Venne ridotto in stato di schiavitù, dopo essere stato rapito da alcuni trafficanti. Appena riacquistò la libertà, dopo 12 anni e dopo varie traversie, scrisse una autobiografia intitolata Twelve Years a Slave (12 anni schiavo), pubblicata la prima volta nel luglio del 1853 e assistito nella stesura da David Wilson, un avvocato di spicco di New York, già autore di due pubblicazioni sulla storia locale, e abolizionista. Vendette all'epoca copie e fu considerata un bestseller.

Vita da uomo libero Northup nacque a Minerva, nello stato di New York, il 10 luglio del 1808, come da lui affermato nella propria autobiografia, sebbene in una successiva deposizione abbia affermato di come probabilmente fosse nato lo stesso giorno dell'anno precedente. Sua madre, sempre secondo la sua autobiografia, era una quadroon (ovverosia una persona d'origini per un quarto africane e per tre quarti europee)Northup, Solomon; Wilson, David (1853). Twelve Years a Slave. Auburn: Derby and Miller; Buffalo: Derby, Orton and Mulligan; London: Sampson Low, Son & Company. (pag.21) e, proprio in virtù di ciò, era una cittadina statunitense di condizione libera dalla nascita, uno stato legale che Solomon e suo fratello maggiore Joseph ereditarono naturalmente in ossequio alla dottrina legale del partus sequitur ventrem in vigore negli allora Stati Uniti schiavistiFradin, Judith Bloom; Fradin, Dennis Brindell (January 10, 2012). Stolen into Slavery: The True Story of Solomon Northup, Free Black Man. National Geographic Books. ISBN 978-1-4263-0987-8.Northup, Solomon; Wilson, David (1853). Twelve Years a Slave. Auburn: Derby and Miller; Buffalo: Derby, Orton and Mulligan; London: Sampson Low, Son & Company. (pag. 19), mentre suo padre Mintus era un liberto afroamericano originario del Rhode Island, per anni appunto uno schiavo della ricca famiglia Northup, fino a che non venne affrancato in ottemperanza alle volontà testamentarie del suo padrone, Henry Northup, a seguito di cui - com'era in uso per tutti gli schiavi emancipati dai loro stessi padroni - ne assunse legalmente il cognomeNorthup, Solomon; Wilson, David (1853). Twelve Years a Slave. Auburn: Derby and Miller; Buffalo: Derby, Orton and Mulligan; London: Sampson Low, Son & Company. (pag. 18)"Last Will & Testament of Henry Northrop" (recorded October 3, 1797), Rensselaer County, New York Will Book, vol 1, pp 144–145. Accessed October 22, 2013..

Contadino, falegname e violinista, nel 1829, il giorno di Natale, aveva sposato Anne Hampton, una cuoca mulatta, con cui ebbe tre figli, Elizabeth, Margaret e Alonzo, che al momento del rapimento avevano 10, 8, e 5 anni d'età. Solomon iniziò a suonare il violino durante le ore di svago della sua giovinezza, dopo aver terminato il suo principale dovere di aiutare il padre nella fattoria. Nel suo libro di memorie, egli chiama il violino "la passione dominante della mia giovinezza". Fino al 1834 risiedeva con la sua famiglia a Hebron (vicino a New York) dove possedeva una fattoria. Successivamente, accompagnato dai suoi cari, si trasferì a Saratoga Springs.

Rapimento Alexander Merrill e Joseph Russell Nel mese di aprile del 1841, all'età di 32 anni, fu rapito da trafficanti di schiavi, tali Merrill Brown e Abram Hamilton (che verranno poi successivamente identificati come Alexander Merrill e Joseph Russell), che lo trassero in inganno con una falsa offerta di lavoro come musicista in un circo. L'incontro fra Solomon e Merril e Russell avvenne a Saratoga Springs, la cittadina vicino a New York dove Solomon risiedeva da alcuni anni. I tre partirono per la città di New York, dove si tenne uno spettacolo, che però deluse Solomon, trattandosi di banali giochi di magia. Northup, convinto che il suo viaggio durasse solo una notte non avvisò la moglie Anne. Ma a quel punto gli uomini lo convinsero ad andare con loro a un fantomatico circo a Washington offrendogli un generoso stipendio e il costo del suo viaggio di ritorno a casa.

