La storicità della Bibbia è un campo della storia delle religioni e della biblistica che utilizza il metodo critico e l'analisi storica per verificare l'attendibilità o l'erroneità degli eventi e dei personaggi riportati nella Bibbia e nei libri apocrifi confrontati con la realtà storica, insieme a numerose risorse e scienze empiriche, che spaziano dall'archeologia biblica alla storiografia, dalla linguistica alla letteratura comparata.

Lo studio basato sulla critica storica della Bibbia può condurre ad una più approfondita comprensione di religione, cultura, mitologia, leggenda, poesia, diritto e morale non solo ebraiche o paleocristiane, ma anche del Vicino Oriente antico, mesopotamiche, levantine, ellenistiche e romane.

Gli studiosi esaminano anche il contesto storico dei singoli passaggi biblici o apocrifi, l'importanza ascritta agli eventi dai rispettivi gruppi di pensiero o singoli autori, e la coerenza o il contrasto tra le descrizioni di questi eventi rispetto all'evidenza storica fornita da reperti, fossili, date, documenti e fonti letterarie o storiche extra-bibliche.

Materiali e metodi Manoscritti e canoni La Bibbia consiste di molteplici manoscritti e diversi canoni, che si differenziano per la presenza o meno di alcuni libri o per il loro ordine.

Per determinare l'accuratezza di una copia manoscritta, l'ecdotica esamina il modo in cui le trascrizioni sono passate nel tempo fino alla loro forma presente. Quanto più è alto il volume dei testi più antichi (e le loro vicendevoli analogie), tanto maggiore sarà la loro affidabilità e minore la probabilità che il contenuto delle trascrizioni sia cambiato negli anni. Le copie multiple possono essere raggruppate per tipi di testo, di cui alcuni tipi sono giudicati più vicini di altri all'ipotetico originale. Le differenze spesso vanno oltre le piccole variazioni e possono comprendere, per esempio, la possibile interpolazione di materiale considerato rilevante per questioni di storicità e dottrina, come nel caso del finale lungo del capitolo 16 del vangelo di Marco.

I libri che compongono le Sacre Scritture Ebraiche (vedi Tanakh e Antico Testamento) furono scritti in ebraico, e alcuni di essi hanno anche parti in aramaico. Questa raccolta di scritti esiste in parecchie tradizioni, tra cui il testo masoretico, i 47 libri della Septuaginta (una traduzione greca ampiamente usata dal terzo secolo a.C. fino al quinto secolo d.C. circa, ancora considerata autorevole dalle Chiese ortodosse), il Pentateuco samaritano, i Manoscritti biblici di Qumran e altre. Le variazioni tra queste tradizioni sono utili per ricostruire una versione più vicina al testo originale e per tracciare le storie intellettuali di varie comunità ebraiche e cristiane. Il più antico frammento scoperto, ad oggi, che richiami parte del testo della Bibbia ebraica è un piccolo rotolo d'argento, forse un amuleto, risalente al 600 a.C. circa e contenente una versione della benedizione sacerdotale ("Possa Dio far risplendere il suo volto su di te…")Per la datazione, cfr. Norman Solomon, Historical Dictionary of Judaism, Second Edition, Scarecrow Press, 2006, v. priestly blessing, pag. 300.

I testi del Nuovo Testamento furono scritti direttamente in greco, anche se già Papia di Ierapoli citava un primo testo matteano scritto "nella lingua degli ebrei"Per le interpretazioni su tale lingua (aramaico piuttosto che ebraico), cfr. George Howard, Hebrew Gospel of Matthew, Mercer University Press, 1995.. Del Nuovo Testamento sono sopravvissute copie manoscritte in greco e più di diecimila in latino. Considerando altre lingue, il numero di copie antiche si approssima a venticinquemila. È possibile apprezzare la ricchezza di questa documentazione tenendo conto che molti classici dell'antichità (ad esempio, Tacito) sono invece giunti a noi in modo parziale e solo in pochissime copie, per di più redatte a grandissima distanza dalla composizione originaleBruce M. Metzger, Bart D. Ehrman, "The Text of New Testament", Oxford University Press, 2005, pagg. 50-51.. Confrontando le sette principali edizioni critiche del Nuovo Testamento in greco versetto per versetto — Tischendorf, Westcott-Hort, Von Soden, Vogels, Merk, Bover, e Nestle-Aland — si registra il completo accordo per il 62,9% dei versetti: la concordanza tra le edizioni è in effetti decisamente maggiore di quanto venga generalmente inteso."It is quite easy to demonstrate that the amount of agreement among the editions of the New Testament we have been discussing is greater - far greater - than has generally been recognized"

