Gavorrano è un comune italiano di abitanti della provincia di Grosseto in Toscana.

Si trova sul versante settentrionale del Monte d'Alma a est di Scarlino, nel territorio delle Colline Metallifere grossetane e noto per i grandi giacimenti di pirite sfruttati intensamente fino ai primi anni ottanta del XX secolo.

Geografia fisica Territorio Il territorio comunale si estende tra la pianura della Maremma grossetana, il versante settentrionale del complesso del Monte d'Alma e le prime propaggini dell'entroterra che costituiscono l'estremità sud-orientale delle Colline Metallifere propriamente dette. Confina a nord con il comune di Massa Marittima, a est con il comune di Roccastrada, a sud-est con il comune di Grosseto, a sud con il comune di Castiglione della Pescaia e a ovest con il comune di Scarlino.

L'altitudine varia dai 15 metri s.l.m. che si registrano in località Casa Paduletti alla confluenza del fosso San Giovanni con il fosso Rigiolato nei pressi di Bagno di Gavorrano ai 531 metri s.l.m. di Poggio Palone al confine con il Comune di Scarlino..

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003

Clima I 1748 gradi giorno registrati nel centro di Gavorrano consentono in tutto il territorio comunale, incluso in zona D, l'accensione degli impianti di riscaldamento nel periodo 1º novembre-15 aprile per un massimo di 12 ore giornaliere.

In base ai dati medi disponibili per il trentennio 1951-1980 per le stazioni meteorologiche situate all'interno del territorio comunale e di seguito riportati nella tabellaFolco Giusti (a cura di). La storia naturale della Toscana meridionale. Milano, Amilcare Pizzi Editore, 1993. Pag 147-148, la temperatura media annua varia dai +14,6 °C di Caldana (197 metri s.l.m.) ai +15,4 °C di Giuncarico-Lupo (14 metri s.l.m.), passando per i +15,2 °C di Castel di Pietra a 56 metri s.l.m.; mentre le precipitazioni medie annue tendono a diminuire allontanandosi dalle colline e scendendo verso la pianura maremmana, variando dagli 887 mm di Castel di Pietra agli 802 mm di Giuncarico-Lupo.

Localitàaltitudinetemperaturamedia annuaprecipitazionimedie annuemedia di riferimentoCastel di Pietra56 metri s.l.m.15,2 °C887 mm1951-1980Giuncarico-Lupo14 metri s.l.m.15,4 °C802 mm1951-1980Caldana179 metri s.l.m.14,6 °C821 mm1951-1980

Classificazione climatica: zona D, 1748 GG Diffusività atmosferica: alta, Ibimet CNR 2002

Origini del nome

Storia Il territorio di Gavorrano risulta essere frequentato già nel periodo etrusco, come testimoniano i resti di varie necropoli rinvenuti in aree pianeggianti ai piedi di Monte Calvo e risalenti al VII secolo a.C. (Poggio Pelliccia, San Germano, Santa Teresa), probabilmente aree sepolcrali di insediamenti oggi scomparsi e dipendenti dalla città-stato di Vetulonia.

Gavorrano è citato per la prima volta in un documento del 1164, quando Federico I concesse al conte Alberto degli Alberti di Mangona di impossessarsi nuovamente del feudo. Il figlio di Alberto IV, Rainaldo Alberti di Mangona, governò Gavorrano fino alla morte, quando poi subentrarono i conti Pannocchieschi d'Elci, a metà del XIII secolo, che sottomisero il borgo prima al Comune di Volterra, e successivamente a quello di Massa Marittima (1320). Durante le lotte tra Massa e Siena, il borgo di Gavorrano finì per essere conquistato dalla città del Palio, anche se per un certo periodo, a partire dal 1379, rimase sotto il controllo della famiglia dei Malavolti. Nel 1465 Gavorrano fu ceduto definitivamente alla Repubblica di Siena e seguì inesorabilmente le sorti dello stato senese, prima di essere annesso al Granducato di Toscana alla metà del XVI secolo.

