina conosciuta nell'estate del 1803, che lasciò nel suo spirito tracce indelebili. Nel 1805 si iscrisse al Trinity College di Cambridge, dove conobbe alcuni fra i suoi più cari amici: Edward Noel Long, William Bankes, Francis Hodgson, Douglas Kinnaird, John Edleston (del quale si innamorò); ; ; ., John Cam Hobhouse, Scrope Berdmore Davies e Charles Skinner Matthews furono tutti tra i suoi intimi E in ..
Oltre a vari svaghi - come il nuoto, disciplina nella quale si rivelò poi eccellente - il giovane Byron si interessò anche alla poesia: in questi anni pubblicò a proprie spese un volumetto di versi, Fugitive pieces, evitando tuttavia di dichiarare di esserne l'autore. Ben presto il poeta ripudiò la sua primissima esperienza poetica a causa di alcuni versi forse troppo pugnaci; ciò malgrado, ripubblicò l'opera ben due volte. La seconda ristampa venne edita nel 1807 col titolo Poems on Various Occasions, sempre in forma anonima. Gli incoraggiamenti di alcuni amici lo persuasero ad abbandonare l'anonimato quando diede alle stampe Hours of Idleness, by George Gordon Lord Byron, a Minor, dove espurgò le oscenità presenti nella versione embrionale dell'opera. Hours of Idleness non conobbe affatto una buona accoglienza: così Byron rispose allEdinburgh Review - che nel gennaio 1808 criticò aspramente il volumetto - con la virulenta satira English Bards and Scotch Reviewers, dove non fece segreto di voler perpetuare la tradizione letteraria di Alexander Pope (animata in quei tempi da Rogers e da Campbell) contro gli scrittori a lui contemporanei, che attaccò senza pietà..
Il Grand Tour e il Childe Harold's Pilgrimage
Occupato nel 1809 il seggio a lui spettante presso la Camera dei lord, nell'estate del 1809 Byron intraprese il Grand Tour, quasi d'obbligo allora per le persone del gran mondo. Accompagnato da John Cam Hobhouse salpò da Falmouth il 2 luglio 1809 per Lisbona, per poi visitare Siviglia, Cadice e Gibilterra. Giunti a Malta il 19 agosto, i due vi soggiornarono circa un mese, prima di partire per Preveza, porto dell'Epiro, raggiunto il 20 settembre 1809. Di lì si spostarono a Giannina e poi in Albania, a Tepelenë, dove incontrarono Alì Pascià. Poi vissero ad Atene, tranne una parentesi di qualche mese a Costantinopoli. Il 3 maggio 1810 attraversò a nuoto lo stretto dei Dardanelli. A partire dal luglio 1810, partito Hobhouse per il Regno Unito, ebbe un'intensa relazione amorosa col quindicenne franco-greco Nicolo Giraud, cognato del pittore romano Giovan Battista Lusieri. In Grecia compose Hints from Horace e The Curse of Minerva..
Nel luglio 1811 Lord Byron fece ritorno nel Regno Unito, vivendo fra Newstead Abbey e soprattutto Londra. I primi tempi furono funestati dal lutto: qualche giorno dopo morì la madre, senza che lui riuscisse a vederla, e poi Byron seppe della morte di Charles Skinner Matthews e dell'amato John Edleston, al quale dedicò sei intense liriche. Già nel febbraio 1812 fu protagonista del primo di tre interventi presso la Camera dei Lord, particolarmente veementi e accesi, che scossero l'aristocrazia inglese; nel primo lottò contro la repressione del luddismo del 1812. Frattanto, pubblicò i primi due canti del Childe Harold's Pilgrimage, una sorta di guida poetica dei paesi visitati, che al loro apparire (1812) conobbero subito uno sfolgorante successo: questa favorevolissima ricezione dell'opera fu dovuta in buona parte alle qualità poetiche di Byron, ma soprattutto alla felice scelta dell'argomento, riuscendo a trasportare in poesia il tema dei viaggi, allora molto popolare.
