La valutazione degli effetti socio economici dei programmi di investimento ha assunto una crescente enfasi nella Politica di coesione europea. I fondi strutturali, che finanziano la politica di coesione, sono organizzati in programmi. I programmi a loro volta sono finalizzati al raggiungimento di determinate politiche e la loro valutazione contribuisce alla valutazione delle politiche. I programmi inoltre sono composti da interventi e progetti. La valutazione può avvenire a livello di priorità/intervento/progetto o a livello di programma. Rispetto al momento in cui viene effettuata, la valutazione può essere definita ex ante, in itinere o ex postSi tratta della definizione riportata in EVALSED. The resource for the evaluation of Socio-Economic Development, luglio 2012. Evalsed è una risorsa online sviluppata dalla Commissione per fornire linee guida sulla valutazione dello sviluppo socio economico..
Evoluzione La valutazione degli effetti socio economici dei programmi è uno degli strumenti fondamentali per il miglioramento dell'efficacia e della trasparenza della politica di coesione dell'Unione Europea, finanziata dai fondi strutturali. La valutazione è stata vista dalla Commissione europea come la risposta fondamentale all'esigenza di dimostrare il buon utilizzo dei fondi comunitari e di migliorarne ulteriormente l'utilizzo. La sempre maggior importanza della valutazione anche come strumento di costruzione di capacità istituzionale è evidente nell'evoluzione del concetto di valutazione nei regolamenti di attuazione dei fondi strutturaliPer la ricostruzione dell'evoluzione del concetto e della pratica della valutazione nei regolamenti nel periodo 1988 - 2000 si è fatto riferimento a , Andrea Mainardi, Giornate di lavoro: La formazione per la Rete dei Nuclei di valutazione e verifica degli investimenti pubblici , Capri 3 -4 giugno 2002.:
La prima riforma dei fondi strutturali: introduzione del concetto di valutazione L'Atto Unico Europeo, adottato nel 1986, introduce un nuovo capitolo V nel trattato CE contenente l'articolo 130D, che annuncia la riforma dei fondi strutturali, destinata a migliorare la loro efficacia in vista di una migliore coesione economica e sociale della Comunità. I regolamenti che definiscono le missioni dei fondi strutturali e la loro efficacia, adottati nel 1988 per la prima generazione (1989-93) contengono così alcuni articoli specifici dedicati alla valutazione. L'articolo 6 del regolamento-quadro per la generazione di fondi 1989-1993 definisce che al fine di apprezzare l'efficacia degli interventi strutturali l'impatto dell'azione comunitaria è oggetto di valutazione ex ante ed ex post da parte della Commissione e che le domande di finanziamento dovranno contenere le informazioni necessarie a tal fine.
1994-1999: riformulazione dell'art.6 Con il successivo periodo di programmazione (1994-1999) il nuovo articolo 6 precisa la nozione di ‘valutazione ex ante, sorveglianza e valutazione ex post' e gli articoli relativi ai contenuti della programmazione introducono la nozione di ‘obiettivi specifici e quantificati ‘. L'articolo 26 del regolamento di coordinamento figura una clausola di ‘condizionalità’ secondo cui ‘ gli aiuti saranno erogati quando la valutazione ex ante avrà dimostrato i vantaggi socioeconomici conseguiti a medio termine a fronte delle risorse mobilitate'.
La valutazione nei regolamenti 2000 - 2006 Con i nuovi regolamenti del 1999 (2000-2006), l'accento è posto sulla necessità di un maggiore decentramento gestionale accompagnato da una maggiore ‘accountability’ (designazione delle autorità di gestione). Vi è un rafforzamento significativo delle procedure di monitoraggio (indicatori e obiettivi quantificati), l'introduzione della valutazione intermedia nonché della gestione e del controllo finanziario (più rigore nella gestione con possibilità di disimpegno automatico; controlli rafforzati a più livelli). L'aspetto più innovativo è l'introduzione della riserva di performance, che consiste nell'accantonare una parte dei fondi (4% della dotazione globale) che sarà allocata a metà percorso sulla base di criteri di efficacia, efficienza e qualità gestionale.
2007 - 2013 Il successivo periodo di programmazione, ha impresso un ulteriore impulso, orientando le Amministrazioni a predisporre Piani di valutazioneI Piani di valutazione sono consultabili all'indirizzo: in cui indicare principalmente ed a valutare gli effetti prodotti dalle politiche pubbliche relative a domande valutative riguardanti principalmente argomenti controversi e rilevanti per l'efficace attuazione, la modifica o l'impostazione strategica degli interventiG. Marchesi, L. Tagle, B. Befani, , Materiali Uval, 2011.
2014 - 2020: la valutazione pubblica aperta La programmazione 2014 - 2020 dei fondi comunitari in Italia parte proprio dalla valutazione pubblica aperta come innovazione metodologica fondamentale: "per aspirare a trasformare la realtà attraverso l'azione pubblica è necessario che i risultati cui si intende pervenire siano definiti in modo circostanziato e immediatamente percepibile, sia da coloro che sono responsabili dell'attuazione, sia da coloro che ne dovrebbero beneficiare al fine di dare vita a una vera e propria valutazione pubblica aperta"Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari 2014 - 2020 , elaborato dal Ministro per la Coesione territoriale, d'intesa con i Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, presentato in Consiglio dei Ministri il 27/12/2012.
Le sette innovazioni di metodo La valutazione pubblica aperta è configurata in sette innovazioni generali di metodo riassunte in: risultati attesi; azioni; tempi previsti e sorvegliati; apertura; partenariato mobilitato; valutazione d'impatto; forte presidio nazionale.Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari 2014 - 2020 , pp. 6-8, cit.
