Antipatro pensatore Fonte primaria: Guido Calogero, Antipatro di Tiro in Enciclopedia Italiana (1929) della corrente dello stoicismo "medio" del I secolo a.C. fu allievo di Stratocle di Rodi che era stato discepolo di Panezio di Rodi, e Antidoto Ind. Herc., col. 79
È citato da Cicerone nel suo De officiis riferendo di una polemica di Antipatro («il quale morì ultimamente ad Atene» Dal che si deduce che, essendo stato scritto il De officiis nel 44 a.C., Antipatro sia morto ad Atene in prossimità di questa data) nei confronti di Panezio che aveva omesso di trattare di due precetti riguardanti l'"utilità": la cura della salute e il denaro.Cicerone, De offic., II, 86
Si deve al suo insegnamento, secondo quanto scrive Plutarco Cat., 4, se Catone l'Uticense divenne un filosofo stoico.
Ad Antipatro viene attribuita un'opera intitolata Περὶ καθήκοντος (Sul dovere) e Diogene Laerzio cita più volte un Antipatro come autore di uno scritto Περὶ κόσμου (Sul mondo) ma non specifica se si tratti di Antipatro di Rodi o di un altro filosofo stoico, vissuto in età precedente, chiamato Antipatro di Tarso.
Note
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