Il campo di concentramento di Ravensbrück era il più grande campo di concentramento femminile sul territorio del cosiddetto AltreichEra definito come Altreich il territorio tedesco prima dell'Anschluss, in pratica la Germania con i confini del 1937. nel periodo nazista, situato nel villaggio di Ravensbrück, nei pressi della località di Fürstenberg, nella parte settentrionale della provincia del Brandeburgo, a circa 90 chilometri a nord di Berlino.

Il campo di concentramento di Ravensbrück costituiva un complesso del quale, oltre al lager femminile, facevano parte un lager maschile, aree industriali, il Campo di concentramento di Uckermark, il Siemenslager Ravensbrück e oltre quaranta sottocampi utilizzati dai nazisti come serbatoi di manodopera schiava, disseminati tra il Mar Baltico e la Baviera.

Storia del campo di concentramento Il 25 novembre 1938 su ordine del Reichsführer delle SS Heinrich Himmler,. vennero trasferiti 500 prigionieri dal campo di concentramento di Sachsenhausen per la costruzione del nuovo campo femminile di Ravensbrück, allocato in una proprietà personale di Himmler stesso..

Il campo di Ravensbrück fu aperto il 15 maggio 1939.

Vi furono subito rinchiuse oltre duemila donne, fra austriache e tedesche, provenienti dal primo campo di concentramento femminile di Lichtenburg, una fortezza del XVI secolo riadattata a prigione, che proprio in quel periodo fu chiusa. Le prime deportate a esservi internate erano comuniste, socialdemocratiche, testimoni di Geova, antinaziste in genere, così come "ariane", accusate del grave reato di aver violato le Leggi di Norimberga sulla "purezza razziale", avendo avuto rapporti sessuali con una "razza" "Untermensch", cioè sub-umana, inferiore a quella tedesca.

Ravensbrück, fino alla definitiva caduta del regime hitleriano nell'aprile 1945, rimase il principale lager femminile FKL (Frauen Konzentrationslager) della Germania nazista.

Il campo era edificato su un terreno formato da una duna sabbiosa e desolata, talmente fredda da essere chiamata “la piccola Siberia di Meklenborg”. Era circondato da un bosco di conifere e betulle; vi erano 32 baracche per gli alloggi delle prigioniere, uffici per l'amministrazione, case per le SS, e una fabbrica della Siemens Werke di Berlino per il lavoro in schiavitù delle deportate. Ravensbrück era circondata da un muro alto quattro metri su cui correvano i fili spinati dell'alta tensione; agli angoli torrette di guardia con le mitragliatrici. All'interno una megalopoli di baracche ripetitiva e compressa, completamente priva d'erba e di alberi, con gli edifici essenziali: cucina, ospedale da campo, prigione e crematorio e le due grandi aree industriali periferiche.

Il 29 giugno 1939 giunsero al campo, provenienti dall'Austria, 440 deportate zingare (rom) insieme ai loro figli: entro il 1945 il numero delle donne rom salirà a unità. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale e la successiva invasione tedesca della Polonia, il 23 settembre 1939, le prime deportate polacche giunsero al campo. Entro il termine del conflitto vennero internate a Ravensbrück provenienti dalla Polonia e dagli altri territori occupati dell'est circa donne. Queste donne erano usate per il lavoro nei campi. Le donne deportate che popolano il campo aumentano a ritmo crescente: oltre nell'aprile 1940, oltre in agosto.

Il 6 giugno 1941 sorse a Ravensbrück un piccolo campo di concentramento maschile, (Männerlager) separato da quello femminile, costruito da 300 deportati provenienti da Dachau. Vi transitarono in totale circa uomini. I detenuti di Dachau installano nel lager una grande sartoria di proprietà delle SS, la fabbrica TexLed, nella quale le prigioniere erano addette al confezionamento di divise militari e calzature per i soldati della Wehrmacht e per i reparti delle SS. Lo stabilimento resterà la più grande sartoria per la produzione di vestiario militare tedesco (Industriehof).

