Operazione Gauntlet (Guanto d'arme) era il nome in codice di un'incursione compiuta dal 25 agosto al 3 settembre 1941, nella Norvegia occupata dai tedeschi, nell'ambito delle operazioni del teatro dell'Artico della seconda guerra mondiale.

Antefatti

Dopo la sconfitta patita nella campagna di Francia e la costosa evacuazione di Dunkerque, ai primi di giugno del 1940 il primo ministro britannico Winston Churchill richiese con insistenza che venisse creata una forza di truppe scelte addestrate ed equipaggiate per intraprendere delle incursioni dietro le linee nemiche, al fine di infliggere quante più perdite possibili ai tedeschi e risollevare il morale dei britannici tramite azioni su piccola scala lungo le coste dell'Europa occupata.. Andando incontro ai desideri del primo ministro, un ufficiale dello stato maggiore britannico, il tenente colonnello Dudley Clarke, sottopose ai suoi superiori un primo piano per formare la forza di incursori ribattezzata "British Commandos"; tre settimane dopo, il 24 giugno 1940, i primi volontari dell'unità di Clarke condussero il loro primo raid sbarcando lungo la costa settentrionale della Francia occupata (operazione Collar): l'azione in sé non diede grandi risultati, ma dimostrò la fattibilità di simili operazioni.

A mano a mano che i volontari si presentavano e i reparti venivano costituiti si iniziò a delineare la struttura della nuova forza di incursori: il 17 luglio 1940 venne fondato il Combined Operations Headquarters ("Quartier generale delle operazioni combinate") sotto l'ammiraglio Roger Keyes, un veterano della campagna di Gallipoli e del raid di Zeebrugge nella prima guerra mondiale, incaricato di pianificare e condurre le missioni dei reparti di Commandos, che nel novembre seguente arrivarono a contare un totale di uomini suddivisi in 12 piccoli distaccamenti indipendenti.. Fino a quel momento i Commandos britannici erano stati impegnati solo in missioni di ricognizione su piccola scala, ma per l'inizio del 1941 Keyes iniziò a progettare una serie di operazioni su vasta scala: l'obiettivo prescelto fu l'arcipelago delle isole Lofoten, lungo la costa settentrionale norvegese a nord del circolo polare artico e a chilometri dalla Gran Bretagna; le isole ospitavano diversi impianti industriali per la produzione di olio di pesce, importante per l'industria bellica tedesca visto che da esso si estraeva la glicerina necessaria alla fabbricazione di esplosivi..

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Il raid La nave agì da trasporto truppe, scortata dalla forza K: due incrociatori della Royal Navy, (ammiraglia) e , con cinque cacciatorpediniere: , , , e ; a capo era l'ammiraglio Philip Vian, nelle vesti di comandante della forza K. la forza prese il mare il 19 agosto.

Nell'operazione il reparto da sbarco occupò l'isola Spitsbergen dell'arcipelago delle Svalbard, in quel momento prive di guarnigione tedesca e dove erano in esercizio delle importanti miniere di carbone e presenti delle notevoli scorte di carburante ed olio lubrificante; il tutto venne distrutto, lavoratori russi vennero trasportati ad Arcangelo insieme a tutte le attrezzature rimovibili a bordo della nave ,. Vennero inoltre liberati 50 ufficiali francesi che, evasi da un campo di prigionia in Prussia orientale, erano fuggiti in Unione Sovietica, la quale però aveva preferito internarli sull'isola invece di permettere loro di unirsi alla Francia Libera. e le 8 navi catturate vennero portate in Gran Bretagna; durante il viaggio di ritorno venne avvistata la nave scuola cannonieri tedesca Bremse, che venne affondata dalla HMS Nigeria a sua volta danneggiata probabilmente da una mina.

Note

Bibliografia

Voci correlate Operazione Fritham Operazione Zitronella

Altri progetti

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