La Tredicesima Triennale di Milano si tenne nel 1964, al Palazzo dell'arte. Il tema centrale, scelto per questa edizione, è il tempo libero, visto come uno dei maggiori obiettivi e impegni della società attuale. L'esposizione può essere suddivisa in quattro parti: Sezione introduttiva a carattere internazionale e spazi di collegamento; Sezione italiana; Sezioni estere; Parco e mostre temporanee.

Sezione introduttiva e spazi di collegamento Sezione introduttiva a carattere internazionale

Comitato internazionale: arch. Carl Audock (Austria), arch. Bernardi(Jugoslavia), prof. Misha Black (Gran Bretagna), arch. Jonas Cedercreutz(Finlandia), arch. René Herbst(Francia), arch. Alfred Roth(Svizzera), signora Mia Seeger(Germania)

Allestimento: arch. Peppo Brivio, arch. tti Vittorio Gregotti, Lodovico Meneghetti, Giotto Stoppino. Grafica: Massimo Vigenlli.

In questo primo allestimento il visitatore è chiamato ad un primo approccio con il tema centrale dell'esposizione, che viene sinteticamente affrontato in tutti i suoi aspetti: filosofici, storici, economici, organizzativi e sociali.

Spazi di collegamento

Gli spazi di collegamento fra le varie sezioni, curati dall'Italia, presentano degli oggetti emblema dei temi e delle problematiche trattate di volta in volta negli allestimenti.

Italia Allestimento: Archetti. Gae Aulenti, Carlo Aymonino, Steno Paciello, Ezio Bonfanti, Jacopo Gardella, Cesare Macchi Cassia

La sezione italiana tratta il tema del tempo libero in relazione ai problemi dell'acqua, attraverso un excursus delle diverse civiltà e una ricerca sulle possibili soluzioni ai problemi ambientali connessi a fiumi, laghi e mari.

La sezione italiana si suddivide in tre parti: l'equilibrio per pochi; l'equilibrio perduto; l'equilibrio da ritrovare.

Equilibrio per pochi Primo settore: rapporto armonico tra uomo e natura nel passato.

La rappresentazione di questo rapporto tra l'uomo e l'acqua è affidata a un percorso costituito da due corridoi a sezione circolare separati da un ambiente. Al centro di questo una struttura appare simile a una gigantesca goccia: una cupola bianca ornata da riflessi d'acqua. La mancata concretizzazione in immagini di questo passato vuole esprimere come quella sorta di equilibrio -realizzato in presenza di una concezione di tempo libero incommensurabile con l'attuale - non possa essere ricreabile oggi, e come risolutezza già insufficiente quando, agli inizi della rivoluzione industriale, il problema del tempo libero cominciò a proporsi come problema sociale e non più in termini di particolarismo. L'aspetto sonoro dell'allestimento è caratterizzato dalla sovrapposizione di canzoni romanzesche.

Equilibrio perduto Secondo settore: Il tempo delle vacanze.

Nel passaggio dal primo al secondo settore si è cercata un'evidenziazione della rottura con il passato in seguito alla massificazione dei bisogni relativi al tempo libero. Si è scelta come introduzione ai problemi del presente il tema dei trasporti e si è data la preferenza al mezzo privato, non solo perché rappresenta al meglio l'evoluzione socio-economica, ma anche perché esprime immediatamente ogni eventuale distorsione d'uso. Il settore è illuminato da lampade al sodio e dai fari intermittenti dell'auto, in contrasto con la luce verde-acqua del settore precedente: su due rampe formate da ponteggi a forma tubolare si concentra un gran numero di vetture, immobili, monotone. A tutt'altezza, sopra ai tetti delle automobili si eleva un muro di bagagli.

Terzo settore: l'arrivo al mare.