Dopo secoli di spopolamento e anonimato, Gavorrano impose la sua storia a livelli nazionali dopo l'Unità d'Italia, quando nel 1898 fu scoperto da Francesco Alberti un importante giacimento di pirite nei pressi del paese. Gavorrano divenne centro minerario di assoluta importanza, possedendo una delle miniere di pirite più importanti d'Europa, e conobbe un forte incremento demografico negli anni dell'attività estrattiva, oltre che uno sviluppo urbano non indifferente con la nascita di nuovi moderni paesi (Bagno, Filare, Grilli, Potassa). Nel 1960 il territorio di Scarlino e della costa (Puntone, Portiglioni) si staccò da Gavorrano per formare un comune autonomo. Con la chiusura delle miniere nel 1981, fu registrato un significativo calo della popolazione; tuttavia, grazie alla valorizzazione dei vecchi luoghi d'estrazione e la presenza nel territorio comunale di borghi storici di interesse artistico (Caldana, Giuncarico, Ravi), Gavorrano si è riscoperto in tempi recenti importante località turistica della Maremma grossetana.

Simboli Lo stemma di Gavorrano è costituito da uno scudo sannitico di color azzurro su cui è presente una fortezza con due torri, sormontata da un leone rampante, situata su quattro colline. Lo stemma, riconosciuto con decreto del capo del governo del 21 febbraio 1933 ha la seguente blasonatura ufficiale:

Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 5 dicembre 1978, è un drappo troncato di verde e di giallo.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiese parrocchiali Chiesa di San Giuliano, chiesa parrocchiale di Gavorrano situata in piazza Buozzi, originariamente era intitolata a San Gusmè, come si legge in un documento del 1321, mentre già nel 1529 è già indicata come San Giuliano. Completamente ristrutturata e modificata negli anni a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, si presenta oggi a tre navate con abside semicircolare; la facciata a capanna con rosone centrale e archetti pensili decorativi risale al 1927. All'interno sono custodite opere di pregio tra cui una Madonna col Bambino in marmo di Giovanni d'Agostino (1336).Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995, p. 68. La parrocchia di San Giuliano conta circa abitanti.La parrocchia di San Giuliano sul sito della CEI. Chiesa di San Giuseppe artigiano, chiesa parrocchiale della frazione di Bagno di Gavorrano, è stata costruita nel 1957 e presenta al suo interno due dipinti settecenteschi di recente restauro: lAssunzione della Madonna e la Traslazione dell'immagine del Buon Consiglio, di provenienza sconosciuta.Santi, op. cit., p. 69. La parrocchia di San Giuseppe conta circa abitanti.La parrocchia di San Giuseppe sul sito della CEI. Chiesa di San Biagio, chiesa parrocchiale della frazione di Caldana, è stata costruita nel XVI secolo su probabile impianto duecentesco, con facciata attribuita alla scuola dell'architetto rinascimentale Antonio da Sangallo il Vecchio. Nel 1828 fu costruito il campanile e nel 1970 tutta la struttura ha subito un notevole intervento di restauro. All'interno, tra le varie opere, si segnala l'affresco dell'altare maggiore di Giuseppe Nicola Nasini con San Biagio vescovo e san Guglielmo in adorazione del Crocifisso.Santi, op. cit., pp. 69-70. La parrocchia di Caldana conta circa abitanti.La parrocchia di Caldana sul sito della CEI. Chiesa di Sant'Egidio, chiesa parrocchiale della frazione di Giuncarico, si presenta con una facciata a capanna realizzata nel 1930 su impianto medievale e altre modifiche effettuate nel 1960. Il campanile risale al XV secolo. All'interno è conservato un dipinto settecentesco raffigurante la Madonna del rosario con santa Caterina da Siena e san Domenico.Santi, op. cit., p. 72. La parrocchia di Giuncarico conta circa 590 abitanti.La parrocchia di Giuncarico sul sito della CEI. Chiesa di San Leonardo, chiesa parrocchiale della frazione di Ravi, è attestata sin dal XV secolo e presenta modifiche effettuate nei secoli successivi, in modo particolare quelle del 1810, che le conferirono l'aspetto attuale.Santi, op. cit., p. 73. La parrocchia di Ravi conta circa 720 abitanti.La parrocchia di Ravi sul sito della CEI.

