LAssociation Sportive de Monaco Football Club (pronuncia francese: ), abbreviata in AS Monaco FC e nota più semplicemente come Monaco, è una società calcistica monegasca con sede nel Principato di Monaco e costituisce la sezione calcistica dell'omonima società polisportiva. Milita in Ligue 1, massima divisione del campionato francese di calcio. Pur avendo sede in uno Stato sovrano distinto dalla Francia, è affiliata alla Federazione calcistica della Francia e inserita nel sistema calcistico francese; rappresenta pertanto uno dei casi di società calcistiche che disputano un campionato estero.

Le origini del sodalizio risalgono allHerculis Monaco, fondato nel 1903, e all'AS Monaco Football, affiliata alla federazione francese nel 1919; il club fa tuttavia risalire la propria fondazione al 1924, quando venne costituita l'Association Sportive de Monaco. Dopo una breve esperienza professionistica nel 1933-1934, il Monaco recuperò stabilmente tale status nel 1948 e debuttò in massima serie nel 1953. Dal 1985 disputa le partite interne nell'attuale stadio Louis II, impianto polisportivo di Fontvieille intitolato al principe Luigi II. I colori sociali sono il rosso e il bianco, dai quali deriva il soprannome Les Rouge et Blanc; il tradizionale completo da gioco, introdotto nel 1960-1961 su disegno della principessa Grace di Monaco, presenta i due colori separati diagonalmente ed è noto come la Diagonale.

Il palmarès nazionale comprende otto campionati francesi, cinque Coppe di Francia, una Coppa di Lega francese e quattro Supercoppe di Francia. Il club ha inoltre conquistato un campionato di seconda divisione, una Coppa Charles Drago e tre Coppe delle Alpi. Nella stagione 1962-1963 ottenne l'unico double della propria storia, vincendo campionato e coppa nazionale. In ambito confederale, pur non avendo conquistato trofei UEFA, raggiunse la finale della Coppa delle Coppe 1991-1992, persa contro il Werder Brema, e quella della UEFA Champions League 2003-2004, nella quale fu sconfitto dal ; nella massima competizione europea arrivò inoltre in semifinale nel 1994, nel 1998 e nel 2017.

Il primo ciclo vincente coincise con la guida di Lucien Leduc, che condusse la squadra alla Coppa di Francia del 1960, al primo titolo nazionale nel 1961 e al double del 1963. Nel 1978 il Monaco divenne campione di Francia da neopromosso e, nei due decenni successivi, si consolidò ai vertici nazionali ed europei sotto la lunga presidenza di Jean-Louis Campora e con allenatori quali Arsène Wenger e Jean Tigana. Un settimo campionato fu vinto nel 2000, mentre nel 2004 la formazione allenata da Didier Deschamps raggiunse la finale di Champions League dopo avere eliminato Real Madrid e Chelsea. Retrocesso in Ligue 2 nel 2011, il club venne rilevato a maggioranza da Dmitrij Rybolovlev e tornò in massima serie nel 2013; quattro anni più tardi, con Leonardo Jardim in panchina e una squadra imperniata su Radamel Falcao, Kylian Mbappé, Bernardo Silva e Fabinho, conquistò l'ottavo titolo francese e raggiunse la semifinale di Champions League.

Un tratto distintivo della società è il settore giovanile, istituito nel 1975 e divenuto centrale nel modello sportivo del club. Dall'accademia monegasca sono usciti, tra gli altri, i campioni del mondo Emmanuel Petit, Lilian Thuram, Thierry Henry, David Trezeguet e Kylian Mbappé; nei suoi primi cinquant'anni quasi centocinquanta calciatori formati nel vivaio hanno disputato almeno un incontro con la prima squadra. I primati individuali appartengono al portiere Jean-Luc Ettori, con 755 presenze, e all'attaccante Delio Onnis, autore di 223 reti con il Monaco e tuttora miglior marcatore della massima serie francese con 299 gol. La principale rivalità regionale è quella con il , avversario nel derby della Costa Azzurra.

Storia

Dagli albori agli anni settanta

L'Association Sportive de Monaco fu costituita il 23 agosto 1924, con decreto del governo principesco n. 8833, dall'unione di sodalizi sportivi del Principato di Monaco e della vicina Beausoleil; fra i suoi predecessori figurava lHerculis, fondato nel 1903 per la pratica del calcio. Dopo le prime stagioni nei tornei regionali, nel 1933 il club aderì al professionismo e fu ammesso alla Division 2. Mancata la promozione in massima serie dopo la sconfitta per 4-2 nello spareggio con il Saint-Étienne, le difficoltà finanziarie lo costrinsero tuttavia a tornare tra i dilettanti.