Nonostante l'accento negativo che si era voluto dare nel settore precedente alla faticosa conquista del tempo libero per l'uomo d'oggi, l'arrivo al mare viene considerato un momento di gioia, un'esplosione di vitalità. Verso il mare il visitatore scende accompagnato dalla dinamica prospettiva delle possenti figure di donna, su una spiaggia che si dilata all'infinito, immerso in una luce calda ed abbagliante, verso grandi e lente onde adagiate su rulli ruotanti.

Quarto settore: le offerte della civiltà dei consumi.

L'accento è qui posto sull'abbondanza, sull'utilità (o futilità) di tutto quell'enorme complesso di prodotti tanto artigianali quanto industriali, che accompagnano e solleticano in ogni momento il fruitore del tempo libero. In tutto il settore l'accento è posto non tanto sull'oggetto singolo, considerato in sé, nelle sue qualità estetiche e tecniche; quanto nella enfatizzata ripetizione di tanti oggetti simili, tutti prodotti in serie, tutti pronti ad appagare le colossali richieste di un mercato sempre più vasto e sempre più avido.

Quinto settore: la trasformazione del paesaggio.

Il settore rappresenta una documentazione sull'errata utilizzazione delle risorse naturali lungo le coste italiane. Il problema del risolvimento settoriale della situazione, che conduce, in mancanza di una politica di pianificazione di tali risorse, ed un giudizio negativo anche nei casi risolti con maggior impegno, è affrontato con lo spirito e con i mezzi consoni allo svolgimento generale del tema. Sulle fasce che si dipanano variamente nell'unico volume da esso stesso creato si trovano alcuni campioni rappresentativi dei vari modi di sfruttamento dei paesaggi costieri italiani, ed è evidenziata la presa di coscienza della situazione da parte dell'opinione pubblica. Le fasce complicano il loro movimento giungendo a formare sul fondo, di fronte a chi percorre la sala, un'unica immagine. In essa la presentazione di uno spazio circondato da edifici fatiscenti e occupato da pupazzi, vuole rappresentare la futura negazione delle possibilità di scelta nell'utilizzazione del tempo libero sulle coste italiane. Alla possibile, anzi certa, futura degradazione delle coste italiane urbanizzate settorialmente (con risultati nel complesso totalmente negativi e di livellamento verso il basso delle risorse locali), i poche esempi di interventi positivi – e qui ci si rivolge allo spettatore qualificato- non possono fornire una valida alternativa.

Equilibrio da ritrovare Sesto settore: un'indicazione per il futuro.

Il settore vuole ricordare la necessità di un ritrovamento dell'equilibrio tra la natura e l'uomo. Vi è un'analogia formale (spazio emisferico) fra questo e il primo settore. Ma in parallelo con il salto di scale riconoscibile fra un problema particolaristico ed uno di massa, avviene una trasformazione nel trattamento della cupola, nella quale è ora riconoscibile un'intonazione razionale. Il discorso generale sviluppato attraverso tutta la sezione italiana giunge qui a conclusione. Da una situazione di equilibrio più facilmente raggiunta nel passato, si passa ai problemi posti dalla massificazione dei bisogni. Aspetti negativi, desideri positivi e possibilità racchiusi in questa massificazione sono stati illustrati via via. Il settore della documentazione urbanistica ha realisticamente dimostrato la carente situazione attuale. Con alcuni slogan che non vogliono essere in nessun modo demagogici, si denuncia la necessità di una pianificazione su scala nazionale come unico strumento atto a fornire la risoluzione nazionale come un unico strumento atto a fornire la risoluzione del problema: risorse naturali, equilibrio necessario da recuperare per un'utilizzazione razionale del tempo libero sulle coste italiane.

Sezioni estere I paesi che hanno aderito all'iniziativa, analizzando il tema secondo le problematiche e gli aspetti caratteristici ed inediti della propria nazione, sono: Austria; Belgio; Brasile; Canada; Finlandia; Francia; Germania; Jugoslavia; Messico; Paesi Bassi; Stati Uniti d'America; Svizzera; Gran Bretagna.

