Il misticismo cristiano si riferisce allo sviluppo della teoria e delle pratiche mistiche nell'ambito del cristianesimo. È stato spesso collegato alla teologia mistica, specialmente nelle tradizioni cattoliche e ortodosse orientali.
Gli attributi e i mezzi con cui il misticismo cristiano è studiato e praticato variano e vanno dalle visioni estatiche dell'unione mistica con Dio alla contemplazione orante delle Sacre Scritture (cioè Lectio Divina).
Etimologia Il termine "misticismo" trae origine dal greco μυω (myo), che significa "nascondere", ed il suo derivato μυστικός, mystikos, che significa "un adepto". Nel mondo ellenistico, un mystikos era un iniziato alle religioni misteriche. "Mistica" si riferiva a rituali religiosi segreti e l'utilizzo della parola non portava nessun riferimento diretto al trascendentale.
Nel primo cristianesimo il termine mystikos si riferiva a tre dimensioni, che ben presto divennero intrecciate, cioè la dimensione biblica, quella liturgica e quella spirituale o contemplativa.. La dimensione biblica si riferisce a interpretazioni delle Scritture "nascoste" o allegoriche, la dimensione liturgica si riferisce al mistero liturgico dell'Eucaristia, alla presenza di Cristo dentro di essa, e la terza dimensione è la conoscenza di Dio, contemplativa o esperienziale.
Storia L'idea di realtà mistiche è stata ampiamente diffusa nella cristianità sin dal II secolo d.C., con riferimento non solo alle pratiche spirituali, ma anche alla convinzione che i propri rituali e perfino le Scritture avessero significati nascosti ("mistici").
Il legame tra il misticismo e la visione del Divino è stato introdotto dai primi Padri della Chiesa, che usarono il termine come aggettivo, come in "teologia mistica" e "contemplazione mistica". Nei secoli successivi, soprattutto quando l'apologetica cristiana cominciò ad usare la filosofia greca per spiegare le idee cristiane, il neoplatonismo divenne un'influenza su pensiero e pratica mistici attraverso autori come Agostino di Ippona e Origene.
Antecedenti ebraici
La spiritualità ebraica nel periodo prima di Gesù era altamente corporativa e pubblica, basata principalmente sui servizi di culto nelle sinagoghe, che comprendevano la lettura e l'interpretazione delle Scritture ebraiche e la recitazione di preghiere, nonché sulle principali festività liturgiche. La spiritualità privata quindi era fortemente influenzata dalle liturgie e dalle scritture (per esempio, l'uso dei Salmi per la preghiera) e le preghiere spesso commemoravano eventi storici insieme alle suppliche per i propri bisogni immediati..
Di speciale importanza sono i seguenti concetti:.
Da'at (conoscenza) e Chokhmah (sapienza), che si raggiungono attraverso anni di letture, preghiere e meditazioni sulle Scritture; Shekhinah, la presenza di Dio nelle nostre vite quotidiane, la superiorità di tale presenza rispetto alle ricchezze terrene, e il dolore e l'anelito che sopraggiungono quando Dio è assente; il nascondimento di Dio, che proviene dalla nostra incapacità di sopravvivere alla piena rivelazione della gloria di Dio, e che ci costringe a cercare di conoscere Dio tramite la fede e l'obbedienza "misticismo della Torah", una visione delle leggi di Dio come espressione centrale della volontà divina e quindi come degno oggetto non solo di obbedienza, ma anche di meditazione amorosa e di studio della Torah: e povertà, un valore ascetico, basato sull'aspettativa apocalittica dell'imminente arrivo di Dio, che ha caratterizzato la reazione del popolo ebraico all'oppressione causata da una serie di imperi stranieri.
Nel misticismo cristiano, la Shekhinah è diventato mistero, Da'at è diventato gnosis, e povertà è diventata un'importante componente del monachesimo..