Si fermarono in modo che potesse ottenere una copia dei suoi documenti, per dimostrare il suo status di uomo libero. La sua condizione di uomo di colore era infatti preoccupante mentre era in viaggio a Washington, dove la schiavitù era legale, e vi erano grossi traffici di schiavi. Il rapimento fu messo in atto mentre si trovavano nella capitale, dove si stavano svolgendo i funerali solenni del presidente Harrison. Solomon racconta che fecero i turisti per la città, visitando la Casa Bianca e assistendo al corteo funebre. Più tardi Northup fu drogato con belladonna, avvelenamento che gli causò un fortissimo stato di malessere e incoscienza.

James H. Birch e la Yellow House Solomon nella notte fu prelevato da vari uomini nella stanza dell'hotel dove risiedeva e ceduto a James H. Birch, un mercante di schiavi, per 650 dollari, affermando che si trattava di uno schiavo fuggiasco dalla Georgia. Solomon si ritrovò incatenato in una prigione per schiavi, che poi verrà identificata come "The Yellow House" (o "Williams Slave Pen" sita in Independence Avenue SW, dove ora è situata la sede della Federal Aviation Administration) il tutto a pochi metri dal Campidoglio della capitale Washington. Birch e il suo sodale Ebenezer Radburn, picchiarono (con una pagaia e un gatto a nove code) ripetutamente Solomon Northup per impedirgli di dire che era un uomo libero. Il pestaggio, che durò alcune ore, e che sfiancò finanche Birch e Radburn, provocò profonde ferite nel fisico di Solomon, il quale paragonò quelle sofferenze alle "fiamme dell'inferno".

Riduzione in schiavitù Brigantino Orleans e il piano di ammutinamento Successivamente Solomon fu spedito a New Orleans con un passaggio in nave sul brigantino Orleans, partendo dal porto di Richmond, il 27 aprile 1841 e arrivando a destinazione il 24 maggio 1841. Sulla nave Solomon venne registrato con il falso nome di Platt Hamilton. Sui documenti di trasporto, che sono stati trovati, Northup figura come Hamilton Plat al numero 33 della lista, e la curiosità è che viene indicata l'età in 26 (nella realtà quasi 33) e il colore della pelle in Yellow ("giallo"). Solomon racconta che durante il viaggio complottò, con alcuni suoi compagni di sventura, un ammutinamento per guadagnare così la libertà. Sopraggiunse però sulla nave una epidemia di vaiolo e uno schiavo di nome Robert (che faceva parte del piano di ammutinamento) morì per la stessa malattia: il progetto di presa di possesso della nave quindi svanì.

Il marinaio inglese John Manning Mentre si trovava sulla nave che lo stava portando nella Louisiana Solomon riuscì a convincere John Manning, un marinaio inglese, ad inviare una lettera a Henry B. Northup, al fine di far conoscere ai suoi cari gli accadimenti e nella speranza quindi di poter essere liberato. Henry era un avvocato, un membro della famiglia che un tempo aveva tenuto il padre di Solomon come schiavo, e un amico d'infanzia dello stesso Solomon. Vi è da dire che lo Stato di New York aveva approvato una legge il 14 maggio del 1840 per proteggere i suoi residenti afro-americani, fornendo assistenza legale e finanziaria per facilitare il recupero nell'eventualità venissero rapiti e portati fuori dallo stato. Purtroppo l'avvocato Henry B. Northup non poté agire in quanto non conosceva la destinazione finale di Solomon, e non gli rimaneva altro da fare che aspettare di ricevere notizie più precise. L'attesa alla fine fu premiata, anche se durò oltre 11 anni.