Ad agosto 1941 scoppia un'epidemia nel lager e il campo viene abbandonato a sé stesso, guardato a distanza dalle SS. Nonostante le epidemie a settembre viene attribuita la matricola n° .

Il campo di Ravensbrück fornì anche circa il 70% delle donne impiegate come prostitute nei bordelli interni di altri campi di concentramento; nel 1942, ad esempio, i tedeschi inviarono circa cinquanta prigioniere politiche in vari bordelli di campi di sterminio tra cui Mauthausen e Gusen. Molte di loro erano partite volontarie per sfuggire alle terribili condizioni di vita del campo.

A partire dal dicembre 1941 le SS iniziano il sistema delle selezioni per i famigerati "trasporti neri"; il medico eugenista del campo, Friedrich Mennecke, sceglie le deportate fisicamente più debilitate e inabili al lavoro da eliminare, inviandole in altri lager o centri, attrezzati per lo sterminio.

Nel 1942 Ravensbrück conosce un grande sviluppo produttivo; la Siemens apre una filiale appena fuori dalla cinta del campo; utilizzerà la mano d'opera schiava del lager; vengono costruiti nuovi blocchi, capannoni e magazzini. Ravensbrück si espande e diventa una città concentrazionaria, circondata da sottocampi e kommandos di lavoro esterni (saranno più di 40 nel 1945) oppure affitta la manodopera coatta ad altre industrie. Nel 1942 la popolazione reclusa nel campo passa dalle alle unità effettive, ma le matricole toccano il numero in dicembre. Le circa unità di disavanzo vanno ricercate tra l'alta mortalità nel campo e gli invii delle detenute ebree e zingare ad Auschwitz.

Difatti tra il 1942 e il 1943 continuarono i trasferimenti di deportate ebree e zingare in seguito agli ordini pervenuti dall'Ufficio centrale per la sicurezza del Reich che prevedevano, in particolare, l'internamento di tutti i deportati di origine ebraica nel campo di Auschwitz-Birkenau, al fine di rendere il territorio, così vicino alla capitale e ai centri di potere (dove Ravensbrück si trovava), Judenrein, ovverosia "liberato dagli ebrei".

Oltre a essere un KL, Ravensbrück fu anche campo di addestramento per le ausiliarie SS-Aufseherinnen, donne addette alla sorveglianza dei blocchi femminili nei KL. Reclutate con appelli sui giornali patriottici e allettate dalla prospettiva di un buono stipendio, si presentarono a migliaia all'esame di ammissione. Si calcola che tra il 1942 e il 1945 fossero state addestrate a Ravensbrück circa di queste ausiliarie, inviate, poi, soprattutto in altri lager. Avevano stipendio e uniforme delle SS ma non avevano gli stessi diritti dei membri maschi. La loro ferocia sbalordì le stesse SS. Molte, a guerra finita, furono processate e condannate a morte o a svariati anni di reclusione per crimini contro l'umanità; molte la fecero franca. In particolare a Ravensbrück il servizio di sorveglianza femminile era svolto da 150 Aufseherinnen, alle dipendenze di una Oberaufseherin.

Il 20 luglio 1942, iniziarono i criminali esperimenti "medici" sulle internate (principalmente polacche), effettuati dal medico delle SS Karl Gebhardt. Altri medici coinvolti furono l'SS-Obersturmführer Fritz Fischer, i dottori Gerhard Schiedlausky, Richard Trommer, Herta Oberheuser e persino Ludwig Stumpfegger chirurgo personale di Himmler e Hitler, i quali seguivano con particolare aspettativa e interesse queste orribili prove su cavie umane dopo averle ordinate. La genesi di tali ricerche risale principalmente al 5 giugno 1942, quando a seguito a un'infezione di gangrena gassosa era morto il giorno prima il capo della sicurezza del Reich, Reinhard Heydrich ma anche perché il tasso di mortalità tra i soldati tedeschi, sempre per la gangrena gassosa era molto alto; occorreva trovare il farmaco e le dosi giuste per debellarla, provandolo su cavie umane infettate appositamente.

