Di seguito viene trattata la storia dell'Athletic Club Sparta Praha fotbal dal 1893 ai nostri giorni.

La nascita dello Sparta Praga

Alla fine del 1893, un piccolo gruppo di giovani praghesi con a capo tre fratelli, Vaclav, Bohumil e Rudolf Rudl, ebbe l'idea di fondare uno sports club. Il nome Sparta fu scelto in onore degli spartani dell'antica Grecia. Il 16 novembre, l'incontro dei fondatori approvò gli articoli dell'associazione del club e un mese dopo, il 17 dicembre, si svolse il primo incontro generale annuale. Poco dopo, l'Athletic Club Sparta prese vita con il suo tricolore, nel quale il blu rappresenta l'Europa, il rosso è il simbolo della città reale e le ragioni del giallo sono ancora sconosciute (forse perché i colori giallo e rosso sono i colori della città di Praga).

Agli albori della storia calcistica del club, i giocatori indossavano una maglia nera con una grande S sul petto. Giocarono poi due anni con una maglietta a strisce bianconere, che ritornò come maglia di riserva per due anni nel 1996. Nel 1906 il presidente Petrik andò in Inghilterra, dove vide la famosa squadra dell'Arsenal giocare con la sua famigerata maglietta rossa, e decise di portarne un set a Praga. In quel momento non si rese conto che avrebbe dato vita ad una delle più grandi tradizioni del club. Insieme alla maglia rossa, i giocatori dello Sparta indossavano pantaloncini bianchi e calzettoni neri.

1925-1938: L'Iron Sparta Poco dopo la prima guerra mondiale, fu messa insieme una squadra che innescò il famoso periodo degli anni venti e trenta, conosciuto con il nome di “Iron Sparta”. Una lega calcistica cecoslovacca fu istituita a metà degli anni venti, ed il club collezionò diversi titoli. Negli anni venti lo Sparta in 57 incontri colse 53 successi e 4 pareggi. Da quel giorno i tifosi richiamano ancora i nomi dei giocatori di quel periodo con ammirazione: Peyer, Hojer, Perner, Káďa, Kolenatý, Červený. Pochi anni dopo comparirono altri nomi non meno famosi quali Hochman, Burgr, Hajný, Šíma, Silný, Čtyřoký, Košťálek ed in particolare Oldřich Nejedlý, il capocannoniere della Coppa del Mondo del 1934.

