Il pattinaggio artistico a rotelle è uno sport individuale, di coppia e di gruppo. Presenta varie analogie con quello sul ghiaccio, ma la presenza e la posizione delle quattro ruote è causa delle inevitabili differenze nell'apprendimento e nell'esecuzione delle difficoltà tecniche.

Le basi I passi fondamentali del pattinaggio artistico a rotelle riguardano soprattutto la pattinata, come la spinta e passo incrociato, l'equilibrio, come il carrellino e l'anfora, i fili, cioè lo spostamento del baricentro sulle diverse ruote e la stabilità, come i salti e la trottola interna o esterna.

Una volta in confidenza con le basi, l'atleta verrà allenato diversamente a seconda della specialità che vuole apprendere. Le specialità del pattinaggio sono artistico (singolo , coppia e gruppo)obbligatori,solo dance(singolo e coppia)e gruppi show e precision (quartetti, piccoli gruppi, grandi gruppi e sincronizzato).

Storia Il pattinaggio a rotelle nasce e si sviluppa tra la fine del 1700 e l'inizio del 1800; Il pattinaggio artistico a rotelle, sebbene possa farsi risalire ai primi del '900, ha in realtà i suoi primi timidi sviluppi tra le due guerre mondiali, per merito di pattinatori e pattinatrici su ghiaccio che cercano di trasferire il loro bagaglio tecnico sui nuovi attrezzi. Questa pagina dà accesso ad archivi storici dei risultati dai primi esordi dei campionati italiani (1912-2009) e dei campionati mondiali (1947-2009) nelle diverse specialità. Si può verificare la loro diversificazione nel corso del tempo e il piazzamento italiano ai mondiali.

Per circa un secolo vennero sperimentate parecchie varianti di pattini: a due, tre, quattro e più ruote, sia in linea che disposte "a rettangolo" o anche "a rombo" (un anteriore, due centrali, una posteriore). Questi attrezzi, seppur funzionanti, presentavano molti difetti: spesso erano pesanti, poco stabili sul piede, poco o per nulla indirizzabili su traiettorie curve (con conseguente difficoltà a mantenere l'equilibrio), con ruote o scivolose o molto lente e/o dal rapido consumo (se fatte di legno), senza freni o dispositivi di arresto. Occorrerà attendere il 1863 per l'invenzione e il brevetto dei pattini a rotelle a quattro ruote disposte come su quelli attuali, e dotati di sterzi che attraverso la pressione laterale del piede permettono di mantenere un buon equilibrio e di impostare traiettorie curve. L'inventore statunitense James Leonard Plimpton continuerà a perfezionare l'attrezzo con altri brevetti del 1866 e 1908. La versione moderna, con gommini sterzanti posti tra i due gruppi di ruote ed un puntale anteriore indispensabile per l'esecuzione di alcuni salti, compare nel 1942 ad opera dello statunitense Edward G Blaes. Il "raddoppio" dei gommini sterzanti (uno sopra ed uno sotto) è merito dello statunitense Charles W. Snyder i cui pattini all'epoca vengono riconosciuti al vertice della qualità.

Nel dopoguerra il pattinaggio artistico a rotelle guadagna crescente popolarità anche in Italia. Da un lato il clima mediterraneo comporta alti costi di esercizio delle piste su ghiaccio, per cui il ricorso alle rotelle è più economico, praticabile, e in grado di attirare maggior utenza. Dal 2010 circa il settore dei pattini da artistico, anche a livello internazionale, vede un incontrastato dominio italiano con le marche di telai e rotelle Roll-Line (azienda TM Technologies), Komplex e Rollerskates-Italia. La stessa eccellenza spetta a Edea e Risport per le calzature da artistico utilizzate anche sui pattini da ghiaccio.

I pattini a rotelle odierni di qualità sono disegnati e prodotti con sistemi computerizzati — per ottenere tra le altre cose il miglior rapporto tra resistenze e peso — e utilizzano leghe leggere o Titanio. Nonostante ciò il loro peso è assai maggiore delle lame da ghiaccio per cui l'esecuzione di salti impegnativi richiede maggior prestanza atletica.

