La editio princeps (dal latino; plurale editiones principes) è la prima edizione a stampa di un'opera apparsa precedentemente all'invenzione e tramandata manoscritta sino ad allora. L'opera è stampata nella stessa lingua in cui fu originariamente scritta dal suo autore e pertanto leditio princeps non è mai una traduzione.

L'espressione è usata per i testi dell'antichità e del Medioevo e soprattutto per le opere latine e greche,Questo è l'uso tecnico del termine nella prima edizione della celebre bibliografia di: Thomas Frognall Dibdin, An Introduction to the Knowledge of Rare and Valuable Editions of the Greek and Roman Classics, Glocester, printed by H. Ruff, 1802, passim. Ma lo si trova già, proprio nel senso di "The first edition of the Classics", nel catalogo d'asta a cura dei librai londinesi Samuel Baker e George Leigh: Bibliotheca Askeviana, sive catalogus librorum rarissimorum Antonii Askew, London, July 1774, passim e in particolare pp. IV-V. ma, con lo stesso criterio appena enunciato, vale anche per le opere italiane (e di altre lingue) tramandate manoscritte sino all'invenzione della stampa. Perciò si parla correttamente di editio princeps della Divina Commedia di Dante Alighieri, mentre non è corretto parlare di editio princeps de I promessi sposi di Alessandro Manzoni.È importante avere ben chiaro tale concetto: leditio princeps non è solamente una prima edizione o un'edizione originale, né un modo aulico o forbito di chiamare un'edizione originale. Per le opere pubblicate da un autore vissuto dopo l'invenzione della stampa, basta e avanza il concetto di edizione originale, non c'è bisogno di ricorrere al concetto di editio princeps.

Molte editiones principes furono curate da grandi umanisti, come Demetrio Calcondila, Andrea Giovanni Lascaris, Marco Musuro, Marsilio Ficino, Beato Renano e tanti altri. Talvolta fanno riferimento ad esse le suddivisioni in capitoli e paragrafi che troviamo comunemente riportate nelle edizioni attuali.

A partire dalla fine dell'Ottocento, alcuni ritrovamenti papiracei avvenuti in Egitto, soprattutto dei papiri di Ossirinco, hanno permesso di pubblicare opere altrimenti perdute di autori greci come Bacchilide, Eroda e Menandro: tali edizioni sono a tutti gli effetti editiones principes. Lo stesso discorso va fatto per i papiri di Ercolano, il cui svolgimento sta riportando alla luce opere filosofiche epicuree.

Importanza Leditio princeps è sempre imprescindibile per l'edizione critica di un testo, anche se non è necessariamente la redazione più attendibile di quel testo, per vari motivi. In particolare, se il testo ha una lunga tradizione di redazioni manoscritte, è possibile (e piuttosto probabile) che la prima redazione a stampa sia stata realizzata senza un accurato confronto delle fonti. Altri due motivi possono essere indicati nella fretta di pubblicare e diffondere i testi con il nuovo sistema di produzione appena inventato (la stampa a caratteri mobili) e nella gara fra i tipografi per essere i primi a stampare questo o quel classico. Infine, nessun'opera a stampa, come qualunque altra realizzazione umana, è esente da errori.

Molte editiones principes attestano un testimone della tradizione poi andato perduto. Manca per le vicissitudini del tempo, o perché l'hanno rovinato i tipografi nell'uso o è stato deliberatamente distrutto da essi dopo la prima stampa, divenuto inutile ai loro occhi. In qualche caso, addirittura, leditio princeps fu redatta sull'unico testimone esistente poi scomparso: in questo caso ha il massimo valore che un'edizione può avere.

Qui di seguito appare un elenco di editiones principes suddivise per linguaLe liste riportate non sono esclusive e/o complete. Nomi di autori e tipografi a volte sono riportati in latino e greco.. Avvertenza: Le sezioni delle opere latine sono state scorporate per la loro mole; La sezione delle opere greche è completata da un elenco di "Traduzioni latine precedenti", storicamente rilevanti perché precedettero le editiones principes dei testi greci (il che avvenne in molti casi, sia perché il latino era più conosciuto sia perché i caratteri greci erano rari almeno nel Quattrocento), ma che non sono editiones principes in senso stretto, cioè non furono la prima edizione a stampa del testo originale.

