Orbetello è un comune italiano di abitanti della provincia di Grosseto in Toscana, situato al centro dell'omonima laguna.

Antica città della Maremma grossetana, divenne nel XVI secolo la capitale dello Stato dei Presidi. È un attivo centro commerciale e turistico.

Geografia fisica Territorio La città di Orbetello sorge nel mezzo dell'omonima laguna ed è unita al Monte Argentario da una strada costruita su un terrapieno artificiale (la diga), che ha diviso la laguna in due specchi d'acqua (Laguna di Levante e Laguna di Ponente). Fino al 1944 sulla diga correva anche una ferrovia che la collegava a Porto Santo Stefano.

Il territorio comunale è estremamente variegato; la zona umida lagunare è delimitata verso il mare da due tomboli, il Tombolo della Feniglia e il Tombolo della Giannella, caratterizzati da lunghe spiagge sabbiose, pinete e macchia mediterranea. La costa in prossimità dei rilievi di Talamone e di Ansedonia diventa rocciosa e di difficile accesso.

L'entroterra è caratterizzato da modesti rilievi, dove la vegetazione cresce spontanea, formando intricate macchie, e da zone pianeggianti, una volta malariche e oggi intensamente coltivate.

Clima

La città e il territorio comunale di Orbetello godono del tipico clima mediterraneo, con inverno caratterizzato da temperature molto miti; l'estate è calda ma ben ventilata.

Di conseguenza, il comune è stato classificato in zona C, con una sommatoria di 1260 gradi giorno, che consente l'accensione degli impianti di riscaldamento tra il 15 novembre e il 31 marzo, per un massimo di 10 ore giornaliere.

Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a 8,3 °C; mentre quella dei mesi più caldi, luglio e agosto, è di +24,1 °Chttp://clisun.casaccia.enea.it/Profili/tabelle/356%20%5BOrbetello%5D%20capoluogo.Txt Tabella climatica.

Le precipitazioni medie annue si aggirano sui 689 mm, mediamente distribuiti in 69 giorni, con minimo tra la primavera inoltrata e l'estate e picco massimo in autunno-inverno Media pluviometrica calcolata dagli Annali Idrologici 1961-1990 per la stazione di Orbetello.

Classificazione climatica: zona C, 1260 GG Diffusività atmosferica: alta, Ibimet CNR 2002

Storia

Il territorio è frequentato almeno dal Bronzo finale, quando un insediamento sorgeva a Punta degli Stretti, a dominio dello sbocco al mare della laguna. Sull'istmo sono state riconosciute una necropoli orientalizzante e arcaica e, soprattutto, il sepolcreto di un ristretto gruppo aristocratico fiorito fra il 350 e il 300 a.C. circa, esplorato negli scavi ottocenteschi: oreficerie, specchi e suppellettile in bronzo provenienti dalle officine dei grandi centri etruschi ne mostrano un tenore di vita paragonabile a quello delle aristocrazie urbane. L'abitato funzionava in coppia con lo scalo di Punta degli Stretti secondo lo schema delloppidum con annesso epineion, lo stesso riconosciuto per Telamon.

Dopo la sconfitta di Vulci e la confisca del suo territorio nel 280 a.C., la riorganizzazione romana della zona si incentrò sulla deduzione della colonia latina di Cosa, presso l'attuale Ansedonia, nel 273 a.C. È stato proposto che le mura poligonali di Orbetello segnino proprio questa fase, con la coppia Cosa-Orbetello a rinnovare nel sistema di potere romano lo schema città-scalo già sperimentato in età etrusca. Alla foce dell'Albegna lItinerarium maritimum registra Albinia, al pari di Talamone; scavi condotti fra il 1997 e il 2002 vi hanno riconosciuto, almeno fino al I secolo a.C., un porto al servizio di officine per la produzione di anfore.

Nel 1074 la medietatem Castri Orbitelli venne donata da papa Gregorio VII (al secolo Ildebrando di Sovana), insieme ad altre pertinenze e località limitrofe, tra cui la Civitas Ansedoniae, Castrum Elsae (forse l'attuale Castello di Stachilagi) e Monte Argentario, all'Abbazia delle Tre Fontane (altrimenti detta Sant'Anastasio alle Acque Salvie) di Romaquesta era posseduta per donazione di papa Gregorio I sin dal 604 dalla Abbazia di San Paolo fuori le mura C. Margarini, Bullarium Casinense, Volume 2, p.107., a conferma di una donazione ritenuta apocrifa fatta nell'805 da Carlo Magno e papa Leone IIIC. Margarini, Bullarium cit., vol. 2, pp.20-21..

