Gli isolani del Pacifico, chiamati anche oceaniani con riferimento all'Oceania o Pasifika in inglese, sono gli abitanti indigeni della regione dell'Oceania che comprende le isole e gli arcipelaghi dell'Oceano Pacifico ad eccezione dell'Australia.

Regioni storiche

Nel 1804, il geografo francese Conrad Malte-Brun (1775-1826), nel suo trattato di Géographie mathématique, physique et politique pubblicato con Edme Mentelle, propose il termine di "Oceanico" («Océanique» in francese) per riunire sia l'Australasia che la PolinesiaTermine che comprendeva allora tutte le isole dell'Oceano Pacifico (Grand Océan) e non solo quelle attribuite oggi alla sola Polinesia odierna. di Charles de Brosses. Malte-Brun riprese la denominazione di «Terres océaniques» anche nel 1810 e nel 1812.

Il termine "Oceania" («Océanie» in francese) fu coniato dal cartografo Adrien-Hubert Brué per la mappa che pubblicò nel 1814, e di cui il titolo completo è «Océanie, ou cinquième partie du monde, comprenant l'archipel d'Asie, l'Australasie et la Polynésie (ou le continent de la Nouvelle-Hollande et les îles du Grand Océan)»"Oceania ossia la quinta parte del mondo, comprendente l'arcipelago d'Asia, l'Australasia e la Polinesia - o il continente della Nuova Olanda e le isole del Grande Oceano"..

Il termine di "Melanesia" come quello di "Micronesia" sono stati invece coniati dal francese Grégoire Louis Domeny de RienziOceania, o, Quinta parte del mondo : rivista geografica ed etnografica della Malesia, della Micronesia, della Polinesia, e della Melanesia sui resultati dei viaggi e delle scoperte dell'autore e de' suoi predecessori e colle nuove classificazioni e divisioni di quelle contrade di G.L. Domeny de Rienzi; traduzione di A. Francesco Falconetti. Venezia: Giuseppe Antonelli Ed., 1838-1843, 3 volumi: 304 illustrazioni, 5 mappe; 24 cm., poco prima di essere riprese davanti alla Société de Géographie e rese popolari da Jules Dumont d'Urville intorno al 1832, per dividere l'Oceania in quattro parti, insieme a quelli già noti della Polinesia e della Malesia (arcipelago malese allora considerato come parte integrante del Pacifico). Il termine Melanesia deriva dal greco antico μέλας ("nero") e νῆσος ("isola"), cioè "isole dei neri".

Questa antica definizione si basava su preconcetti razziali che non corrispondono all'antropologia moderna. A questa ripartizione tradizionale dell'Oceania, utilizzata anche dalle Nazioni Unite per dividere il mondo in macroregioni, viene talvolta preferita la divisione in due regioni, l'Oceania vicina e l'Oceania lontana, proposta nel 1973 dai geografi Roger Green ed Andrew Pawley Roger Green e Andrew Pawley, in Dating the Dispersal of the Oceanic Languages, 1973., che meglio rappresenterebbe le differenze geografiche e storiche tra le regioni del continente.

Etnolinguistica

Riguardo alla loro etnia, gli isolani del Pacifico possono essere divisi in due diverse classificazioni: gli austronesiani che parlano lingue oceanicheCon la principale eccezione dei Chamorro e di Palau che parlano lingue maleo-polinesiache.. Il loro numero è di circa 2,3 milioni e occupano l'Oceania lontana ossia la Polinesia, parte della cosiddetta Micronesia e la maggior parte delle isole dell'Oceania vicina al di fuori della Nuova Guinea. i popoli che parlano le lingue papuane, sono circa 15 milioni e occupano principalmente la Nuova Guinea e alcune delle isole minori dell'Oceania vicina situate al largo della costa nord-est della Nuova Guinea, ma anche nelle isole Molucche ed a Timor.

Se le lingue oceaniche costituiscono una famiglia linguistica ben documentata con l'esistenza di una lingua proto-oceanica (POc) comune, quella della cultura Lapita, le lingue papuane sono caratterizzate dal fatto che sono lingue non-austronesiane.