Il primo stadio Louis II venne inaugurato nel 1939. Dopo la seconda guerra mondiale, la vittoria della Division d'Honneur Sud-Est nel 1947-1948 consentì al Monaco di rientrare in Division 2 e recuperare lo status professionistico; nel 1953 arrivò la prima promozione in Division 1. Il club raggiunse il podio nel 1955-1956 e nel 1957-1958, quindi nel 1958 affidò la squadra a Lucien Leduc. Sotto la sua guida, nel 1960, i biancorossi conquistarono il primo trofeo nazionale di rilievo, battendo il Saint-Étienne per 4-2 dopo i tempi supplementari nella finale di Coppa di Francia.

Nella stagione seguente il Monaco adottò la maglia biancorossa divisa diagonalmente, ideata dalla principessa Grace di Monaco, e vinse per la prima volta il campionato francese. Il titolo valse l'esordio in Coppa dei Campioni, concluso al primo turno contro i Rangers. L'apice di quel ciclo fu raggiunto nel 1962-1963, quando la squadra conquistò l'unico double nazionale della propria storia: al secondo titolo in Division 1 aggiunse la Coppa di Francia, ottenuta superando per 2-0 l'Olympique Lione nella ripetizione della finale. Nella successiva Coppa dei Campioni i monegaschi conseguirono la loro prima vittoria europea, il 7-2 sull'AEK Atene, prima di essere eliminati dall'Inter; la partenza di Leduc e di alcuni elementi della formazione campione precedette una fase di declino, culminata con la retrocessione del 1969.

Nel decennio seguente il Monaco alternò Division 1 e Division 2: risalì nella massima serie nel 1971, retrocesse l'anno dopo e ottenne subito una nuova promozione, raggiungendo poi la finale della Coppa di Francia 1973-1974, persa contro il Saint-Étienne. In questa fase giunsero Delio Onnis, nel 1973, e il presidente Jean-Louis Campora, insediatosi nel 1975, anno in cui venne istituito anche il centro di formazione. Onnis sarebbe diventato il miglior marcatore del club con 223 reti e avrebbe stabilito il primato assoluto del massimo campionato francese con 299 gol.

Dopo un'altra retrocessione, nel 1976 la società richiamò Leduc. Il tecnico riportò subito il Monaco in Division 1 e nel 1977-1978 lo condusse al terzo titolo francese, conquistato nella stagione immediatamente successiva alla promozione. Attorno a Onnis si imposero calciatori come Jean Petit, Christian Dalger e Jean-Luc Ettori, espressione del nuovo equilibrio tra esperienza e vivaio. La partenza di Leduc nel 1979 e la successione di Gérard Banide aprirono il ciclo degli anni ottanta.

Gli anni ottanta Con Gérard Banide, proveniente dalla direzione del centro di formazione, il Monaco proseguì il ciclo iniziato alla fine del decennio precedente. Dopo il quarto posto del 1980-1981, i biancorossi vinsero la Division 1 1981-1982, conquistando il quarto titolo nazionale della propria storia e il secondo trofeo della gestione Banide dopo la Coppa di Francia del 1980. La squadra univa elementi esperti come Jean-Luc Ettori e Jean Petit a giovani quali Manuel Amoros, Bruno Bellone e Daniel Bravo.

Passata la guida tecnica a Lucien Muller, nel 1983-1984 il Monaco sfiorò il double: terminò il campionato a pari punti con il Bordeaux, al quale il titolo andò per la migliore differenza reti, e perse per 2-0 dopo i tempi supplementari la finale di Coppa di Francia contro il Metz. Il 25 gennaio 1985 il principe Ranieri III inaugurò il nuovo Stadio Louis II, costruito nel quartiere di Fontvieille. Al termine della stagione i monegaschi si classificarono terzi in campionato e conquistarono la Coppa di Francia, battendo per 1-0 il Paris Saint-Germain grazie a una rete di Bernard Genghini.

