Valli è una frazione del comune italiano di Chioggia, in provincia di Venezia.
È situata sulla terraferma, sulla riva sinistra del fiume Brenta. È situata a circa ad ovest di Chioggia ed è attraversata dalla statale Romea.
Storia I terreni erano paludosi (da qui, secondo l'uso locale, il nome Valli) e occupavano una grande estensione di terra confinante con la laguna di Venezia. Sotto la Serenissima c'erano leggi severissime per la tutela della laguna,. Il potere di vigilanza era riservato ai Savi alle acque Parte delle funzioni sono poi passate al Magistrato alle acque. la quale però non aveva una definizione dei confini ben precisa. La Laguna era dove predominavano acque salmastre, valli dove c'era la prevalenza di acque dolci. Per antica tradizione le Valli cadevano in parte sotto la giurisdizione del comune di Chioggia e in parte in quello di CodevigoA Codevigo resta una grande superficie acquitrinosa la Valle Millecampi, l'ultima di una certa importanza in provincia di Padova,, in provincia di Padova. I terreni, nell'area padovana furono i primi a essere bonificati diventando grandi aziende per le coltivazioni cerealicole. La zona venne denominata Le Conche ma, dopo un rapido fiorire, ha visto velocemente l'esodo della popolazione verso il centro industriale di Porto Marghera, anch'esso sorto sulle barene. L'area ricadente nel comune di Chioggia invece fu bonificata solo più tardi; lo sfruttamento agricolo adottò gli schemi dell'orticoltura chioggiotta e i terreni risultarono più lottizzati.
La bonifica totale avvenne solamente dopo il 1920 ad opera del Consorzio di bonifica del Brenta-Bacchiglione. La frazione di Valli acquistò importanza quando superò una popolazione di abitanti e furono costruiti edifici pubblici e una chiesa parrocchiale dedicata alla Natività della Beata Vergine Maria. Anche dopo l'alluvione del 1966 la ricostruzione si realizzò velocemente.
Il Brenta nei secoli All'inizio del XIV secolo, dentro al bacino lagunare, sfociano molti fiumi, tra i quali Brenta, Bacchiglione, Sile e Piave. Sono importanti le otto bocche di porto, che subiranno numerosi interventi e modificheranno il percorso originale del fiume. Alla fine del XIV secolo iniziarono le operazioni di deviazione del fiume Brenta, il responsabile dell'interramento lagunare, verranno ultimate all'inizio del XVI secolo.
Durante il XV secolo, continuarono i lavori di deviazione della foce del fiume Brenta, le acque vengono spostate verso sud e immesse verso il porto di Malamocco attraverso lo scavo del Canale Maggiore. Durante il XVI secolo, il dibattito sui problemi della salvaguardia dell'ambiente vede in discussione le tesi di Alvise Cornaro e di Cristoforo Sabbadino. Il progetto che verrà attuato nel corso dei due secoli successivi, previde lo spostamento dal bacino lagunare delle foci dei maggiori fiumi, individuate come causa primaria del progressivo interramento, nonché del moltiplicarsi delle aree paludose.
Nella seconda metà del XVI secolo, iniziarono gli scavi del Canale di Santo Spirio, ultimato nel 1726, su progetto di Cristoforo Sabbadino, con il risultato di permettere il movimento delle navi dalla bocca di Malamocco a Venezia. Ancora secondo il progetto di Sabbadino, venne costruito il Paradore (sbarramento) di Brondolo, un argine che impediva al Brenta e al Bacchiglione di entrare nella laguna di Chioggia. Nel 1610 fu portato a termine il Taglio Novissimo, che congiunge Mira con Brondolo e che permette di incanalare le acque in eccesso nel vecchio alveo del fiume Brenta. Nello stesso tempo viene tracciata la linea del confine lagunare, completata nel 1791, che definisce il bacino lagunare, regolato da specifica legislazione, rispetto al territorio circostante. Alla fine del XVII secolo, viene ultimato il taglio del Sile per deviare il fiume dal vecchio alveo del Piave al porto, che forma un "gran lago" e apre un varco naturale per l'uscita in mare nei pressi di Cortellazzo.
