Rebecca - La prima moglie (Rebecca) è un film del 1940 diretto da Alfred Hitchcock, tratto dal romanzo Rebecca, la prima moglie di Daphne du Maurier, vincitore di due premi Oscar, tra cui quello per il miglior film. Il film è stato distribuito in Italia anche con i titoli La prima moglie (Rebecca) e Rebecca.
Scelto come film di apertura al primo Festival internazionale del cinema di Berlino nel 1951, nel 1940 il National Board of Review of Motion Pictures l'ha inserito nella lista dei migliori dieci film dell'anno.
Trama
A Monte Carlo una giovane dama di compagnia (di cui nel film non viene mai menzionato il vero nome), incontra e sposa il ricco e aristocratico Massimo de Winter. Questi è vedovo della prima moglie, Rebecca, con cui ha vissuto nel castello di Manderley, in Inghilterra, un sontuoso maniero a strapiombo su una costa rocciosa. Rebecca era morta nell'affondamento del suo yacht ed era stata seppellita nella cappella di famiglia dopo che il marito aveva riconosciuto il cadavere.
Massimo e la nuova moglie, giovane, timorosa e ingenua, giungono al castello, dove la governante, la signora Danvers, una donna dura e inquietante, nutre ancora un'ammirazione incondizionata nei confronti della precedente datrice di lavoro, cosa che porta la nuova moglie alla gelosia e all'esasperazione. La Danvers manifesta infatti un affetto maniacale per la defunta Rebecca, mantenendo atteggiamenti distaccati verso la seconda signora de Winter, che oltretutto constata la presenza del ricordo di Rebecca nei pensieri del marito.
Un giorno un vascello affonda casualmente, cozzando su insidiosi scogli, davanti al castello di Manderley. I palombari trovano accanto a questo il relitto dello yacht affondato di Rebecca. Durante le ispezioni si scopre che il corpo della donna è ancora nel relitto in una cabina chiusa, che le paratie sono state sfondate dall'interno e che le valvole di sicurezza sono state aperte, in un evidente tentativo di danneggiare e far affondare lo yacht.
Massimo è così costretto ad affrontare un nuovo processo. Prima di recarsi in tribunale confessa però, solo alla moglie, la verità. Rebecca era morta accidentalmente di fronte a lui: infatti un giorno in cui i due erano nel capanno di famiglia, sul mare, dove abitualmente la donna incontrava i suoi numerosi amanti, lei gli aveva annunciato d'essere incinta di un altro; Massimo l'aveva schiaffeggiata e Rebecca accidentalmente era caduta battendo violentemente la testa contro una carrucola. La donna era rimasta uccisa e Massimo, nel timore di essere accusato di omicidio, aveva affondato il proprio yacht con all'interno il corpo della moglie, simulando poi il riconoscimento del cadavere di una sconosciuta. La giovane sposa crede nella buona fede di Massimo ed è pronta a difenderlo.
Durante il processo Massimo ribadisce che la morte di Rebecca era stata una disgrazia, ma il colonnello Julyan incaricato dell'indagine vuole approfondire le circostanze della morte della donna chiamando come testimoni Jack Favell, cugino di Rebecca, e la Danvers. Il matrimonio dei De Winter, in apparenza perfetto, celava un rapporto fatto di odio. Rebecca infatti non amava il marito e già pochi giorni dopo il matrimonio lo tradiva senza pudore. Per questo Massimo la odiava, nascondendo però a tutti la crisi coniugale per evitare uno scandalo nella piccola contea.
Jack Favell, cugino e anche amante di Rebecca, credendo che la donna aspettasse un figlio da lui, cerca di ricattare Massimo. Quando le indagini portano però alla rivelazione che Rebecca era in realtà malata terminale di cancro e non era in stato di gravidanza, il giudice scagiona Massimo. L'uomo si rende quindi conto che Rebecca aveva usato lui per sfuggire a una devastante agonia, provocando la sua ira con una menzogna.
