Con il termine resistenza tedesca (in tedesco Widerstand ovvero Resistenza o antifaschistischer Widerstand ossia resistenza antifascista) si fa riferimento all'attività eterogenea di diversi movimenti clandestini - non coordinati fra loro - di opposizione al regime totalitario della Germania nazista. Tra il 1933 e il 1945 vi furono vari episodi di cospirazione più o meno efficace contro la dittatura di Adolf Hitler, che attraverso alcuni influenti antinazisti, riuscirono ad organizzare in diverse occasioni tentativi di assassinio dello stesso leader del Partito nazionalsocialista.
Fu fenomeno per sua stessa definizione "sotterraneo", e seppur privo di unità, pp. 4, 5., la resistenza fu presente in Germania sotto varie forme: partiti politici e istituzioni sociali, ufficiali cospiratori nella Wehrmacht e nel governo di Hitler, reti di spionaggio (cfr. Orchestra Rossa), alcune confessioni religiose, gruppi armati e militarizzati, sebbene il ruolo più importante vada accreditato alle organizzazioni comuniste tedesche, in particolare il Kommunistische Partei Deutschlands.
I documenti dell'apparato repressivo nazista, in particolare quelli della Gestapo e dei diversi tribunali, forniscono un quadro dell'ampiezza della resistenza tedesca al nazismo: dal 1933 al 1939, 225.000 persone furono condannate per motivi politici a pene più o meno lunghe e 1.000.000 circa di tedeschi furono inviati per le stesse ragioni nei campi di concentramento.. Nel solo 1933, il giornalista Curt Bley ritiene che almeno 100.000 persone abbiano compiuto attività antinazista reale.. Durante il 1941, la Gestapo arrestò 11.405 oppositori di sinistra.. Nel periodo tra il 30 gennaio 1933 e la primavera del '36 furono assassinate 1.359 persone dagli agenti del regime nazista.. Negli anni 1935-1936, la Gestapo presumeva l'esistenza di 5.708 centri clandestini di diffusione di volantini e stampa antinazista..
La resistenza tedesca fu inoltre responsabile di 17 attentati alla vita di Adolf Hitler, l'ultimo dei quali, il complotto del 20 luglio, causò la cattura e l'esecuzione di più di 200 oppositori (certi o solo sospettati) del regime, con la conseguente distruzione del movimento di resistenza.
La resistenza in Germania dal 1933
Immediatamente prima della nomina di Hitler a cancelliere del Reich, vennero aperti i Lager di Breitenau, Neusustrum, Stettin-Bredow e Börgermoor, sorvegliati dalle SA in quanto le SS contavano al momento pochi aderenti (meno di 10.000).
Dopo la successiva apertura di altri campi di concentramento vennero internati membri del partito comunista, di quello socialdemocratico, sindacalisti ed avversari politici in genere. Subito dopo venne soppressa la stampa comunista a livello locale e nazionale, e venne incendiato il Reichstag, il palazzo del Parlamento, "la baracca dei chiacchieroni" secondo il detto di Hitler. Venne emanata la legge "per la protezione del popolo e dello Stato" che comportava l'abolizione della libertà di stampa, di riunione, di associazione, l'abolizione della libertà di domicilio, della segretezza epistolare, che implicava anche limitazioni al diritto di proprietà e venne ripristinata la pena di morte per diversi reati. Per giustificare questa legge si tentò di incolpare i comunisti dell'incendio del Reichstag e, fra il 27 febbraio ed il 5 marzo 1933, giorno delle elezioni generali, vennero reclusi migliaia di funzionari dei partiti della sinistra (anche il segretario del partito comunista Thälmann, da cui prenderà il nome il famoso battaglione antifascista nella Guerra di Spagna), dirigenti sindacali, intellettuali antinazisti e semplici militanti.