Durante il XVIII secolo, i principali interventi riguardano le opere idrauliche di difesa dei litorali con la costruzione dei murazzi. Vengono fatti importanti lavori alle bocche di porto per mantenerle navigabili; soprattutto al canale Rocchetta che porta al porto di Malamocco che permette il passaggio delle navi nella laguna settentrionale.
Nel XIX secolo, vengono fatti importanti interventi per valorizzare la funzione portuale e commerciale della laguna ed in particolare di Venezia: la costruzione del ponte ferroviario translagunare, del nuovo porto commerciale, l'ampliamento del porto di Malamocco, la costruzione del porto del Lido. Il Brenta viene portato fuori dalla laguna di Chioggia e sfocia nuovamente in località Brondolo di Chioggia. Prima del 1950 si costruirono i moli foranei del Lido di Venezia e la bocca di porto di Chioggia come è attualmente. Nasce la zona industriale di Marghera e nascono le valli da pesca.
Dopo il 1950 avviene la seconda opera d'industrializzazione, vengono costruite le casse di colmata che operano azioni di bonifica. Si costruisce l'aeroporto di Tessera e la strada Romea che unisce Chioggia alla terraferma.
Date e luoghi importanti nella storia di Valli Le abitazioni di Valli
Valli, una frazione di Chioggia, è la più giovane dal punto di vista dello sfruttamento agricolo. Questo ha creato un senso di appartenenza ad una comunità della frazione, si è formato così, un centro abitato con asilo, scuole, chiesa, acquedotto, negozi, ristoranti, abitazioni, divenendo anche punto di appoggio per il turismo in arrivo verso Chioggia.
Le abitazioni delle campagne avevano una pianta a L, costruite su uno o due piani, con il camino sporgente, la stalla e il fienile di grandi dimensioni, con un porticato e un'aia. Nella zona di Valli c'erano piccole e povere abitazioni, molte volte umide e invase dalla salsedine: i "casoni" di un tempo. Il miglioramento delle condizioni di vita ha portato a costruire gradualmente abitazioni più vicine a quelle che si trovano in città. Questa trasformazione è avvenuta grazie ai molti contributi seguiti all'alluvione del 1966, che hanno permesso il futuro sviluppo di Valli.
La chiesa e la parrocchia Beata Vergine Maria La questione del possesso delle valli della Laguna Veneta, ha una lunga storia, si apre già nel XII secolo. Il territorio di Valli appartiene al comune di Chioggia, ma alla diocesi di Padova. All'inizio del 1900 era un terreno paludoso che iniziò a cambiare dopo diversi interventi di bonifica. Agli inizi degli anni cinquanta Valli raggiunge i abitanti, per questo motivo il 29 giugno del 1951 il vescovo di Padova Girolamo Bartolomeo Bortignon chiede al Comune di Chioggia che Valli diventi parrocchia. La chiesa viene costruita con massi di pietra che le persone, formando una catena umana, si passano tra di loro. La gente raccoglie fondi per la costruzione. Avere la chiesa la distacca completamente da Conche. La prossimità dello scoppio della seconda guerra mondiale ferma i lavori che riprendono nel 1947. Un sacerdote, incaricato di andare a Conche come cappellano, si reca a vedere come procedono i lavori. Così decide di stabilirsi a Valli. La chiesa è benedetta nel 1949, precisamente il 25 marzo ed è chiamata Natività di Maria Santissima. Valli il 29 giugno del '50, fu dichiarata parrocchia prendendo dal Comune il nome di Valli di Chioggia. A causa del cedimento del terreno di bonifica, nel 1959 la chiesa è dichiarata pericolante ed è chiusa. I lavori di costruzione dell'attuale chiesa iniziarono il 21 gennaio 1965; fu completata e consacrata il 7 settembre 1965.
Dai registri parrocchiali risulta che nel 1934 a Valli c'erano circa 400 abitanti. Trattandosi di una zona paludosa e difficile da raggiungere, si tramanda che i primi abitanti si fossero qui rifugiati perché cacciati da altri paesi per motivi politici o di giustizia. Attualmente ci sono circa abitanti. Valli si è ingrandita maggiormente tra gli anni 2000 e 2010 con lo sviluppo dell'edilizia.