In Italia, oltre aver raggiunto l'eccellenza nella produzione industriale di attrezzature per praticare le varie specialità di questa disciplina, si è formata una tradizione in questo sport, che ha reso possibile l'organizzazione di centri federali in molte città quindi l'eccellenza è stata raggiunta pure dai pattinatori italiani e soprattutto dalle pattinatrici, che hanno dominato nel mondo intero: infatti le plurimedagliate campionesse mondiali Tanja Romano, Debora Sbei e Rebecca Tarlazzi hanno vinto costantemente titoli iridati per molti anni consecutivi rappresentando dunque il ruolo di guida e maestria del movimento atletico italiano nel pattinaggio artistico.

Singolo artistico Nel singolo, detto anche libero, un solo atleta per volta esegue una coreografia, detta disco di gara, in cui esegue una serie di passi di piede e di difficoltà (salti e trottole) disposti lungo una traccia preparata appositamente per aderire ad una musica. Gli esercizi richiesti all'atleta variano a seconda del regolamento della competizione e della categoria nella quale gareggia; queste possono suddividere gli atleti per età o per livelli di difficoltà. Il giudizio della gara è determinato dalla somma dei punteggi dati dai singoli giudici; con il sistema Rollart. La valutazione totale prende in considerazione sia dal punto di vista artistico, sia dal punto di vista tecnico.

Salti L'esecuzione di un salto si divide in sei diverse fasi: Preparazione: la serie di movimenti utili a posizionarsi per saltare (tre, contro tre, inversione, ripresa...). Rotazione: movimento utile a preparare il movimento e lo stacco. Caricamento: la serie di movimenti utili a prendere potenza per sollevarsi più in alto possibile ed eseguire il numero di rotazioni richieste (eventuale puntata, piegamento dell'arto che stacca per caricare il salto, piegamento delle braccia...). Stacco: l'istante nel quale il pattino si solleva da terra. Volo: la fase aerea è la fase nel quale l'atleta assume la vite (posizionamento delle gambe che facilita la rotazione). Atterraggio: il momento in cui un pattino dell'atleta tocca nuovamente terra. Uscita o arrivo: la serie di movimenti che concludono il salto (piegamento del ginocchio e arrivo tenuto più tempo possibile).

Esistono otto salti base, ordinati per livello di difficoltà, che hanno valore in gara; il punteggio che ciascuno di essi può ricevere dipende dalla pulizia dell'esecuzione e dal numero di rotazioni. Il salto del tre, o salto semplice, prevede mezzo giro di rotazione partendo dall'avanti; si parte con la gamba sinistra a terra e si arriva sulla destra. Il Toeloop prevede una rotazione completa a partire dall'indietro; la gamba di partenza, la destra, è la stessa dell'arrivo, mentre la sinistra viene usata per puntare. Il Salchow è l'unico in cui la puntata avviene con il piede di appoggio (il sinistro); dopo una rotazione di un giro si atterra sul destro andando all'indietro. Il Rittberger (o Ritt) è il solo salto in cui non vi è né scambio tra le gambe né puntata; si esegue infatti, andando all'indietro, una rotazione di un giro partendo e atterrando sulle ruote del pattino destro. Il Flip, salto da un giro, prevede una partenza all'indietro sulla gamba sinistra e una puntata con la destra; l'arrivo è sulla destra. Il Lutz è molto simile al Flip; la sola differenza è che alla partenza il piede sinistro segue il filo esterno indietro, mentre nel flip si tiene l'interno indietro. Il Thoren è un salto che esiste soltanto nella versione da un giro; è inoltre l'unico in cui si atterra sulla gamba sinistra, permettendo di attaccare Flip, Lutz o Salchow. Il thoren si esegue partendo all'indietro sulla gamba destra e caricando senza puntare, come nel ritt. L'Axel ha un'impostazione simile a quella del salto semplice con la differenza che, prevedendo una rotazione e mezza, richiede la chiusura delle braccia e la posizione della vite.

