Il 28 gennaio 2006 si verificò il crollo del Międzynarodowe Targi Katowickie (Centro di commercio internazionale di Katowice) a Chorzów (Polonia meridionale), nelle vicinanze di Katowice.

Alle 17:15 la sezione centrale del tetto crollò improvvisamente, forse a causa della neve presente sul tetto. Secondo la polizia all'interno dell'edificio c'erano al momento del crollo circa 700 persone. Un secondo cedimento avvenne poi 90 minuti dopo, durante le operazioni di soccorso. Il portavoce del governo Krzysztof Mejer confermò che c'erano stati almeno 65 morti e circa 170 feriti, fra cui 7 stranieri (fra questi le morti confermate furono quelle di 1 belga, 2 tedeschi, 2 slovacchi, 1 olandese, 2 cechi). La fiera stava ospitando un'esposizione a scala continentale di piccioni viaggiatori con 12 espositori.

Le operazioni di salvataggio, terminate nel pomeriggio di domenica 29 gennaio 2006, coinvolsero 103 squadre dei vigili del fuoco della Slesia (più di 1000 persone in totale), 230 poliziotti con cani, polizia militare da Cracovia e Gliwice, la squadra di ricerca montana di Szczyrk e gli specialisti di salvataggio in miniera di Bytom. Le operazioni furono sospese per la mancata speranza di trovare sopravvissuti in condizioni climatiche avverse (la temperatura era scesa fino a ). Subito iniziarono le operazioni di raccolta delle macerie. I sopravvissuti furono trasportati agli ospedali di Katowice e di altre città della regione, fra cui Chorzów, Siemianowice Śląskie, Bytom, Sosnowiec, Ruda Śląska, Dąbrowa Górnicza e Piekary Śląskie.

Il bilancio finale del disastro fu di 65 morti e oltre 140 feriti.

Dopo la tragedia, le autorità che visitarono il luogo, fra cui il primo ministro Kazimierz Marcinkiewicz ed il presidente della Repubblica Lech Kaczyński dichiararono fino al 1º febbraio un periodo di lutto nazionale.

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