La tradizione racconta invece che fu Pietro II Farnese, comandante della cavalleria pontificia, che nel 1110 sconfisse gli eserciti Ghibellini di Toscana e, probabilmente, fondò il borgo di Orbetello, citata nei documenti medievali come Orbetellum e Orbitellus, che probabilmente deriva il nome dal diminutivo del latino herbetum («luogo erboso») o dalla giustapposizione dei termini Orbis e Tellum cioè terra circondata (dalle acque)E. Repetti, Dizionario geografico fisico storico della Toscana, vol. 3, p. 665..

Nuovamente confermata nel 1161 da papa Alessandro III alla abbazia delle Acque SalvieIgnazio Giorgi, Il Regesto del monastero di S. Anastasio ad Aquas Salvias in Archivio Società Romana Storia Patria, Anno I, 1878, pp. 61-63., nel 1262, Orbetello è citato come uno dei possedimenti più vivaci e popolosi della contea degli Aldobrandeschi, i quali come feudatari della citata Abbazia dominarono su questo territorio fino agli inizi del XIV secolo, quando venne occupato dagli orvietani. Nel 1286 la contessa Margherita figlia di Ildeprandino di Soana riconosce il contratto di enfiteusi per i beni avuti dal Monastero di S. Anastasio alle Acque Salvie tra i quali Ansedonia con il porto di Phenilia, Orbetello, Porto Ercole, Argentario, Giglio, Giannutri, Marsilianum, Capalbio, AltrocostoE. Repetti, Dizionario geografico [...] cit., vol. 5, pp. 599-600. e Serpena con tutte le pertinenze e i diritti annessi compresi quelli di navigazione e pesca, al canone annuo di 15 libbre, decadendone poi dal possesso nel 1302 per ordine di papa Bonifacio VIII per aver aderito al partito di Guido di Santa Fiora pubblico nemico della ChiesaIgnazio Giorgi, Il Regesto del monastero di S. Anastasio ad Aquas Salvias in Archivio Società Romana Storia Patria, 1 (1878) pp. 61-63.. Nel 1303 tali beni verranno concessi dallo stesso papa a Benedetto CaetaniGelasio Caetani, Margherita Aldobrandeschi e i Caetani, in Archivio Società Romana Storia Patria, 44 (1921) p. 30 e segg.. Gli Orsini, succeduti agli Aldobrandeschi per matrimonio, tentarono di prendere nuovamente Orbetello, ma dovettero arrendersi ad Orvieto. Tuttavia, nel 1358, l'abbazia delle Tre Fontane rinnovò l'infeudazione in favore degli Orsini, investendo signori di Orbetello i conti Ildebrandino, Nicola e Gentile Orsini.

Il 18 agosto 1414 la rocca fu conquistata dai senesi e nel 1417 tutto l'agro orbetellano entrò a far parte di Siena, che bramava quello sbocco sul mare. Nel 1452 Papa Niccolò V riconoscendo al Comune di Siena la conquista dei territori già detenuti dagli Aldobrandeschi che turbavano la pace del Comune, rinnova con i Senesi il contratto di enfiteusi per diritto fiduciario e in perpetuo previa transazione per canoni non percepiti per i beni dell’abbazia di S. Anastasio già concessi agli Aldobrandeschi elencando tutti i beni che passavano a Siena.Jean Dumont, Corps universel diplomatique du droit des gens: contenant un recueil des Traitez d’alliance [...], Amsterdam 1726, t. III, P. I, pp. 191-192.