Vita da schiavo William Ford Venti anni prima della guerra civile, l'espansione della coltivazione del cotone nel profondo sud aveva portato a una continua e forte domanda di schiavi sani. I rapitori usavano una varietà di mezzi, dal rapimento alla costrizione e all'inganno, e spesso anche i bambini erano vittima di questo sistema criminale, in quanto erano più facili da controllare e gestire. Giunto a New Orleans, Solomon fu preso in carico da Theophilus Freeman, partner di James H. Birch, ma il giorno dopo la sua discesa a terra si ammalò di vaiolo. Rischiò seriamente di morire, ma riuscì a sopravvivere, anche se sul corpo rimasero diverse cicatrici. La malattia fece diminuire il suo valore commerciale e fu venduto, il 17 giugno 1841, per soli 1000 dollari a William Ford, predicatore battista e proprietario di una piantagione in Louisiana.

Nella sua autobiografia Solomon ricorda William Ford come un buon uomo usando le seguenti parole: «Non c'è mai stato un uomo più gentile, nobile, schietto e cristiano di William Ford». Per giustificare il coinvolgimento di Ford nella schiavitù imputa le colpe alle circostanze e all'educazione ricevuta dallo stesso Ford. Come già sulla nave che lo aveva trasportato in Louisiana, Solomon venne rinominato Platt e fu tenuto in stato di schiavitù da diversi proprietari per 12 anni, durante i quali i suoi amici e la famiglia non ricevettero più notizie di lui. I 12 anni di schiavitù furono interamente passati da Solomon nella regione del Red River.

John M. Tibaut Durante l'inverno del 1842 William Ford cedette Solomon a John M. Tibaut, un carpentiere che lavorava in una piantagione di Bayou Boeuf di proprietà dello stesso Ford. Tibaut non pagò il prezzo di acquisto totale e così Ford accese un mutuo di 400 dollari sulla proprietà di Northup, con Solomon che costituiva quindi la garanzia del prestito. Con Tibaut come padrone, Solomon subì un trattamento crudele e capriccioso. Tibaut lo riportò alla piantagione Ford, dove c'erano altre costruzioni da realizzare.

Un giorno Tibaut decise di punire Solomon, perché a suo avviso non stava seguendo le sue direttive. Ma quando Tibaut afferrò la frusta, Solomon si ribellò, ed ebbe la meglio picchiando Tibaut, il quale cercò poi di vendicarsi chiamando alcuni suoi amici e cercando di impiccare lo schiavo ribelle. Furono poi fermati da un uomo di Ford, di nome Chapin, che ricordò a Tibaut il valore economico che Solomon costituiva per Ford e cacciandoli via con le armi. Anche se non impiccato, Solomon fu lasciato da Chapin per ore con i polsi legati e con il cappio al collo, nell'indifferenza generale degli altri schiavi e abitanti della piantagione, e fu successivamente liberato personalmente da William Ford. Solomon, nella sua autobiografia, afferma che il debito contratto da William Ford gli salvò la vita.

Dopo questi accadimenti, Solomon fu mandato a lavorare per un mese come carpentiere nella piantagione di Peter Tanner, cognato di William Ford (Peter Tanner era il fratello della moglie di Ford) ma al ritorno Tibaut cercò ancora di uccidere Solomon, provando a colpirlo con un'ascia, ma anche stavolta Northup riuscì a salvarsi, fuggendo per alcuni giorni nelle paludi circostanti. Dopo questi avvenimenti Tibaut cedette Solomon a un coltivatore di nome Eldret, in un luogo che Solomon chiama "The Big Cane brake", sito a 38 miglia a sud del Red River, dove si stavano effettuando disboscamenti per sviluppare la coltivazione del cotone. Questo prestito durò soltanto 5 settimane.

Edwin Epps Poche settimane dopo questi avvenimenti, il 2 maggio 1843, John M. Tibaut cedette Solomon per 1.500 dollari a Edwin Epps, proprietario di una piantagione della zona. Fra i suoi padroni Solomon indicò in Edwin Epps (ultimo dei suoi padroni, colui che ne deteneva la proprietà al momento della liberazione nel 1853, sotto il quale rimase 10 anni) il peggiore di tutti, descrivendolo come uomo sadico e crudele, capace di infliggere tremende sevizie agli schiavi. La sua politica era quella di frustare gli schiavi se non effettuavano la quantità di lavoro che aveva stabilito per loro. Northup racconta, nella sua autobiografia, che i suoni delle frustate risuonavano ogni giorno nella fattoria e Epps abusava sessualmente di una giovane donna schiava di nome Patsey.