La Melanesia, come anche la Micronesia, non costituisce una famiglia etno-linguistica o culturale. La Polinesia, oltre il solito Triangolo polinesiano comprende anche la Polinesia periferica e deve essere associata ad isole spesso definite a torto come "melanesiane", come Rotuma o i locutori del figiano occidentale, facenti parte della stessa famigliaLe lingue del Pacifico centrale, vedasi John Lynch, Malcolm Ross, Terry Crowley, The Oceanic languages, Richmond, Surrey, Curzon Press, 2002..

Migrazioni interne Le Hawaii hanno una popolazione di nativi hawaiani che è diminuita considerevolmente dal contatto iniziale con l'Occidente, di solito datato dall'arrivo di James Cook nel 1778. Da una stima che va da a quell'anno, la popolazione nativa era scesa a nel 1853.Questa drastica diminuzione è stata in gran parte dovuta all'introduzione di malattie (tra cui colera, varicella, influenza, morbillo, parotite e sifilide), per le quali il sistema immunitario e la competenza medica degli indigeni erano del tutto impreparati, ma anche con l'introduzione delle armi da fuoco. In tutto l'arcipelago, nel 2020, persone si identificano come essendo "nativi hawaiani", senza contare gli hawaiani che risiedono nel continente americano.Nel 2020, tra gli individui censiti negli Stati Uniti come NHPI (ossia Native Hawaiians and Pacific Islanders, da soli o in combinazione), c'erano circa identificati come "nativi hawaiani", come samoani, come chamorro, come tongani e circa come figiani. Anche se non si sa con esattezza quante di questi hawaiani siano di razza mista: probabilmente oltre il 90% lo sarebbero, anche se nelle Hawaii il 33% del totale censito si dichiara di sola razza hawaiana. Le Hawaii vantano anche una popolazione cospicua proveniente dalla Micronesia (inclusi i Chamorro delle isole Marianne), con molti micronesiani che avrebbero subito discriminazioni per mano dei nativi hawaiani polinesiani. Anche i migranti provenienti da aree come Palau, le Isole Marshall o gli Stati Federati di Micronesia hanno subito discriminazioni nella stessa Guam, nonostante entrambi fossero culturalmente "micronesiani".

I samoani, il più grande gruppo etnico, sono ormai più numerosi negli Stati Uniti () che nello stato di Samoa ( senza contare quelli delle Samoa Americane ) e lo saranno fra poco anche in Nuova Zelanda () e in Australia ().

La Nuova Zelanda ha la più grande popolazione di polinesiani al mondo; consiste non solo della loro popolazione nativa maori, ma anche di immigrati provenienti da altre isole polinesiane, comprese le Isole Cook, Samoa e Tonga, soprattutto ad Auckland e dintorni.

L'Australia ha la terza più grande popolazione polinesiana, oltre ad avere la più grande popolazione di figiani al di fuori delle Figi. La popolazione polinesiana australiana è composta da māori, così come da immigrati originari degli stessi paesi di quelli che sono emigrati in Nuova Zelanda. Nel 2022, ci sono state polemiche sulle proposte per costruire una casa tradizionale di riunione māori (conosciuta come Marae) a Sydney. Ciò è stato visto come una mancanza di rispetto nei confronti dei proprietari terrieri aborigeni australiani, poiché i māori non sono considerati indigeni dell'Australia.

La Nuova Caledonia ha la più grande popolazione di abitanti di Wallis e Futuna, superando quelli che vivono a Wallis e nelle isole Hoorn.Derivanti da diverse ondate di immigrazione dagli anni '40 ma anche da un alto tasso di natalità all'interno di questa popolazione, ora sono più numerosi che a Wallis o a Futuna. Con Wallisiens nel 2009, rappresentano 8,66% della popolazione totale dell'arcipelago. Nel 2014, erano individui, cioè 8,2% della popolazione della Nuova Caledonia. Tabelle Excel che presentano dati dettagliati sulla popolazione della Nuova Caledonia (in particolare la distribuzione delle comunità per provincia e per comune): http://www.isee.nc/component/phocadownload/category/278-data. E nel 2019, sono o 8,3% di tutti gli abitanti.

Profili regionali Micronesia

La Micronesia comprende le Isole GilbertOra parte della repubblica delle Kiribati che si estende anche in Polinesia., Nauru, le Isole Marianne (Guam inclusa), le Isole Marshall e le Isole Caroline (Palau e gli Stati Federati di Micronesia). È composta da più di isole, con una prevalenza di atolli, sparse da est a ovest per più di chilometri su una superficie oceanica di oltre quattro milioni e mezzo di chilometri quadrati.

