Alatri (AFI: • • ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Frosinone, nel Lazio, nota soprattutto per l'acropoli preromana cinta da mura megalitiche.

Geografia fisica Territorio

La città di Alatri sorge su una collina bigemina della Valle LatinaFrancesco Maria Pasanisi, Testo di geografia per le scuole secondarie superiori, Società editrice Dante Alighieri di Albrighi, Segati e C., 1905, p. 639., alle pendici dei Monti Ernici che costituiscono il confine naturale del Lazio con l'Abruzzo.

Il quadro altimetrico comunale mostra una netta prevalenza delle quote intermedie, comprese tra 300 e 600 metri sul livello del mare, che rappresentano quasi la metà dell’intero territorio comunale, mentre una parte non trascurabile supera i 1000 metri; nel suo assetto generale il territorio degrada dalle propaggini meridionali dei Monti Ernici verso il minimo di 175 m della piana di Tecchiena, comprendendo nella sua estensione gran parte del bacino del fiume Cosa, affluente del Sacco che scorre ad est del centro cittadino in direzione nord-sud. Tra le cime che si elevano ci sono il Monte Brecciaro e il Monte Cappello.

Idrografia Il quadro idrografico è legato in larga misura al bacino del fiume Cosa, che interessa una parte significativa del territorio comunale e scorre a est del centro abitato con direzione prevalente nord-sud, nel contesto di un territorio che degrada verso la piana di Tecchiena.

Geologia Il territorio alatrense è composto in gran parte da suoli di "calcari granulari bianco-giallastri con grosse rudiste caratteristiche del Senoniano": inoltre, alcune zone sono formate da calcari giallastri forse appartenenti al Miocene inferiore ed arenarie argillose o calcarifere e talora gessifere. Le aree più basse del territorio, come la valle del torrente Cavariccio, sono formate da tufi vulcanici (pozzolana e peperino); parallelamente al corso del torrente Cavariccio passa una frattura visibile nel terreno.

Clima

Il clima di Alatri presenta caratteri di transizione fra l’ambiente collinare interno del Lazio e il quadro mediterraneo dell’Italia centrale. Le estati sono brevi, calde, asciutte e in prevalenza serene, mentre gli inverni risultano più lunghi, molto freddi e parzialmente nuvolosi; nel corso dell’anno si osserva una netta alternanza tra una fase estiva più stabile e soleggiata e una fase autunno-invernale più umida e variabile.

Dal punto di vista termico, la temperatura varia generalmente da circa 0 °C a 30 °C nel corso dell’anno, mentre valori inferiori a -4 °C o superiori a 34 °C risultano rari. La stagione calda dura da metà giugno a metà settembre, con agosto quale mese più caldo, caratterizzato da una temperatura media massima di 29,2 °C ; la stagione fredda si estende invece da metà novembre a metà marzo, e gennaio risulta il mese più freddo.

La fase più piovosa dura circa sette mesi e mezzo, da metà settembre alla fine di aprile, con una probabilità giornaliera di pioggia superiore al 23%, mentre la stagione più asciutta si colloca fra la fine di aprile e metà settembre. Il mese con il maggior numero medio di giorni piovosi è novembre, con circa 9,9 giorni con almeno 1 mm di precipitazione, mentre luglio è il mese più secco, con una media di circa 3,7 giorni piovosi.

Origini del nome Il nome di Alatri deriva dal nome latino Aletrium (talora italianizzato in AletrioMario Ritarossi. Aletrium. Una visita al centro storico di Alatri. Tofani Editore, Alatri, 1999.) testimoniato anche in greco antico nella forma Ἀλέτριον, trasformato in Alatrium nella pronuncia popolare (Plauto e Liber coloniarum) e che, , ha dato come esito il toponimo moderno. Non si conosce la forma del toponimo in uso in epoca preromana e tantomeno un suo eventuale significato.

Un'etimologia popolare si richiama allo raffigurazione sullo stemma cittadino — che tuttavia è storicamente documentato solo dagli inizi del XII secolo (stemma del cardinal Ugone da Alatri) — della Torre alata o Alata Turris, che, per contrazione, sarebbe divenuta Ala(ta)t(ur)ri(s).

