Storico e docente di matematica, discepolo di Amedeo Rocco Armentano e attivista della sua Schola Italica di indirizzo pitagorico, fu tra i primi a rivendicare l'esistenza di una tradizione esoterica pagana romana con la pubblicazione del manifesto Imperialismo pagano, pubblicato nel 1914 sulla rivista La salamandra.

Fu anche tra gli esponenti principali del Gruppo di UR, di cui nel 1928 apparve come il curatore dell'omonima rivista con lo pseudonimo «Pietro Negri», insieme a Giulio Parise e al direttore Julius Evola.

Biografia Si laureò nel 1912 in matematica all'Università di Pisa, dedicandosi all'insegnamento della materia in vari istituti superiori in Toscana, a Roma ed in Emilia-Romagna.

Promotóre del pitagorismo, Reghini fu affiliato a vari gruppi dell'esoterismo italiano, tra cui la massoneria, che cercò di riportare a quelle che riteneva le loro origini pagane e romane, affermando l'estraneità dell'autentica tradizione occidentale dalle successive commistioni giudaico-cristiane.Quarta di copertina di

Esperienze iniziatiche

Nel 1898 entrò nella Società Teosofica e ne fondò la sezione romana. Più tardi, nel 1903, fonderà a Palermo la Biblioteca Teosofica, alla quale poi cambierà nome in Biblioteca Filosofica, dopo averne trasferito la sede a Firenze.A questa istituzione culturale cosmopolita, tra le più importanti in Italia a inizio '900, darà un apporto fondamentale, proprio negli anni che precedono la prima Guerra Mondiale, Giovanni Amendola.

Nel 1902 era stato iniziato al Rito di Memphis di Palermo (rito massonico di ispirazione egizia) e nel 1907 entrò a Firenze nella loggia «Lucifero», dipendente dal Grande Oriente d'Italia.Il Crepuscolo dei Filosofi regalato dal suo autore, Giovanni Papini, all'amico Arturo al suo ingresso nella Loggia fiorentina Lucifero nel 1907. Nel frontespizio una dedica ad inchiostro, scolorito dal tempo: «Al nuovo fratello Arturo Reghini il suo G Papini», in:

Aderì per breve tempo anche al martinismo papusiano, che in Italia era diretto dall'avvocato Alessandro Sacchi, alla cui maestranza e pubblicistica Reghini attribuirà notevoli carenze, in varie occasioni (da ultimo su Ignis, nel 1925).Nelle sue Istituzioni di Scienza Occulta egli, fra l'altro, identifica la magia cerimoniale con lo spiritismo − ritenendola una deriva assai comune nei gruppi martinisti di inizio secolo.

Tentativo di riforma della massoneria Sempre nel 1907, comincia la sua collaborazione con Amedeo Rocco Armentano, che lo avvierà allo studio del pitagorismo, e col quale diede vita alla Scuola Italica, un tentativo di riforma della massoneria e delle tradizioni esoteriche italiane, per rimuoverne le simbologie cristiane e sostituirle con riferimenti all'antico paganesimo romano.

Insieme ad Armentano, nel 1912, entrò nel Supremo Consiglio Universale del Rito Filosofico Italiano, utilizzato come veste esteriore in cui operare pubblicamente per diffondere su più ampia scala la causa imperialistica pagana dell'idea-forza di Roma.

Da questo però vorrà dimettersi nel 1914, non avendo infatti un'alta opinione dello stato della massoneria in Italia,Aniceto Del Massa, Pagine esoteriche, La Finestra, Trento, 2001, p. 46-47. sebbene fu insignito del 33º e massimo grado del Rito Scozzese Antico e Accettato. Nel 1921 abbandonerà infine il Grande Oriente d'Italia per entrare a far parte come membro effettivo del Supremo Consiglio d'Italia, di cui fu Gran cancelliere e Segretario generale.In questa qualità firmò il 23 novembre 1925 il decreto del suo scioglimento n. 245 (riprodotto in: Luigi Sessa, I Sovrani Grandi Commendatori e breve storia del Supremo Consiglio d'Italia del Rito scozzese antico ed accettato Palazzo Giustiniani dal 1805 ad oggi , Ed. Bastogi, Foggia, 2004, p. 117), in seguito all'approvazione il 19 maggio dello stesso anno alla Camera dei deputati del progetto di legge sulla disciplina delle associazioni, presentato da Mussolini, mirante allo scioglimento della massoneria.