A parte il semplice e il Thoren, ognuno di questi salti ha una versione doppia e tripla, in cui si richiede rispettivamente l'aggiunta di una e due rotazioni. Gli atleti mancini, inoltre, eseguono ciascun salto invertendo i ruoli delle braccia e delle gambe destra e sinistra.

I salti possono essere eseguiti in combinazioni; in quest'ultimo tipo di difficoltà, che prevede dai 2 ai 5 salti consecutivi eseguiti con un ritmo costante, tra un salto e il successivo non è possibile inserire passaggi di alcun tipo né appoggiare una gamba che non sia quella di arrivo; nelle sequenze, invece, i salti sono inframezzati da passaggi di piede (tre, contro tre, mohawk o choktaw).

Una combinazione può essere: Lutz - Thoren - Salchow Ritt - Ritt Salchow - Toeloop - Toeloop Ritt - Ritt - Ritt In queste serie di salti, infatti, la posizione di atterraggio di ciascun salto coincide con quella di partenza del successivo.

Una sequenza invece può essere: Axel - Axel - Axel salto del tre - tre tre - toeloop Ritt - tre - tre - Ritt - tre - tre - Thoren Ritt - Ritt - Salchow Queste sono sequenze, perché tra un salto e il successivo c'è un passaggio di piede necessario (nel primo caso, atterraggio e partenza prevedono piedi e direzioni diverse, cosa che rende necessaria una ripresa in avanti prima di ciascun Axel) o inserito ad hoc (anche se i tre salti potrebbero essere eseguiti in catena, tra di essi sono stati inseriti due tre, ossia due mezze rotazioni con il pattino a terra).

Esiste una commissione addetta alla valutazione di nuovi salti di invenzione di atleti o allenatori anche se è un'eventualità che non si propone quasi mai. Al contrario invece, esistono una serie di salti che prima si eseguivano ed ora invece non sono più eseguite come, ad esempio, tre diversi tipi di axel.

Trottole Le trottole sono difficoltà in cui l'atleta deve eseguire, senza staccare il pattino da terra, un numero minimo di rotazioni strette mantenendo una particolare posizione e un particolare filo, su uno o due piedi; la preparazione prevede generalmente una serie di tre seguiti da un'entrata che permette la centratura della trottola. Come nel caso dei salti, anche le trottole si possono combinare tra loro; è possibile eseguire fino a tre trottole consecutive. La combinazione risulta valida quando il cambio di filo e/o di piede avviene senza la perdita della centratura della trottola e della fluidità della rotazione.

Le trottole possono essere verticali, abbassate, ad angelo, tacco e rovesciate. Verticali: possono essere interna avanti (piede destro a terra), interna indietro (piede sinistro a terra), esterna indietro (piede destro), esterna avanti (piede sinistro). Abbassate: prevedono il piegamento della gamba a terra fino ad avere la coscia parallela al terreno e all'altezza del ginocchio; i fili e i piedi sono gli stessi delle trottole verticali. Ad angelo: la posizione del corpo deve essere orizzontale e con la gamba a terra tesa; i fili sono esterno avanti ed esterno indietro, mentre l'interno indietro viene utilizzato come raccordo in caso di combinazione tra le due trottole ad angelo, prima del cambio piede. Tacco: come le trottole ad angelo, con la differenza che le due ruote davanti devono restare ben sollevate da terra. Rovesciata: l'atleta, mentre segue il filo esterno indietro con la gamba destra leggermente piegata, deve mantenere una posizione inarcata guardando con tutto il corpo verso l'alto. Si esegue la stessa entrata dell'angelo esterno indietro, assumendo poi la posizione della rovesciata a centratura avvenuta. Anche per questo tipo di difficoltà, un atleta mancino assume le posizioni in maniera speculare.

Singolo in linea