Storia

La presenza umana nel territorio di Alatri è accertata dal periodo calcolitico. L'archeologo francese Louis-Charles-François Petit-Radel (1756-1836) pose la datazione della fondazione di Alatri prima della Seconda Colonia Pelasgica, risalente al 1539 a.C.Recherches sur les Monuments Cyclopéens ou Pelasgiques, 1841.. In epoca storica la città è abitata dalla popolazione osco-umbra degli ErniciAntichità di Alatri, Bullettino dell'Imperiale istituto archeologico germanico, Sezione romana, Vol. IV, 1889, p. 136., la cui capitale era la vicina AnagniStrabone, Geografia, V, 3,10.. Nel 380 e nel 362 a.C. gli Ernici entrarono in conflitto con Roma. Nella successiva rivolta del 306 a.C. Alatri, rimasta fedele a Roma (...venissetque in periculum summa rerum, ni T.Quinctius peregrinis copiis, cum Latino Hernicoque exercitu, subvenisset... - Tito Livio, in "ab urbe condita", narra come l'apporto delle legioni erniche fu decisivo nella vittoria contro gli eserciti dei Volsci e degli Equi che stavano per avere la meglio su Roma, dopo un assedio a tradimento per la rottura improvvisa dei trattati di pace, cui Alatri non solo non aderì, ma avvertì Roma dell'imminente attacco), ottiene di restare indipendente e conosce un periodo di benessere, che ha un culmine nel primo quarantennio del II secolo a.C. in coincidenza con la riorganizzazione urbanistica e amministrativa della città promossa dal censore Lucio Betilieno Varo, nota grazie all'epigrafe conservata nel museo civico.

Tra il III e il II secolo a.C. si data il piccolo tempio di Alatri, di tipo etrusco-italico, i cui resti sono conservati anch'essi nel museo civico mentre nel Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma ne è ospitata una celebre ricostruzione a grandezza naturale. Nel 90 a.C. Alatri ottenne la piena cittadinanza romana. Si suppone che il Cristianesimo sia arrivato già nell'età apostolica, sebbene la presenza di cristiani nella città non sia documentata prima del 380.

Dopo la caduta di Roma la città subisce le invasioni barbariche e la sanguinosa guerra tra Odoacre e Teodorico. Nel 543 Alatri è saccheggiata da Totila e rimane completamente distrutta; l'anno successivo viene inclusa nel Ducato romano, soggetto all'autorità papale. Nel 1173 Alatri conquista l'autonomia comunale. A quell'anno risale l'elezione dei consoli.Storia dell'arte italiana, G. Einaudi, 1980, Parte 3, Volume 1, p. 293.. Nel 1186 la città, durante le lotte del papato contro l'impero, è assediata dall'esercito di Enrico VI al quale riesce tuttavia a resistere. Nel Duecento il comune alatrense si espande a danno dei paesi limitrofi: sottomette Collepardo ed in seguito anche Trivigliano, e aggredisce Vico nel Lazio, che verrà assoggettata all'inizio del XIV secolo, quando anche Frosinone sarà costretta a partecipare al Parlamento di Alatri e fornire truppe al comune ernico. Un forte periodo di sviluppo economico, monumentale ed edilizio si ha con la nomina del cardinal Gottifredo di Raynaldo a podestà nel 1286.

