Carriera Nata da antica famigliaFamiglia beneventana di giuristi e proprietari terrieri succeduta, in virtù della sua discendenza dai Siconidi, principi longobardi di Benevento del IX secolo, alla stirpe dei Mascambruno nell'antico diritto al possesso di una delle tre chiavi che aprono il cancelletto dove sono custodite le ossa di San Bartolomeo Apostolo nell'omonima basilica beneventana (Giordano, G. (1976) “Una chiave, un «boffettone», un assassinio” in Aspetti di vita beneventana nei secoli XVII-XVIII, Napoli, Edizioni Dehoniane, p. 25). I Nobile di Benevento furono gli ultimi proprietari del castello marchionale di Taurasi , che avevano ereditato dai marchesi d'Aulisio Garigliota, prima della definitiva acquisizione da parte del Comune (De Angelis, R. & Capobianco, E. (2011) Il palazzo marchionale ovvero il Castello, vol. 2 di Enciclopedia Taurasina, Fontanarosa, Tipolitografia “Ideal”). Palazzo Nobile , sito nel cuore di Benevento, settecentesco, fu ampliato progressivamente nei secoli successivi, fino alla facciata progettata dal Miccolupi nel primo Novecento. Il restauro dell'edificio , avvenuto nel 1996, fu affidato all'architetto Ludovico Papa ., diplomatasi in violino al conservatorio a soli 17 anni e con il massimo dei voti, la lode e la menzione d'onore, sotto la guida del Maestro Massimo Bacci, nella sua breve ma intensa carriera ha frequentato molteplici corsi di alto perfezionamento in violino fra i quali quello del maestro Pierre Amoyal presso l'Universität Mozarteum di Salisburgo, del maestro Pavel Vernikov presso l’Accademia Internazionale di Portogruaro e la Scuola di Musica di Fiesole, nonché del maestro Eugen Sârbu a Londra.
Vincitrice di numerosi concorsi nazionali, tra i quali il Primo Premio assoluto al Concorso Nazionale di Violino “F. Kreisler” di Matera (2006) ed al Concorso Nazionale “Città di Viterbo” (2008), nonché il Primo Premio al Concorso Nazionale Riviera della Versilia (2005), consegue il Diploma di “Distinguished Musician” all'International Ibla Grand Prize 2007 e la “Ernest Bloch Special Mention” all'International Ibla Grand Prize 2008.
Marcello Abbado dirà di lei: «una musicista eccezionale, una ragazza dolce e sensibile con una straordinaria vocazione per la musica». Martin Berkofsky, con cui Nobile suonò in duo, arriverà a dichiarare: «Il nostro concerto è stato la più grande e meravigliosa esperienza musicale da me avuta in settant’anni di vita».
Ha affiancato alla musica la passione per l'arte, laureandosi con lode in Studi Storico-artistici (laurea triennale) a "La Sapienza" di Roma nel 2010 e frequentando l'University of Cambridge (Art History International Summer Courses/ 2009), il "Contemporary Art" Course presso il Sotheby's Institute of Art di New York (2010) e la Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli - Master of Art 2011/2012 a Roma.
Nel dicembre 2008 pubblica il suo primo libro "Il silenzio delle parole nascoste", seguito, nel 2012, da "Oxymoron", edito da Aracne Editrice. Per anni si occupa della rubrica musicale «Righe Sonore» sul Quaderno.it e collabora al periodico Realtà Sannita.
A soli 21 anni, nel 2010, viene nominata direttore artistico dell'Orchestra da camera dell'Accademia di Santa Sofia di Benevento. Come primo direttore artistico, si impegna nel lancio dell'Accademia, anche in vista della sua esportazione fuori dai confini regionali, curandone la programmazione concertistica di durata triennale, formula inedita su tutto il territorio nazionale. La sua proposta di un cartellone vario ed eclettico, che spazia da Mozart ai Beatles, da Piazzolla a Strauss, da Bach al Novecento Italiano e al Settecento napoletano, raccoglie consensi e successo di pubblico. La Nobile rimarrà attiva come Direttore Artistico dell'Accademia di Santa Sofia sino alla prematura scomparsa. La sua opera contribuì a gettare le basi per la rapida entrata dell'accademia nel Fondo unico per lo spettacolo (FUS) del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Dopo la sua morte, l'Accademia vivrà tre anni di sosta, per poi riprendere l'attività dell'Orchestra sotto la direzione artistica del M° Filippo Zigante.