Lo Sparta inizia il campionato e sin dalle prime stagioni vede una lotta a due con lo Slavia Praga. Nel campionato della stagione 1925-1926 lo Sparta vince lo scudetto trascinato dai goal di Jan Dvořáček. Nel 1927 il breve campionato (sette giornate) dà la vittoria allo Sparta grazie anche alle reti Josef Šima e di Josef Silný. In Europa trionfo nella Coppa dell'Europa Centrale 1927 e Josef Silný fu il capocannoniere della competizione con 5 reti. Giunge al terzo posto nel campionato del 1928 e non può partecipare alla Coppa dell'Europa Centrale. Nel 1929 è nuovamente in terzo posizione in campionato ma partecipa alla Coppa dell'Europa Centrale per l'esclusione del Viktoria Žižkov: nell'edizione del 1929 la squadra fu sconfitta dall'Újpest già ai quarti, non basta la vittoria a Praga per 2-0 dato che gli ungheresi avevo vinto con un tennistico 6-1 a Budapest. Il campionato del 1930 è dominato dallo Slavia Praga che grazie ad un forte attacco composta da Antonín Puč, František Junek, František Svoboda e Joska. Lo Sparta arriverà al secondo posto trainato a forza da Josef Košťálek, potendo partecipare alla Coppa dell'Europa Centrale: dopo aver sconfitto il First Vienna complessivamente per 5-3 e dopo un pari in Italia contro l'AS Ambrosiana battono la formazione milanese con un rotondo 6-1 a Praga. In finale l'Iron Sparta si ferma contro il Rapid per 4-3. Nel 1931 il campionato sarà più combattuto ma nonostante le reti di Silný vincerà nuovamente lo Slavia con lo Sparta secondo. In Coppa i granata si liberano della Juventus solo dopo un ulteriore spareggio vinto 3-2. Incontrano in semifinale gli austriaci del Wiener AC con i quali perdono in uno spareggio per 2-0 dopo il pari tra andata e ritorno. Lo Sparta ritrova il successo in campionato e il capocannoniere è l'attaccante belga Raymond Braine. Nell'edizione del 1932 della Coppa dell'Europa Centrale la squadra cecoslovacca perse contro i futuri vincitore del Bologna (5-0 a Bologna e 0-3 a Praga). Tra il 1933 e il 1935 nonostante le reti di Braine lo Sparta fu sconfitto in campionato sempre dai rivali dello Slavia per pochi punti. Nella Coppa, lo Sparta perde l'edizione del 1933 in semifinale dopo aver eliminato l'Hungária FC per 5-3, si fa escludere dall'AS Ambrosiana Inter con un netto 6-3. Nell'edizione successiva della competizione lo Sparta si fa eliminare ai quarti in una particolare edizione: infatti possono accedere altre otto squadre alla competizione, e lo Sparta dopo aver giocato per sei volte contro l'Hungária/MTK ed aver terminato sempre con un pari passa ai quarti per sorteggio, venendo esclusa dalla Coppa dall'Admira Vienna. Nel 1935 invece lo Sparta trova una serie inarrestabile di successi eliminando First Vienna (1-1 e 5-3), AC Fiorentina (7-1 e 1-3), Juventus (2-0 e 1-3) dopo uno spareggio concluso 5-1 e in finale il Ferencvárosi TC per un complessivo di 4-2 (1-2 e 3-0). Nel 1936 torna il successo in campionato e in coppa lo Sparta fatica ad arrivare in finale eliminando Phöbus FC 7-6, AS Roma 4-1, ed Ambrosiana Inter 8-5 arriva in finale e si fa battere dal FK Austria 1-0. In campionato la squadra è seconda e nella Coppa dell'Europa Centrale l'Admira Vienna non fa passare lo Sparta Praga che perde allo spareggio 2-0. Nel 1938 lo Sparta conquista il campionato ai danni dei rivali dello Slavia che si rifà in Coppa eliminando a suon di goal tutte le avversarie, culminando nel 4-2 in finale sul Ferencvárosi TC.

Lo Sparta ha portato a termine un numero considerevole di successi internazionali. Gli storici dicono ancora che i più gloriosi furono le due Mitropa Cup nel periodo dell'“Iron Sparta”.