Nel 1943, in aprile, viene immatricolata la ª prigioniera e viene costruito il crematorio.

Nel 1944 l'immatricolazione delle nuove prigioniere passa dal n° di aprile al n° di dicembre (questi dati sono stati conservati grazie a prigioniere francesi addette agli uffici di registrazione). Allo sfruttamento intenso con il lavoro ne segue un grande aumento della mortalità, comprensiva anche dell'eliminazione fisica dei soggetti considerati inabili e improduttivi come anziane, donne incinte, prigioniere con problemi psicologici, oppositrici.

In quegli anni, le percentuali etniche delle prigioniere internate nel KZ di Ravensbrück, in base a una lista incompleta, Zugangsliste, salvata clandestinamente nel lager, contenente i nomi di donne deportate dai nazisti nel campo, risultano approssimativamente essere:

24,9% polacche 19,9% tedesche 15,1% ebree 15,0% russe 7,3% francesi 5,4% zingare 12,4% altre (nel campo vennero internate un totale di oltre 20 nazionalità)

La Gestapo distinse inoltre le detenute come segue: 83,54% politiche 12,35% asociali 2,02% criminali comuni 1,11% Testimoni di Geova 0,98% altro

La Zugangsliste superstite è uno dei più importanti documenti conservati a memoria dell'Olocausto e venne salvata negli ultimi istanti di vita del campo dai membri dell'unità Mury dello Szare Szeregi, un movimento di resistenza dell'associazione Scout polacca nato durante la guerra in contrapposizione all'invasione tedesca. Il resto dei documenti del campo vennero bruciati dalle SS.

All'inizio del '44 vi sono deportazioni più massicce nel campo. Tra il 2 e il 30 agosto vi sono numerosi arrivi di migliaia di deportate evacuate dai lager dell'est, da Varsavia, di cui solo da Auschwitz-Birkenau per l'arrivo dell'esercito sovietico. Mentre il numero delle deportate aumenta in modo esponenziale, i posti di lavoro rimangono uguali e anche le richieste di manodopera. Ravensbrück si trova così iperaffollato con decine di migliaia di prigioniere in eccedenza. Viene allestita un'enorme tenda militare (Block 25) in una zona paludosa, per far posto ai nuovi arrivi; la vita da bestie e la promiscuità in questa tenda, la mancanza di igiene pressoché totale crea una moltitudine sporca, infestata di parassiti, coperta di stracci, destinata a diventare in brevissimo tempo vittima di furiose epidemie e dissenteria. La tenda, con soddisfazione delle SS, si scopre un involontario efficace strumento di sterminio. Tanto piacque agli sterminatori SS l'effetto mortale della tenda che ripetono l'esperimento nel vicino sottocampo di Uckermark, affollato per lo scopo da grossi spostamenti di deportate inutilizzabili per il lavoro. Uckermark con i suoi 6 blocchi diventò, dalla fine del 1944, campo di eliminazione, attuata con metodi vari (promiscuità, avvelenamento, inedia, assideramento e abbandono) e con invii alla camera a gas del campo principale.

Una delle forme di resistenza di Ravensbrück fu l'organizzazione, nascosta all'autorità del campo, di lezioni scolastiche realizzate dalle prigioniere in favore delle compagne più sfortunate. Tutti i gruppi nazionali ebbero una qualche forma di insegnamento: le deportate polacche riuscirono a organizzare lezioni universitarie con insegnanti qualificate.

Gli ultimi mesi Dopo una visita di Himmler alla fine del 1944, si stabilì l'eliminazione giornaliera di un gruppo cinquanta-sessanta donne. Ciò faceva parte dei piani di evacuazione del lager in vista dell'arrivo dell'Armata Rossa. Si doveva liquidare la popolazione del campo in fretta sterminando, oltre alle detenute inabili al lavoro, anche quelle che non potevano camminare per lunghe marce, le intrasportabili, testimoni delle atrocità naziste o donne politiche scomode.