Nel suo percorso ha esplorato le interrelazioni tra musica, arte contemporanea e scrittura, ricorrendo a criteri di interdisciplinarità e alla contaminazione.
Nel 2012 fonda a Roma insieme ad altre giovani curatrici il gruppo Almost Curators, che ha fra i propri obiettivi quello di creare un punto di congiunzione tra il pubblico degli appassionati delle arti contemporanee e quello dei non addetti ai lavori. Come componente di Almost Curators realizza alcune iniziative e scrive diversi articoli per il sito/blog del gruppo.
Il cancro ed il blog
Nell'ottobre 2011, a 22 anni, le viene diagnosticato un melanoma: affronta le cure possibili e subisce vari interventi, pur proseguendo parallelamente la sua carriera musicale ed artistica, spesso alternandosi tra ospedali e concerti. Sandro Cappelletto dirà di lei su La Stampa: «Più le cure la sfibravano, più le diagnosi avvicinavano il momento del congedo, più la musica diventava la sua ribellione al destino, la sua vera vita: e mai con uno sconto alla qualità».
Nell'aprile 2012 apre una pagina Facebook, "Il Cancro E Poi_", in cui, in forma rigorosamente anonima, dà vita ad una comunità di migliaia di persone segnate come lei dal cancro, le quali si riconoscono nei suoi pensieri e nelle sue riflessioni, trovandovi sostegno e aiuto morale. Nell'agosto dello stesso anno crea anche il sito web ilcancroepoi.com.
Durante la malattia aderisce come musicista, suonando in duo con il pianista americano di fama internazionale Martin Berkofsky, ai "Donatori di Musica", rete di solidarietà impegnata nel portare la musica nei reparti oncologici italiani. Sul suo impegno benefico vedasi L. Fumagalli, Donatori di Musica, Edizioni Curci, 2015.
La fede, il Papa e la morte
La fede Negli ultimi mesi della sua vita vive una profonda esperienza di FedeAleteia.org:“Caro papa Francesco, il cancro mi ha guarito nell'anima”. Si può diventare santi in pochi mesi? Storia di Carlotta che ha abbracciato la Croce con gioia, originata improvvisamente il 4 marzo 2013, al risveglio da una crisi che la vede ricoverata a Milano per qualche giorno. L'evento, percepito come un'illuminazione, è raccontato da Carlotta stessa nel suo blog anonimo sul cancro, in quello che sarà il suo ultimo post prima della morte:
Continua la Nobile nel succitato post:
La lettera a Papa Francesco La sua spiritualità fu notevolmente ispirata dalla predicazione di Papa Francesco e dal suo invito rivolto ai giovani a portare la Croce con gioia (omelia del 24 marzo 2013).
Il giorno del venerdì Santo del 2013, Carlotta, desiderosa di confessarsi, cercava nel centro di Roma una chiesa che non fosse chiusa nonostante l’ora di pranzo. L’unica rimasta aperta era la Chiesa di San Giacomo in Augusta, in via del Corso. Qui Carlotta incontrò il parroco don Giuseppe Trappolini, a cui, durante un toccante colloquio in cui Carlotta -come riportato da Don Giuseppe- pianse «per la Gioia», raccontò la sua storia, la lotta contro il melanoma e la serenità provata ascoltando le parole di papa Francesco. Il parroco rimase molto colpito dalla coincidenza per la quale proprio il giorno prima egli era stato accolto assieme agli altri parroci romani a pranzare con il Papa, e nella cui occasione il Santo Padre aveva esortato gli ospiti a tenere le chiese aperte tutto il giorno del venerdì Santo per permettere a chiunque di potersi confessare. Don Trappolini raccontò dunque al pontefice la storia di Carlotta in una lettera, ed il Papa, il 10 aprile mattina, telefonò in parrocchia per assicurarle la sua preghiera, aggiungendo: «Questa ragazza mi dà coraggio». Proprio negli istanti della telefonata, Carlotta fu colta da una crisi cerebrale nell'Ospedale di Carrara, ove si era recata come musicista volontaria dei "Donatori di Musica". Al risveglio in reparto, nella mattina dell'11 aprile 2013, dopo aver riacquistato lucidità, ancora a letto e in compagnia della madre, riferì di stare avendo una visione trinitaria consistente in un triangolo luminoso sulla parete della camera..