Il primo tentativo noto di riunire i testi degli apostoli in un canone fu condotto da Marcione, che nel II secolo affiancò al suo Vangelo del Signore (una versione del Vangelo secondo Luca in cui erano state rimossi brani giudicati spuri da Marcione) le lettere paoline, anch'esse in versione ridotta, ai Galati, prima e seconda ai Corinzi, ai Romani, prima e seconda ai Tessalonicesi, ai Laodicesi, ai Colossesi, ai Filippesi e a Filemone, escludendo le pastorali e la Lettera agli Ebrei, perché non le riteneva scritte da PaoloA cura di Mario Niccoli, Marcione in "Enciclopedia Italiana (1934)". Treccani. Incidentalmente, la critica moderna ritene le pastorali e la Lettera agli Ebrei non composte da Paolo..

Ireneo di Lione sostenne per la prima volta il canone di quattro vangeli (il tetramorfo) verso il 180. I molti altri vangeli e apocrifi dell'Antico Testamento che esistevano a quel tempo finirono per essere giudicati non canonici (cfr. Canone biblico) ed eliminati. Nella sua lettera pasquale del 367, Atanasio, vescovo di Alessandria d'Egitto, enunciò una lista di libri esattamente corrispondente a quelli che avrebbero composto il canone del Nuovo Testamento, e usò in proposito la locuzione "che sono canonizzati" (kanonizomena). Il Concilio di Roma (382) presieduto da papa Damaso I proclamò un canone identico, e la sua decisione di ordinare la Vulgata (versione latina della Bibbia), verso il 383, ebbe un'importanza fondamentale nel radicarsi del canone in Occidente. Maggiori dettagli si possono trovare nella sezione che tratta la formazione del canone neotestamentario.

Testi Tanakh Il Tanakh è l'acronimo, formato dalle prime lettere delle tre sezioni Bibbia secondo la tradizionale divisione ebraica, con cui si designano i testi sacri dell'ebraismo e può essere suddiviso in tre blocchi distinti assimilabili alla narrativa storica moderna.

Torah: dalla Genesi al Deuteronomio Dio crea il mondo; il mondo che Dio crea è buono, ma si corrompe interamente per la decisione dell'uomo di peccare. Dio con il diluvio universale distrugge tutto tranne le otto persone rimaste giuste e abbrevia significativamente la durata della vita umana. Dio sceglie Abramo per ereditare la terra di Canaan. Il figlio di Israele, nipote di Abramo, va in Egitto, dove i loro discendenti sono ridotti in schiavitù. Gli israeliti sono guidati fuori dall'Egitto da Mosè (Esodo) e ricevono la legge di Dio, che rinnova la promessa della terra di Canaan.

Storia deuteronomica: da Giosuè ai Re Gli israeliti conquistano la terra di Canaan guidati da Giosuè, successore di Mosè. Sotto i Giudici vivono in uno stato di conflitto e precarietà costanti, finché Samuele consacra Saul quale loro re. Saul si dimostra non all'altezza, e Dio sceglie Davide a succedergli. Sotto Davide gli israeliti sono uniti e conquistano i loro nemici, e sotto suo figlio Salomone vivono in pace e prosperità. Ma con i successori di Salomone il regno è diviso, Israele al nord e Giuda al sud, ed i re di Israele si allontanano da Dio e il popolo del nord finisce soggiogato da invasori. Giuda, a differenza di Israele, ha alcuni re che seguono Dio, mentre molti altri non lo fanno, e dopo un certo periodo perde la libertà a sua volta, e il Tempio di Dio eretto da Salomone è distrutto.