La cattività avignonese del papato coincide con una fase di decadenza per Alatri, che nel 1324 viene conquistata da Francesco de Ceccano. Il terremoto del 1349 danneggia gravemente il centro abitato, mentre nel 1357 le Costituzioni egidiane obbligano la città a restituire la signoria su Trivigliano al papato e quella su Torre ai Caetani. Durante lo Scisma d'Occidente la città è occupata dalle milizie papali e rimane forzatamente fedele a Papa Urbano VI. Tuttavia, a seguito dell'ingresso in città di Onorato Caetani, che cattura quaranta nobili, gli alatrensi per difendersi da ulteriori scorrerie nominano i Conti signori della città. Nel Quattrocento il dominio sulla città da parte di re Ladislao I di Napoli (1408-1414) divide la città in fazioni. In seguito, salvo la breve signoria di Filippo Maria Visconti nel 1434, Alatri deve sottostare al diretto potere pontificio, che si fa più soffocante. Nel XVI secolo il Sacco di Roma e la successiva occupazione spagnola lasciano la città impoverita e a dover fronteggiare la peste. La situazione economica si aggrava anche a causa di lunghe lotte con i comuni vicini e delle occupazioni da parte di Cesare di Caietani prima e di Fernando Álvarez de Toledo poi.Una riorganizzazione sociale e religiosa viene promossa da Ignazio Danti, vescovo della città dal 1583 al 1586, ricordato in particolare per la costruzione del monastero dell'Annunziata. Il XVII secolo per Alatri è segnato da due terremoti (1617 e 1654) e nuovamente dalla peste del 1656. Nel Settecento la città raggiunge gli ottomila abitanti; viene attuata una riforma delle istituzioni locali, e nel 1729 viene istituito il Collegio delle Scuole Pie.

Con la proclamazione della Repubblica Romana nel 1798 emerge in città un ceto dirigente filofrancese, abbattuto però, nel luglio 1798, da una ribellione che sfocia in un massacro. Nel riordino amministrativo della provincia pontificia di Campagna e Marittima (che cambia nome in Dipartimento del Circeo), Alatri diviene capo cantone di un vasto territorio. Dal 1809 al 1814 la città subisce il dominio dell'impero napoleonico, e la deportazione in Francia di molti dissidenti e del vescovo Giuseppe Della Casa.

La Restaurazione produce un periodo di incertezza politica; il fenomeno del brigantaggio testimonia l'arretratezza generale dello Stato pontificio, nonostante i tentativi di migliorare la situazione (come la realizzazione dell'acquedotto per volere di Papa Pio IX). Con l'instaurazione della Seconda Repubblica romana, il patriota alatrense Sisto Vinciguerra viene eletto deputato alla Costituente.

In seguito all'unificazione della penisola, la popolazione raggiunge i tredicimila abitanti; vengono potenziati i servizi di assistenza ed ha inizio un vivace progresso. Fiorisce anche la vita letteraria e politica. Nello stesso tempo, con l'aumento della popolazione, l'area del centro abitato supera assai presto l'antica cerchia muraria. Nel 1917 l'inaugurazione di una ferrovia vicinale fa cadere l'isolamento in cui si trovava la città.

Durante la seconda guerra mondiale la città subisce pesanti perdite umane e la rovina di molti monumenti e abitazioni. Nel 1941 nel territorio di Alatri viene istituito il campo di internamento di Fraschette, che rimarrà in funzione come tale fino al 1944, per poi essere trasformato in campo profughi, rimanendo attivo fino agli anni Settanta. Dopo la guerra Alatri diviene una città florida economicamente, con un potenziamento delle attività commerciali.

Simboli

Stemma Nello stemma di Alatri è raffigurata, dagli inizi del XII secolo, una torre alata (che ha preso il posto della scritta S.P.Q.A., denotante lo stato di civitas in epoca romana). La torre, costituita da due piani sovrapposti, richiama l'impostazione difensiva della città con due cerchie di mura, quella dell'acropoli e quella esterna; le ali simboleggiano l'elevazione della città e rimandano all'interpretazione tradizionale del nome Ale-trium.

Gonfalone Il gonfalone è un drappo di bianco (nei fatti, di rosa chiaro), caricato dello stemma cittadino, sormontato dalla denominazione istituzionale e contornato da ricami floreali, il tutto in tinta oro.

Bandiera La bandiera è un drappo di rosa caricato al centro dello stemma cittadino.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Basilica concattedrale di San Paolo

Sulla sommità dell'acropoli, sul podio di un antico ierone (altare ernico) e sui resti di un tempio dedicato a Saturno sorgono rispettivamente la Basilica di San Paolo apostolo e l'attiguo Vescovado, risalenti al periodo altomedioevale: ne abbiamo notizie fin dal 930.