Lhackmeeting (hackit) è un incontro annuale dedicato alla cultura hacker e alle controculture digitali, nato in Italia nel 1998. L'evento riunisce persone interessate all'informatica, alle libertà digitali e all'impatto sociale e politico delle tecnologie, promuovendo una riflessione critica sui modelli di sviluppo e di utilizzo degli strumenti digitali. Nel contesto dell'Hackmeeting, il termine hacker indica chi esplora, comprende e modifica sistemi tecnologici con un approccio orientato alla condivisione delle conoscenze, alla sperimentazione e all'autonomia tecnica. Attraverso conferenze, tavole rotonde, laboratori e altre iniziative definite hacklab, l'evento favorisce il confronto su temi quali il software libero, la privacy, la sicurezza informatica, i diritti digitali e l'accesso aperto alla conoscenzaGlossario Hackmeeting in "+ Kaos: 10 anni di hacking e media attivismo", a cura di Laura Beritelli, Autistici/Inventati, Agenzia X, 2012, ISBN 978-88-95029-62-7, CC BY-SA-NC, pp. 267-268. https://www.autistici.org/who/book. A partire dal 2000, l'evento si svolge regolarmente anche in Spagna e successivamente anche in Bolivia, Santiago del Cile e Messico. Gli hackmeeting d'Italia e Spagna, pur condividendo nome e principi, sono eventi organizzati indipendentemente l'uno dall'altro.
L'evento Come definito dagli organizzatori, l'hackmeeting è "l’incontro annuale delle controculture digitali italiane, di quelle comunità che si pongono in maniera critica rispetto ai meccanismi di sviluppo delle tecnologie all’interno della nostra società". È un incontro di tre giorni, autogestito e autofinanziato. Si tiene tradizionalmente all'interno di centri autogestiti di città ogni anno diverse. La prima edizione del hackmeeting Italiano è stata quella tenutasi al CPA di Firenze sud, nel 1998.
Ogni incontro è composto da due ambienti: il workshop (ambiente di formazione basato nella condivisione di conoscenza) e il Lanspace (spazio d'incontro informale e creativo). Al hackmeeting vengono trattati diversi argomenti tra cui privacy, copyright, crittografia, intelligenza artificiale, divario digitale, sistemi GNU/Linux e software libero in generale. La rete di Hackmeeting è stata regolata per anni dal DHCP umano. Gli eventi vengono organizzati e preparati attraverso una mailing listIn Italia la mailing list è ospitata dal progetto autistici/inventati. Non esiste quindi un comitato centrale organizzativo: tutti gli interessati possono contribuire sia alla progettazione dell'evento che alla realizzazione pratica.
Storia Hackmeeting Italiano Data Città Luogo Tagline Sito 5-7 giugno 1998 Firenze Centro Popolare Autogestito CPA FI-sud Contro ogni barriera, per la libera circolazione del sapere Sito 18-20 giugno 1999 Milano CSOA Deposito Bulk di fronte a un mondo che cambia bisogna cambiare scatola degli attrezzi Sito 16-18 giugno 2000 Roma Csoa Forte Prenestino Make your choice, take your time, free your life Sito 22-24 giugno 2001 Catania CSA AuroCSA Auro (già sede del FreakNet MediaLab) Come to meet Mufhd0 Sito 21-23 giugno 2002 Bologna Teatro Polivalente Occupato Hack your brain Sito 20-22 giugno 2003 Torino El Barrio - Sito 2-4 aprile 2004 Genova Lab. Buridda Fight for your knowledge Sito 17-19 giugno 2005 Napoli CSOA Terra Terra - Sito 1-3 settembre 2006 Parma Stabile occupato per l'occasione in strada Buffolara 8 Building a different net Sito 28-30 settembre 2007 Pisa Centro sociale Rebeldia Ten years nerdcore Sito 26-28 settembre 2008 Palermo Centro Sociale Occupato Ask191Centro Sociale Occupato Ask191 - Sito 19-21 giugno 2009 Rho (Milano) Centro Sociale SOS Fornace Hack your fear Sito 2-4 luglio 2010 Roma Centro Sociale Autogestito La Torre Fight control Sito 24-26 giugno 2011 Firenze Centro Sociale Autogestito nEXt