Oltre alla descrizione del viaggio, a destare curiosità vi era anche la descrizione del viaggiatore, quel «giovane Aroldo» sprezzante e misantropo che impersonifica gli atteggiamenti del Byron stesso; ma furono anche le vivide evocazioni dei luoghi del Levante, i versi scorrevoli, il misto di luoghi comuni e di licenziose avventure a far impressione sul gusto delle dame e dei salotti della Reggenza. Il successo del Childe Harold fu tale che tra il giugno del 1813 e l'agosto del 1814 Byron produsse con notevole continuità una cospicua mole di novelle orientali in versi, chiamate «racconti turchi» (The Giaour, The Bride of Abydos, The Corsair, Lara, The Siege of Corinth e Parisina) a un ritmo incalzante quasi come i successi bellici che Napoleone Bonaparte andava riscuotendo in quel tempo: non a caso, il poeta fu sovente paragonato al generalissimo, iniziando a divenire noto nei salotti londinesi come «il gran Napoleone dei reami della rima». Queste sue opere, tutte improntate a un intreccio tra l'esotismo e il melodramma romantico, furono inoltre lievito per quel mito byroniano che sarà fondamentale per la fortuna del poeta d'ora innanzi: il Giaurro, Corrado, Lara, erano infatti ripetizioni del tipo d'Aroldo e - essendo quest'ultimo un'autobiografia idealizzata del Byron - furono in molti ad attribuire le avventure dei protagonisti al fortunato scrittore.
In fuga dal Regno Unito Tra amori e scandali
Folgorato dal successo, in questo periodo Byron iniziò a manifestare ancor di più un atteggiamento freddo e sprezzante, con una raffinata sobrietà del vestire, incarnando squisitamente gli ideali del dandy, fusi a quelli del bel tenebroso. Fu anche grazie a questa sua innata attitudine da poseur che il poeta iniziò a essere ammesso da pari nel gran mondo, intraprendendo anche gaudenti e intriganti avventure amorose: si data al 1812 la relazione con l'eccentrica Caroline Lamb, la dama più in voga del momento, che avrebbe poi descritto il compagno come «pazzo, cattivo e pericoloso da frequentare». Contemporaneamente allaffaire con la Lamb, Byron divenne un intimo della sorellastra Augusta Leigh (figlia del suo stesso padre e della sua prima moglie, e già sposata con George Leigh, suo cugino materno di primo grado) con la quale ebbe un'intensa relazione sentimentale e fisica: da questo rapporto nacque infatti nell'aprile del 1814 Medora Leigh, battezzata con il cognome del marito della donna.
Anche per sopire questo scandalo, il 2 gennaio 1815 il poeta sposò Anne Isabella Milbanke, chiamata Annabella, ereditiera colta e appassionata di matematica e cugina di Caroline Lamb: I due andarono ad abitare a Londra, in un'improbabile unione, ben presto naufragata. Byron si attendeva forse una duratura sistemazione sociale e il risanamento dei tanti debiti ereditati dal prozio. I due ebbero nel dicembre 1815 anche una figlia, la matematica Ada Lovelace; le vicende coniugali, già tempestose, si deteriorarono però ulteriormente quando Byron riprese gli intimi rapporti con la sorella Augusta. Ormai disillusa, la Milbanke non poté che abbandonare il tetto coniugale, inoltrando richiesta di separazione il 15 gennaio 1816.
Nel frattempo, le ipotesi relative alla ormai conclamata bisessualità dello scrittore presero forza negli ambienti colti del tempo, per venir peraltro successivamente (a partire dagli ultimi decenni dell'Ottocento) confermate anche in testi critici e scientifici. Sulla rivista Athenaeum, per esempio, si scrisse che il soprannome di «Thyrza» non fosse riferito alla cugina del poeta bensì riguardasse l'affettuosa amicizia collegiale del Byron con John Edleston; anche studiosi come John Addington Symonds e Marc André Raffalovich chiamarono in causa la bisessualità di Byron, mentre Xavier Mayne affermò"The intersex: a history of similsexualism ad a problem in social life", 1908. che lo scrittore era «di temperamento più o meno omosessuale: era un idealistico romantico ed ellenico, greco nella sua natura intellettuale ed erotica, inglese per nascita ma ateniese nel cuore»..