Mentre Massimo torna in auto a Manderley, felice di dare la buona notizia alla moglie, Jack telefona alla Danvers, comunicandole che l'uomo è stato scagionato e che i due sposi ora potranno vivere felici nel castello di Manderley. La Danvers, ormai in preda alla pazzia, appicca il fuoco a Manderley, morendo nell'incendio che distrugge per sempre il castello ma non il matrimonio di Massimo, che finalmente può dimenticare Rebecca.
Produzione Si tratta del primo film girato negli USA da Hitchcock per il produttore David O. Selznick.
Soggetto
La storia narrata nel film segue abbastanza fedelmente l'omonimo romanzo di Daphne du Maurier, differendone solo lievemente per qualche dettaglio. Per esempio Hitchcock, per rispettare il Codice Hays, ha dovuto modificare il racconto della morte di Rebecca: nel libro Massimo afferma di averle sparato, nel film invece dice di averla colpita e fatta cadere accidentalmente su una carrucola. Uno dei tratti salienti dell'opera che è stato mantenuto nella trasposizione della pellicola è il fatto che il personaggio centrale della giovane de Winter, interpretata da Joan Fontaine, non ha un nome, e questo ne enfatizza il contrasto con la signora de Winter, l'unica possibile per Miss Danvers. L'assenza del nome per la seconda moglie rappresentò però un problema in fase di scrittura della sceneggiatura.
Sceneggiatura Collaborarono alla sceneggiatura lo scrittore Michael Hogan, Joan Harrison, segretaria e sceneggiatrice del regista, e Robert Sherwood, che operò sulla parte finale. Ai dialoghi lavorò Philip MacDonald.
Cast
Il cast è quasi completamente inglese. Tra le attrici che si presentarono al provino per il ruolo della signora de Winter, vanno ricordate Loretta Young, Margaret Sullavan, Vivien Leigh e Anne Baxter. Fu scelta Joan Fontaine, allora ventiduenne, che si rivelò perfetta in quella parte: dolce e intelligente, modesta e timida, spaventata e insicura, innamorata e tenace; Hitchcock la volle anche come protagonista nel film Il sospetto.
Il protagonista maschile fu Laurence Olivier, anch'egli molto indovinato nel ruolo di un personaggio complesso e misterioso, elegante e melanconico, autoritario e tormentato.
Nella parte della signora Danvers, la spietata e folle governante, fu scelta Judith Anderson: gelida, rigida, un viso senza espressione, l'attrice riesce a trasformarsi in una presenza terrificante.
Nel ruolo di Jack Favell, l'amante-cugino della prima moglie Rebecca, recita George Sanders, che interpreterà nel film successivo di Hitchcock, Il prigioniero di Amsterdam, il giornalista Scott Folliott.
Riprese Le riprese iniziarono nel settembre del 1939, proprio mentre in Europa la Polonia era invasa dall'esercito tedesco e scoppiava la seconda guerra mondiale.
Costi Il film costò più di un milione di dollari e fu il più costoso girato dal regista fino ad allora, avendo in compenso un grande riscontro negli incassi.
Cameo
Come da tradizione il regista appare in un cameo: lo si può individuare dietro la cabina telefonica dove c'è Jack Favell.
Distribuzione La prima ebbe luogo il 12 aprile 1940. Edizione italiana Nella versione in italiano del film la colonna sonora originale è rielaborata attraverso un commento musicale integrativo curato dal compositore Umberto Galassi.
Promozione Per l'Italia i manifesti del film furono realizzati nel 1940 dal pittore cartellonista Sergio Gargiulo.
Accoglienza Il film, che venne scelto come film di apertura al primo Festival internazionale del cinema di Berlino nel 1951, ebbe un grande successo di pubblico e di critica, come dimostrano i riconoscimenti ottenuti.
Critica Fiaba François Truffaut, nella celebre e fondamentale intervista fatta con il regista, afferma: «... è il primo dei suoi film che faccia pensare a una fiaba» e che «... la storia di Rebecca è molto simile a quella di Cenerentola». Hitchcock conferma e aggiunge «... la protagonista è Cenerentola e la signora Danvers è una delle sorelle cattive».. Questa interpretazione è stata ripresa più volte dai critici successivi.