I due principali partiti operai, anche se duramente colpiti a livello organizzativo e propagandistico, raggiungevano circa il 30% dei voti ed oltre 200 seggi nel nuovo Parlamento. In particolare a Berlino ottennero il 53% dei voti contro il 31% di quelli dati ai nazionalsocialisti. Nel nuovo parlamento, dove non potevano naturalmente esser presenti i deputati social-comunisti incarcerati e/o ricercati, si votò con una decisa opposizione dei socialdemocratici la legge che nella pratica consolidava e rendeva "legale" la dittatura nazista: decretava infatti la fine dello Stato di diritto e di ogni garanzia giuridica per cittadini e permetteva al governo di legiferare sia in materia ordinaria che in materia costituzionale. In sostanza, da quel giorno, il Parlamento non aveva più alcuna autorità, quindi nessuna utilità o funzione. In aprile venne creata la Gestapo. Il proletariato era allo sbando avendo perso capi, stampa e posti di riunione. I luoghi pubblici e birrerie furono poste sotto ferreo controllo degli SS ed SA: nell'arco di pochi mesi venne soppresso anche il partito socialdemocratico e quel che rimaneva del sindacato. La classe operaia rispondeva come poteva, mediante volantinaggi, manifestazioni e comizi improvvisati. Iniziava in tal modo la Resistenza al nazismo.
Dunque le elezioni federali tedesche del 1933 che portarono Adolf Hitler ad assumere la carica di Cancelliere del Reich non ebbero un risultato plebiscitario tanto che, nonostante il partito Nazista fosse il partito di maggioranza relativa, esso non era mai riuscito, anche nelle precedenti consultazioni elettorali, a superare la soglia del 44%; il consenso popolare, anche a dispetto delle forti restrizioni alle libertà civili e dell'emanazione delle leggi razziali, crebbe progressivamente, registrando tuttavia un calo nel periodo che va tra la crisi dei Sudeti e lo scoppio della seconda guerra mondiale. Comunque il sostegno del popolo tedesco non venne mai a mancare concretamente..
La resistenza di comunisti, socialisti e cristiano-sociali
Il termine resistenza non è direttamente utilizzabile in merito al periodo del biennio tra il 1933 ed il 1934, poiché, prima della soppressione della libertà di stampa e dei partiti politici, quotidiani e riviste politiche di opposizione continuarono ad essere pubblicati, così come non vi erano ufficialmente limitazioni alle libertà di associazione o di manifestazione; tuttavia questi mezzi si rivelarono decisamente inefficaci e, prima di essere soppressi, non produssero un movimento di opinione dalla forza sufficiente a creare nei nazisti il timore di un possibile mutamento del quadro politico.
Socialisti e soprattutto comunisti, ben capendo la struttura del nazionalsocialismo, iniziarono immediatamente nel 1933 la resistenza che, rimanendo isolata, venne stroncata da Hitler in pochi anni date le premesse repressive cui si è già fatto accenno. Innumerevoli socialisti e comunisti pagarono con la vita, con torture e/o con arresti nei campi di concentramento. Tali misure scoraggiarono la diffusione e il consolidamento di una base popolare per la Resistenza tedesca al nazismo che non venne aiutata dai governi occidentali, e i cui capi non vennero riconosciuti come validi interlocutori (come accadde anche in Polonia).
Ne consegue che le organizzazioni clandestine vennero facilmente scoperte e distrutte dalla Gestapo e dal SD — Sicherheitsdienst, "servizio di sicurezza" (il controspionaggio). Fra queste ricordiamo a titolo esemplificativo: il circolo socialista "Neu Beginnen" (Nuovo Inizio), nel 1935; la Sozialistische Front; gruppo di ex-combattenti dei corpi scelti, sia nazionalisti che di sinistra, guidato da Josef Römer (1892-1944), veterano della Prima guerra mondiale, del circolo di Hanna Solf (1887-1954), in seguito strutturato dalla vedova dell'ex-ambasciatore tedesco a Tokio, smantellato il 12 gennaio 1944; il gruppo comunista di Anton Saefkow, smantellato il 4 luglio 1944. Per consistenza numerica ricordiamo: il Circolo di Kreisau, di impostazione cristiano-sociale, dal nome del luogo dove si riuniva, strutturato dal conte Helmuth James von Moltke (1907-1945) e dal gesuita Alfred Delp (1907-1945); le organizzazioni clandestine vicine al partito comunista tedesco, fra le quali la famosa Die Rote Kapelle (Orchestra Rossa), creata nel 1936 dal tenente Harro Schulze-Boysen (1909-1942) e dall'economista Arvid Harnack (1902-1942).