Il cimitero
A Valli, negli anni cinquanta, si sente il bisogno della costruzione di un cimitero, fino a questo momento chi decedeva finiva in quello di Conche. Lo Stato invia un finanziamento al Comune di Chioggia. I soldi però non bastano, per questo motivo, l'Amministrazione di Chioggia decide di chiedere un mutuo alla Cassa di Risparmio. Il 13 febbraio 1957Archivio Storico di Chioggia il Prefetto Provinciale di Venezia ne autorizza la costruzione. Si procede all'acquisto della proprietà e qualche giorno dopo iniziarono i lavori di costruzione. Il 9 luglio 1959 il Comune compra del terreno per rialzare il livello, perché troppo basso, se non si acquistava altra terra le bare si sarebbero trovate immerse nell'acqua lagunare. Il 17 febbraio 1969 è stata costruita la Chiesetta del cimitero di Valli. Il 4 novembre 1966, durante l'alluvione il cimitero di Valli, ma soprattutto quello di Conche, vengono distrutti. L'inverno del 1929, l'anno del "giasson" L'inverno del 1929 fu particolarmente freddo e per questo viene ricordato come "l'anno del giasson", del grande ghiaccio. Di questo evento atmosferico così particolare, la signora Pozzato Maria Angela detta Angelina e il signor Volpin Guerrino ne forniscono testimonianza. Si sposarono proprio quell'inverno. Il carro nuziale fu preparato con gran cura e, per non farlo scivolare, vennero legati dei sacchi di iuta attorno alle ruote e agli zoccoli dei cavalli. Finita la cerimonia gli sposi salirono sul carro e si diressero verso il ristorante Volpin al di là del canale Nuovissimo ormai ghiacciato. Nel percorso incontrarono il signor Liborio Ferro che, munito di fucile, sparò in aria in segno di festa. L'attraversamento del canale Nuovissimo ghiacciato fu una vera impresa. Dopo un piccolo rinfresco, Angelina, la sposa, decise di tornare alla casa paterna per recuperare la sua dote, com'era d'uso. Per raggiungerla doveva prendere la barca, per attraversare i vari canali presenti nella zona non ancora bonificata. L'ulteriore peggioramento dell'tempo e il conseguente congelamento dell'acqua, costrinsero la sposina a rimanere dai genitori, e quindi separata dal marito, per quasi un mese. Gli sposi riuscirono a ricongiungersi solo con l'arrivo del bel tempo.
L'alluvione del 4 novembre 1966
Il 4 novembre del 1966 ci fu un'alluvione che rase al suolo intere zone d'Italia. L'alluvione fece danni molto gravi a Canal di Valle, Punta Gorzone, Brondolo e .Il Brenta rompeva gli argini a Motta, vicino a Conche, dove c'era il vecchio cimitero, per poi investire Valli. Tutte le case furono sgomberate rapidamente. Chioggia e Sottomarina vennero inondate dall'acqua alta, giunta a quota . Alle ore 21 l'acqua iniziò lentamente a ritirarsi. Tutte le persone che abitavano al piano terra avevano perso ogni ricchezza in poche ore. Ovunque c'erano detriti, i danni ammontarono a quaranta miliardi di lire. Molti abitanti furono costretti a lasciare Valli per andare nei vari centri di raccolta.
Toponomastica La toponomastica è lo studio dell'origine dei nomi di luogo (dal greco topos = luogo). La toponomastica locale di Valli è abbastanza recente, solo da alcuni anni le vie di Valli hanno un nome, un toponimo, che riporta agli antichi luoghi, alle usanze o alle piante tipiche della laguna.
Piazza della Natività È la piccola piazza del paese delimitata da alcune delle abitazioni più vecchie, ormai ristrutturate, che ha come nucleo centrale la chiesa della Beata Vergine Maria. La chiesa è sempre stata centro di aggregazione per gli abitanti di Valli. Nei primi anni del Novecento se ne contavano meno di cinquecento.