Giallo «Un giallo fiabesco, moderno ed inquietante» lo definiscono Éric Rohmer e Claude Chabrol.
Horror, melò e sciarada «Ci si accosta a questa trasposizione dell'altrettanto celebre romanzo di Daphne du Maurier subito coinvolti in un'atmosfera da favola gotica, si sfiora lhorror, si costeggia il melò e si precipita in un rebus di cristallina coerenza poetica»..
Struttura del film La struttura del film segue una geometria rigorosa:
A = Prologo: il sogno.
B = Sviluppo in tre atti: Montecarlo e la favola di Cenerentola fra ombre e luci Manderley e il fantasma di Rebecca L'indagine giudiziaria ed i colpi di scena sulla verità della morte di Rebecca.
C = Epilogo: l'incendio e la distruzione del castello..
Il sogno
Il film inizia esattamente come il libro di Daphne du Maurier. Nel prologo la voce fuori campo della protagonista racconta un sogno. Lo spettatore è trasportato in un'atmosfera incantata. Dell'immaginario del Romanticismo ci sono parecchi elementi: un notturno, il chiaro di luna, un sentiero tortuoso e interrotto da una selva intricata e infestante, un cancello in ferro battuto chiuso con la catena attraversato da una "soprannaturale potenza", le rovine di un castello abbandonato. Il gioco di luci e ombre pare rianimare la vita fra quelle mura misteriose ma è un'illusione. Una nube nasconde la luna piena, "per un istante aleggiò sulla faccia come una mano oscura" e il miraggio svanisce. Il sogno riporta indietro, nel passato, tutto il film è un flashback, un unico lungo ricordo. Il mare Il mare è l'immagine simbolo che accompagna Rebecca e che tormenta Massimo de Winter. Nella sequenza che racconta il casuale incontro fra i due protagonisti, immediatamente successiva a quella del sogno, l'immagine del mare s'accompagna a quella della vertigine. Nella prima inquadratura onde gonfie e spumeggianti sbattono contro le rocce, un movimento della macchina da presa percorre dal basso verso l'alto il pendio scosceso della rupe, un uomo è pericolosamente in bilico sullo strapiombo. La successiva inquadratura dell'uomo di spalle e il dettaglio dei piedi, instabilmente poggiati al suolo, rinforzano l'effetto di pericolo. Le immagini contengono già la verità del personaggio, pur riuscendo, per il momento, misteriose e indecifrabili per lo spettatore. Il castello di Manderley Hitchcock ebbe a dichiarare: «Il film è la storia di una casa; si può dire che la casa è uno dei tre personaggi principali del film»..
In realtà la casa – quando la si vede per intero – era un modellino, così come il vialetto che ci arriva. Hitchcock girò l'opera a Hollywood; Daphne du Maurier s'ispirava ai luoghi della sua infanzia a Fowey e in età adulta in quei luoghi affittò il maniero di Menabilly. Personaggi femminili
Il film è stato oggetto di analisi condotte da studiose americane interessate a problematiche legate alla femminilità e alla psicanalisi.
Secondo questi studi Hitchcock traccia, nel personaggio della protagonista, un ritratto femminile molto moderno, complesso e profondo, anche alla luce delle teorie psicanalitiche. Presenta una figura di donna alla ricerca della propria identità, che conquista faticosamente, sottraendosi alla dipendenza e alla conflittualità con le altre tre figure femminili: Mrs. Van Hopper, Mrs. Danvers e Rebecca. Il rapporto d'amore con Massimo è un percorso di conoscenza e di presa di coscienza di sé stessa.
Il regista sa descrivere ogni mutamento d'umore e ogni stato d'animo: la soggezione, la dignità, la fantasia, l'audacia, la gelosia e lo scoramento.
Profilo della protagonista Senza nome, ha ventun anni, è bella e intelligente, ama disegnare come suo padre pittore, è orfana e di modeste condizioni. Per mantenersi fa la dama di compagnia di una ricca signora. L'incontro casuale con l'affascinante signore vedovo trasforma la sua vita in una favola: da dama di compagnia a castellana di Manderley.