Lo Sferisterio di Macerata è un teatro all'aperto situato a ridosso del centro storico di Macerata, addossato alle mura urbiche, adiacente Porta Picena, comunemente detta Porta Mercato. Un'arena semiellittica originariamente destinata al gioco del pallone col bracciale, in voga nel centro Italia nel XVIII e XIX secolo, e ad ogni altro spettacolo. Successivamente, nel XX secolo, fu sempre più usata come luogo per concerti e teatro d'opera (l'unico della regione all'aperto con i palchi), descritto da cantanti e direttori d'orchestra come dotato di un'acustica di particolare qualità, e sede di festival culturali.
L'edificio è stato progettato nel 1823 dall'architetto neoclassico Ireneo Aleandri (progettista, tra l'altro, del viadotto dell'Ariccia e del Teatro Nuovo "Gian Carlo Menotti" di Spoleto). Venne aperto al pubblico nel 1829, come riporta anche l'iscrizione apposta sul fronte dell'ingresso. Lo stile dell'edificio è riconducibile al tardo Neoclassicismo di impostazione purista, con richiami all'architettura classica e rinascimentale, in particolare all'opera di Andrea Palladio.
Attualmente ha una capienza di circa 2.500 posti. Dal 1967 ospita una stagione lirica estiva, il Macerata Opera Festival, che dal 2006 al 2011 ha assunto la denominazione di Sferisterio Opera Festival.
Dal 2005, dopo anni che la manifestazione si svolgeva a Recanati, lo Sferisterio ospita Musicultura.
Storia Lo Sferisterio di Macerata fu edificato, come gran parte dei teatri storici marchigiani del Sette-Ottocento, grazie all'iniziativa di un gruppo di privati benestanti cittadini, i "Cento Consorti", con a capo Pacifico Guarnieri e il Gonfaloniere Nicola Ranaldi, i quali, desiderosi di donare alla città una nuova struttura per il pubblico spettacolo, si tassarono per finanziarne la realizzazione. Come ricorda l'iscrizione sulla facciata:
Se il sistema di finanziamento fu analogo a quello utilizzato per l'edificazione dei teatri, differente era il genere di spettacolo che la struttura avrebbe ospitato. Nello Sferisterio, infatti, si disputavano competizioni di pallone a bracciale, attività atletica largamente diffusa e considerata principale gioco nazionale italiano in quel periodo, nonché esibizioni circensi, di tauromachia e di ogni altro tipo di spettacolo.
Il 9 maggio 1819 la Società (Congregazione Pallonaria, Società dell'Anfiteatro o Società del Circo) bandì un concorso di progetto per l'ideazione dell'opera. L'incarico fu affidato in un primo momento all'ingegnere maceratese Salvatore Innocenzi, che iniziò i lavori di demolizione e sterro e di edificazione del muro d'appoggio nel 1820, lavori che furono interrotti e sospesi dopo poche settimane. Contemporaneamente la Società sottopose il progetto al giudizio dell'Accademia di belle arti di Bologna e dell'Accademia nazionale di San Luca. Lo svolgimento della fase progettuale e quello della realizzazione dell'edificio furono piuttosto travagliati. I lavori rimasero infatti sospesi per tre anni, fino a che nel novembre 1823 la Società affidò un nuovo progetto al ventottenne architetto Ireneo Aleandri (1795-1885), impegnato nello stesso periodo alla costruzione del Teatro Feronia di San Severino Marche.
Inaugurato nel 1829 con una grande festa, ospitò eventi sportivi, spettacoli vari e manifestazioni. Qui gareggiarono i migliori pallonisti di più generazioni, compreso il celeberrimo Carlo Didimi immortalato da Giacomo Leopardi nella nota ode A un vincitore nel pallone.
Saltuariamente lo Sferisterio è stato impiegato anche per eventi di altro genere. Qui si esibirono diverse compagnie circensi, da qui i maceratesi assistettero all'innalzamento della mongolfiera e agli spettacoli pirotecnici o alle "luminarie", senza dimenticare le rappresentazioni teatrali e le manifestazioni politiche a cui accorsero migliaia di spettatori, spesso in occasione dell'arrivo in città di personalità di rilievo, come papa Pio IX nel 1857 e re Vittorio Emanuele II nel 1860. Nei primi anni del XX secolo, aggiungendo tribune mobili, l'impianto ospitava circa 10 000 tifosi che incitavano gli atleti durante le gare.
Nel corso dei decenni però la sua primaria funzione iniziò a declinare, a favore di altri sport come il calcio e il tennis e a fine Ottocento l'edificio iniziò lentamente a perdere di importanza, divenendo durante la Prima Guerra Mondiale alloggio delle truppe e ricovero per i cavalli.
Nel 1920, dopo che per un paio d'anni era diventato il campo da gioco anche della locale squadra di calcio, fu oggetto di restauro e sistemazione, che trasformarono l'edificio in struttura adatta ad accogliere rappresentazioni liriche.
Il 1921 costituisce un anno di svolta: sulla scia di esperienze analoghe nella penisola, in particolare dell'Arena di Verona, si decise di trasformare questo ambiente in uno spazio dedicato alla lirica, con la rappresentazione dell'Aida di Giuseppe Verdi. Nel 1922 fu la volta de La Gioconda di Ponchielli, ma si dovette aspettare fino al 1967 perché una stagione lirica estiva divenisse stabile.
Macerata Opera Festival
Dal 1921, e stabilmente dal 1967, lo Sferisterio ospita ogni estate una stagione lirica di rilievo internazionale, oggi denominata Macerata Opera Festival. Nel 2006 la manifestazione ha assunto per la prima volta la forma di un festival tematico, sotto la direzione artistica di Pier Luigi Pizzi, con la denominazione di Sferisterio Opera Festival; dal 2012 la manifestazione ha assunto l'attuale nome di Macerata Opera Festival. Si sono succeduti alla direzione artistica, tra gli altri, Claudio Orazi, Katia Ricciarelli, Pier Luigi Pizzi, Francesco Micheli, Barbara Minghetti, Paolo Pinamonti, Paolo Gavazzeni e, dal 2025, Marco Vinco, con la sovrintendenza di Lucia Chiatti.
Note
Bibliografia
Voci correlate Teatri delle Marche Teatro Lauro Rossi Teatro romano di Helvia Recina Sferisterio Pallone col bracciale Macerata Musicultura Macerata Opera Festival
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