Emerson Seize the time Sito 29 giugno-1 luglio 2012 L'Aquila Asilo Occupato Hack the Town Sito 7-9 giugno 2013 Cosenza area ex-officine FdC foraffascinu/foramaluacchiu Sito27-29 giugno 2014Bolognaspazio pubblico autogestito xm24hack's not deadSito19-21 giugno 2015NapoliMensa occupataSito3-5 giugno 2016PisaPolo Fibonacci dell'Università di PisaSito15.18 giugno 2017Venaus, Val di SusaBorgata 8 dicembreSito6-8 luglio 2018GenovaLSOA BuriddaSito30 maggio - 2 giugno 2019FirenzenEXt Emerson Sito10-13 settembre 2020RomaCsoa Forte PrenestinoSito3-5 settembre 2021BolognaCasona di PonticelliSito9-11 settembre 2022TorinoCSOA GabrioSito7.10 settembre 2023Gallico (Reggio Calabria)CSOA CartellaSito14-16 giugno 2024BresciaCSA Magazzino 4730 maggio - 1 giugno 2025CagliariSa domu12-14 giugno 2026FirenzeCSA NextEmerson, FirenzeL’ansia è un ingranaggio collettivo
Firenze 1998 Il primo Hackmeeting viene organizzato al Cpa di Firenze. Il gruppo organizzativo è composto da persone attive all'interno di Strano Network, mailing list Cyber Rights, Hacklab di Firenze, Avana BBS, ECN, Freaknet, Decoder, Metro Olografix e la rete Cybernet, che decidono di organizzare un incontro a seguito del primo giro di vite contro gli hacker italiani (il cosiddetto Italian Crackdown del 1994). I media iniziavano ad accorgersi del fenomeno digitale e identificavano il tentativo di capire la logica delle nuove tecnologie come fenomeno "criminale". La comunità hacker invece voleva sottolineare che il computer era uno strumento di massa, domestico e non solo tecnico-universitario o militare, di controllo o di mercato. L'informazione che passava su quella rete di PC doveva essere libera. Radio Cybernet, prima webradio italiana, trasmetteva i seminari sul web. Da allora, la radio ci sarà praticamente ogni anno. I tre giorni di Firenze sono quelli in cui nasce l'attuale impianto dell'hackmeeting. Il messaggio era: usciamo dal digitale e portiamo nel reale e alla portata di tutti questioni tecniche e opportunità di comunicazione diretta; siamo noi a dirtelo senza mediazioni (lo slogan "don't hate the media, become the media" da lì a qualche anno avrebbe affiancato "information wants to be free"). Quell'anno esce Kryptonite, un libro che raccoglie howto su strumenti specifici, legati alla privacy e all'anonimato (anonymous remailer, gpg, packet radio). L'intenzione divulgativa dell'hackmeeting è chiara. All'hackmeeting partecipa tutta la scena più rappresentativa dell'underground italiano. La prima generazione di hacker che si riconosce nel termine non nel senso più comunemente attribuito dai media. Strumenti tecnici: corsi di Linux per principianti e workshop sulla accessibilità delle tecnologie e dei siti.
Milano 1999 La seconda edizione del Hackmeeting viene organizzata a Milano al Deposito Bulk. Tra gli ospiti presenti all'evento vi è Wau Holland, membro storico del Chaos Computer Club (CCC), un hacker libertario cofondatore del CCC tedesco; tra i seminari è particolarmente importante quello sui protocolli di comunicazione, che presenta il funzionamento dei protocolli di rete e i temi connessi alla loro vulnerabilità. Con l'obiettivo di prolungare gli incontri oltre i tre giorni dell'Hackmeeting, l'evento dà origine agli hacklab, come uno spazio di incontro, lavoro, laboratorio e disseminazione
Roma 2000 Si svolge al Forte Prenestino, sede di Avana BBS, ed è il primo hackmeeting organizzato con gli hacklab, diventati ormai realtà concrete. Jaromil si presenta con il software HasciiCam, costruendo le relazioni declinate in altri ambiti come la net art, aspetto artistico, giocoso e capace di critica dell'hacking. È anche un hackmeeting dedicato ai diritti in rete, alla cooperazione sociale, all'accessibilità in rete. Molti i seminari su etica e web.