Vangeli
La scritture cristiane, in quanto narrazioni fondanti della chiesa cristiana, forniscono molte storie e concetti basilari che diventarono importanti per i mistici di tutte le generazioni successive: pratiche come l'Eucaristia, il battesimo e il preghiera del Padre Nostro divennero tutte attività che acquisirono rilevanza sia per il loro valore rituale e sia per quello simbolico. Altre narrazioni scritturali presentano scene che furono oggetto di meditazione: la Crocifissione di Gesù e le apparizioni dopo la sua Risurrezione sono due centrali nella teologia cristiana; ma anche il concepimento di Gesù, nel quale lo Spirito Santo ricolma Maria, e la Trasfigurazione, in cui egli viene brevemente rivelato nella sua gloria celeste, diventano immagini importanti per la meditazione. Molti testi cristiani inoltre si basano su fondamenti spirituali ebraici, come chokhmah, Shekhinah, presi dal Tanakh, Talmud e Cabala..
Tuttavia scrittori differenti presentano immagini ed idee differenti. I Vangeli Sinottici (nonostante le loro molteplici differenze) introducono numerose idee importanti, due delle quali si connettono a nozioni di conoscenza/gnosis greco-giudaiche in virtù del fatto che sono atti mentali: purezza di cuore, per poter vedere nella luce di Dio, e pentimento, che significa permettere a Dio di operare e poi trasformarci. Un'altra idea chiave presentata dai Sinottici è il deserto, che è usato come metafora per il luogo dove incontriamo Dio nella povertà del nostro spirito..
Il Vangelo di Giovanni si focalizza sulla gloria di Dio usando immagini di luce e rappresentando la Croce quale momento di esaltazione; vede inoltre la Croce come esempio di amore agape, un amore che non è tanto emozione quanto volontà di servire e prendersi cura degli altri. Ma, nel sottolineare l'amore, Giovanni rimuove l'obiettivo della crescita spirituale dalla conoscenza/gnosi, che presenta più in termini di idee stoiche circa il ruolo della ragione come principio fondamentale dell'universo e come principio spirituale in tutte le persone. Sebbene Giovanni non prosegua nella nozione stoica che questo principio possa rendere l'unione con il divino possibile per l'umanità, è un'idea che tuttavia gli scrittori cristiani sviluppano successivamente. Le generazioni successive si alterneranno spesso nella scelta se seguire i Sinottici nel dare risalto alla conoscenza o seguire Giovanni nel far risaltare l'amore..
Nell sue lettere, Paolo si concentra anche sulle attività mentali, ma non nello stesso modo dei Sinottici, che equiparano il rinnovo della mente al pentimento. Invece Paolo vede il rinnovo delle nostre menti che si verifica mentre contempliamo ciò che Gesù patì sulla croce, che quindi ci apre alla grazia e alla discesa dello Spirito Santo nei nostri cuori. Come Giovanni, Paolo è meno interessato alla conoscenza, preferendo enfatizzare il nascondimento, il "mistero" del piano divino come Cristo l'ha rivelato. Ma la discussione della Croce da parte di Paolo differisce da quella di Giovanni, ponendo meno rilievo su come riveli la gloria di Dio e più importanza su come diventi una pietra d'inciampo che fa tornare la nostra mente a Dio. Paolo descrive anche la vita cristiana paragonandola a quella di un atleta, che richiede pratica e addestramento per raggiungere il premio; scrittori successivi vedranno in questa immagine una chiamata alle pratiche ascetiche..