Anche Carlotta scrisse allora al papa, per comunicargli la sua fiducia nella vita e nell’incontro con Dio. Si legge nella lettera:
Gli ultimi tre mesi Tramite Don Trappolini, Carlotta fu sul punto di veder concretizzato l’incontro col Papa, ma nel maggio 2013 le sue condizioni peggiorarono e allora tornò a Benevento, dove trascorse nella casa familiare i suoi ultimi tre mesi, durante i quali si dedicò alla preghiera, in uno stato di completa fiducia, accettazione e gratitudine a Dio. Nell'ultima notte della sua vita, quella tra il 14 e il 15 luglio 2013, suo padre fu svegliato dalle seguenti parole di Carlotta, sussurrate ripetutamente con tono sereno e lo sguardo rivolto verso il soffitto:
Il giorno successivo, a poche ore dalla morte, rivolse con fatica ai suoi cari l'ultimo saluto:
Dopo due anni di battaglia, morì alla giovane età di 24 anni. La morte dellAngelo del violino -come i media ed il web la ribattezzarono- fu annunciata dalle maggiori testate giornalistiche e televisive nazionaliCarlotta Nobile: La donna dell'Oltre., Corto-documentario di 8 min. (2016) sulla vita di Carlotta Nobile..
Testimonianza di fede
I funerali della Nobile si tennero la mattina del 17 luglio 2013 nella gremita Basilica di San Bartolomeo Apostolo, che non riuscì a contenere tutti coloro che erano venuti ad assistere al rito funebre. Il Rettore della Basilica Mons. Mario De Santis, dopo la lettura di scritti e messaggi personali in cui la Nobile annunciava con serenità la "guarigione" della propria anima, proclamò nell'omelia: «Ragazzi muovetevi, camminate e ritrovate voi stessi. Lei aveva ritrovato la fede. Oggi non deve essere una giornata di tristezza, anzi le campane suoneranno a festa perché, se da una parte piangiamo la perdita di una persona, dall'altra ci è offerto il senso della Resurrezione.»
Pochi mesi dopo, nel giorno del compleanno della Nobile, verrà pubblicamente ricordata dall'Arcivescovo di Benevento Mons. Andrea Mugione «come esempio straordinario di Fede, di amore che culmina nel sacrificio».
La storia di Fede di Carlotta, raccontata per la prima volta e tradotta in diverse lingue nel 2016 dal sito di informazione cattolica Aleteia, si è poi diffusa sul web, sulla televisione e sulla stampa cattolica in Italia, Stati Uniti, Francia, Polonia, Ungheria, Slovenia, Croazia, Spagna, MessicoArticolo apparso sul periodico cattolico messicano El Observador: "Carlotta Nobile: “¡Papa Francisco, el cáncer me ha curado el alma!”", Portogallo, Brasile, India e Vietnam.
Il Sinodo dei Giovani e la voce dei Vescovi Nel febbraio 2018 è inserita tra i “Giovani Testimoni” del Sinodo dei Vescovi 2018 sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, indetto da Papa Francesco. Vari Vescovi e teologi si sono espressi pubblicamente sulla sua figura.
Il teologo P. François-Marie Léthel O.C.D., tra i massimi esperti della teologia dei santi, Consultore della Congregazione delle cause dei santi e Predicatore degli esercizi spirituali al Santo Padre Benedetto XVI e alla Curia Romana nel 2011, ha scritto di lei: "Sì, Gesù è stato veramente «l'amore più grande» di Carlotta nelle sofferenze degli ultimi mesi. (...) Insieme a lei, anche noi ringraziamo Gesù per il dono del suo amore infinito e impariamo a portare con gioia la croce. Con la sua testimonianza sulla terra e adesso con la sua intercessione in cielo, Carlotta ci aiuterà a camminare verso la santità."dalla Introduzione alla biografia In un attimo l'infinito. Carlotta Nobile (F. Rizzo e P. Scarafoni, Paoline, 2017).