Alla fine della Repubblica di Siena, il territorio di Orbetello dal 1557, grazie alla conquista di Carlo V, fu sede dello Stato dei Presidi di Spagna che si estendeva nel tratto litoraneo da Talamone a Capalbio, facendo così venire definitivamente meno i diritti feudali della abbazia delle Tre Fontane, che tuttavia continuò a conservare la cura spirituale dei luoghi fino al 1981, quando i diritti dell'abbazia nullius vennero incorporati alla neonata diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello. Dal 1707 al 1736 fu invece governato dagli Austriaci. Lo Stato dei Presidi fece poi parte dal 1736 del Regno di Napoli e governato dai Borbone di Napoli fino al 1801, a partire da Carlo di Borbone, che fu Re di Napoli e di Sicilia e successivamente Re di Spagna con titolo di Carlo III. Dopo il regno di Carlo di Borbone di Napoli, il governo dello Stato dei Presidi passò a suo figlio Ferdinando IV di Borbone di Napoli. Incorporato nel Regno di Etruria, passò dal granducato di Toscana, nel 1860, al Regno di Sardegna e poi, l'anno successivo, al Regno d'Italia.

Orbetello divenne molto noto quando dalla laguna, tra il 1927 e il 1933, Italo Balbo partì per le sue quattro crociere aeree con uno squadrone di idrovolanti. Nel secondo dopoguerra la città conobbe un grande incremento demografico e un'espansione urbana che la resero la terza città della provincia per popolazione. Attualmente è una nota meta turistica, sito protetto per la presenza della laguna e particolarmente importante per le attività di pesca e per l'itticoltura.

Simboli Lo stemma di Orbetello è stato riconosciuto con DCG del 1º marzo 1939 ed è costituito da uno scudo sannitico di colore rosso su cui è raffigurato un leone che colpisce con un tridente un muggine che affiora dal mare. Lo stemma ha la seguente blasonatura ufficiale: «di rosso, al leone d'argento, abbrancante una fiocina d'oro, in palo, e infilzante un muggine natante sul mare al naturale». Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiese parrocchiali Concattedrale di Santa Maria Assunta, costituisce il duomo di Orbetello ed è la principale chiesa del territorio comunale. Probabilmente costruita sulle rovine di un tempio romano del V secolo d.C., si ha notizia di un ampliamento dell'edificio nel 1201, e sostanziali lavori di riedificazione furono effettuati tra il 1370 e il 1376 per volere degli Orsini. Nel 1582 fu eretta a collegiata dal cardinale Alessandro Farnese, mentre nel secolo successivo fu nuovamente ampliata con l'aggiunta delle due navate laterali e della cupola della cappella di San Biagio e con l'inserimento la facciata tardo-gotica in un'altra di dimensioni maggiori. Al 1898 risale l'edificazione della torre campanaria in stile neogotico. Nel 1981 fu elevata a concattedrale della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello. All'interno sono conservate interessanti opere d'arte come la settecentesca tela della Circoncisione, ispirata ad Apollonio Nasini; lAssunzione della Madonna, realizzata nel 1801 per il re di Napoli; l'ottocentesco dipinto a tempera con la Madonna in trono fra angeli sullo sfondo della laguna di Orbetello; i quadretti in rame con i misteri del Rosario di Francesco Nasini. La parrocchia di San Biagio nella concattedrale di Santa Maria Assunta conta circa abitanti.La parrocchia di San Biagio nella concattedrale di Santa Maria Assunta sul sito della CEI. Chiesa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, chiesa parrocchiale del quartiere di Orbetello Scalo, è stata consacrata l'11 giugno 1967. All'interno sono custoditi un crocifisso (1967) del pittore Sigfrido Maovaz, ed una via Crucis di Gianpaolo Marchesi (1970). Il complesso parrocchiale comprende anche la cappella del battistero e l'ufficio del parroco. La parrocchia di San Giuseppe Cottolengo conta circa abitanti.La parrocchia di San Giuseppe Cottolengo sul sito della CEI. Chiesa di San Paolo della Croce, chiesa parrocchiale del quartiere Neghelli, è stata consacrata l'11 ottobre 1987 dal vescovo Eugenio Binini. Caratteristico il campanile sul quale sono state installate otto campane su supporti di acciaio. La parrocchia di San Paolo della Croce conta circa abitanti.La parrocchia di San Paolo della Croce sul sito della CEI. Chiesa di Santa Maria delle Grazie, chiesa parrocchiale della frazione di Albinia, è stata consacrata l'8 aprile 1957. La chiesa si presenta in uno stile semplice che richiama i lineamenti del neoromanico; all'interno è custodita una venerata statua di santa Rita, molto cara alla popolazione locale. La parrocchia di Albinia conta circa abitanti.La parrocchia di Albinia sul sito della CEI.