Gli Odissei o I seguaci di Odisseo () è una commedia greca scritta da Cratino nel V secolo a.C., forse tra il 439 ed il 437 a.C..La datazione, sebbene non sicura, è basata soprattutto sulla testimonianza di Platonio, che afferma che la commedia non conteneva attacchi a persone; i critici moderni hanno associato questa notizia ad un decreto che, secondo uno scolio agli Acarnesi di Aristofane, sarebbe emanato ad Atene nel 440-439 a.C. (arcontato di Morichide) e che avrebbe proibito tali attacchi nelle commedie; tale decreto sarebbe poi stato abolito nel 437/436 a.C. (; ). La commedia, di cui si sono conservati solo alcuni frammenti e alcune testimonianze,Cratino, frr. 143-157 . parodiava il canto IX dell'Odissea, ovvero l'incontro tra Odisseo ed i suoi compagni e Polifemo, e di questo episodio riprendeva anche parole ed espressioni. e n. 5 per l'associazione tra i frammenti ed i passi dell'Odissea che seguono da vicino. L'argomento non era nuovo ai tempi di Cratino, poiché si conoscono i titoli di altre opere contemporanee che si inseriscono nello stesso filone: le due opere Il ciclope scritte da EpicarmoOltre al Ciclope, Epicarmo scrisse varie commedie aventi per protagonista Odisseo, tutte perdute: Odisseo disertore, Odisseo naufrago e Le sirene, sui si veda l'articolo di . (commedia) e Aristia (dramma satiresco), una commedia I ciclopi scritta da Callia nel 434 a.C. ed il dramma satiresco Il ciclope del tragediografo Euripide.. ritiene che anche il Ciclope euripideo avrebbe influenzato la commedia di Cratino, che secondo il critico sarebbe stata scritta alcuni anni dopo il dramma di Euripide (sulla cui datazione si veda lo stesso articolo, pp. 205-206).
Trama
Stando alla testimonianza di Efestione,Fr. 143 Kassel-Austin. la commediaUna ricostruzione della storia sulla base dei frammenti è proposta da e, con qualche differenza, da . comincia con l'apparizione di Odisseo e del coro a bordo di una barca, spinta dai venti sulla riva dell'isola di Polifemo; Odisseo, dopo aver offerto del vino a Polifemo, gli chiede di domandargli come si chiama e il ciclope risponde di non aver mai bevuto, né mai più berrà, un vino di Maronea tanto buono.Frr. 145-146 Kassel-Austin. Successivamente il ciclope, non riconoscendolo, domanda ad Odisseo se abbia visto "il caro figlio di Laerte", poiché sa che da lui sarà accecato, ma si sente rispondere che Odisseo è a Paro per comprare una grossa zucca.Fr. 147 Kassel-Austin.Secondo alcuni critici i personaggi di questo frammento sarebbero Odisseo e Penelope, invece che Polifemo, ritenendo che la commedia fosse una parodia di tutto il poema omerico, anziché del solo episodio del ciclope; si veda in particolare che per ricostruire la trama propone analogie tra questa commedia e le opere (anch'esse frammentarie) Il ciclope o Galatea di Filosseno di Citera e Galatea di Nicocare. Inoltre è dubbia anche la ricostruzione del frammento, poiché pone l'espressione "il caro figlio di Laerte" all'inizio della battuta del secondo personaggio (Odisseo), invece che alla fine della battuta del primo, ritenendo che il ciclope non potesse conoscere l'origine di Odisseo. Infine Polifemo si rivolge ai compagni di Odisseo, chiamandoli ironicamente "compagni fedeli", e minaccia che, dopo averli catturati, li arrostirà, li inzupperà in elaborate salse aromatiche (dettaglio, questo, che ha fatto ritenere ai critici che il Polifemo di Cratino sia un personaggio meno rozzo di quello di Omero); , che cita un altro frammento (148 Kassel-Austin) secondo cui l'antro del ciclope era dotato di giacigli. propone un parallelo tra questo episodio, in cui il ciclope sembra trattare i prigionieri come pesci da cuocere, ed i racconti omerici su Scilla e Cariddi. e li mangerà;Fr. 150 Kassel-Austin. probabilmente alla fine della commedia Odisseo riesce a salvare i suoi compagni, forse con alcune perdite, mostrando così il suo valore contro il ciclope..
Caratteristiche della commedia Sebbene i frammenti conservati non permettano di ricostruire con precisione la trama, è possibile comunque individuare alcune caratteristiche della commedia. Secondo la testimonianza di Platonio (un antico commentatore di cui non si conosce pressoché nulla), la commedia assomigliava a quelle della Commedia di mezzo, poiché mancava delle parti corali, della parabasi e degli attacchi personali tipici della Commedia antica, mentre la comicità era affidata alla parodia dell'episodio omerico., che riporta il testo di Platonio. L'attendibilità di questa testimonianza è però stata messa in dubbio: ipotizza che il commento di Platonio non si riferisse agli Odissei di Cratino, ma all'Odisseo di Teopompo, un'opera successiva e con caratteristiche più simili a quelle descritte da Platonio. uno dei frammentiFr. 151 Kassel-Austin. mostra infatti la presenza di un coro, formato dai compagni di Odisseo, e lo stesso titolo della commedia fa presupporre che esistesse un coro,. se non addirittura due come suggerisce qualche studioso moderno; ipotizza che il coro dei compagni di Odisseo (dodici secondo Omero) potesse essere affiancato da un secondo coro, forse di satiri come nel Ciclope di Euripide, che permettesse di raggiungere un totale di ventiquattro membri, come tipicamente avveniva nei cori delle commedie. più probabile, invece, che il coro non cantasse o che i canti non avessero una metrica particolarmente complicata. Anche i dettagli della parodia del canto omerico non sono chiari: alcuni critici hanno ipotizzato che Cratino abbia invertito i ruoli di Odisseo e di Polifemo, conferendo a quest'ultimo le caratteristiche di un personaggio cortese e civile, che ospita i naufraghi nella propria caverna; questi, approfittando dell'ospitalità al punto da abusare degli xeniaQuesto comportamento è suggerito dal fr. 149 Kassel-Austin, su cui si veda . e da rendere Polifemo una vittima, farebbero regredire il ciclope a pratiche cannibalistiche..
Note Annotazioni
Fonti
Bibliografia Raccolte di frammenti
Libri e articoli accademici
Categoria:Opere teatrali perdute