Gli spettatori o atleti ai giochi istmici () è un dramma satiresco perdutoUn notevole frammento in P.Oxy. XVIII 2162 = fr.17 Mette; gli altri in TrGF, vol. 3, frr. 78a-82, pp. 195-205., scritto da Eschilo nel V secolo a.C.

Trama L'opera era incentrata sulla figura dei satiri che partecipavano ad una serie di giochi solenni che comprendevano gare di corsa, di nuoto e di palestra, ossia i giochi istmici. Nel frammento più esteso, di circa cento versi, i satiri offrono ritratti di se stessi sotto forma di antefisse votive sul tempio di Poseidone: Dioniso appare, allora, lamentandosi che i satiri lo stanno abbandonando per l'atletica.Un altro personaggio entra, poi, portando "nuovi giocattoli freschi usciti dall'ascia e l'incudine" (probabilmente attrezzi atletici). Sembrerebbe che questi, dunque, stia incoraggiando i satiri a intraprendere l'attività atletica (abbandonando di conseguenza Dioniso). Si è ipotizzato che questo personaggio sia Eracle, che ha modellato i "nuovi giocattoli" in questione e che spinge i satiri a partecipare, proprio in quanto protettore dei giochi istmici.D. F. Sutton, Aeschylus' Theoroi or Isthmiastae: A Reconsideration, pp. 335-336.

Note

Bibliografia Eschilo-Sofocle-Euripide, Drammi satireschi, a cura di Orietta Pozzoli, BUR, Milano, 2004, ISBN 978-88-17-00267-7.

Categoria:Opere teatrali perdute Categoria:Opere teatrali ambientate a Corinto