Secondo una dibattuta interpretazione storica recente, Reghini sarebbe stato il teorico del "massonismo fascista"Anna Maria Isastia, "Massoneria e fascismo: la grande repressione", in: La Massoneria. La storia, gli uomini, le idee, a cura di Zeffiro Ciuffoletti e Sergio Moravia, Mondadori, Milano, 2019, p. 171.. In ogni caso il Rito Simbolico Italiano, costituito all'interno del Grande Oriente d'Italia, riconosce Arturo Reghini come uno dei suoi padri spirituali.Moreno Neri, introduzione ad Arturo Reghini, Sulla Tradizione Occidentale, Aurora Boreale, 2018.

Attività editoriale Scrisse su pubblicazioni di vario genere: nel 1906 sul papiniano Leonardo, poi su La Salamandra, Rassegna Massonica, O' Thanatos.

Del 1912 è il suo articolo Imperialismo pagano, che intendeva risvegliare la coscienza spirituale italiana attraverso il mito della romanità, affermando l'esistenza di una catena iniziatica ininterrotta che legava il pitagorismo antico a figure come Virgilio, Dante, i fedeli d'Amore, Giuseppe Mazzini ecc., mentre il cristianesimo era ritenuto una forza estranea di matrice semitica.

Fonderà in seguito Atanòr (1924), e Ignis (1925, ripresa per un solo numero nel 1929, quando ne fu imposto il divieto a stamparla, da parte del regime fascista); UR (1927-1928, con Giovanni Colazza, Julius Evola come direttore, Giulio Parise, Arturo Onofri e altri).

Dalla Grande Guerra all'avvento del fascismo Gli anni della Grande Guerra videro discepoli e maestri della Schola Italica Pitagorica partire volontari per il fronte. Reghini fu un interventista che partecipò attivamente alla manifestazione romana del maggio 1915, culminata in Campidoglio, indetta per ottenere la dichiarazione di guerra italiana contro gli Imperi Centrali. Accolto nell'Accademia Militare di Torino come allievo ufficiale del Genio il 1º febbraio 1917, successivamente partì volontario per il fronte, ottenendo sul campo il grado di capitano.

Dopo il declino della Scuola italica, il 18 dicembre 1923 Reghini ed il suo Maestro Armentano crearono a Roma una nuova Associazione Pitagorica, che riprendeva le fila di esperienze tradizionali richiamandosi ancora operativamente al sodalizio pitagorico dell'antichità, in senso anticlericale.

Lo stesso anno pubblicò la traduzione dello stevensoniano Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, contribuendo alla diffusione in Italia della fama del celebre autore scozzese. Durante il 1926, con Giulio Parise soggiornò a lungo, vicino a Scalea, nella Torre Talao messagli a disposizione da Armentano, allora già emigrato in Brasile; e in Calabria Reghini portò a termine la traduzione, prima edizione in italiano, della Filosofia Occulta di Cornelio Agrippa, con uno studio introduttivo che, ad oggi, è la più autorevole testimonianza sul filosofo tedesco.

Il gruppo di UR e i contrasti con Evola Durante l'esperienza nel Gruppo di UR, il suo articolo Sulla tradizione occidentale del 1928 ribadiva l'esistenza di una tradizione iniziatica autoctona in Italia, risalente all'antica Roma, opponendosi alle tesi di René Guénon secondo cui solo la Grecia o le civiltà orientali avrebbero conosciuto dei culti misterici.

Contrasti d'idee e caratteriali prevalsero, alla fine del 1928, nel rapporto di collaborazione fra Evola e Reghini, provocando la scelta evoliana di allontanamento di questi, assieme a Giulio Parise, da UR, rivista nata per divulgare gli studi occulti del Gruppo di Ur, nella quale Reghini pubblicò con l'eteronimo di Pietro Negri.

Pur stimando Reghini, del quale si riconosceva debitore, Evola non condivideva la militanza di costui nella massoneria, che considerava un ordine decaduto e diventato contro-iniziatico. E se ne ebbero anche strascichi giudiziari: Evola tenterà persino di fare incriminare Reghini per affiliazione massonica (affiliazione che costituiva reato dopo l'imposizione di scioglimento delle "associazioni segrete" decretata dal regime fascista nel 1925); ma il potere giudiziario optò infine per un "accordo" tra i due onde evitare uno scandalo.Angelo Iacovella, "Il Barone e il Pitagorico: Julius Evola e Arturo Reghini", in: Vie della Tradizione, anno XXVIII, n. 110 (aprile-giugno 1998), pp. 85-95.

