La vetta del Monte Bianco, a 4 807 metri di quota, è il punto più alto dell'Europa occidentale ed è nota sui libri di testo degli studenti di Francia e Italia come la maggiore altitudine dei loro rispettivi paesi.
La questione della frontiera sul Monte Bianco, infatti, è oggetto di annosa disputa: un settore di circa mezzo chilometro quadrato, pari all'estensione della Città del Vaticano, è al centro di controversie cartografiche e istituzionali tra le due nazioni.
L'importanza della sovranità nella parte culminante della montagna e nei suoi dintorni, benché in sé piccola, è rilevante perché comprendendo la vetta definisce se essa ricade in territorio completamente francese oppure a metà tra Francia e Italia. Una precisa delimitazione dei confini serve inoltre ad individuare eventuali responsabilità penali e civili in caso di incuria da parte degli amministratori locali di entrambi i Paesi.
Storia Regno di Sardegna e Casa Savoia: quando non esisteva frontiera
I territori a sud del lago di Ginevra, fino al Piemonte ed alla Liguria, lungo la catena delle Alpi occidentali fino al mar Ligure e poi alla Sardegna, erano occupati dagli Stati sabaudi. Già nel 1560 la loro capitale da Chambéry venne trasferita a Torino e dal 1720, dopo il trattato di Utrecht e poi con quello di Londra, si riunirono sotto la corona del regno di Sardegna.
A quell'epoca nessuna frontiera internazionale attraversava il massiccio del Monte Bianco che ricadeva completamente nel Regno di Sardegna.
Rivoluzione francese e Napoleone: la Savoia è annessa alla Francia
Nell'aprile 1796 durante la prima Campagna d'Italia, Napoleone Bonaparte sconfisse l'esercito del re di Sardegna nella battaglia di Millesimo e nella battaglia di Mondovì; il 23 aprile entrò in Cherasco a seguito della resa del generale Colli che chiese l'armistizio. Con l'armistizio di Cherasco a Vittorio Amedeo III di Savoia i francesi imposero dure condizioni che implicavano sia la cessione delle fortezze di Cuneo, Ceva, Alessandria e Tortona, sia la cessione alla Francia della Savoia, di Nizza, Breglio e Tenda. I termini dell'armistizio furono confermati nel Trattato di Parigi del 15 maggio 1796.Il trattato di Parigi del 1796 è disponibile su Gallica (Biblioteca nazionale di Francia-pagina 271)
Il confine tra il regno di Sardegna e la Francia venne tracciato allora seguendo il concetto delle creste militari: le cime più alte furono assegnate ai francesi vincenti, quelle più basse al re di Sardegna.
Per la prima volta una frontiera internazionale attraversava dunque il massiccio del Monte Bianco. Secondo l'articolo 4 di quel trattato, la frontiera
A questo atto seguì un verbale di delimitazione datato secondo il calendario rivoluzionario al 2 termidoro, anno IV (2 luglio 1797). In quel periodo una delle sue interpretazioni era quella secondo la quale la frontiera sulla cima fosse visibile dai comuni di Chamonix e di Courmayeur. La cima del Monte Bianco però (così come anche il Monte Bianco di Courmayeur) essendo coperta dal Monte Chétif, non era e non è visibile dal paese di Courmayeur, (al contrario di Chamonix), ma è comunque visibile da La Palud (dove parte la funivia per il monte Bianco) e da Planpincieux, entrambe frazioni di Courmayeur. Come anche da tutta la Val Ferret, territorio dello stesso comune.