Austria Commissario: Franz Josef Haslinger

Allestimento: architetto e ingegnere Fritz Goffitzer

La sezione austriaca è stata organizzata dalla Camera di Commercio in collaborazione col Ministero Federale del Commercio, il Ministero Federale della Pubblica Istruzione, e il comune di Vienna. Il “tempo libero” è un tema attuale, molteplice e attraente: difficile quanto affascinante. Esso è stato sviluppato dall'Austria in modo tale che esprimesse al meglio il pensiero originale e tipico della nazione, secondo cui l'individuo è padrone di dar forma al suo tempo libero seguendo le proprie inclinazioni naturali, ed in questa libertà, contrario ad ogni costrizione, vede nel tempo libero un reale impegno creativo. La struttura della mostra si basa su un concetto che illustra i due poli estremi della mentalità austriaca: quello oggettivo, concentrato sulla vita quotidiana, e quello artistico. Il primo si riflette in una scala che, in un'atmosfera spiccatamente oggettiva, mette in rilievo il materiale, la forma e le macchine della vita quotidiana; il secondo, quello artistico, viene presentato in una sala più intima dedicata alla fantasia, al sentimento e alle diverse attività artistiche. La scelta dei singoli oggetti esposti vuole sottolineare l'aspetto di una Mostra economica: la forma degli oggetti d'uso esprime la mentalità, le abitudini, la concezione di vita e gli obiettivi di un paese più di quanto non possano farlo altri mezzi. Lo sviluppo dell'economia moderna industriale è riuscito anche nel quadro della Tredicesima Triennale a trasformare la fabbricazione dell'oggetto singolo artigianale in una produzione di prodotti in serie, e il dar forma agli oggetti ha assunto un suo compito preciso. Gli austriaci erano convinti che il valore dei singoli oggetti d'arte non venisse diminuito dal fatto che tali oggetti venissero messi a confronto con prodotti industriali, ma al contrario che il loro valore venisse accresciuto. Specialmente oggi, nell'era dei consumi di massa, è di importanza decisiva la forma degli oggetti che l'uomo utilizza per trascorrere il suo tempo libero. Conoscendo tale responsabilità dobbiamo considerare la conservazione della creatività nel dar forma alle cose come una vera produzione culturale che l'economia è in grado di realizzare coerentemente ai suoi compiti.

Allestimento Il raggiungimento del pieno accordo tra i problemi legati agli spazi e alla tecnica d'esposizione è sempre stato compito fondamentale della Triennale, da cui sono spesso emersi input verso nuovi indirizzi e stili. Proprio per sottolineare questa meta, nella preparazione del padiglione austriaco, si tentò di costruire sia ambienti sia proporzioni che da esso risultano, secondo un sistema di divisione armonica, addirittura musicale. La superficie messa a disposizione per l'Austria doveva essere divisa sempre con armonia seguendo il concetto fondamentale, ma bisognava tener conto di una fila di colonne di cemento armato. La disposizione dei diversi vani porta al desiderato afflusso dei visitatori. I due ambienti più ampi sono collegati attraverso un vano più piccolo quasi neutrale. Il visitatore entra prima di tutto nel “vano di alluminio”; tale vano, di forma rettangolare e con gli angoli arrotondati, ha le pareti ricoperte di lamine di alluminio che raggiungono l'altezza di 4,20 m. Dopo un lungo lavoro di preparazione fu possibile trasformare queste enormi piastre d'alluminio in adattabili lastre di rivestimento. Il pavimento è ricoperto da uno strato di gomma in tinta unita, il cui colore è in piena armonia col rivestimento in alluminio delle pareti. L'unica colonna di cemento armato visibile è ricoperta da un rivestimento in ceramica smaltata color madreperla. Gli oggetti sono esposti su dischi rotondi, montati su un piede di metallo, sui quali si trova all'altezza dell'occhio una lampada, anch'essa a forma di disco. Tale illuminazione serve a mettere in risalto gli oggetti esposti e a dare all'ambiente nuovi effetti di luce, creando suggestivi effetti di chiaroscuro. Il soffitto è ricoperto da strisce di vetro.