Tutte queste organizzazioni non riuscirono a strutturarsi in maniera efficiente in un regime poliziesco capillare senza regole e con scarsi, se non nulli, aiuti dall'esterno. Quando i democratici borghesi, i religiosi e, più tardi, alcuni militari del regime, capirono che Hitler metteva in pratica veramente quel che aveva promesso era troppo tardi: la Resistenza dei partiti della sinistra e della classe operaia, base fondamentale per la lotta antifascista, era già spezzata.
Tra il 1935 ed il 1936 operarono, più o meno isolatamente, circa un migliaio di gruppi di oppositori (socialisti, comunisti ed anche conservatori) che limitarono le loro attività alla distribuzione clandestina di volantini, fenomeno controllato con facilità dalla polizia e dalla Gestapo, che arrestarono e deportarono gli oppositori del regime in campi di concentramento (in particolare quello di Dachau), per poi passare all'esilio e alla soppressione.
Di fatto, l'espressione organizzata militarmente più attiva e passata se non alla leggenda senz'altro alla Storia, resta quindi la formazione armata e tra le più efficaci costituita in Spagna come 11ª Brigata Internazionale i cui leader e volontari erano sovente veterani della Prima Guerra Mondiale poi passati all'ideologia marxista e libertaria. La massa di circa 5-6000 volontari tedeschi e austriaci che combatterono in Spagna contro Francisco Franco tra il 1936/39 determinò appunto la formazione della più nota Brigata "Thälmann", ma ancor prima del Battaglione "Etkar Andrè" e altri gruppi minori; molti, fra questi volontari di Spagna riuscirono, per vie più che rocambolesche a raggiungere negli anni 40 l'Unione Sovietica ove furono a disposizione dei servizi segreti o di truppe speciali di incursori o retroguardia.
Non da ultimo, ricordiamo anche il gruppo di resistenza non violenta della Weisse Rose (Rosa Bianca), formato da studenti cristiani (sia cattolici che protestanti), il quale fece ricorso ad azioni di diffusione di opuscoli e sensibilizzazione anti-nazista dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando i principali componenti del gruppo vennero arrestati, sottoposti ai processi-farsa senza difesa e condannati a morte. Processi con la particolarità di ricevere pubbliche umiliazioni e urla se presieduti dal presidente del tribunale Roland Freisler.
La resistenza delle Chiese
Nella Germania nazista anche la Chiesa cattolica e protestante, nonostante una decisa inclinazione a non contrapporsi alle linee di governo, ebbero tra le loro file alcuni "oppositori", quali Martin Niemöller e Dietrich Bonhoeffer, che tuttavia agirono in modo individuale, senza ricevere alcun appoggio da parte dell'Istituzione, mentre personaggi autorevoli, quali i Vescovi Clemens August von Galen e Theophil Wurm, protestarono contro l'attuazione del cosiddetto programma eutanasia, ossia l'eliminazione o la sterilizzazione di tutte le persone affette da malattie genetiche.. Un certo numero di preti e dei vescovi cattolici e protestanti attaccò con coraggio ed apertamente il regime inumano di Hitler, anche in pubblico, aiutarono gli ebrei, ma senza riuscire ad allineare le intere comunità religiose contro il regime.