I contrasti tra Evola e Reghini si erano inoltre accresciuti dopo che il libro di Evola Imperialismo pagano del 1928 venne accusato di aver plagiato l'omonimo testo di Reghini apparso nel 1914 su La salamandra.

Ultimi anni

Negli anni seguenti, per via dell'emarginazione dell'esoterismo italiano da parte del fascismo, Reghini si ritirò progressivamente dalle attività pubbliche, dedicandosi all'insegnamento di materie scientifiche nell'istituto privato "Quirico Filopanti" di Budrio (diretto da Camilla Partengo), e alla meditazione, in chiave pitagorica, della filosofia e delle scienze matematiche.

Spicca la sua opera sulla Restituzione della geometria pitagorica, poi nel 1935 data alle stampe. Tra le sue lettere afferma inoltre di aver rinvenuto una soluzione semplificata per le equazioni diofantee quadratiche. Scrisse ancora varie opere che solo in parte verranno pubblicate, dopo la sua scomparsa.

Opere

Primi contatti tra Ermetismo e Massoneria, Aurora Boreale, Prato, 2022. Arturo Reghini e il senso della realtà, (conferenza tenuta da Reghini a Roma il 26 Febbraio 1920 presso la sede della Società Teosofica, ed. da Loris Bagnara e Nicola Bizzi), Aurora Boreale, Prato, 2021. Sulla tradizione occidentale, Melchisedek, Torino, 2019. Le parole sacre e di passo dei primi tre gradi ed il massimo mistero massonico, Atanòr, Roma, 1922. Per la restituzione della geometria pitagorica (1935); nuova edizione Il Basilisco, Genova, 1988, che comprende anche I numeri sacri nella tradizione pitagorica; nuovo titolo Numeri sacri e geometria pitagorica. Il fascio littorio, ovvero il simbolismo duodecimale e il fascio etrusco (1935); nuova edizione Il Basilisco, Genova, 1980. I numeri sacri nella tradizione pitagorica, Ignis, Roma, 1947. Dei Numeri pitagorici (Libri sette) (1940): Prologo, "Associazione culturale Ignis", 2004. Parte prima, volume primo: Dell'equazione indeterminata di secondo grado con due incognite, Archè/Pizeta, 2006. Parte Prima, volume secondo: Delle soluzioni primitive dell'equazione di tipo Pell x^2-Dy^2=B e del loro numero, Archè/Pizeta, 2012. Parte Seconda, volume terzo: Dei numeri triangolari, dei quadrati e dei numeri piramidali a base triangolare o quadrata, Archè/Pizeta, 2018. Dizionario Filologico, "Associazione culturale Ignis", 2008. Cagliostro, "Associazione culturale Ignis", 2007. Considerazioni sul Rituale dell'apprendista libero muratore, Phoenix, Genova, 1978. Paganesimo, Pitagorismo, Massoneria, Mantinea, Furnari (Messina), 1986. Tous les écrits de UR & Krur (con lo pseudonimo di Pietro Negri), Arché, Milano, 1986. Per la restituzione della Massoneria Pitagorica Italiana, introduzione di Vinicio Serino, Raffaelli Editore, Rimini, 2005, ISBN 88-89642-01-7. La Tradizione Pitagorica Massonica, Fratelli Melita Editori, Genova, 1988, ISBN 88-403-9155-X. Trascendenza di Spazio e Tempo, rivista "Mondo Occulto", Napoli, 1926, ristampa Libreria Ed. ASEQ 2010.

Curò fondamentali traduzioni (con introduzione e note), tra cui: De occulta philosophia di Cornelio Agrippa (Alberto Fidi, Milano, 1926; opera in due volumi); ristampato dalle Edizioni Mediterranee e da I Dioscuri, Genova, 1988. Le Roi du Monde di René Guénon (Alberto Fidi editore, Milano, 1927).

Note

Bibliografia AA.VV., Arturo Reghini. La Sapienza pagana e pitagorica del '900 ("La Cittadella", Anno VI/VII n.s., n° triplo 23-24-25, MMDCCLIX a.U.c., luglio-dicembre 2006 - gennaio-marzo 2007 d.C.), I Libri del Graal. Geminello Alvi, Reghini, il massone pitagorico che amava la guerra, Corriere della Sera, 18 agosto 2003. Fabrizio Giorgio, Ignis cova sotto le ceneri. Julius Evola, Arturo Reghini e l'imperialismo pagano, Bari, L'Arco e la Corte, 2022.