Catania 2001 Si svolge al Freaknet media lab. È l'hackmeeting più intenso dal punto di vista del numero di ore passato sul codice. Vengono presentati il progetto Autistici/Inventati (autistici.org/inventati.orgIl sito di Autistici/Inventati https://www.inventati.org/it/index.html come server autogestito che si affiancava a ecnIl sito di ecn Isole nella rete http://www.ecn.org/), e Bolic1, che diventerà poi dyne:bolic (the media hacktivist tool). Il Freaknet propone nelle università scientifiche di Catania che si adotti il software libero come software di base e all'hackmeeting viene proposto di estenderlo anche ad altre città. Passeranno per questo meeting anche quelli che poi creano il media center del G8 di Genova. Vengono proposti strumenti e persone che poi si coaguleranno per dare vita a media come Indymedia. Si inizia a parlare di reddito e lavoro nella net economy. Strumenti tecnici: si tiene un seminario di Reverse engineering, ovvero modificare il comportamento di un programma senza conoscere il codice sorgente.
Bologna 2002 Organizzato al Teatro Polivalente Occupato. La parola mediattivismo è ormai diffusa, Indymedia è un media consolidato, NGvision rappresenta un archivio video su web consistente, ci sono le telestreet, l'hackmeeting diventa non più solo da hacker ma da attivismo media, e non a caso compaiono le donne. Viene presentato il Progetto Winston Smith. Partecipa Richard Stallman. Viene testata una prima rete neurale. Viene presentato il libro Hacktivism. La libertà nelle maglie della rete di Arturo Di Corinto e Tommaso Tozzi. Strumenti tecnici: viene presentato il Retrocomputing ovvero la passione per il recupero dell'hardware.
Torino 2003 Si tiene al Barrio. Dal collettivo di donne del sexy shock di Bologna viene posta la questione genere/tecnologie. Alle aule vengono dati nomi storici dell'anarchismo. Strumenti tecnici: Honeypots, sicurezza informatica sul web sono tra gli argomenti trattati. Wireless diffuso.
Genova 2004 Si svolge al Buridda. Si apre ulteriormente l'ambito, vengono presentati seminari di robotica, ma anche sulla prostituzione. E soprattutto a partire da ReLOAdSito di Reload, contiene materiali d'archivio http://reload.realityhacking.org/ di Milano viene lanciato il concetto di reality hacking, hacking della vita quotidiana e della politica, chiedendo agli hacklab di uscire dagli stretti ambiti nerd per entrare in quelli più allargati dell'agire politico. Strumenti tecnici: Bluetooth security è uno dei seminari.
Napoli 2005 Si tiene al TerraTerra. Viene presentato Open non è free. Comunità digitali tra etica hacker e mercato globaleOpen non è free, edizione Eleuthera, Milano, 2005 http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186, il secondo libro che esce dalla comunità di hackmeeting, questa volta a firma Ippolita, un gruppo di ricerca indipendente che fa capo a ReLOAd l'hacklab di Milano. Visto che nella società iniziano a circolare i concetti di open source e di software libero, la comunità sente la necessità di approcciare in maniera critica queste tematiche, che sono ormai assorbite anche dal mercato, per interrogarsi sulle possibili vie di fugaBenedetto Vecchi su Il Manifesto "Giochi d'ombra sull'etica hacker" http://www.eleuthera.it/files/Ippolita_Manifesto1_20050628.pdfMarco Philopat su Liberazione "Open non è free, un manuale di resistenza attiva" http://www.eleuthera.it/files/Ippolita_Manifesto1_20050628.pdf. Strumenti tecnici: introduzione al Phreaking, ovvero come telefonare gratis, dal fischietto di Captain Crunch al vOIP.
Parma 2006 Organizzato dal collettivo "Mario Lupo". Gli hacklab non sono più l'elemento principale di organizzazione, ma c'è una percezione più comunitaria, che permette l'occupazione di uno spazio per la durata dell'hackmeeting. L'occupazione prende la forma politica di una zona temporaneamente autonoma (TAZ), anche se c'era la speranza di fare molto di più (tenere il posto, che poi invece verrà sgomberato). Nell'ambito dei seminari si apre ulteriormente l'applicazione della filosofia hack in ambiti vari, per esempio, Serpica Naro e la licenza open per la produzione materiale, bucare un sistema che non è solo informatico ma reale e di mercato.