Secondo quanto riportato in una lettera del Ministero degli esteri francese rintracciata e pubblicata dallo studioso Pino Crespi, in una carta del periodo la linea di demarcazione tra la Francia e il Regno di Sardegna, venendo da ovest (Aiguille de Bionnassay) raggiungeva la vetta del Bianco (visibile da Chamonix), scendeva verso il Monte Bianco di Courmayeur (visibile da Courmayeur), per poi andare a nord verso il Monte Maudit attraversando il colle della Brenva.Si può trovare in questo sito la lettera (1946) del M.A.E (Ministero degli Affari Esteri francese) sito che menziona l'articolo Mont Blanc e Dintorni Si veniva così a formare nell'area tra la cima e l'anticima, ossia il Monte Bianco di CourmayeurDal punto di vista formale il Monte Bianco di Courmayeur viene considerato come anticima del Monte Bianco (cfr ). un cuneo, il cosiddetto cuneo della Brenva (questa interpretazione è in parte utilizzata dai francesi).
Questo primo episodio terminò con l'esilio di Napoleone nell'isola d'Elba e il Trattato di Parigi del 30 maggio 1814I Trattati di Parigi del 1814 e del 1815 sono disponibili su Gallica (pagina 6) restituisce la Savoia al regno di Sardegna; il resto seguirà nel 1815.
Congresso di Vienna - Il Monte Bianco ritorna sotto la sovranità sarda
Terminata la parentesi napoleonica, dopo il Congresso di Vienna, tutti i territori annessi dalla Francia ritornarono ai rispettivi sovrani. La convenzione di delimitazione imposta da Napoleone perse ogni sua efficacia e il massiccio del Monte Bianco non era più frontaliero. Una frontiera interna però separava il ducato d'Aosta dal ducato di Savoia. Questa separazione amministrativa sarà rappresentata più volte nei documenti militari sardi.
Nel 1823, lo Stato Maggiore sardo incaricò il tenente Felice Muletti di redigere una carta topografica sul massiccio del Monte Bianco; su questa carta il limite amministrativo tra i due ducati fu tracciato senza ambiguità sulla cima.
Nel 1854, il tenente colonnello Vittorio Federici, ufficiale di Stato Maggiore e commissario del Re, (firmerà il 25 novembre 1860 il protocollo di Nizza), farà figurare lo stesso tracciato sull'Atlante Ufficiale Sardo.
La definizione del limite amministrativo tra i due ducati, fatta durante il regno sardo, è di grande importanza nell'ambito della futura definizione dei confini alpini tra lo Stato italiano e quello francese perché proprio una di quelle carte sarà allegata al trattato di cessione della Savoia e di Nizza (allegato 3).
Il Trattato di Torino e le sue applicazioni
Fortemente deciso ad unificare l'Italia del nord, Vittorio Emanuele II di Savoia riceve l'aiuto militare e diplomatico dalla Francia e, quando si prospetta anche l'annessione dell'Italia centrale, esige in cambio un prezzo: i territori sardi di Nizza e Savoia sono ceduti alla Francia il 24 marzo 1860 con il trattato di Torino.Troveremo su Gallica il Trattato di Torino del 1860 (pagina 32), i protocolli di Parigi (pagina 59) e Nizza (pagina 150) e la Convenzione di delimitazione di Torino del 1861 (pagina 185).
Diversi atti diplomatici completeranno questo Trattato. Un «protocole réglant les bases de la délimitation entre la Sardaigne et la France», firmato il 27 giugno a Parigi organizza i lavori che porteranno alla firma - a Nizza - il 25 novembre, di un «protocole dressé pour fixer la délimitation entre la France et la Sardaigne». Quattro mesi dopo, a Torino, il 7 marzo 1861, una « Convention de délimitation des frontières » riprende il testo del protocollo del 25 novembre - (completandolo con diverse disposizioni doganali). Infine un verbale di delimitazioneAnche questo verbale di delimitazione è disponibile su Gallica (pagina 465). chiude - il 26 settembre 1862 - la successione di atti bilaterali.