Dopo due stagioni senza trofei, nel 1987 la società affidò la squadra ad Arsène Wenger, proveniente dal Nancy. Rafforzato dagli arrivi degli inglesi Glenn Hoddle e Mark Hateley, che si aggiunsero a una rosa comprendente Ettori, Amoros e Patrick Battiston, il Monaco vinse la Division 1 1987-1988 già nella prima stagione del nuovo tecnico, ottenendo il quinto titolo nazionale.

Nel 1988-1989 il club concluse il campionato al terzo posto e perse per 4-3 contro l'Olympique Marsiglia la finale di Coppa di Francia. Nella stessa annata raggiunse per la prima volta i quarti di finale della Coppa dei Campioni: dopo avere eliminato il Valur e il Club Bruges, battuto per 6-1 nel ritorno degli ottavi, fu fermato dal Galatasaray. La stagione coincise inoltre con l'affermazione di Emmanuel Petit e con l'arrivo di George Weah. Nel 1989-1990 il Monaco raggiunse poi la prima semifinale europea della propria storia, venendo eliminato dalla Sampdoria nella Coppa delle Coppe 1989-1990.

Gli anni novanta

Il decennio si aprì con un nuovo successo nazionale. L'8 giugno 1991, al Parco dei Principi, il Monaco sconfisse per 1-0 l'Olympique Marsiglia nella finale della Coppa di Francia 1990-1991, decisa da una rete di Gérald Passi al novantesimo minuto. In campionato i monegaschi conclusero invece per due stagioni consecutive al secondo posto dietro i marsigliesi, nel 1990-1991 e nel 1991-1992.

Nella Coppa delle Coppe 1991-1992 la squadra di Wenger raggiunse la prima finale europea della propria storia, dopo avere eliminato nei turni conclusivi la Roma e il Feyenoord. Il 6 maggio 1992, all'Estádio da Luz di Lisbona, il Monaco venne sconfitto per 2-0 dal Werder Brema. L'incontro si disputò il giorno successivo al disastro di Furiani, che aveva provocato l'interruzione della Coppa di Francia: già qualificati attraverso l'altra semifinale, i biancorossi non poterono quindi disputare la finale nazionale.

La squalifica dell'Olympique Marsiglia conseguente al caso Valenciennes-Olympique Marsiglia consentì al Monaco di partecipare alla UEFA Champions League 1993-1994. Classificatasi seconda nel girone comprendente Barcellona, Spartak Mosca e Galatasaray, la formazione di Wenger raggiunse la semifinale, disputata in gara unica e persa per 3-0 contro il Milan, futuro vincitore della competizione. Al termine della stagione Jean-Luc Ettori concluse la carriera dopo 755 presenze con il club, 602 delle quali nella massima serie; pochi mesi più tardi terminò anche la gestione Wenger, durata oltre sette anni.

Dopo un periodo di transizione, nel 1995 la guida tecnica venne affidata a Jean Tigana. Costruita attorno a giocatori come Fabien Barthez, Emmanuel Petit, Ali Benarbia, Thierry Henry, Sonny Anderson e Victor Ikpeba, la squadra vinse la Division 1 1996-1997, ottenendo il sesto titolo nazionale. Nella stessa stagione raggiunse anche la semifinale della Coppa UEFA 1996-1997, nella quale fu eliminata dall'Inter.

Nel 1997-1998 il Monaco raggiunse nuovamente le semifinali della massima competizione europea. Ai quarti eliminò il Manchester United per la regola dei gol in trasferta, pareggiando 0-0 al Louis II e 1-1 all'Old Trafford con una rete di David Trezeguet. In semifinale la Juventus si impose per 4-1 a Torino, rendendo insufficiente la vittoria monegasca per 3-2 nel ritorno. Tigana lasciò la panchina nel gennaio 1999 e fu sostituito da Claude Puel, che concluse la stagione al terzo posto. Il progetto raggiunse la piena maturazione nella Division 1 1999-2000: con una formazione che riuniva Barthez, Rafael Márquez, Sabri Lamouchi, Marcelo Gallardo, Trezeguet e Marco Simone, il Monaco vinse il settimo campionato, esprimendo uno dei migliori attacchi del torneo. Il successo, ottenuto alla vigilia del nuovo millennio, chiuse un decennio nel quale il club aveva conquistato due titoli nazionali, una Coppa di Francia, raggiunto tre semifinali e una finale nelle coppe europee e consolidato la fama del proprio settore di formazione.

Gli anni duemila