La campagna peninsulare della guerra di secessione americana fu la maggiore operazione militare lanciata dall'Unione nella Virginia sud orientale, tra il marzo e il luglio del 1862: la prima offensiva su larga scala nel teatro orientale d'operazioni della guerra civile. La campagna, comandata dal maggior generale George B. McClellan, fu un movimento anfibio aggirante che aveva come scopo di catturare la capitale confederata di Richmond, evitando l'urto con l'Armata della Virginia Settentrionale.
McClellan ebbe inizialmente successo contro la forza del prudente generale Joseph E. Johnston, ma l'entrata in azione del generale Robert E. Lee mutò il carattere della campagna, che si concluse con un'umiliante disfatta dell'Unione. Sebbene non facenti parte formalmente della campagna peninsulare, le battaglie finali tenutesi dal 25 giugno al 1º luglio, con Lee comandante confederato all'offensiva contro McClellan, sono popolarmente note come Battaglie dei Sette Giorni e descritte nel relativo articolo.
Premesse McClellan passò l'inverno del 1861-62 addestrando la sua nuova Armata del Potomac e ignorando le esortazioni del presidente Abraham Lincoln ad avanzare contro i Confederati. Lincoln era particolarmente preoccupato dall'esercito del generale Joseph E. Johnston a Centreville, in Virginia, a sole 30 miglia da Washington. McClellan sovrastimò enormemente la forza di Johnston e si orientò a non affrontare quell'esercito quanto piuttosto puntare alla conquista della capitale confederata di Richmond. Propose di muoversi per via fluviale verso Urbanna, in Virginia, sul fiume Rappahannock e quindi per via terrestre verso Richmond prima che Johnston potesse muoversi per bloccarlo.
Malgrado Lincoln preferisse l'operazione terrestre, perché essa avrebbe difeso Washington da ogni attacco mentre l'operazione progrediva, McClellan sostenne che le condizioni delle strade in Virginia erano disastrose, che aveva disposto un'adeguata difesa della capitale unionista e che Johnston lo avrebbe certamente tallonato mentre egli si fosse mosso verso Richmond. Questo piano fu discusso per tre mesi a Washington, finché Lincoln approvò la proposta di McClellan ai primi di marzo. Dal 9 marzo, tuttavia, Johnston lasciò col suo esercito Centreville alla volta di Culpeper (Virginia), rendendo impraticabile il piano di McClellan verso Urbana. McClellan allora propose di far vela verso Fort Monroe e quindi verso la penisola della Virginia (la stretta lingua di terra fra il fiume James e il fiume York) e Richmond. Lincoln concordò, seppure con riluttanza.
Prima di partire per la penisola, McClellan mosse l'Armata del Potomac verso Centreville con una marcia d'addestramento. Scoprì quanto deboli fossero le forze di Johnston e quale fosse stata la posizione, affrontando le montanti critiche. L11 marzo, l'ordine di guerra n. 3 di Lincoln rimosse McClellan dalla sua posizione di comandante in capo degli eserciti dell'Unione, perché potesse dedicare la sua piena attenzione alla difficile campagna che lo aspettava. L'Armata del Potomac cominciò a imbarcarsi per Fort Monroe il 17 marzo.
Le forze contrapposte L'Armata del Potomac aveva approssimativamente uomini a Fort Monroe quando McClellan arrivò, ma il suo numero si accrebbe a prima che cominciassero le ostilità. Trasportare questi uomini, oltre a cavalli e muli, e carri costituì un impegno enorme. Furono necessarie 113 navi a vapore, 188 golette e 88 chiatte. L'Armata fu organizzata in 3 Corpi e altre unità secondo il seguente schema: II Corpo: brigadier generale Edwin V. Sumner comandante: divisioni dei brigadieri generali Israel B. Richardson e John Sedgwick III Corpo: brigadier generale Samuel P. Heintzelman comandante: divisioni dei brigadier generali Fitz John Porter, Joseph Hooker e Charles S. Hamilton IV Corpo: brigadier generaleErasmus D. Keyes comandante: divisioni dei brigadier generali Darius N. Couch, William F. "Baldy" Smith e Silas Casey 1ª Divisione del I Corpo: brigadier generale William B. Franklin comandante Riserva di fanteria, comandata dal brigadier generale George Sykes Cavalleria, comandata dal brigadier generale George Stoneman La guarnigione di Fort Monroe: uomini sotto il maggior generale John E. Wool; Wool fu rapidamente trasferito in un altro dipartimento militare per servire a Baltimora dopo che il Dipartimento di Guerra s'accorse che egli era tecnicamente superiore in grado di McClellan.