I due protocolli del 1860 e la Convenzione del 1861, riprendono la stessa formula: «Du côté de la Savoie, la nouvelle frontière suivra la limite actuelle entre le Duché de Savoie et le Piémont»; il primo protocollo autorizza inoltre i commissari incaricati ai sopralluoghi sulla nuova frontiera, ad effettuare rettifiche sul tracciato, rettifiche che saranno dettagliate nel protocollo successivo e poi riprese nella Convenzione di delimitazione finale (ma non concernenti il settore inospitale sulla vetta del Monte Bianco). I commissari convenivano inoltre: «qu'ils admettront comme documents topographiques pour la crête des Alpes la carte au 1/50.000 de l'État-Major sarde». Infine sono annessi al protocollo di Nizza (come Allegato n.1) e successivamente alla Convenzione di delimitazione di Torino e al verbale di delimitazione (come Allegato n.3), la «carte au 1/50.000 de la frontière de la Savoie depuis le mont Grapillon, du côté suisse, jusqu'au mont Tabor où la limite de la Savoie rejoint la frontière de la France». Su questa carta topografica, anche se la linea spartiacque è un po' imprecisa, la frontiera è tracciata sulle cime più elevate del Massiccio e passa chiaramente sulla calotta sommitale del Monte Bianco.
Questo trattato e le sue applicazioni sui confini è l'unico esistente tra i due Stati ed è in vigore sia in Italia che in Francia.
Carta topografica del capitano Jean-Joseph Mieulet
Nel 1865, un cartografo dell'Esercito, il capitano Jean-Joseph Mieulet, è incaricato dello Stato Maggiore francese di redigere una carta topografica sul massiccio del Monte Bianco. Su questa carta, per la prima volta appare un tracciato alternativo a quello dell'Allegato n.3: la frontiera gira intorno alla vetta del Monte Bianco e la cima appare completamente in territorio francese.
Quel tracciato, benché in contraddizione con la Convenzione di delimitazione del 1861, sarà riprodotto sulle edizioni successive e sarà ripreso più in là anche dallInstitut Géographique National, quando questo organismo civile prese il posto di quello militare.
Nello stesso periodo, le carte topografiche prodotte nel Regno d'Italia (dal 1861 non più Regno di Sardegna), così come anche l'Atlante Sardo del 1869 (con l'edizione dei rilievi effettuati anteriormente al Trattato di Torino), continuarono a rappresentare la frontiera lungo la linea spartiacque.
Sospensione della Convenzione Nel corso della seconda guerra mondiale Il 10 giugno 1940 dalle pendici del Monte Bianco partì l'attacco italiano contro la Francia incontrando oltrefrontiera una forte resistenza nelle fortificazioni di Séloges in val de Glaciers. Le ostilità sul fronte occidentale durarono fortunatamente poco tempo e 14 giorni dopo, con l'armistizio del 24 giugno 1940, le operazioni si fermarono.
A causa della guerra, nel periodo che va dal 1940 al 1948 la Convenzione di delimitazione del 1861 fu dunque sospesa. Nel 1943 l'Italia firmò l'Armistizio con gli Alleati.
Durante il periodo di sospensione della Convenzione un altro conflitto territoriale questa volta interno alla Francia e ancor più intricato del precedente, si aggiunge alla contesa sulla frontiera internazionale. Questa volta sono tre comuni francesi di Saint-Gervais-les-Bains, Les Houches e Chamonix a contendersi i ghiacciai sul massiccio del Monte Bianco. Questa loro contesa non era per niente nuova: già nel 1881 fu necessario aggiornare i confini in seno al massiccio tra i tre comuni, ma questa volta si erano decisi a porre fine alle vecchie diatribe. Dopo una consultazione con i consigli municipali interessati e con il Consiglio Generale dell'Alta Savoia, il prefetto dell'Alta Savoia, il 21 settembre 1946, con un decreto mette fine alle contese e divide il settore del dôme du Goûter e del Monte Bianco tra i tre comuni. Questo decreto fa sua l'interpretazione del tracciato frontaliero che appare sulle carte dello Stato Maggiore francese, dividendo la porzione di frontiera annessa unilateralmente dal capitano Mieulet, tra i comuni di Chamonix e di Saint-Gervais-les-Bains. Una carta topografica annessa al decreto prova senza ambiguità che per il prefetto dell'Alta Savoia la cima del Monte Bianco non è più frontaliera.