La valutazione d'impatto come innovazione di metodo In particolare, nel nuovo periodo di programmazione la valutazione d'impatto "(...) deve salire di rango nello strumentario delle decisioni politiche. In primo luogo, sarà consolidata l'organizzazione istituzionale dedicata – i Nuclei di valutazione – costruita negli ultimi due cicli di programmazione, mettendola maggiormente al servizio delle domande del partenariato e dei beneficiari ultimi. In secondo luogo sarà data centralità e impulso alla valutazione di impatto, ossia alla valutazione del se, in quale misura ed eventualmente per quali soggetti, le azioni adottate abbiano effettivamente effetti per la qualità di vita delle persone e/o le opportunità delle imprese. Esplicitare i risultati attesi orienterà il focus della valutazione di impatto, qualunque sia il metodo adottato. L'avvio della valutazione d'impatto contemporaneamente all'attività di programmazione, contribuirà a inserire la valutazione e i suoi esiti nelle scelte e confronto sulle azioni pubbliche. Esprimere risultati attesi e azioni puntuali a un tempo consente e impone di definire la domanda di valutazione e la ricerca sugli effetti/impatti del programma e sul ruolo avuto dai suoi protagonisti, mentre l'esito di tale analisi può alimentare in modo significativo il processo generale di “valutazione pubblica aperta” "Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari 2014 - 2020 , pp. 7-8, cit.
Tipologie di valutazione I processi di valutazione possono essere effettuati prima (ex ante), durante (in itinere) o dopo (ex post) l'attuazione del programma a cura di Claudio Bezzi, febbraio 2012.
Valutazione ex ante La valutazione effettuata prima dell'attuazione di un programma o di un intervento è definita valutazione ex ante.
La proposta modificata di regolamento recante disposizioni comuni per il periodo di programmazione 2014-2020 stabilisce che, per migliorare la qualità e l'elaborazione di ciascun programma, e per verificare che gli obiettivi generali e specifici possano essere conseguiti, occorre effettuare una valutazione ex ante di ogni programma.
L'art. 48 di tale regolamento stabilisce gli elementi che devono essere sottoposti a processo di valutazione: il contributo alla strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, in riferimento agli obiettivi tematici e alle priorità selezionati, tenendo conto delle esigenze nazionali e regionali; la coerenza interna del programma o delle attività proposti e il rapporto con altri strumenti pertinenti; la coerenza dell'assegnazione delle risorse di bilancio con gli obiettivi del programma; la coerenza degli obiettivi tematici selezionati, delle priorità e dei corrispondenti obiettivi dei programmi con il quadro strategico comune, il contratto di partenariato e le raccomandazioni specifiche per paese di cui all'articolo 121, paragrafo 2, del trattato, e le raccomandazioni del Consiglio adottate a norma dell'articolo 148, paragrafo 4, del trattato; la pertinenza e la chiarezza degli indicatori del programma proposto; in che modo i risultati attesi contribuiranno al conseguimento degli obiettivi; se i valori obiettivo quantificati relativi agli indicatori sono realistici, tenendo conto del sostegno previsto dei Fondi del QSC; la motivazione della forma di sostegno proposta; l'adeguatezza delle risorse umane e della capacità amministrativa per la gestione del programma; La Commissione promuove, come buona pratica, l'inclusione delle lezioni apprese dalle precedenti analisi o valutazioni in tutte le fasi di questo processo (per esempio valutazioni in essere, valutazioni ex ante del periodo 2000-2006, valutazioni tematiche o studi che esulano dai Fondi Strutturali su simili ambiti di intervento)Documento di orientamento sulla valutazione ex-ante , traduzione in italiano di Guidance document on ex-ante evaluation, European Commission, gennaio 2013.
Valutazione in itinere La valutazione in itinere si inserisce nel processo di pianificazione e realizzazione dell'intervento e serve per verificare se il programma in corso di attuazione sta fornendo i risultati attesi o se vi siano scostamenti a causa di errori di progettazione e/o di modificazioni del contesto. In presenza di scostamenti apprezzabili, la valutazione in itinere permette di apportare le opportune correzioni in corso di realizzazione.
La valutazione in itinere ha una duplice natura: operativa, prevalente nei Rapporti Annuali di Valutazione che si prefiggono principalmente di supportare l'Autorità di Gestione nell'implementazione del programma, verificandone lo stato di avanzamento finanziario e fisico e fornendo raccomandazioni su come migliorare le performance dell'attuazione del POR; strategica, prioritaria nei Rapporti di Valutazione Intermedia e nel Rapporto di Valutazione Conclusivo, che si concentra maggiormente sul contributo apportato dal Programma per il raggiungimento degli obiettivi specifici di sviluppo.
La valutazione in itinere è richiamata all'art. 49 della proposta modificata di regolamento recante disposizioni comuni, intitolato "Valutazione durante il periodo di programmazione": nel corso del periodo di programmazione, le autorità di gestione effettuano valutazioni di ciascun programma, anche intese a valutarne l'efficacia, l'efficienza e l'impatto, sulla base del piano di valutazione. Almeno una volta nel corso del periodo di programmazione si valuta in che modo il sostegno dei Fondi del QSC abbia contribuito al conseguimento degli obiettivi di ciascuna priorità. Tutte le valutazioni sono soggette all'esame del comitato di sorveglianza e vengono trasmesse alla Commissione. Valutazione ex post La valutazione ex post si effettua al completamento del programma ed è volta a verificare il conseguimento o meno degli obiettivi prefissati dal programma o dall'intervento ed a individuare interventi correttivi e raccomandazioni per il futuro.