Opere latine Incunaboli

Cinquecentine

Dal XVII al XIX secolo

Opere greche Data Autore, Opera TipografoLuogo Commenti1480 circa Teocrito, IdilliMilanoA cura di Bonus Accursius, stampato forse da Giovanni Antonio Onate. Di Teocrito contiene soltanto 12 idilli; i restanti furono pubblicati da Aldo Manuzio nel 1496 (v. infra).Esiodo, Le opere e i giorni1486Omero, BatracomiomachiaLaonicoVeneziaÈ la prima edizione con data certa, essendo datata nel colophon 22 aprile 1486. Esiste però un'edizione senza note tipografiche, il cui unico esemplare superstite è conservato nella John Rylands University Library, che Robert Proctor attribuisce a Tommaso Ferrando di Brescia, collocandola cronologicamente attorno al 1474.1488Omero, Opera omniaDemetrius DamilasFirenzeA cura di Demetrio Calcondila (Δημήτριος Χαλκοκονδύλης). Il libro fu stampato usando i caratteri greci che Demetrius Damilas aveva precedentemente usato a Milano. Il progetto editoriale fu completato grazie al supporto finanziario di Giovanni Acciaiuoli e al patronato di Neri e Bernardo de' Nerli insieme a Piero de' Medici, al quale venne dedicato in prefazione. Oltre allIliade e allOdissea, l'edizione include anche i cosiddetti Inni omerici e la Batracomiomachia. Data nel colophon: 9 dicembre 1488.1493IsocrateUlrich Scinzenzeler MilanoA cura di Demetrio Calcondila.1495Teodoro Prodromo, GaleomyomachiaAldo ManuzioVeneziaPubblicata anonima e senza data, con una prefazione di Aristobulo Apostolio. Trattasi di una delle primissime e più rare aldine.1495 circaMuseo, Ero e LeandroAldo ManuzioVeneziaSenza data. Al colophon: «Ἐγράφη ἐν Ἐνετίαις δαπάνῃ καὶ δεξιότητι Ἄλδου τοῦ φιλέλληνος καὶ Ῥωμαίου», "Fu scritto a Venezia a spese e con la destrezza di Aldo filelleno e romano". Contiene anche la traduzione latina di Marco Musuro, forse stampata dopo.. 1495-1498Aristotele, OperaAldo ManuzioVeneziaComprende tutte le opere di Aristotele in cinque volumi, tranne la Poetica e la Retorica, e quelle di Teofrasto, tranne i Caratteri.Collezioni, Aldo Manuzio Si tratta della prima opera completa uscita dalla tipografia di Aldo Manuzio. L'edizione verrà sostituita definitivamente solo nel XIX secolo, con quelle di I. Bekker e J. G. Schneider. 1496 (1495 m.v.)Teocrito, IdilliAldo ManuzioVeneziaContiene 30 idilli, di cui dodici erano già stati pubblicati nel 1480 circa (v. supra) e sette erano stati latinizzati da Martino Filetico nel 1482 (v. infra). Comprende altre opere di Esiodo, Teognide e Dionisio Catone. 1496Apollonio Rodio, Le ArgonauticheLorenzo AlopaFirenzeA cura di Giano Lascaris.1496Luciano di Samosata, DialoghiLorenzo AlopaFirenzeA cura di Giano Lascaris.1496Manuele Crisolora, ErotemataLorenzo AlopaFirenze1497Zenobio, ProverbiFilippo GiuntiFirenzeAl colophon: «Impressum Florentie: impensis ac cura Philyppi de zunta Florentini. Anno domini. m.cccc.lxxxxvii.». È il primo libro pubblicato da Filippo Giunti il Vecchio e per Massimo Ceresa fu da lui stampato utilizzando i caratteri greci di Bartolomeo de' Libri, mentre per altri repertori fu stampato da quest'ultimo o da Benedetto Riccardini.1498Aristofane, CommedieAldo ManuzioVeneziaA cura di Marco Musuro, che scrisse la Prefazione ed inserì dotti scholia a margine del testo.1499Alcifrone, LettereAldo ManuzioVeneziaA cura di Marco Musuro. Sta in: Epistolae diversorum philosophorum, oratorum, rhetorum sex & viginti. Contiene solo le lettere che nelle edizioni moderne costituiscono i primi due libri. Altre settantadue lettere, provenienti da manoscritti viennesi e vaticani, sono state pubblicate nel 1715 (v. infra) da Stephan Bergler, a costituirne il terzo libro. 