Da parte confederata, l'Armata della Virginia Settentrionale di Johnston (così chiamata dal 14 marzo) fu organizzata in tre ali (wings), ognuna composta di varie brigate, secondo lo schema seguente: Sezione sinistra: maggior generale D.H. Hill comandante: brigate dei brigadier generali Robert E. Roods, Winfield S. Featherson, Jubal A. Early e Gabriel J. Rains Sezione centrale: maggior generale James Longstreet comandante: brigate dei brigadier generali A. P. Hill, Richard H. Anderson, George Edward Pickett, Cadmus Marcellus Wilcox, Raleigh Edward Colston e Roger A. Pryor Sezione destra: maggior generaleJohn Bankhead Magruder comandante: divisione del brigadier generale Lafayette McLaws (brigate dei brigadier generali Paul J. Semmes, Richard Griffith, Joseph Brevard Kershaw e Howell Cobb) e la divisione del brigadier generale David Rumph Jones (brigate dei brigadier generali Robert A. Toombs e George T. Anderson) Forza di riserva comandata dal maggior generale Gustavus W. Smith Cavalleria, comandata dal brigadier generale J.E.B. Stuart
Tuttavia, al momento dell'arrivo dell'Armata del Potomac, solo i uomini di Magruder erano di fronte alla penisola. La massa della forza di Johnston ( uomini) erano a Culpeper, sotto il maggior generale Theophilus Hunter Holmes a Fredericksburg e sotto il maggior generale Benjamin Huger a Norfolk. A Richmond, il generale Robert E. Lee, tornato dalla sua missione di rinforzo delle fortificazioni costiere nella Carolina del Sud e Carolina del Nord il 13 marzo divenne il consigliere militare principale del Presidente della C.S.A., Jefferson Davis.
Le forze nella Valle dello Shenandoah svolsero un ruolo indiretto nella campagna. Approssimativamente uomini unionisti al comando dei maggior generali Nathaniel Banks e Irvin McDowell erano impegnati nella caccia di una forza militare confederata più esigua al comando di Stonewall Jackson nella campagna della Valle. L'esperta manovra di Jackson e il suo successo tattico conseguito in scontri minori trattennero gli unionisti dal rafforzare McClellan, con sua grande costernazione. Egli aveva pianificato che i uomini di McDowell si unissero a lui.
Battaglie
Battaglia di Hampton Roads (8-9 marzo 1862)
L'8 marzo il mondo si svegliò al rombo del primo combattimento di navi corazzate, allorché la nuova CSS Virginia confederata, al comando del commodoro Franklin Buchanan, entrò in azione colando a picco nella baia di Chesapeake, ad Hampton Roads, due fregate unioniste: la Congress da 50 cannoni e la Cumberland da 30 cannoni.
Il giorno dopo però la Virginia fu affrontata dalla nuova corazzata unionista USS Monitor. Le due corazzate combatterono una battaglia che non portò ad alcuna delle due navi il successo e quindi entrambe si ritirarono alla fine della giornata.
