Zamia pumila L. è una cicade della famiglia delle Zamiaceae, diffusa negli Stati Uniti sud-orientali e nei Caraibi.

Descrizione

Il fusto non supera i 25 cm di altezza ed è in larga parte sotterraneo. Possiede un sistema radicale tuberoso multi-ramificato.

Le foglie, pennate, sono lunghe da 20 a 100 cm, e sono composte da 5 a 30 paia di foglioline. Le foglioline sono oblungo-lanceolate, lunghe 8–25 cm e larghe 0.5–2 cm. Sono spesso revolute, con picciolo spinoso.

Come tutte le cicadi è una specie dioica, con strutture riproduttive maschili e femminili disposte su individui differenti. I coni maschili sono lunghi 5–15 cm, cilindrico-fusiformi, spesso a grappoli. I coni femminili, di colore rossastro, sono ovoidali lunghi 5–20 cm e 4–6 cm di diametro.

I semi sono ovoidali, rosso-arancio, lunchi circa 1 cm.

Biologia Si riproduce per impollinazione entomofila ad opera di due specie di insetti pronubi: Rhopalotria slossoni (Coleoptera, Belidae) e Pharaxonotha floridana (Coleoptera, Erotylidae).

Distribuzione e habitat L'areale della specie si considerava in passato limitato alla parte centrale di Cuba e alla Repubblica Dominicana; la specie è in realtà presente anche negli Stati Uniti sud-orientali (Florida, Georgia), nelle isole Bahamas e nelle isole Cayman, ove era nota come Z. integrifolia; storicamente si trovava anche a Porto Rico e Haiti, ma in atto sembra essersi estinta in quelle aree.

Predilige i terreni sabbiosi o limosi, ben drenati, con luce solare filtrata o esposizione parzialmente ombreggiata.

Usi Le popolazioni Seminole della Florida, presso cui è nota col nome comune di Koonti, utilizzavano l'amido della Z. pumila come alimento. Tale uso era diffuso anche presso altre popolazioni di Nativi americani (in particolare i Tequesta e i Maroons).La pianta è in realtà tossica, in quanto produce una tossina che colpisce l'apparato digerente e il sistema nervoso. La tossina può comunque essere eliminata con accurati risciacqui.L'amido, simile al sago, si estrae dalle radici e dal tronco. Tipicamente le radici venivano frantumate in un mortaio di legno e la polpa così ottenuta veniva fatta essiccare, ottenendo una farina giallastra, utilizzata per la preparazione di vari cibi. Nell'Ottocento l'amido era estratto a livello industriale per essere utilizzato come appretto da bucato.Nella preparazione industriale per ottenere un colore più bianco si utilizzavano multiple fasi di macerazione.

Note

Bibliografia Whitelock, Loran M. The Cycads. Timber press (2002) ISBN 0-88192-522-5 Stevenson D.W.M., Norstog K.J. and Fawcett P.K.S. Pollination biology of Cycads Virtual Cycad Encyclopedia, Palm & Cycad Societies of Florida Ward, D.B. (1978). Rare and Enangered Biota of Florida 5: 122-124.

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