1499SuidaGiovanni Bissoli e Benedetto DolcibelliMilanoA cura e a spese di Demetrio Calcondila. Al colophon: «Impressum Mediolani impensa & dexteritate d. Demetrii Chalcondyli, Ioannis Bissoli, Benedicti Mangii Carpensium, 1499 die XV novembris». La tiratura fu di 800 copie, al prezzo di vendita di 4 scudi d'oro ciascuna.1502SofocleAldo ManuzioVenezia1502Giulio Polluce, OnomastikonPer correr migliori acque, Libreria Philobiblon, Roma, 2009, pp. 51-52.Aldo ManuzioVenezia1503EuripideAldo ManuzioVenezia1503Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco AurelioAldo ManuzioVeneziaAl colophon: «Venetiis, in Aldi Neacademia, mense octobri M.D.III». Contiene anche opere di Senofonte [et al.].1504Quinto SmirneoAldo ManuzioVenezia1504Demostene, OrazioniAldo ManuzioVeneziaA cura di Scipione Carteromaco. Al colophon: «Venetiis in aedib. Aldi mense Novem. M.D.IIII». Esiste una reimpressione, fatta dallo stesso Aldo sempre con la data del 1504, ma con differenze nella marca tipografica sul frontespizio, che dai bibliografi è assegnata cronologicamente al 1513 circa..1508Rhetores GraeciAldo ManuzioVeneziaDue volumi, contenenti, tra l'altro, la Poetica e la Retorica di Aristotele.1509Plutarco, MoraliaAldo Manuzio e Andrea AsolanoVeneziaContiene Opuscula LXXXXII. A cura di Demetrius Ducas. Al colophon: «Venetiis, in aedibus Aldi & Andreae Asulani soceri, mense Martio M.D.IX»..1513LisiaAldo Manuzio1513PindaroAldo Manuzio1513LicofroneAldo Manuzio1513PlatoneAldo ManuzioVeneziaA cura di Marco Musuro.1514Esichio, LexiconPer correr migliori acque, Libreria Philobiblon, Roma, 2009, p. 67.Aldo ManuzioVeneziaA cura di Marco Musuro. Fu ristampata nel 1520 e 1521 con leggere revisioni.1516Senofonte, Opera omniaFilippo GiuntiFirenzeAl colophon: «Impressum Florentiae in Aedibus Philippi iuntae florentini anno a salutifera incarnatione. M.D.XVI. Quarto cal. Iunii».1516Nuovo TestamentoJohann FrobenBasileaL'edizione di Erasmo da Rotterdam si intitolava Novum Instrumentum omne (vedi Textus Receptus). Il testo greco del NT del Cardinal Francisco Jiménez de Cisneros - la Bibbia Poliglotta Complutense - fu stampato prima dell'edizione di Erasmo, sebbene la sua pubblicazione venisse ritardata.1516Pausania, Periegesi della Greciaeredi di Aldo Manuzio e Andrea TorresanoVeneziaA cura di Marco Musuro.1516Strabone, Geografiaeredi di Aldo Manuzio e Andrea TorresanoVeneziaA cura di Benedetto Tirreno..1517Plutarco, Vite paralleleFilippo GiuntiFirenzeA cura di Eufrosino Bonini. Con dedica di Angelo Colocci a papa Leone X. Al colophon: «Florentiae in aedibus Philippi iuntae anno virginei partus humanaeque salutis M.D.XVII. die xxvii mensis Augusti».I Giunti tipografi editori di Firenze, 1497-1570, parte I: Annali, 1497-1570, di Decio Decia, a cura e con un saggio introduttivo di Renato Delfiol, Firenze, Giunti Barbera, 1978, p. 101.1518Eschiloeredi di Aldo Manuzio e Andrea TorresanoVenezia1520Elio Teone, ProgymnasmataAngelo BarbatoRoma1520SeptuagintaBibbia Poliglotta Complutense1521Alcino,