1939-1954: l'era di Bican e i sei titoli Nel 1939 nonostante sia cominciata la seconda guerra mondiale il campionato cecoslovacco continua e continua la lotta allo scudetto fra Sparta e Slavia. Il campionato va allo Sparta nonostante i 29 goal realizzati da Josef Bican per i rivali biancorossi. Nella competizione europea il Ferencvárosi TC esclude lo Sparta dalla competizione già ai quarti. Tra il 1940 e il 1943 Bican si scatena realizza più di 150 reti in quattro stagioni e facendo vincere quattro scudetti di fila allo Slavia Praga. La miglior stagione per il prolifico attaccante arriva nel 1944 quando realizza 57 reti in campionato che va allo Sparta Praga. Intanto nel 1940 ne lo Sparta ne lo Slavia vengono chiamate per la Coppa dell'Europa Centrale nella sua ultima edizione. Nel campionato del 1946 vi sono due gironi dove l'avversario più temibile per i granata e lo SK Bratislava. Lo Sparta vince agevolmente il proprio girone dovendo affrontare la vincente del secondo ovvero lo Slavia Praga: 4-2 all'andata e 5-0 al ritorno è la squadra si aggiudica il sesto titolo nazionale davanti ai rivali di Praga, che avevano ancora Bican (31 reti quell'anno). Nel campionato successivo lo Slavia vince il titolo per un solo punto e dei 110 goal realizzati dalla squadra 43 sono di Bican. Lo Sparta ha la miglior difesa del torneo e il secondo miglior attacco. La stagione successiva lo Sparta si rifà e sono le reti di Jaroslav Cejp a trascinare la squadra al successo anche se lo Slavia arriva a pari punti. Nel torneo del 1949 è il Sokol NV Bratislava a mettere in fila l'intera Praga: secondo lo Sparta (che ha mutato il nome in Bratrství Sparta), terzo il Železničáři Praha, quarto il Dukla e quinto lo Slavia. Nel 1950 è ancora il Sokol NV Bratislava a vincere davanti a Bratrství Sparta e a Železničáři Praha (a pari punti). Il FC Vítkovice è quarto trainato dai goal di Josef Bican. Nel 1951 lo Sparta Praga cambia ancora nome in Sparta ČKD Sokolovo, ed arriva a pari punti con Sokol NV Bratislava e Dynamo ČSD Košice concludendo al secondo posto. Bican conclude al quarto posto col suo Viktovice. L'anno successivo è lo Sparta a mettere in file le rivali il Sokol NV Bratislava su tutte. Nel 1953 un sorprendente ÚDA Praha vince il titolo davanti allo Sparta: e l'inizio di una nuova e accesa rivalità. Intanto lo Sparta ha nuovamente modificato il proprio nome in Spartak Praga Sokolovo. Nel 1954 arriva un altro titolo a Praga sponda Sparta che batte nella "volata scudetto" il Baník Ostrava e il TJ Cervena Hviezda Bratislava.

1955-1963: crisi di successi Il periodo d'oro prese una brutta piega, e per anni i tifosi dello Sparta ricordavano soltanto nostalgicamente i "bei vecchi tempi". Dopo sostanziali cambiamenti instaurati dal regime socialista, che portarono a più frequenti modifiche del nome del club piuttosto che a risultati di cui essere orgogliosi, il titolo del 1954 fu l'ultimo prima di un lungo periodo di miseria.

Nel 1955 viene istituita una nuova competizione continentale la Coppa dei Campioni che in pochi anni racchiuderà le migliori squadre europee nel torneo più prestigioso d'Europa. Nel campionato cecoslovacco del 1955 lo Spartak Praha giunge dietro ÚDA Praha e Slovan Bratislava che può accedere alla Coppa dei Campioni 1956-1957. Da quest'anno lo Spartak vivrà un decennio (fino al 1963) amaro e senza successi né in campionato né in coppa. Anche nella stagione successiva Slovan Bratislava e l'ÚDA Praha si piazzano davanti allo Spartak. Il Dukla Praga (ex ÚDA Praha) trova ancora successo nonostante il secondo posto a pari punti dei granata. Nel campionato 1959 lo Spartak conclude il campionato superato anche dallo Spartak Praha Stalingrad. Nel campionato del 1960 lo Spartak Praha vivrà il momento peggiore della sua storia chiudendo il campionato al dodicesimo posto ad un solo punto dalla retrocessione. Partecipa comunque alla Coppa Mitropa 1960 dove vince per la Cecoslovacchia i due incontri per la classifica a nazioni contro il LASK Linz entrambe le volte per 3-1. Non arriva in finale nella coppa nazionale. Tra il 1961 e il 1964 il Dukla Praga vincerà quattro volte il titolo nazionale grazie al momento negativo delle migliori rivali tra cui lo stesso Spartak (che rischierà nuovamente la retrocessione), il Dynamo Slavia Praga e lo Slovan Bratislava. Ci sono ancora molte persone che ricordano l'era di Kvašňák, Tichý e Mašek. Erano i giorni in cui lo Sparta aveva il più grande numero di tifosi della sua storia, con lo stadio capace di contenere almeno quarantamila spettatori in tutte le partite. Tutti e tre gli eroi sopraccitati fecero parte della nazionale che finì seconda ai mondiali del 1962 in Cile.

1964-1975: la ripresa e il declino