Chiese minori Oratorio dei Santi Cosma e Damiano, detto anche del Santissimo Sacramento, è una piccola chiesetta poco distante dalla pieve parrocchiale, in via di Mezzo, risalente agli anni tra il XIII e XIV secolo. Si presenta ad unica navata a botte con facciata decorata da rosone e due finestre ad arco simmetriche. Chiesa di San Rocco, piccolo edificio di culto, ormai sconsacrato, situato nei pressi del parco minerario di Gavorrano, risale al XVII secolo e si presenta con abside semicircolare voltata e tetto a capanna.Scheda della Chiesa di San Rocco n. 00353597 sul sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Siena e Grosseto . Chiesa di Sant'Ansano, situata a valle del centro comunale, oltre la superstrada Aurelia, risale al XVII secolo e, successivamente sconsacrata, è stata adibita a fienile di una proprietà poderale. Presenta un'abside retta con volta a botte.Scheda della Chiesa di Sant'Ansano n. 00353596 sul sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Siena e Grosseto . Oratorio di Sant'Antonio da Padova, situato a Caldana, è stato costruito nel 1670 per volere del conte Annibale Bichi. La facciata presenta rimaneggiamenti ottocenteschi, mentre all'interno si segnalano conservati un altare maggiore in stucco realizzato nel 1678 da Domenico Notari e due dipinti seicenteschi: l'''Apparizione della Madonna, di Cristo, di sant'Antonio da Padova e di san Biagio a san Guglielmo in preghiera, e Angelo custode con Gesù Bambino in contemplazione degli strumenti della Passione.Santi, op. cit., pp. 70-71. Oratorio del Santissimo Crocifisso, situato a Giuncarico, risale al 1892, costruito sul luogo della cinquecentesca chiesa della confraternita di San Bernardino per ospitare un presunto miracoloso Crocifisso ligneo, che rese l'oratorio un frequentato santuario. Il crocifisso, insieme agli altri arredi, è stato rubato in tempi recenti.Santi, op. cit., pp. 72-73. Romitorio di Sant'Ansano, antico complesso religioso del XVII secolo, situato nei pressi di Giuncarico, si presenta oggi sotto forma di ruderi, tra cui è ancora riconoscibile la chiesetta con rosone sulla facciata.Scheda del Romitorio di Sant'Ansano n. 00311260 sul sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Siena e Grosseto . Chiesa di Santa Rita da Cascia, moderna chiesa della frazione del Grilli, si presenta come un piccolo edificio con facciata a capanna. Chiesa di Santa Caterina da Siena, situata a Ravi, fu eretta nel 1571 e successivamente sconsacrata e adibita a magazzino ed autorimessa nel 1930.Scheda della Chiesa di Santa Caterina da Siena n. 00353632 sul sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Siena e Grosseto .

Cappelle Cappella del Nuovo Inguardio, piccola cappellina a servizio della località di Bivio di Ravi. Cappella del Lupo, cappella gentilizia situata presso la fattoria ottocentesca del Lupo. Cappella di Filare, piccolo edificio di culto della frazione di Filare. Cappella di Sant'Oliva, cappella gentilizia situata presso Villa Benini nella frazione di Castellaccia.

Altri edifici sacri Canonica di San Giuliano, situata in via Vittorio Veneto, vi è apposta una lapide che indica come data di costruzione il 1704. Si presenta sostanzialmente modificata.Scheda della Canonica di San Giuliano n. 00353607 sul sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Siena e Grosseto . Canonica di San Biagio, situata a Caldana, costituisce il nucleo originario della vecchia pieve duecentesca. La facciata ha subito rifacimenti tardo-cinquecenteschi.Santi, op. cit., p. 70.