Hampton Roads causò un inusitato sentimento di preoccupazione perché le navi da trasporto dell'Unione potevano essere aggredite da questo nuovo tipo di arma direttamente lungo il tragitto. E la Marina degli Stati Uniti non riuscì ad assicurare a McClellan che essa avrebbe potuto proteggere le operazioni né sul James né sullo York, così che il piano anfibio progettato di assediare Yorktown fu abbandonato e il Generale ordinò un'avanzata lungo la penisola a partire dal 4 aprile. Il 5 aprile, McClellan apprese che il corpo di McDowell non si sarebbe unito a lui a Fort Monroe. In aggiunta alla pressione esercitata dalla campagna della Valle di Jackson, il Presidente Abraham Lincoln credeva che McClellan avesse lasciato insufficienti forze a difesa di Washington e che il generale fosse stato ingannevole nel descrivere la consistenza delle unità a sua disposizione, facendo riferimento a truppe pronte a presidiare Washington mentre esse erano al momento schierate altrove. McClellan protestò animatamente che era costretto a condurre un'importante campagna militare senza poter contare sulle risorse promessegli e tuttavia si mise comunque in marcia.
Battaglia di Yorktown (5 aprile-4 maggio 1862)
L'esercito unionista avanzò verso Yorktown (sito della resa 1781 di Lord Cornwallis a George Washington), in cui i uomini di Magruder s'erano trincerati lungo la Warwick Line che correva su entrambi i lati della città e lungo il fiume Warwick, allungandosi quasi completamente a tagliare la penisola. McClellan decise di assediare Yorktown e trascorse quasi un mese a radunare l'artiglieria pesante e i rifornimenti che egli credeva fossero necessari per l'impresa. Magruder, che era stato un attore dilettante prima della guerra, riuscì a ingannare McClellan marciando in modo visibile con esigue truppe, passando più volte sugli stessi posti, facendo credere che la sua fosse una forza assai più consistente.
Il 3 maggio Johnston ordinò a Magruder di evacuare Yorktown e ritirarsi dalla penisola per riunirsi al resto dell'esercito confederato. Nel corso del lungo lento indugio di McClellan, causato in parte dal tempo, difficoltà logistiche e dall'apparente mancanza di nerbo di Little Mac, Johnston ebbe il tempo adeguato per ridispiegare il suo esercito a difesa di Richmond. Elementi dell'ala di James Longstreet, schierati come retroguardia per il ritiro, occuparono alcuni dei trinceramenti di Magruder. Il 4 maggio si verificò uno scontro minore fra i due eserciti. Anche la cavalleria unionista di Stoneman ebbe una scaramuccia con quella di Jeb Stuart.
Battaglia di Williamsburg (5 maggio 1862)
La prima battaglia campale della campagna coinvolse circa soldati dell'Unione e della Confederazione. McClellan fu assente nelle retrovie la maggior parte del giorno e il comando operativo dell'esercito unionista fu assunto da Sumner, che avrebbe prudentemente impiegato solo metà delle forze a sua disposizione. La divisione di Joseph Hooker si scontrò con la retroguardia confederata presso Williamsburg. Hooker assaltò Fort Magruder, una fortificazione fatta di terra accanto alla strada che da Yorktown portava a Williamsburg, ma fu respinto.
Longstreet contrattaccò e minacciò di sovrastare il fianco sinistro unionista, fin quando la brigata del brigadier generale Philip Kearny arrivò a stabilizzare la posizione dei Federali. La brigata di Winfield S. Hancock mosse allora a minacciare il fianco sinistro sudista, occupando due fortini abbandonati. I confederati contrattaccarono senza successo. Il successo localizzato di Hancock non fu sfruttato. L'esercito confederato continuò la sua ritirata durante la notte. Sebbene la battaglia fosse stata essenzialmente inconcludente, e una delusione per l'Unione per aver mancato di distruggere la forza nemica assai più esigua che aveva avuto di fronte, McClellan inviò un telegramma al Ministero della Guerra vantando la propria vittoria.
Battaglia di Eltham's Landing (o West Point) (7 maggio 1862)
Il successivo piano di McClellan era quello di far avanzare quattro divisioni (quella di Franklin, di Porter, di Sedgwick e di Richardson), una per volta, al di là del fiume York verso West Point, tagliando la via di ritirata dalla penisola a Johnston. Questi intuì il fine di quel movimento e inviò la Divisione di G.W. Smith a intercettare Franklin. Smith conseguì una vittoria tattica contro Franklin, dissuadendo McClellan da ogni altro movimento anfibio, malgrado le condizioni delle strade in direzione di Richmond seguitassero a essere pessime.