La Micronesia è spesso caratterizzata dall'esistenza di una lingua diversa per ogni isola o per ogni gruppo di isole - con la notevole eccezione del gilbertino e del marshallese che si estendono sui rispettivi arcipelaghi, e nella sua area centrale - le Isole Caroline - da concatenamenti dialettali piuttosto complessi, che secondo i linguisti costituiscono tre, sette o undici lingue diverse. Se la maggior parte delle lingue appartengono a un solo sottogruppo chiamato appositamente micronesiano, esistono anche lingue che non sono oceaniche come il chamorro e il palauano, come anche lo yapese o il nauruano che non fanno parte di questo sottogruppo. Infine ci sono anche due lingue, quelle degli Outliers della Polinesia periferica, quelle di Kapingamarangi e di Nukuoro. La lingua di Mapia, ora estinta, faceva invece parte della regione anche se situata in Nuova Guinea Occidentale.

Polinesia e Figi

La Polinesia consiste in un insieme di arcipelaghi e di isole disposti a triangolo che copre la regione centro-orientale dell'Oceano Pacifico. Il triangolo è delimitato dalle Isole Hawaii a nord, dalla Nuova Zelanda a sud-ovest e dall'Isola di Pasqua a est. Il resto della Polinesia comprende le Isole Samoa, le Isole Cook, la Polinesia francese, l'isola Niue, Tokelau e Tuvalu, Tonga, Wallis e Futuna, Isola Norfolk e le Isole Pitcairn. Composta da 118 isole divise in 5 arcipelaghi maggiori comprende anche la Polinesia periferica situata nelle tre altre macroregioni.

La Polinesia, in quanto area di lingua oceanica di più recente insediamento, corrisponde più da vicino alla caratterizzazione di una lingua per isola o per gruppo di isole, spesso con grandi distanze tra un gruppo o una lingua e l'altro. A causa delle enormi distanze e delle profondità temporali, il concatenamento dialettale non è comune in Polinesia, dove si parlano diciannove lingue. Nelle isole Figi, d'altra parte, esiste una complessa catena di oltre trenta dialetti, con le varietà occidentale ed orientale mutuamente intelligibili(vedasi: Paul Geraghty, 1983. The history of the Fijian languages. OL special publication No. 19. Honolulu: University of Hawaii Press.. Il polinesiano costituisce un sottogruppo di livello inferiore dell'oceanico, i cui parenti più stretti sono le lingue delle Figi e di Rotuma. Tutte le lingue della Polinesia geografica appartengono a questo sottogruppo, così come le quindici lingue polinesiane dette della Polinesia periferica, parlate altrove, in Melanesia o Micronesia. Queste lingue rappresentano migrazioni a ritroso di parlanti polinesiani avvenute diversi secoli dopo l'insediamento iniziale della Polinesia (che si stima abbia avuto luogo circa 1000 anni fa).

Le isole Figi, spesso considerate come non facendo parte della Polinesia tradizionale, sulla base di pregiudizi razziali risalenti al XIX secolo, sono molto più connesse al triangolo polinesiano e alle lingue del Pacifico centrale, specie per la lingua figiana occidentale.

Melanesia

La Melanesia è rappresentata dalla Nuova Guinea, l'arcipelago di Bismarck, Isole dell'Ammiragliato, Bougainville, Isole Salomone, Nuova Caledonia, Isole della Lealtà, Vanuatu, Fiji e altre isole. Composta da quasi 2.000 isole che coprono un'area totale di circa 385.000 miglia quadrate.

Note

Bibliografia Nicholas Thomas, Océaniens. Histoire du Pacifique à l'âge des empires, tradotto dall'inglese, Tolosa, Anacharsis, 2020, 512 p. ISBN 9791092011869. Lluís Quintana-Murci, Le Peuple des humains. Sur les traces génétiques des migrations, métissages et adaptations, Odile Jacob, 2021, ISBN 9782738155139 Patrick Vinton Kirch, On the Road of the Winds: an Archeological History of the Pacific Islands before European Contact, Berkeley, University of California Press, 2000, ISBN 9780520292819