Prima chiesa I testi attribuiti ai Padri Apostolici, i testi postbiblici più antichi che abbiamo, condividono alcuni temi basilari, in particolare la chiamata all'unità di fronte alle persecuzioni e alle divisioni interne, la realtà dei carismi, soprattutto la profezia, le visioni e la gnosi cristiana, che viene intesa come "un dono dello Spirito Santo che ci permette di conoscere Cristo" attraverso la meditazione sulle Scritture e sulla Croce di Cristo.. (Questa interpretazione di gnosis non è la stessa sviluppata dagli gnostici, che si concentravano sulla conoscenza esoterica che è accessibile solo a pochi adepti, ma permette loro di liberarsi dal mondo del male...) Questi autori discutono anche della nozione delle "due vie", cioè la via della vita e la via della morte; questa idea ha radici bibliche, trovandosi sia nel Discorso della Montagna che nella Tōrāh. Le due vie sono quindi legate alla nozione di purezza di cuore, che è sviluppata contrastandola con il cuore diviso o ingannevole, e collegandola al bisogno di ascetismo, che mantiene il cuore intero/puro... La purezza del cuore era particolarmente importante data la minaccia reale di martirio, che molti scrittori discussero in termini teologici, considerandola non come un male, ma come un'opportunità per morire veramente per amore di Dio, ultimo esempio di pratica ascetica.. Il martirio potrebbe anche essere visto come simbolo nelle sue connessioni con l'Eucaristia e con il battesimo..
Ellenismo Il contributo alessandrino al misticismo cristiano si incentra intorno a Origene e Clemente di Alessandria. Clemente fu uno dei primi umanisti cristiani che sostenne che la ragione è l'aspetto più importante dell'esistenza umana e che la gnosi (non qualcosa che possiamo ottenere da noi stessi, ma un dono di Cristo) ci aiuta a trovare le realtà spirituali nascoste dietro al mondo naturale e all'interno delle Scritture. Data l'importanza della ragione, Clemente dà risalto all‘apatheia come un ordinamento ragionevole delle nostre passioni per vivere nell'amore di Dio, che è visto come una forma di verità.. Origene, che ha avuto un'influenza duratura sul pensiero cristiano orientale, sviluppa ulteriormente l'idea che le realtà spirituali possano essere trovate attraverso letture allegoriche delle Scritture (lungo le linee della tradizione aggadica degli ebrei), ma egli focalizza la sua attenzione sulla Croce e sull'importanza di imitare Cristo attraverso la Croce, soprattutto tramite l'impegno spirituale e l'ascetica. Origene enfatizza l'importanza di combinare intelletto e virtù (theoria e praxis, , "pratica, azione").) nei nostri esercizi spirituali, attingendo dall'immagine di Mosè e Aronne che conducono gli Israeliti attraverso il deserto, e descrive la nostra unione con Dio come il matrimonio delle nostre anime con Cristo il Logos, utilizzando le immagini nuziali del Cantico dei Cantici.. Il misticismo alessandrino si sviluppò insieme all'ermetismo e al neoplatonismo e quindi condivide alcune delle stesse idee, immagini e altro, nonostante le loro differenze..
Filone d'Alessandria era un filosofo ellenista ebreo che fu importante per aver connesso le Scritture ebraiche al pensiero greco e quindi ai cristiani greci, che faticavano a comprendere il loro collegamento alla storia ebraica. In particolare, Filone insegnava che interpretazioni allegoriche delle Scritture ebraiche fornivano accesso al significato reale dei testi. Filone asseriva anche la necessità di coordinare la concentrazione contemplativa degli Stoici e degli Esseni con la vita attiva di virtù e devozione comunitaria del platonismo e dei Terapeuti. Usando termini che ricordano i platonici, Filone descrive la componente intellettuale della fede come una sorta di estasi spirituale, in cui il nostro nous (la mente) viene sospeso e lo Spirito di Dio prende il suo posto. Idee di Filone influenzarono i cristiani alessandrini, Clemente e Origene e attraverso di loro, Gregorio di Nissa..
Padri del deserto
Ispirati dalla dottrina ed esempio di Cristo, uomini e donne si ritirarono nei deserti del Scete dove, sia come individui solitari o come comunità, vivevano vite di austera semplicità orientata verso preghiera contemplativa. Queste comunità hanno costituito la base per quello che più tardi sarebbe diventato noto come monachesimo cristiano. Il misticismo è parte integrante del monachesimo cristiano, perché l'obiettivo della pratica per il monastico è l'unione con Dio (Theosis).Cfr. le varie definizioni (anche etimologiche) di Theosis su ; dal sito ; su ; su .
Monachesimo