Storia del cronista: Cronache ed Esdra/Neemia Cronache inizia riprendendo la storia della Torah e quella deuteronomica, con alcune differenze nei dettagli. Presenta nuovo materiale seguendo il suo racconto della caduta di Gerusalemme, l'evento che conclude la storia deuteronomica. I babilonesi, che avevano distrutto il Tempio e ridotto in schiavitù il popolo ebraico, vengono a loro volta sconfitti dai persiani guidati dal loro re Ciro. Ciro permette agli esuli di tornare a Gerusalemme. Il Tempio viene ricostruito, e le leggi di Mosè sono lette al popolo.

Altri testi Molti altri libri della Bibbia ebraica sono posti in un contesto storico o forniscono altrimenti notizie che possono considerarsi storiche, benché detti libri non si propongano come storie.

I profeti Amos e Osea scrivono di eventi occorsi nel regno d'Israele dell'ottavo secolo; il profeta Geremia descrive fatti precedenti la caduta di Giuda; Ezechiele scrive di eventi anteriori o concomitanti all'esilio di Babilonia, ed altri profeti analogamente toccano altri periodi, di solito quelli in cui essi stessi vivono.

Parecchi libri sono compresi in alcuni canoni, ma non in altri. Fra questi, Maccabei è un'opera puramente storica su fatti del secondo secolo a.C. Altri sono di orientamento non storico ma sono posti in contesti storici o riprendono storie più antiche, come Enoch, un'opera apocalittica del secondo secolo a.C.

Nuovo Testamento Benché non ci sia quasi più discussione sulla paternità di molte lettere di Paolo, non c'è consenso accademico sugli autori degli altri libri del Nuovo Testamento, che la maggior parte degli studiosi considera autografi sotto pseudonimoEhrman, Bart (2011). "Forged: Writing in the Name of God - Why the Bible's Authors Are Not Who We Think They Are", Harper One, ISBN 0-06-201261-4Mack, Burton (1996), "Who Wrote the New Testament?: The Making of the Christian Myth", Harper One, ISBN 0-06-065518-6, in alcuni casi scritti più di una generazione dopo gli eventi che descrivono.

Vangeli/Atti Gesù nasce da Giuseppe e Maria; è battezzato da Giovanni il Battista e inizia la sua missione di predicazione e salvezza in Galilea; giunge in Gerusalemme per celebrarvi la Pasqua ebraica, è arrestato, processato, condannato e crocefisso. Dio lo resuscita da morte, appare ai suoi seguaci, enunciando loro la grande missione finale, e ascende al cielo per sedere alla destra del Padre, con la promessa di ritornare. I discepoli, che erano stati spaventati dalla crocifissione, sono incoraggiati dalla resurrezione di Gesù e continuano a praticare e predicare i suoi insegnamenti. Paolo di Tarso predica lungo tutto il Mediterraneo orientale, è arrestato e si appella alla giustizia romana. È mandato a Roma per il processo, e il racconto s'interrompe.

Epistole/Apocalisse Le Epistole (letteralmente "lettere") hanno soprattutto un contenuto teologico, ma presentando tali argomenti espongono anche una "storia della teologia". L'Apocalisse tratta principalmente il giudizio universale e la fine del mondo.

Fonti extra-bibliche Prima del XIX secolo, l'analisi testuale della Bibbia stessa era l'unico strumento disponibile per estrarre e valutare, con criteri e strumenti che non erano assolutamente attendibili rispetto alle introduzioni del secolo successivo, qualsivoglia dato storico essa contenesse. Gli ultimi duecento anni, invece, hanno visto una proliferazione di nuove fonti di dati e strumenti analitici, tra cui: Esame e critica comparata di altri testi, documenti ed iscrizioni mediorientali.La più recente e più completa antologia di testi mediorientali, tutti tradotti in inglese, è The Context of Scripture (3 vols.; ed. William W. Hallo. assoc. ed. K. Lawson Younger, Jr.; Leiden: Brill, 1997-2002). Il suo degno predecessore, tuttora utile anche se manca di molti testi scoperti fino alla metà del ventesimo secolo, è Ancient Near Eastern Texts Relating to the Old Testament (ed. James B. Pritchard; 3rd ed. with supplement; Princeton, N.J.: Princeton University Press, 1969).